La cosa piu’ importante? Il team.
E’ una buona squadra che trasforma un sogno in un affare. E si rispecchia nel business plan. Che dice piu’ di chi l’ha stilato che degli obbiettivi indicati nero su bianco, visto che quelli spesso, se l’idea ha sucesso, sono destinati a cambiare strada facendo.
Cosi’ Alessandro Santo, giovane associato di dPixel, advisor e gestore di un fondo di investimento specializzato nel favorire nascita e sviluppo di imprese italiane di innovazione, ha illustrato ieri i segreti del venture capital ai soci di MilanIn, circolo di business networking milanese.
Trentadue anni, laurea con lode alla Bocconi e master in Business administration alla Columbia Business School di New York, passione imprenditoriale ereditata dal padre gia’ dirigente Olivetti, al quale ha dedicato una fondazione, Alessandro non nasconde che la realta’ del venture capital in Italia e’ ancora molto limitata, rispetto a Paesi come Francia e Gran Bretagna. Ma e’ ottimista sul futuro. Per una serie di esempi di successo e perche’ lo spirito del venture capitalist, pur fra molte difficolta’, sta trovando nuovi spazi anche in Italia.
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