Idee sul futuro da visionari del passato. In tour con ospiti speciali e due cimeli P101 Olivetti e Apple 1

Mai successo di condividere un palco… con due cimeli. Nel vero senso della parola, due ritrovati tecnologici di un’altra epoca. Presentare ed esporre due macchine leggendarie che hanno fatto storia è l’ennesima occasione per parlare attraverso la tecnologia delle idee, dei pensieri e delle visioni di chi quelle macchine ha saputo progettare e realizzare. A Ivrea la prima tappa di un evento che girerà l’Italia Si chiama “Da 101 a 1” l’evento lanciato lo scorso 11 aprile al Laboratorio Museo Tecnologicamente di Ivrea, scrigno di tesori Olivetti dalle macchine da scrivere e da calcolo all’elettronica, sorta di “numero zero” di un progetto ideato da Fondazione 101 di Crespi d’Adda e Italiani di Frontiera che verrà riproposto in un tour in località italiane che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’innovazione, prendendo a pretesto le ricorrenze dei 60 anni dell’uscita sul mercato del primo personal computer, la leggendaria P101 Olivetti e dei 50 anni dal lancio di Apple 1, il PC che ha segnato il battesimo di quello che è diventato il colosso informatico di Cupertino. Due anniversari occasione di conoscenza e riflessione sui visionari che hanno cambiato le nostre vite realizzando strumenti rivoluzionari.  Oggi cimeli rari, un modello di Olivetti P101 e uno di Apple 1 verranno esibiti e fatti funzionare ad ogni evento, dopo aver rievocato con ospiti qualificati in un dialogo col pubblico storie di ieri per cogliere prospettive e aspetti culturali che ci aiutino a guardare al domani. Come ricordare il contributo di grandi innovatori e visionari traendo spunti dal futuro dalla loro straordinaria esperienza? Gastone Garziera celebrato con StartupItalia ultimo testimone dell’impresa P101 Olivetti E’ un percorso che su StartupItalia assieme al direttore Giampaolo Colletti abbiamo anticipato, rendendo omaggio a Gastone Garziera, ultimo superstite del leggendario team che realizzò il primo persona computer P101 Olivetti, dedicandogli articoli, un’intervista live a cura di Likeabee e un premio Special Award P101 al #SIOS25. Abbiamo pure ricordato come grazie a Damiano Airoldi, ideatore della Fondazione 101, di Gastone sia stato pure realizzato un avatar, gemello digitale in grado di preservarne la straordinaria memoria. Gastone è stato ospite d’onore pure del primo evento “Da 101 a 1” a Ivrea, al quale  RaiNews ha dedicato un servizio per il TG Rai del Piemonte realizzato da Federica Burbatti. Prossimo appuntamento col Vintage Computer Festival a Nettuno Il format si appresta a girare l’Italia, a cominciare dal prossimo weekend, sabato 23 e domenica 24 maggio a Nettuno (Roma) nell’ambito del Vintage Computer Festival Italia. Se coraggio, tenacia, straordinaria inventiva sono state, come abbiamo ricordato nei nostri articoli, fra le caratteristiche di quel manipolo di visionari capace di realizzare il primo pc in Ollvetti quasi in clandestinità, la storia dell’inizio di Apple è soprattutto quella di un incrocio fra due personaggi geniali con competenze complementari: nessuno dei due avrebbe potuto raggiungere il successo senza l’altro. Wozniak un genio, Jobs un visionario «La genialità di Steve Wozniak è stata quella di ridurre e concentrare in una sola scheda la quantità di componenti necessari all’epoca per un computer, cosa che aveva già fatto per un gioco di Atari, facendo così vincere a Steve Jobs una scommessa… di cui non condivise con lui il premio incassato dalla software house», ricorda Paolo Cognetti , informatico, collezionista e divulgatore, figura di punta nel campo della storia dei computer, che sarà ospite dell’evento a Nettuno. «L’obiettivo di Wozniak era però quello di realizzare un computer semplice da donare ai soci dell’Homebrew Computer Club. La genialità dell’altro Steve fu quella di intuire che si trattava di una macchina rivoluzionaria. E di pensare che quella macchina andava venduta. Quindi Apple 1 non fu il primo computer ma il primo costruito in modo geniale e semplificato e poi sostenuto e venduto da un genio del marketing. All’epoca c’erano altri computer innovativi ma non poterono contare su questa combinazione di due  genialità», racconta ancora Paolo. Il progetto “Da 101 a 1” ha avuto un prologo riservato agli autentici patiti di Vintage Computer. Lo scorso 1 aprile infatti nella sede di Trezzo d’Adda di MMN che ospita una splendida raccolta di cimeli, in un evento esclusivo con ospiti illustri come Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, a 50 anni esatti dalla sua nascita è stato riacceso un raro modello di Apple 1. Tutto questo in un’avvincente presentazione curata da Claudio Parmigiani fondatore di 8-bit Lab nato a Torino nell’ambito del Temporary Museum, primo e unico laboratorio al mondo in grado di restaurare e rimettere in funzione i computer creati nella Silicon Valley nel decennio 1975-1985, un incontro aperto da un saluto in video di David Pogue, che ha appena pubblicato negli Usa “Apple. The First 50 Years”. Dopo Nettuno (Roma), il prossimo il 25-27 ottobre “Da 101 a 1” sarà all’IT Director Forum di Richmond a Rimini. In cantiere altre tappe a Vinci, Torino  Pisa, che ha di recente celebrato i 40 anni della prima connessione Internet italiana avvenuta proprio dalla città della torre pendente e Asolo (Treviso) che proprio fra i colli trevigiani aveva aperto uno stabilimento Brionvega, azienda in sintonia con la filosofia Olivetti. E forse in dicembre pure a Gubbio, in un inedito collegamento ideale tra visionari dell’informatica e un innovatore davvero rivoluzionario: San Francesco. Qui l’articolo su StartupItalia

