Italiani di Frontiera torna a Padova con Ispirazioni d’autore dei Giovani Imprenditori

  Altro appuntamento di prestigio per Italiani di Frontiera, ospite giovedì 24 settembre di “Ispirazioni d’autore” l’iniziativa dei Giovani Imprenditori Confindustria per proporre fra storie ed esperienze fuori dagli schemi gli spunti per guardare al futuro e rilanciare lo spirito d’impresa di chi quel futuro deve costruire. Un grande piacere, anche perchè non si contano i protagonisti di Italiani di Frontiera che per Padova e la sua Università sono passati, prima d approdare oltreoceano. Dal grande Federico Faggin, vicentino fra i padri del microchip, che forse come nessun altro ha ispirato il mio lavoro (nella foto con la moglie Elvia e una copia del mio libro Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” EGEA, che gli ho regalato nel corso di uno splendido incontro ospiti di Riccardo Luna e RepubblicaTV a Roma, The Innovation Game) a Cristina Dalle Ore trevigiana, astronoma NASA che di recente è tornata alla ribalta anche su Italiani di Frontiera dove ha raccontato in una splendida intervista in esclusiva,  ripresa da innumerevoli testate nazionali, la sua esperienza nella squadra che ha lavorato alla missione della sonda New Horizons su Plutone   al grande Cesare Marino, nato in Sicilia ma trevigiano d’adozione, antropologo allo Smithsonian Institution, fra i maggiori esperti mondiali di indiani d’America e straordinario scopritore di storie di italiani del West, che ho riproposto in IdF     Per Padova sono passati pure veterani Olivetti come Giacomo Lorenzin, oggi imprenditore del software, originario di Portogruaro (Veneza) e… mio compagno di scuola ai tempi del liceo, il Franchetti di Mestre.     E al Franchetti era pure Carlo Tedesco, come me mestrino, già a Cisco a San Josè (che onore è stato scoprire un ingegnere che veniva dalla mia scuola ed er un appassionato di Italiani di Frontiera!). Sia Giacomo che Carlo sono stati preziosi speaker quando siamo andati ad incontrarli nelle precedenti edizioni dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, in cui portiamo imprenditori e manager di ogni settore  a ispirarsi nella culla mondiale dell’innovazione. Un viaggio che non  è riservato a chi si occupa di digitale ma aperto a tutti i professionisti in cerca di idee e spunti per immaginare il futuro della propria attività. Ah la prossima partenza sabato 31 ottobre….     Ah da Padova infine è passato pure  Ezio Valdevit, sacilese, pure lui veterano Olivetti e pioniere dello storage network e oggi investitore a Silicon Valley… e molti altri protagonisti di IdF.

Crisi vs Futuro: Italiani di Frontiera in vetrina a Pordenonelegge con il libro EGEA, presto in ristampa

