Dopo la pagina del Corriere, Italiani di Frontiera a Londra alle Olimpiadi! Unire i puntini…

Prima il Corriere, poi la trasferta a Londra… un’estate speciale per IdF. Era rimasta in un frigo di via Solferino per un bel po’ ma alla fine è uscita al momento giusto, neanche a farlo apposta, nel giorno in cui in Assolombarda ho partecipato a un’importante riunione su Expo e dopo Expo, in cui IdF potrebbe avere un ruolo… Bellissima intervista, quella che sul Corriere della Sera di Milano di lunedì 23 luglio Giovanna Pezzuoli mi ha dedicato (con belle foto di Duilio Piaggesi) , per spiegare l’avventura di Italiani di Frontiera. L’ha detto pure mia mamma, che a Mestre l’ha letta online: mia collega ai tempi del Giorno, Giovanna ha davvero catturato lo spirito di questa scommessa per cambiar vita. E pazienza se titolatori come sempre frettolosi han scritto che sono “ex giornalista”, mentre mi sento giornalista più di prima; che mi sono trasferito negli Usa per fare lì lo storyteller (ma prima o poi…); o che per realizzare IdF ho dovuto vincere resistenze di mia moglie Pola, che invece è stata partner impagabile di questo progetto sin dall’inizio (il PDF della pagina è scaricabile nell’immagine a fianco o qui). Non a caso, Giovanna ha chiuso con il “connect the dots” di Steve Jobs, l’inseguire cuore e istinto che alla fine ti permette di collegare i puntini alle tue spalle, del tuo passato. Quel lunedì mi è successo ancora una volta, di collegare puntini del mio passato. Quella pagina è stata occasione per tornare dopo un bel po’ di tempo nella sede del Corriere, che negli ultimi anni mi ha ospitato come speaker agli eventi Mind The Bridge. Ho guardato con occhi diversi a quella redazione, via Solferino, in cui per anni ho sognato di finire. Sin da quel giorno, anni Ottanta, ero al Gazzettino e ancora cercavo lavoro a Milano, in cui Mino Durand, bravo caporedattore del Corriere, che era stato inviato in Veneto (spesso ospite a cena a casa nostra a Mestre, visto che mio padre Gibo del Corriere era corrispondente), tentò di scoraggiarmi dall’impresa. “Lo vedi quello? E’ bravissimo ma quasi non riesco a farlo scrivere”, mi disse indicando un tipo con occhiali e baffi. Era il grande Marzio Breda, oggi “quirinalista” del Corriere. Eravamo nella leggendaria Sala Albertini, luogo storico del giornalismo italiano. Iniziai a compilare su una gigantesca Olivetti il mio curriculum su quel tavolo austero. Ma durò poco. L’anziano titolare della postazione mi fulminò, invitandomi a un bagno d’umiltà: finire il lavoro su uno strapuntino, davanti alla finestra. Quel giorno sono tornato in via Solferino, incrociando un po’ di vecchi amici.  A cominciare da Gigi Colin, art director nonchè artista e fotografo. C’era la riunione per la prima pagina. Così ripassando davanti a quella leggendaria sala, incontro i vertici del quotidiano.  Abbracci e battute con Venanzio Postiglione, caporedattore centrale e direttore del Master in Giornalismo della Statale di Milano,  con Daniele Manca, oggi vicedirettore, anche lui un ex del Giorno. Poi davanti a quella stanza gonfia di storia che mi fece sognare, succede qualcosa che mi lascia di stucco. Con un sorriso davvero cordiale, mi viene incontro e mi porge la mano chiedendomi “Come stai?”, quasi fossimo vecchi amici, una persona alla quale credo di non esser mai stato presentato. E’ Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere. Io che pure sul palco me la cavo a chiacchiera, rispondo con un sorriso imbarazzato e la disinvoltura del baccalà. Resto pur sempre l’erede di un cronista roccioso ma timido… Esco felice e un po’ stordito, da quel palazzo che per anni mi era sembrato un posto da sogno. Felice, per il sogno così diverso, realizzato da solo con Italiani di Frontiera; per la sensazione che pure in quel santuario del giornalismo italiano tradizionale, un modello oggi più che mai in crisi, la folle idea di IdF sia in qualche modo apprezzata. E’ davvero il giorno di “unire i puntini”. E allora faccio quel che da mesi mi riproponevo di fare. Telefono a Beppe Severgnini. Di recente mi ha inviato un libro con una gentilissima dedica, ho ringraziato ma ancora non ci siamo mai incrociati. Dovevamo farlo a Londra, lui inviato del Corrierone nella città in cui ha vissuto a lungo. Io con il mio progetto “povero ma creativo”. Grazie ai fantastici amici di Medioera (Mauro Rotelli in testa), festival di cultura digitale che mi ha appena ospitato a Viterbo, nella foto, la conferenza multimediale di Italiani d Frontiera è andata in scena con successo martedì 31 luglio a Casa Italia, durante le Olimpiadi! Il giorno dopo Severgnini, che incontrerò un’altra volta. Emozioni, amici vecchi e nuovi a Londra, nuovi preziosi contatti. Connecting the dots…