Silicon Valley oggi e noi italiani. Una riflessione, dopo il 22° SV Tour

  Un piacere aver contribuito all’ultimo numero della rivista SenzaFiltro curata dall’associazione FiordiRisorse, con una mia personale riflessione su Silicon Valley oggi e noi italiani, di ritorno lo scorso febbraio dal 22° Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour con un folto gruppo di professionisti di Confindustria Romagna. Ecco l’articolo. Ma resiste ancora oggi, per uno stuolo di potenziali selezionati emigranti dell’innovazione,il fascino di quella che a lungo abbiamo considerato fucina del nostro futuro e oggi hafama di aver partorito molti dei problemi del nostro presente? “Silicon Valley non è un luogo ma uno stato della mente!”Quel mantra l’ho sentito infinite volte, da quando nel 2008 decisi di trasferirmi con tutta lafamiglia per sei mesi a Palo Alto, incontrando e intervistando decine di connazionali che lìstavano facendo carriera, alcuni dei quali sono oggi tra i miei migliori amici, tornandoci poiuna ventina di volte guidando gruppi di professionisti in cerca d’ispirazione fra connazionalid’eccellenza, con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour.E’ passato davvero tanto tempo, e se il mondo cambia rapidamente, la Valle del Silicioconosce accelerazioni ancor più brutali. Eppure, credo che pure i tanti italiani che oggicontinuano a sbarcare a San Francisco con un progetto e un sogno, ne restino incantati.Anche se non sono in molti a restarci a lungo.Perchè il primo impatto con quel pezzo di California resta sconvolgente. Nello scoprire chepuò dunque esistere un mondo in cui le idee galoppano, meglio se sono un po’ folli, dovese sei giovane o giovanissimo ti stanno incredibilmente ad ascoltare con ancora piùattenzione, dove è possibile a volte incrociare, magari per caso, personaggi ches’immaginavano inarrivabili. E pure loro, sei hai qualcosa di interessante da dire, ti stannoad ascoltare. Dove i rapporti sono estremamente informali, amichevoli e rapidi, i soldi nonsi regalano ma per chi è davvero bravo, con una buona squadra, l’impossibile sembra aportata di mano, anche se si corre con i migliori, che continuano ad arrivare lì da tutto ilmondo. Per chi riesce a metter radici almeno per un po’, e non si accontenta della superficie,sfumano rapidamente molte tonalità di quel quadro idilliaco, che si fa complesso.Scoprendo che coltivare network e amicizie giuste conta molto più che essere geniali nerdcon in tasca un’idea rivoluzionaria, che quel fiume di milioni di dollari che pare inesauribiledei venture capital ha miracolato in passato innumerevoli progetti patacca, trascurandoalcuni importanti innovatori. E che il significato che attribuiamo noi al concetto di “rapportiamichevoli e informali” non abita da queste parti, dove velocità e assenza di formalismihanno un valore economico non affettivo: rapidi, che dobbiamo pensare al business.Quello “stato della mente” esiste eccome, e abbiamo parecchio da imparare, liberandoci distereotipi e cattive abitudini diffusi nel Belpaese, che lì possono letalmente pregiudicare lapropria reputazione. Come arrivare in ritardo a un appuntamento, non risponderetempestivamente ai messaggi, non esprimere gratitudine a chi ti ha creato un contattoprezioso. Serve un pizzico di umiltà ma senza complessi di inferiorità, visto che nelfrattempo, bazzicando la Valle s’impara pure che a quel mondo, come italiani, abbiamopure parecchio da insegnare: nel risolvere problemi inediti uscendo dagli schemi, nelcombinare con creatività competenze