Tagliati i fondi alla ricerca, la fuga di talenti ci costa quasi due miliardi di dollari l’anno. Ma il ministro Gelmini rassicura

Renato Riva, veterano di Cisco, nuovo Amico di Italiani di Frontiera, l’aveva segnalato ieri sera, in un commento amaro sul gruppo IdF di Facebook.

Nella nuova Finanziaria sono scomparsi gli 80 milioni di euro del fondo destinato all’assunzione di 4.200 giovani ricercatori. Una scelta sciagurata che solo un Paese ormai assuefatto all’umiliazione dei migliori puo’ digerire. Qui gli articoli di Corriere della Sera e Repubblica.

Mica ci rassegnamo pero’. Ci sara’ pure qualcuno che ha il coraggio di ammettere che quei soldi a qualcosa di “non direttamente produttivo” come la ricerca sembravano sprecati… Badiamo al sodo, no?

Se ne trovate uno, fatelo sedere e con calma fategli leggere la bella ricerca di Sergio Nava, giornalista di Radio 24, amico di Italiani di Frontiera e autore di “La fuga dei Talenti”.

Pochi giorni fa, Sergio si e’ preso la briga di incrociare dati Ocse e Censis per calcolare quanto costa all’Italia il numero di laureati espatriati (circa 11.700) per ognuno dei quali il Paese, dalle elementari all’Universita’, ha speso 150mila 516 dollari (stime Ocse). Scoprendo cosi’ che i talenti espatriati ci costano quasi due miliardi di dollari l’anno!

Come se non bastasse, osserva Sergio, questa “emorragia” di risorse intelettuali preziose e’ scarsamente bilanciata dall’afflusso di “cervelli stranieri”  in Italia, visto che per ogni 100 laureati ce ne sono solo 2,3 non italiani, contro una media Ocse di 10,45.

Il ministro Gelimini pero’ rassicura: nessun taglio, i fondi erogati fra due settimane.

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Giornalista curioso. Dall'Italia alla California e ritorno. Per inseguire lo spirito d'impresa degli italiani di ieri e di oggi