Massimo Marchiori “Ispiratore di Google” lancia la sua sfida nella ricerca web con Volunia

L’appuntamento è per oggi alle 12 in diretta streaming mondiale dall’Università di Padova a questo indirizzo. E segnerà addirittura una svolta storica per il web, promettte Massimo Marchiori, scienziato e  docente italiano dell’ateneo patavino,  ideatore di  Hyper Search, l’algoritmo che ha dato a Sergei Brin e Larry Page l’idea per sviluppare il loro di algoritmo, alla base del successo di Google. Marchiori, che oggi ha 41 anni, premiato nel 2004 col prestigioso  TR100 della Technology Review, rivista dell’MIT, ha creato grande attesa attorno all’annuncio ufficiale odierno, con cui lancerà la sua sfida allo stesso colosso mondiale della ricerca nel web. Con un progetto chiamato Volunia, spiegato dallo stesso Marchiori in questo breve video su YouTube. Ambizioso, disponibile in 12 lingue, Volunia non sarà un Google potenziato ma aprirà una prospettiva del tutto nuova nel campo della ricerca online, assicura lo scienziato. Qui l’articolo in inglese per Forbes, Out Of The Box,

Luisa Trojanis, imprenditrice turistica in Lapponia. Grazie al web

Niente domande su Babbo Natale per favore. Anche se lei abita e lavora in Lapponia. Luisa Trojanis è stata ospite di un evento organizzato da Italiani di Frontiera a Milano lo scorso settembre, “Business creativo con il social network”, nell’ambito della Social Media Week. Ne abbiamo approfittato per una chiacchierata con videointervista al parco, sotto il sole, habitat un po’ diverso dal quello della Lapponia svedese dove ha deciso di trasferirsi. Diventando imprenditrice turistica con Redfox Adventure. Un business, da un paesino di 22 anime, lanciato online grazie ad una intelligente strategia di comunicazione, che in particolare su Facebook ha dato notorietà a Luisa (le interviste non si contano) trasformando in star del web il suo cane Ginger, un Siberian husky. Dietro, oltre a belle foto, passione per la natura e intuizioni da imprenditrice “di frontiera”, una tenacia e una determinazione impressionanti, che hanno fatto decidere a Luisa di lasciare uno degli angoli più dolci del Paese, la sua Val d’Orcia, per trasferirsi in un ambiente estremo, dove la temperatura può scendere a meno 40°… Grinta, voglia di mettersi alla prova in difficili sfide, doti di cui oggi in Italia oggi c’è proprio bisogno, per immaginare un futuro fuori dalla crisi, non solo finanziaria, pure culturale. Quel che fa imbestialire Luisa sono gli sterotipi, sulla Lapponia in cui vive. Che sia una regione della Finlandia (mentre lei vive in Svezia), o la terra di Babbo Natale. Per questo il post lo pubblico ora in clima natalizio. Uno scherzetto a Luisa… Qui il post con il video, in inglese, per Forbes.