diverse fra tecnologie, scienza e cultura umanistica,nel far tesoro anche di un pizzico di scetticismo nel guardare al mondo. Questo valeva ieri come oggi, che la stella di Silicon Valley brilla ma è offuscata da unpezzo da ombre inquietanti. Da anni è ormai scontato che la “Mecca dell’Innovazione” hapure generato mostruose contraddizioni che oggi ci affliggono, a cominciare da unospaventoso accentramento in poche aziende, in pochissime mani, di un potere immenso,una ricchezza smisurata frutto del controllo del tesoro oggi forse più prezioso: i dati. E queltesoro può garantire a chi lo possiede un potere che va oltre la ricchezza economica, vistoche la manipolazione di quei dati assicura potere sociale e politico, prestigio, consensocapace di determinare il corso della storia, facendo apparire le procedure democratichesempre più obsolete. Ma com’è cambiato il flusso di italiani che sbarcano ogni anno a San Francisco e nella BayArea, molti per una full immersioni intensa anche se di breve durata?Un osservatorio aggiornato è quello di Innovit, spazio per l’innovazione e la cultura italianache a San Francisco in una bella sede ospita da metà 2022 ICE (Italian Trade Agency,l’Istituto per il commercio estero) Istituto Italiano di Cultura ed Il centro di InnovazioneItaliano  con  l’obiettivo di essere solo il primo di analoghi centri da aprire in mezzo mondoe creare un ponte tra l’Italia e la Silicon Valley.   “Questo flusso, che è sempre più intenso, all’inizio interessava prevalentemente ilmondo delle startup e delle piccole medie imprese innovative, ora invece pure le grandiaziende sono interessate non solo ad aprire un proprio outpost qui, come Italgas, chel’ufficio l’ha proprio in Innovit  ma pure a portare propri manager a ispirarsi,  confrontarsicon esperti di Intelligenza Artificiale o incontrare partner delle loro aziende”, diceFrancesca Buonanno,  Chief Project Manager di Innovit e capo Innovazione di FondazioneBrodolini, che ha vinto insieme ad Entopan Innovation la gara per aprire e gestire il centroa San Francisco.“A far tesoro di quel che Silicon Valley può insegnare oggi sono pure le pubblicheamministrazioni, che grazie al supporto  di Consolato e ministero degli Esteri hanno unapresenza continua, come Toscana ed Emilia Romagna, prima Regione ad aprire qui adInnovit un proprio ufficio, come Basilicata, Lazio e Sardegna, intenzionate a ispirare i lorodirigenti e favorire lo sbarco delle proprie startup con una visione che comincia ad esserepiù di sistema: non solo il singolo startupper per conto proprio ma una collaborazione conla pubblica amministrazione e soggetti che fanno ricerca e innovazione, in Università eparchi tecnologici“. Ma nessuno più si illude che star due settimane a Silicon Valley e tornare a casa con ideee contatti preziosi sia sufficiente, dice Buonanno.“C’è la consapevolezza che sia importante allinearsi al linguaggio e al modo di pensare diSilicon Valley, dove per crescere davvero occorre avere una presenza continuativa, anchese non è necessario trasferire qui tutta la squadra, che può benissimo continuare asviluppare una tecnologia mantenendo la presenza in Italia e avere qui finanza emarketing come holding”.Questa presenza continuativa sarebbe preziosa pure per manager di grandi aziende edirigenti della pubblica amministrazione ma ovviamente è molto difficile che queste figurepossano fermarsi a lungo. Così dall’Italia

Alessandro Palmisano (TrenDevice): rivoluzionare l’azienda… grazie all’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour

