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Amici di Idf: Emily Viggiano, 18 anni best student a Gunn e idee gia’ chiare

Emily Viggiano

Nipote di due veterani italiani di Silicon Valley (Dina e Adalberto, presto protagonisti di un post su Italiani di Frontiera), a 18 anni Emily Viggiano sembra avere le idee molto chiare.
E’ stata una dei tre “best student” tra gli oltre 400 neodiplomati della Gunn High School di Palo Alto, tra le dieci migliori scuole Usa. Qualche giorno di “riposo” svegliandosi all’alba per lavorare in uno dei locali italiani piu’ rinomati di Palo Alto, il Caffe’ del Doge. Poi la partenza per il Costa Rica, per una vacanza di lavoro all’insegna della solidarieta’. Impressionata dalle condizioni di vita dei meno abbienti, durante un viaggio un paio d’anni fa in Ecuador, ha deciso che vuol diventare medico per dedicarsi alla sanita’ nei Paesi in via di sviluppo.
Prima di partire, Emily, ha accettato di rispondere a qualche domanda, confermando di meritare un posto tra gli amici di Italiani di Frontiera.

STUDIARE ALLA GUNN – Mi e’ proprio piaciuto studiare alla Gunn. I corsi sono impegnativi e la maggior parte degli insegnanti sono bravi. Ci sono anche molti sport, club e gruppi studenteschi in cui impegnarsi. Una cosa che non mi e’ piaciuta e’ che pur essendoci cosi’ tante diversificazioni, gli studenti tendono a isolarsi a livello di classi o di gruppi etnici.

IL LAVORO IN COSTA RICA – In Costa Rica lavorero’ in una piccola fattoria chiamata La Iguana Chocolate. Coltivano una varieta’ di ortaggi e frutti tropicali, raccolgono semi di cacao e producono a loro volta cioccolato. Hanno anche pollame, mucche e cavalli. Ho deciso di lavorare li’ perche’ voglio viaggiare in un modo che allo stesso tempo costi poco e e mi permetta di conoscere il modo di vivere della gente in Costa Rica. Spero anche di parlare molto spagnolo e riuscire a conoscere la famiglia che gestisce la fattoria.

IL MIO FUTURO – Il prossimo anno studiero’ alla Brown University, partecipando ad un programma di otto anni chiamato Liberal Medical Education. Spero di avere un anno libero prima della scuola di medicina per viaggiare e vivere all’estero, possibilmente in Europa. Quando diventero’ medico, spero di lavorare nella sanita’ a livello internazionale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, che hanno piu’ bisogno di cure mediche.

RICORDI DELL’ITALIA – I Viggiano sono di Venezia, anche se la famiglia del nonno e’ originaria della Campania. Ho molti ricordi dei miei viaggi in Italia, dove vorei tornare presto. Sono rimasta incantata dalla villa della mia prozia Marisa a Follina, mura spesse e davanzali sui quali stare seduta e guardare un corso d’acqua che scorre li’ vicino. Mi piaceva gettare gli avanzi di cibo nell’acqua, ai pesci ed alle anatre. Mi piaceve molto andare anche sulle Dolomiti, nel piccolo rifugio che hanno i miei nonni, chiamato La Montanina. Era cosi’ piccolo che da bambina mi sembrava fatto su misura per me. Aveva una finestra con una magnifica vista sulle montagne. Ho splendidi ricordi di quando la mattina me ne stavo a mangiare pesche o pane e Nutella. Oppure passeggiare sui sentieri scoprendo la bellezza dei prati e dei fiori selvatici. I miei viaggi in Italia mi hanno fatto decidere che voglio andarci a vivere ad un certo punto della mia vita.

RADICI ITALIANE – Penso di avere influenze italiane piu’ forti rispetto a molti altri italoamericani perche’ sono stata cresciuta vicino ai miei nonni, che sono ancora molto italiani. Ho sentito molto parlare italiano, e anche se non lo so parlare correntemente credo di poterlo imparare abbastanza facilmente perche’ l’ho sentito parlare per tanto tempo. Penso che il valore della famiglia sia una delle cose piu’ importanti della mia eredita’ italiana.
Molti dei miei ricordi d’infanzia riguardano grandi riunioni di famiglia nella casa dei miei nonni. Loro sono stati cosi’ tolleranti e ci hanno dato cosi’ tanto amore incondizionato che penso tutti i membri della nostra famiglia capiscano quanto sia importante amarsi e aiutarsi l’un l’altro. In queste riunioni, ho visto l’influenza italiana nelle nostre lunghe cene, con tante portate. E a Natale, apriamo i regali mangiando un sacco di panettone, pandoro e torrone!

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