Fare innovazione a Berlino: Giuseppe Colucci (Ploonge) e lo Startup Safary

Giuseppe Colucci

Giuseppe Colucci

Berlino ha un valore particolare per Italiani di Frontiera, visto che ha segnato l’esordio all’estero di una delle sue conferenze (nel 2009 grazie ad una compagna di liceo ritrovata online, oggi docente all’Institut fur Romanische Philologie) alla prestigiosa Freie Universitat, con la prima narrazione multimediale di IdF oltre confine.

La capitale tedesca, oggi una dei più promettenti centri per le startup, si appresta a diventare fra pochi giorni, dal 6 settembre, il cuore dell’innovazione europea con Startup Safary Berlin. Non sono pochi i giovani imprenditori italiani che stanno mettendo radici a Berlino, con tanto di quotidiano online per gli italofoni della città: Ilmitte, dove lo Startup Safary è stato illustrato in un articolo da uno degli organizzatori, Giuseppe Colucci, 28 anni, da quasi 3 nella capitale tedesca, dove ha gettato le basi per una startup italiana, Ploonge. Che ha raccontato a IdF la sua avventura.

 

– Giuseppe che ci fai a Berlino?

“Sono arrivato qui nel 2011 assolutamente per caso e non seguendo il Berlin Dream come molti connazionali. Io, in realtà, mi ero trasferito in Spagna e volevo vivere lì, ma poi la mancanza di lavoro e di prospettive mi hanno portato a cercare nuove possibilità in giro per il mondo. mi è capitato un lavoro a Berlino, l’ho preso ed eccomi qui”.

E cos’è Ploonge?

“E’ una startup italiana, nata dall’idea di 2 ragazzi milanesi, Giorgio Bertolini e Alessandro Coscia, a fine 2011. Diventata azienda nel maggio 2012, da settembre di quell’anno è presente anche a Berlino. Ecco, io ho creato le basi per l’insediamento di una sede di Ploonge a Berlino, che tuttora gestisco. Il concetto di Ploonge è quello di social online ticketing, una piattaforma per vendere biglietti per eventi di ogni tipo, combinata a un social network in cui la gente interagisce e si scambia informazioni, feedback e raccomandazioni sugli eventi, il tutto per rendere gli stessi più social e virali e quindi aiutare gli organizzatori ad aumentare le vendite”.

– Quali sono i vantaggi di Berlino come ecosistema per le strartup rispetto al resto d’Europa?

“Mah, quello che in genere si dice – ed è ancora vero, occorre vedere per quanto tempo – è che Berlino è cheap. Molti giovani imprenditori squattrinati vengono qui per questo motivo. E’ anche vero che l’ecosistema ha iniziato a crearsi intorno a qualche esempio di startup di successo nata qui, come SoundCloud. E poi Berlino è una città vibrante, cosmopolita, molto attraente per giovani menti creative, molto aperta di vedute. Perciò qui a Berlino è facile trovare ispirazione da altri che fanno il tuo stesso lavoro. E anche manpower, perché, come detto, molti giovani creativi vengono a vivere qui”.

– E il confronto con Silicon Valley?

“Ancora improponibile, ovviamente. Per costruire un ecosistema forte e stabile come nella Valley ci vogliono decenni, non un lustro. Ci vogliono capitali ingenti, che a Berlino ancora mancano. Ci vogliono aziende nate lì dal nulla e diventati colossi mondiali che investano fior di soldi in aziende minori per aiutare l’ecosistema a crescere”.

– Com’è la comunità berlinese degli startupper italiani?

“Vibrante. Mi è capitato un paio di volte di essere intervistato da Der Spiegel e Venture Village sul boom degli startupper italiani a Berlino. E’ una community numerosa e laboriosa che si dà da fare, si aiuta (c’è un gruppo Facebook chiamato Digitaly che riunisce tutti noi sotto lo stesso tetto, organizza eventi per farci conoscere, aiutare, consigliare..) e fa impresa. Venuta qui perché in Italia si sentiva oppressa dalla mancanza di vision della nostra classe economico-finanziaria e ovviamente anche politica. Ci sono molte startup a Berlino create da italiani, alcune vanno bene, altre meno, però c’è molta dinamicità”.

Startup Safary

Startup Safary

– Cosa si ripropone Startup Safary Berlin?

“Startup Safary Berlin sarà la prima giornata di open doors per startup a Berlino. 60 aziende piccole o medio-grandi apriranno le proprie porte all’intera community di Berlino per workshops, tours, Q&A, networking meetups. L’obiettivo è quello di portare l’intera community insieme, per dialogare, per conoscersi meglio, creare opportunità di business, far sì che chi ancora non fa impresa si lasci ispirare da coloro che ci sono riusciti. Però, ovviamente, non vuol essere un evento auto-celebrativo ma vuole aprirsi anche al resto d’Europa. Infatti ci saranno diverse delegazioni che arriveranno da altre città e paesi per costruire un ponte tra Berlino e altri ecosistemi, per dialogare, fare business, scambiarsi informazioni utili. E abbiamo degli Ambassador in molti paesi europei che ci aiutano a promuovere l’evento e creare delegazioni. Ne abbiamo anche in Italia, come ad esempio l’azienda di Business Design, Beople.”.

– E che ruolo avranno gli startupper Italiani?

“All’interno del team di Startup Safary ci sono ben 2 italiani! Oltre a me anche Lorenzo Musiu, un filmmaker che si occupa della parte video. E poi delle aziende partecipanti ci sono anche alcune realtà italiane: vedi Expaway, o Frestyl. E poi ci aspettiamo che dall’Italia vengano numerosi a tastare il polso al nuovo hub startup europeo, Berlino”.

– Ad un aspirante startupper italiano che volesse venire a Berlino: cosa consigli di fare… e di non fare?

“Direi: pensaci 5 volte prima di intraprendere un percorso così difficile. Solo se la tua idea è davvero valida e il tuo business model è forte hai possibilità. Vedo qui molte aziende che nascono, magari hanno anche un team molto bravo e creeranno un forte hype intorno a sé, ma poi entrano in un vicolo cieco per mancanza di un revenue model che davvero funzioni. Qui nessuno sta aspettando te, c’è molta concorrenza e di startup ne nascono 2 al giorno, perciò bisogna essere davvero forti. Però le opportunità ci sono e se uno è convinto di poterle sfruttare, allora ben venga, lo accogliamo a braccia aperte! Per lo meno Berlino è un posto che ti permette di provarci. Magari si tratta solo di una sensazione che si ha, perché tutto è molto elettrico, ma se uno è convinto davvero allora ci provi!”.