20.02.2018 Interviste e Incontri , , , , , , ,

C’è un sogno eccentrico, in un deserto californiano da incubo. A raccontarlo è una filmmaker italiana

La scena sembra quella di un film, surreale. E i protagonisti quasi da favola: una ragazza che sa danzare con grazia e il figlio di un celebre principe. Tutti e due filmmaker.

Los Angeles è a 150 miglia, Palm Spring ad appena un’ora d’auto ma quell’incredibile paesaggio fra deserto e sogno chiamato Bombay Beach, città abbandonata dell’Imperial Valley californiana, non è stato disegnato da scenografi ma è una combinazione di natura… e disastri provocati dall’uomo. Il fondale del lago infatti è contaminato e una volta evaporata l’acqua, si trasforma in polvere altamente tossica. Il panorama è così estremo da attirare e ispirare frotte di artisti. Al punto che un manipolo di folli lo ha scelto un paio d’anni fa per  farne la sede di una rassegna d’arte.

Ma come raccontare una manifestazione eccentrica in un posto così improbabile da sembrare un sogno? Il web fa il miracolo: online i folli trovano un piccolo film, cortometraggio talmente ispirato e onirico da non lasciar loro dubbi: quello è l’autore giusto, il suo occhio e la sua mano sono ideali, per raccontare con un video il loro strampalato progetto.

L’autore… è un’autrice:  italiana, giovane ed eccentrica. E da qualche giorno Susanna Della Sala,  una passione per la danza che traspare in alcuni dei suoi video, oltre che videomaker “Set and Production Designer, set decorator” uscita dal Centro Sperimentale di cinematografia di Roma dopo gli studi al Politecnico di Milano e University of the Arts a Londra, è in California per le riprese di quel documentario “Elysian Fields” sostenuto con una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

La storia di Bombay Beach non è meno bizzarra del suo scenario. Una spiaggia… nata da un disastro, il cedimento di una diga sul fiume Colorado, che nel 1905 provocò un gigantesco bacino artificiale, il lago Salton. Negli anni Cinquanta le sue rive erano popolate di bagnanti e per un periodo fu una frequentata meta turistica, che fra i suoi ospiti illustri annoverò pure Frank Sinatra e The Beach Boys, prima che una serie di catastrofi naturali, sempre causate dall’uomo, ne facessero un luogo inquinato e abbandonato.Talmente estremo come paesaggio da diventare meta di artisti, fotografi e cineasti in cerca d’ispirazione. Come se la natura profondamente alterata continuasse a “donare” suggestioni.

“Ma nella città non rimaneva nulla, ho pensato dovesse esserci una celebrazione di tutta la creatività  che accade in questo luogo. Il concetto è quello di portare arte, filosofia, una comunità, attivismo politico e ambientale, tutto con uno spirito surreale e anarchico… penso che Susanna sia la persona giusta per fare un film che non sia solo un normale reportage”, dice Tao Ruspoli, cofondatore della Bombay Beach Biennale, filmmaker e musicista italoamericano, figlio del leggendario principe Dado che fu protagonista della vita mondana romana che ispirò La Dolce Vita.

A colpire Ruspoli è stato il cortometraggio “Il dottore dei pesci” , che Susanna Della Sala ha realizzato lo scorso anno come regista e produttrice, firmando la sceneggiatura assieme alla sorella Linda,  racconto lieve carico di atmosfere surreali  su un  personaggio bizzarro che per il suo curioso mestiere finisce per l’attirare l’attenzione di una tv americana.  (qui sotto il trailer)

IL DOTTORE DEI PESCI (Italy, 2017) – Trailer from Zen Movie on Vimeo.

 

“…Questo nuovo mondo… mi ha spinta a fare un’associazione con la mitologia antica greca e romana, in particolare con il personaggio di Orfeo che era per eccellenza l’artista in profonda sintonia con il mondo naturale comprensivo del ciclo di decadimento e rigenerazione della natura che penso sia la giusta metafora del percorso di vita… del ciclo di vita di Bombay Beach”, dice Susanna presentando i preparativi del suo lavoro nel deserto.

Per finanziare il progetto, la filmmaker sta anche concorrendo alla settima edizione del concorso La danza in un minuto con un suo (bellissimo) video, “C’est moi” (che si può votare online ancora per qualche giorno, numero 15) di cui è pure interprete.

15 – C’est moi – SUSANNA DELLA SALA from coorpi on Vimeo.

 


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