Era stato fra i partecipanti di uno dei primi Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (2013). Solo qualche tempo fa ho scoperto che in quel periodo, la sua azienda rischiava di chiudere rapidamente e che l’idea giusta, per reinventarsi come imprenditore cambiando completamente modello di business, gli era venuta proprio da ispirazioni e stimoli raccolti in quel viaggio. Si trattava “semplicemente” di guardare le cose da una prospettiva diversa, ragionare “Out of the Box” e trovare un’opportunità proprio dove sembravano esserci solo criticità. Oggi la sua azienda, TrenDevice, sta crescendo a pieno ritmo e sta affrontando con successo una campagna di crowdfunding. Per questo ho chiesto ad Alessandro Palmisano: racconta questa bella storia. Con una sorpresa: fargli rivedere per la prima volta le immagini del suo commento entusiasta e anche un po’ profetico, all’aeroporto di  San Francisco, al termine di quel 2013, su quanto si portava a casa da quell’avventura. Con un pizzico di orgoglio, per quanto Italiani di Frontiera riesce ad esser prezioso, per imprenditori visionari… Non bastasse, Alessandro Palmisano ha appena raccolto la sua esperienza in un libro, “Aziende al bivio” firmato assieme a Luca Morandini (con cui cura il podcast Digitalizzaredavvero), raccontando la trasformazione di una PMI italiana “tra passaggio generazionale e digital transformation”.

Giovanna Ceserani e il progetto di Stanford che mappa in digitale i diari dei viaggiatori del Grand Tour, con un tocco di Politecnico Milano

Pisana, laureata all’Università di Bologna, PhD a Cambridge e oggi Associate Professor al Dipartimento Studi Classici della Stanford University, Giovanna Ceserani è tra gli artefici di un inedito progetto di Digital Humanities: tecnologia digitale al servizio degli studi umanistici. Mapping the Grand Tour è un’elaborazione visuale dell’enorme mole di dati, documenti e diari di migliaia di viaggiatori inglesi che nel Settecento, come altri facoltosi europei, compirono il lungo viaggio d’istruzione in Italia. La nuova sfida è quella di portare approcci Big Data e le possibilità di visualization offerte dalle nuove discipline del computer a contatto con gli studi umanistici. Questo tipo di visualizzazione ha svelato percorsi, intrecci e significati inediti dei dati, che non si coglievano in quella che prima era una raccolta in forma di dizionario. Qui un articolo di The Economist, “Rewriting  History” in cui Giovanna illustra il suo lavoro. Nel video, l’incontro informale di Giovanna con i giovani professionisti del Sud protagonisti dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013, in cui racconta il suo lavoro e la sua esperienza nell’università californiana, fra suggestioni e intrecci fra culture diverse. Il lavoro fa parte di un progetto più ampio, chiamato Mapping the Republic of Letters, a cui – chi l’avrebbe detto? – ha collaborato dall’Italia anche un prezioso amico di IdF, Paolo Ciuccarelli, fondatore e direttore scientifico del DensityDesign Research Lab del Politecnico di Milano, mentre la panoramica grafica è stata curata da Michele Graffieti, laurea allo stesso Politecnico, oggi visual designer a New York.  

Scoprire Silicon Valley con Italiani di Frontiera: parola ai reduci del Tour 2016 con Magnetic Media

Da Berkeley a Stanford, da Google a IBM, alla scoperta della culla mondiale dell’innovazione con un viaggio di Italiani di Frontiera per la prima volta tutto dedicato a una sola azienda: Magnetic Media Network. Commenti, parole chiave e riflessioni dei reduci dal Tour per scoprire come un’esperienza nella Bay Area fra connazionali d’eccellenza, ispiri professionisti e innovatori nel loro lavoro in Italia. Per la prima volta, in un video tutti i nostri preziosi speaker: Alessandro Ratti e Daniele Filippetti (Berkeley), Francesca Santoro ed Emanuele Pecora (Stanford), Luisa Bozano e Simone Bianco (IBM), Luca Prasso e Giulia Pierangeli (Google), Emilio Billi e Antonella Rubicco (a3Cube), Carlo Tedesco (NetApp), Luca Venturini (BootUp),  Vittorio Viarengo (già a VMWare e MobileIron). Il video a cura di Magnetic Media Network è stato realizzato e prodotto da Stefano Giambellini (Incontroluce), affiancato nelle interviste da Priscilla Cavaliere. Grazie ragazzi, bellissimo lavoro, prezioso per la crescita del Tour e di Italiani di Frontiera.    