Da Camp David al business, lezioni sull’arte della negoziazione

L’arte della negoziazione ha due parole chiave: Creatività e Management. Creatività nel saper cogliere gli aspetti imprevisti di un confronto che può essere estremamente complesso, con risvolti culturali, politici, economici e psicologici. E che a volte richiede di saper portare al tavolo delle trattative elementi che sono esterni alla trattativa stessa. Management perchè organizzare, pianificare e gestire una negoziazione è spesso più importante dei temi stessi sul tavolo, ai fini di favorire un esito positivo. E’ questa la lezione appresa nel corso di una straordinaria esperienza da Gilead Sher, avvocato israeliano incontrato di recente a Lugano, ex capo delegazione del primo ministro israeliano e Policy Coordinator. Sher è stato uno dei capi negoziatori  al Vertice di Camp David1999-2001  e nei colloqui di Taba, così come in altri confronti con i Palestinesi. In questa intervista in inglese per Forbes , spiega come la negoziazione politica sia straordinariamente preziosa per insegnare come concludere positivamente una trattativa anche in altri campi, dall’economia alle questioni legali a quelle professionali.

Imparare e scoprire toccando lo schermo: Timbuktu, primo iPad magazine per bambini

  Imparare e scopire… toccando uno schermo.  Quella di Timbuktu, primo magazine per iPad dedicato ai bambini ma non solo, è stata una delle presentazioni di maggior impatto, la settimana scorsa al Mind The Bridge Venture Camp nella sede del Corriere a Milano, in una vetrina di start up davvero di prima qualità. Merito di Elena Favilli, studi a Berkeley, e Francesca Cavallo, amministratore delegato e direttore creativo di Timbuktu, che hanno illustrato con grande efficacia una realtà già consolidata (premiata lo scorso anno con una borsa di studio al Working Capital di Telecom Italia). In questa intervista in inglese per Forbes, con alcuni spezzoni della loro presentazione a Mind The Bridge, Elena e Francesca spiegano come i tablet computer offrano straordinarie opportunità nel campo dell’educazione, combinando notizie, conoscenza e divertimento per rivolgersi a bambini ma anche a educatori e genitori. In Italia il progetto ha da poco stretto una preziosa collaborazione con la fondazione Reggio Children. Ma l’obbiettivo è la diffusione in tutto il mondo. Lanciato in inglese, lettori in una cinquantina di Paesi, Timbuktu punta ora al mercato asiatico, con in cantiere una versione in giapponese (2012) e una in cinese.