Cosa ci ha lasciato l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour: la parola a quattro professionisti e amici

Un giovane imprenditore che ha appena inaugurato la nuova sede di occhiali nel Bellunese, due professionisti veterani del mondo aziendale, il titolare di un’impresa di energie rinnovabili: cosa lascia l’esperienza della scoperta di Silicon Valley dopo uno dei Tour di Italiani di Frontiera. Un grazie a Nicola Del Din, Renato Ciuci, Angelo Bonomi e Silvio Gentile, che confermano come il valore più importante di Italiani di Frontiera sia lo straordinario network delle persone che si riconoscono in questa avventura.

Tour a Silicon Valley: il libro Italiani d Frontiera in quattro eventi nella Bay Area!

L’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour che inizia lunedì 2 novembre sarà occasione per presentare nella Bay Area il libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA, qui la rassegna stampa) che racconta attraverso storie, interviste e incontri nascita e sviluppo di questo progetto. Partito con una famiglia che qualche anno fa decide di vivere per qualche mese in California, trasferendosi da Sesto San Giovanni a Palo Alto, senza immaginare cosa sarebbe accaduto… Martedì 3 novembre primo appuntamento al meeting SVIEC, enoteca Donato di Redwood City, in una serata che avrà come speaker d’eccezione Kenny Lauer, Vice President of Marketing and Digital of the Golden State Warriors. Noi ci saremo con tutti i partecipanti al Tour, Jeff Capaccio ideatore e anima di SVIEC, partner essenziale per Italiani di Frontiera, dedicherà qualche minuto alla presentazione del libro di cui è fra i protagonisti. Sabato 7 novembre secondo evento, interamente dedicato al libro,  18.30 a Berkeley (Valley Life Sciences Building, Room 2060), ospite dell’Italian Society @ Berkeley (grazie mille Irene Ciuci e Fabio De Martino). “An Evening with Roberto Bonzio” niente meno! Qui le registrazioni. E alla fine ceneremo insieme… Ah dovrò prepararmi a presentare il libro in inglese. Ma l’ho già fatto con l’American Business Group a Milano… Mercoledì 11 novembre terzo evento nel cuore di San Francisco con gli amici di BAIA (grazie Franco Folini e Matteo Daste), presentazione alle 18 30 nella bellissima sede di  Squire Patton Boggs LLP, 275 Battery Street Suite 2600 (qui la registrazione) Giovedì’ 12 novembre infine quanto e ultimo appuntamento, in un luogo che ha un valore affettivo speciale, visto che durante i sei mesi trascorsi a Palo Alto, lì eravamo di casa con tutta la famiglia… l’elegante Stanford Shopping Center, ancora con BAIA  (grazie Sara Pirami, Maria Luisa Sacchi, Franco Folini, e Gabriele Bodda), alle 18.30 nel locale Tootsies, 700 Welch Rd Ste 150 Palo Alto, registrazioni nel gruppo BAIA di Facebook,  presentazione in italiano.   Oh quanti amici da invitare… un grazie speciale a tutti gli organizzatori, al Consolato generale d’Italia a San Francisco (amico straordinario di Italiani di Frontiera il console Mauro Battocchi!) e all’Istituto Italiano di Cultura (e al suo direttore Paolo  Bariera) che hanno sostenuto la promozione del progetto nella Bay Area.  

Con Italiani di Frontiera nuovo Tour a Silicon Valley. Ecco il programma

L’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour d’autunno è ormai alle porte. Un gruppo più che mai eterogeneo ed agguerrito, la partenza sabato 31 ottobre. Ecco il calendario delle visite. Lunedì 2  inizio alla grande, con la visita a Stanford University e nel pomeriggio a SLAC, l’acceleratore nazionale gestito dall’Università. Martedì 3 novembre, le visite a due colossi di Silicon Valley,  Facebook e Oracle. In serata, eccezionale evento SVIEC da Donato Enoteca a Redwood City: speaker Kenny Lauer, VP Digital Marketing dei Golden State Warriors, vincitori dell’NBA! Mercoledì 4 sarà la volta di una novità per il Tour, prima visita a Dropbox, poi il ritorno a Novedge, che nel frattempo ha cambiato sede spostandosi nel cuore di San Francisco. In serata, altra preziosa occasione di networking con l’aperitivo con gli amici di BAIA. Giovedì 5 novembre l’attesa trasferta a Cupertino, con un incontro davanti alla sede di Apple, poi nel pomeriggio  a San Josè, per scoprire i segreti di a3Cube. Aggiornamento last minute, terza visita fuoriprogramma, 17 30 dal bravo Francesco Lacapra, veterano Olivetti e imprenditore oggi con Peaxy. Venerdì 6 gran finale, con la visita al quartier generale di Google Mountain View, poi altre due novità per il Tour, accolto prima da Bootupworld a Menlo Park, poi a Sunnyvale per la prima volta a LinkedIn!   Finite le visite, per me il… tour de force proseguirà piacevolmente con tre presentazioni del libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley”: sabato 7 a Berkeley, mercoledì 11 nel cuore di San Francisco, giovedì 12 in un posto in cui eravamo di casa con la mia famiglia nei sei mesi in cui è nato Italiani di Frontiera: Stanford Shopping Center!.      

IdF Tour incontra Vittorio Viarengo (MobileIron), poi dal garage alla sede del colosso HP

  E’ da sempre uno degli speaker di maggior impatto, per i partecipanti ai Tour del passato, Vittorio Viarengo, ingegnere Out of the Box passato da VmWare a MobileIron, che l’ha chiamato a occuparsi di qualcosa che non aveva mai fatto: marketing. Lasciare un colosso affermato per rimettersi in gioco in una startup lanciatissima, accettare la sfida, capire a fondo la filosofia e i segreti di Silicon Valley… Siamo tornati pure con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 da Vittorio, che si era raccontato in una breve intervista a IdF lo scorso anno.   I contenuti sempre di forte impatto dello speech di Vittorio si possono ritrovare in un video realizzato in occasione della recente visita a San Francisco del premier Matteo Renzi,  I segreti della Silicon Valley, girato rivolgendosi direttamente a Renzi, una sintesi di quella che è la sua presentazione classica, pur sempre in progress.   Partenza per una meta d’obbligo, nei Tour, il garage di Hewlett e Packard, Palo Alto Addison Avenue, dove i due ingegneri neolaureati a Stanford, negli anni Trenta lanciarono le basi di quello che è oggi un colosso, un po’ in difficoltà. Mitragliata di foto davanti a quella che è considerato il vero luogo di nascita della Silicon Valley…… poco dopo entriamo (per me è la prima volta) nella sede del colosso HP. Colosso alle prese con una vera crisi di crescita, ci spiega con due colleghi Andrea Fabrizi, ingegnere romano che dirige una sezione che si occupa di Big Data e Analytics. In una valle in cui giganti come Google e Facebook hanno una storia recente e sono cresciuti all’insegna della velocità,, HP ha sofferto il fatto di abbinare a profitti ancora colossali di attività consolidate una strategia poco omogenea, seguendo i due settori del business rivolto ai consumatori e quello per le aziende, questo il motivo che l’ha indotta proprio nei giorni scorsi a una separazione storica fra le due divisioni.  

Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour d’autunno: si parte con Stanford e Google

E’ piena Indian Summer con un sole che spacca (ma all’ombra si gela..), San Francisco in piacevole subbuglio per le celebrazioni della Fleet Week, arate esibizioni aerei e feste ovunque in omaggio alla flotta degli Stati Uniti, cui seguono lunedì 13 quelle del Columbus Day. Ma nella Bay Area intanto stanno arrivando i partecipanti all’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 di autunno, con un programma da urlo… Domenica 12 piccolo giro turistico culturale per introdurre i tanti argomenti che il nostro viaggio approfondirà, alla ricerca non atto di ecletant casi aziendali ma di quello che è il modo di pensare (e di agire) alla base della culla mondiale dell’innovazione. Poi di seguito: Lunedì 13 Stanford University (Palo Alto) e Google (Mountain View) Martedì 14 MobileIron (Mountain View) e HP (Palo Alto), in serata il meeting con i veterani del Silicon Valley Italian Executive Council. Mercoled’ 15 a San josè, prima a IBM, poi  A3 Cube. Giovedì 16 a San Francisco: Novedge, Airbnb e incontro al Consolato Generale d’Italia con ADEspresso. Venerdì la chiusura  17 ancora a San Francisco: Gild, Salesforce e Mashape. Stay tuned…