La Padania non esiste, Hogwarths sì

Nel giorno in cui il presidente Napolitano ha detto più o meno che “il re è nudo”, quel che tutti vedono ma non dicono, e cioè che la Padania non esiste, Italiani di Frontiera era nella platea esclusiva del bellissimo TEDx Transmedia a Roma (grazie Maria Moreni!), straordinaria vetrina su futuro già iniziato, dove un brillante giovanotto americano ha stupito tutti dal palco, dimostrando che… Hogwarths esiste! Andrew Slack è cofondatore e direttore esecutivo della The Harry Potter Alliance, assai popolare negli Usa, che attraverso un approccio creativo aggrega e mobilita migliaia di ragazzi, per diffondere sentimenti positivi come l’amore e la lotta per la giustizia, nello spirito dei romanzi di J.K. Rowling. Mattatore sul palco del TEDx Transmedia, Andrew è partito dalla descrizione di qualcosa di estremamente concreto: un aereo carico di aiuti umanitari che atterra ad Haiti, devastata dal terremoto. Sulla carlinga, quell’aereo ha la scritta “Harry Potter”. Come è possibile? Non è decollato da un Paese immaginario ma quel carico prezioso e tangibile è stato propiziato dalla Hogwarths (la scuola di magia di Harry Poter) più viva che mai, che risiede nel cuore di migliaia di appassionati, che condividono e si riconoscono nei valori del celeberrimo maghetto. Al punto da saper fare squadra e mobilitarsi per cause nobili di solidarietà. Quale forza misteriosa e magica sa evocare la potenza di un racconto che aggrega e spinge ad agire? Quale straordinaria potenzialità ha questo intreccio tra fantasia e realtà, oggi che le nuove tecnologie schiudono orizzonti inimmaginabili, alla diffusione e condivisione di contenuti e di valori? Sono stati temi cruciali, al TEDx di Roma, splendidamente ideato e coordinato da Nicoletta Iacobacci (nel video, in questo post in inglese per Forbes). E come scritto nel post dedicato a TEDx,  gli spunti sono stati innumerevoli. Michel Reilhac, responsabile Cinema di ARTE (Francia), ritiene che siamo in un momento di grande cambiamento, senza una sintassi o un linguaggio per il nuovo contesto, per questo abbiamo un’opportunità unica per creare una nuova di comunicazione, proprio attraverso il Transmedia. Marieke Hermans, Innovation Manager dell’emittente pubblica olandese NPO ha intitolato il suo discorso “Out of the Box”, chiedendosi: “Come possiamo spingere oltre al creatività? Mentre autore del nuovo libro “Transmedia Storytelling” in uscita negli Usa e pioniere del settore, Max Giovagnoli, ha esaminato invece il “Nuclear Power of Imagery”, in linea con quanto affermato da Slack.  E la conferenza si era aperta non a caso con Mohamed Nanabhai, capo dell’Online di Al Jazeeera English (Qatar), che ha descritto le rivolte della Primavera Araba come una rivoluzione per i media: visto che le nuove tecnologie di comunicazione hanno alterato le dinamiche della protesta politica, creando nuove interazioni fra manifestanti, mass media, in una “Rivoluzione 2.0”. TEDx Rome, che aveva come parole d’ordine Coraggio, Passione e Magia,  ha dunque affermato che racconto, condivisione e nuove tecnologie di comunicazione possono davvero incidere e cambiare il mondo, che il mondo fantastico può riuscire a cambiare la realtà. Per anni, ho pensato che la confusione di piani tra fantasia e realtà fosse un micidiale inganno ai danni della razionalità, del senso civico, delle cause in cui credevo. Per anni ho citato e ricitato il  bellissimo western di John Ford  “L’uomo che uccise Liberty Valance”,  in cui i giornalisti decidono di ignorare lo scoop che James Stewart offre loro, perchè “Questo è il West e quando la leggenda supera la realtà, pubblichi la leggenda”. “Print the Legend” è più che mai d’attualità nel mondo dell’informazione del terzo millennio, non solo in Italia. Perchè rinunciare a diffondere notizie accattivanti e “sexy” sprecando tempo a verificarne l’attendibilità, come la storia della “blogger lesbica siriana arrestata” rimbalzata di recente sui media di tutto il mondo, prima di rivelarsi una patacca? C’è qualcosa di peggio, se invece un potente gruppo editoriale è in grado di pianificare una strategia di comuncazione che ignorando o inventando a piacimento costituisce una sua “mitologia” a prescindere dai fatti avvenuti, per dei lettori che non chiedono di conoscere la realtà ma chiedono il conforto di veder invece confermate le proprie idee a prescindere. Che sia successo anche in Italia? A chi ha qualche dubbio, consiglio (lo faccio da anni) il bellissimo “Stronzate. Un saggio filosofico” (Bullshits), in cui il filosofo Harry Frankfurt spiega come a fronte di un mondo sempre più complesso da capire, molte persone ritengano semplicemente che non si possa conoscere la realtà, che ci siano semmai realtà soggettive, alle quali aderire per cercare conferma di sé. Contraddizione in termini, conclude Frankfurt, dire di poter conoscere se stessi se si ritiene di non poter conoscere la realtà… di nuovo, che sia successo anche in Italia? E invece è Harry Potter a riportarci… con i piedi per terra! La forza della narrazione può aggregare, ispirare comportamenti virtuosi, rafforzare un’identità positiva… ma anche farci volare. Sì perchè è difficile porre un limite a questa energia. Certo, già Abrahm Lincoln aveva riconosciuto quanto un romanzo come “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe avesse fatto per la causa dell’abolizionismo. Ma l’autentica rivoluzione, ispirata dalle nuove tecnologie sta nell’interazione, che trasforma gli utenti in protagonisti, capaci persino di intervenire nella stessa narrazione in cui si riconoscono, come rilevato nel rivoluzionario saggio di Henry Jenkins “Cultura convergente“.  Dunque, come Hogwarths anche la Padania potrebbe esistere. A patto di riconoscerla come luogo dello spirito e di comunità d’intenti per un nutrito gruppo di persone. E’ la pretesa di forzare la storia e la geografia per tentare d’imporla a farla naufragare. L’arroganza di costituire finti ministeri a Monza. L’ignoranza di chi, come il leghista Matteo Salvini, pretende di dar lezioni a Napolitano invocando il precedente storico del Lombardo-Veneto (ma qualcuno gliel’ha detto che era un regno fittizio asservito all’impero austriaco e inventato da Metternich, che per un po’ della Lombardia comprese solo… Mantova e che migliaia di patrioti persero la vita per abbatterlo? Sigh…).        

“Frontiere” a Bari, TEDx Transmedia a Roma: IdF in prima linea, scrutando il futuro

Lo confesso, c’è voluto qualche giorno per far decantare la quantità di stimoli e idee raccolti la settimana scorsa, fra incontri straordinari in appena tre giorni. Prima a Bari, dove la conferenza di IdF è andato in scena il 28 settembre nel bellissimo palazzo delle ex Poste, davanti ad un pubblico in prevalenza di studenti nell’ambito di  “Frontiere-La prima volta“, festival di cultura e tendenze. Poi a Roma, dove il 30 settembre il  MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo, creato dall’architetto Zaha Hadid)  ha ospitato l’esclusiva conferenza TEDx Transmedia, una finestra globale sul futuro della comunicazione, con IdF nella selezionata platea. Che dire di Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri, della Fondazione Cinemovel di Bologna, fra i protagonisti a Bari? Da una decina d’anni, percorrono l’Africa da moderni saltimbanchi, portando il cinema dove non c’è più o non c’è mai stato, raggiungendo con schermo e attrezzature digitali villaggi dove elettricità e linee telefoniche non esistono. Proiezioni cui assistono a volte migliaia di persone, offrendo opportunità di crescita culturale e civile straordinarie, diffondendo anche film di registi africani, oltre a gettare le basi per formare cineoperatori e proiezionisti locali, in grado poi di vivere in patria con il proprio lavoro. Grandi, Elisabetta e Nello! In calendario a Bari anche l’anteprima di The Sunset Limited, ultimo film per la tv di Tommy Lee Jones, seguito da un’intervista video in esclusiva al bravissimo attore regista premio Oscar. Occasione per incontrare e conoscere la storia di Roberto Silvi, stimato montatore a Hollywood, che ora lavora con Lee Jones dopo esser stato… il montatore degli ultimi film del grandissimo John Huston! Non è da meno il suo amico Giovanni Orlando, di San Donà di Piave (pochi chilometri dalla mia Mestre), che dopo una carriera di successo oltreoceano nella finanza, memore delle suggestioni della frontiera vista nei western da bambino, si trasferisce a Santa Fè, New Mexico, nel cuori  di quel West,  in un ranch che diventa punto di riferimento per molti amici  registi e attori a Hollywood. Fra loro pure il più celebre degli attori nativi americani: Wes Studi, protagonista di film come Balla coi lupi, L’ultimo dei Mohicani, Geronimo, venuto anche lui a Bari… Dopo le interviste c’è stato appena il tempo per una foto di gruppo con Roberto, Giovanni, Wes (orgoglioso di indossare il suo nuovo Borsalino) e gentili signore. Poi via a Roma, per il TEDx (qui il bellissimo video di presentazione), ideato e coordinato alla grande dalla bravissima Nicoletta Iacobacci, Head of Multiplatform alla European Broadcasting Union,  consorzio di emittenti pubbliche dell’Unione Europea, intervistata in video in inglese per Forbes. Abbiamo scoperto il potere che ha il Transmiedia (l’interazione fra diversi media), dice Nicoletta, ormai è una realtà e allora perchè non l’applichiamo a cause sociali, per migliorare il mondo?  Non a caso la conferenza di Roma si è aperta con Mohamed Nanabhai, capo dell’Online di Al Jazeeera English (Qatar), che ha descritto le rivolte della Primavera Araba come una rivoluzione per i media, visto che le nuove tecnologie di comunicazione hanno alterato le dinamiche della protesta politica, creando nuove interazioni fra manifestanti, mass media, Internet e i social media. Una  “Rivoluzione 2.0,” che non ha un eroe ma tanti eroi, visto che tutti possono contribuire con idee e informazioni. Per Michel Reilhac, responsabile Cinema di ARTE (Francia), siamo in un momento di grande cambiamento, senza una sintassi o un linguaggio per il nuovo contesto. E questo rappresenta un’opportunità per creare una nuova di comunicazione, proprio attraverso il Transmedia. Marieke Hermans, Innovation Manager dell’emittente pubblica olandese NPO ha intitolato il suo discorso “Out of the Box”, chiedendosi: “Come possiamo spingere oltre al creatività? Stiamo usando la creatività in modo efficace per far sì che le cose funzionino?”. A volte basta poco, ha osservato. Creare il link fra persone, danaro e idee. Oppure aver il coraggio di dire al proprio capo: ” E se provassimo a…”. Autore del nuovo libro “Transmedia Storytelling” in uscita negli Usa e pioniere del settore, Max Giovagnoli, ha esaminaot invece il “Nuclear Power of Imagery”, mentre  di  ”Forza di un racconto” ha trattato Andrew Slack, cofondatore e direttore esecutivo di Harry Potter Alliance, che adotta un approccio creativo all’attivismo, mobilitando migliaia di ragazzi per diffondere valori positivi, amore e lotta per la giustizia, nello spirito dei libri di Harry Potter. Nulla di più reale di una comunità ispirata da valori positivi e forti nati in una storia immaginaria, ha spiegato, per aggregare un gruppo capace di raccogliere tonnellate di aiuti umanitari per i sopravvissuti del terremoto ad  Haiti, caricati su un aereo chiamato “Harry Potter”… La tecnologia offre una potente interazione tra finzione e realtà anche in casi che riguardano drammatici problemi sociali, dice Adipat Virdi, transmedia producer at Transmediology.com , in platea al TEDx di Roma. Virdi sta lavorando su uno straordinario progetto innovativo. utilizzare le tecnologie transmedia  per per stradicare il fenomeno dei delitti d’onore (oltre 17,000  i casi di delitti d’onore registrati nel 2008 in Gran Bretagna, dice Adipat). Qui il post in inglese per Forbes dedicato al TEDx Transmedia. TED è un’organizzazione nonprofit che ha per slogan Ideas Worth Spreading (idee che meritano d’esser diffuse). Iniziata come conferenza di quattro giorni in California 25 anni fa, è cresciuta con lo scopo di aiutare le idee che vogliono cambiare il mondo attraverso diverse iniziative. La conferenza annual TED invita i principali pensatori del pianeta a tenere discorsi di 18 minuti. Tutti i discorsi vengono poi diffusi gratuitamente sul sito, in buona parte anche sottotitolati. Come avverrà per gli speaker di Roma. Per queste bellissime esperienze, grazie per l’invito a Silvio Danese, amico di IdF e  collega del Giorno, che dirige Frontiere a Bari a fianco dell’ideatore Oscar Iarussi, a Mariateresa Gabriele,  amica di antica data e collega, che ha citato IdF in un bel pezzo sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Per la partecipazione a TEDx a Roma, un grazie speciale a Maria Moreni, che di IdF è appassionata sostenitrice e partner.