E’ uno dei festival letterari più prestigiosi del Paese, in costante crescita… nella città in cui ho mosso (nel millennio scorso sigh!) i primi passi da giornalista, nella redazione del Gazzettino. E’ dunque un onore e un piacere tornare a Pordenone (a qualche anno dall’intervento a Le Voci dell’Inchiesta, a qualche mese dal seminario per i giornalisti con il Circolo della Stampa di Pordenone) fra tantissimi amici vecchi e nuovi come autore, per presentare a Pordenonelegge   il mio “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA) che secondo le previsioni sarà presto in ristampa. L’appuntamento: SABATO 19 SETTEMBRE 2015 ORE 10:00 Palazzo Montereale Mantica, Lo spunto dell’appuntamento in una bella sintesi Chi parte. Chi resta. Storie per una rivoluzione culturale Incontro con Grazia Lissi e Roberto Bonzio. Presenta Stefano Moriggi. Un motivo in più di soddisfazione, essere inserito in un programma che tratta quest’anno un tema particolarmente in sintonia con le parole chiave di Italiani di Frontiera: Crisi vs Futuro. Ecco come l’hanno spiegato gli organizzatori “C’è una parola che abbiamo incontrato spesso, in quest’ultimo anno, nei libri che abbiamo incrociato o che ci sono stati proposti. Non è difficile indovinare: è la parola “crisi”. Una parola declinata in tutti gli accostamenti possibili, dall’economia alle istituzioni, dalla famiglia all’impresa, e poi fin dentro lo specifico di cui ci occupiamo: crisi dell’editoria, crisi del libro. Crisi, ovvero, necessariamente: cambiamento. Il momento della crisi è quello di un passaggio, di cui avvertiamo gli effetti, e di solito generano segnali di disagio, peggioramento, allarme. E’ necessario cercare di capire che cosa sta accadendo, durante una crisi. E oggi più di sempre è proprio nei libri che si trovano, se non le risposte, le domande giuste. E poi nei libri di quest’anno ricorre, senza che vi sia paradosso, un’altra parola: “futuro”. Solo il futuro, il futuro che è già qui e che dobbiamo imparare a vedere sarà non la soluzione, ma la conseguenza della crisi. Ci appare chiaro, oramai, che quello che è stato il mondo della crisi, è il mondo di ieri, e il suo tempo non avrà più corso. Mentre il mondo dove le conseguenze della crisi sono già all’opera si lascia intravedere, soprattutto attraverso i libri, nell’avvento di nuove dimensioni di esistenza, di produzione e di relazione comunicativa. Abbiamo cinque lunghi giorni, meravigliosamente intensi, per imparare a leggerle meglio e per parlarne insieme”.

Addio a John Renbourn: tanti anni fa l’avevo accompagnato a Venezia, la sua musica ha accompagnato IdF

  Nooo! E’ morto John Renbourn! Fondatore dei Pentangle, una leggenda del folk progressivo, grandissimo chitarrista ch ho sempre adorato. Tanto tempo fa, lo avevo portato per Venezia dopo un suo concerto, una passeggiata indimenticabile, raccontandogli una storia su un personaggio incrociato in una calle… qualche anno dopo, l’avevo ritrovato  per caso su un treno in Friuli… lui tornava da un concerto  a Gorizia e mi aveva subito ricordato quella storia veneziana… presentandomi a un’altra leggenda che era con lui, il chitarrista Bert Jansh. Non immaginavo che tanti anni dopo, sarebbe stato lui ad accompagnare me, con la musica che adoro (dal su lp The Hermit) in molti degli storytelling Italiani di Frontiera​. Colto, garbato, capace di innovare riscoprendo antiche tradizioni… Fortunato chi ti ascolterà fra le nuvole, John. Qui sotto, una delle sue canzoni che più ho amato: prima la suona, poi spiega come suonarla. Si intitola Lord Franklin, è dedicata all’esploratore scomparso cercando il leggendario passaggio a Nordovest. Un personaggio di frontiera…    

Lavorare nell’azienda che cresce più rapidamente al mondo: Vittorio Viarengo racconta la sua avventura a MobileIron

Quella in cui lavora oggi è l’azienda hi tech americana che secondo Deloitte è cresciuta più rapidamente negli ultimi cinque anni, in pratica la più veloce in tutto il mondo. Tra i  protagonisti di Italiani di Frontiera, Vittorio Viarengo, ingegnere genovese oggi a MobileIron,  è pure uno degli ospiti fissi dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (che riparte a fine aprile con la prima edizione 2015), evangelist impareggiabile per verve ed eccentricità nello svelare i segreti della Bay Area. In questa intervista esclusiva, Vittorio svela invece i segreti dell’azienda in cui lavora, spiegando come è riuscita a registrare una crescita senza confronti, anche nella culla mondiale dell’innovazione. – Quali sono in sintesi le cifre del boom e del record di MobileIron? “E’ l’azienda cresciuta più rapidamente al mondo fra 2009 e 2013. Da 0 a 100 milioni di fatturato in 4 anni (Microsoft ci ha messo 9 anni ad arrivare a 50). Da 0 a 7500 clienti in meno di 5 anni. Una delle migliori piccole e medie aziende per cui lavorare. Siamo andati in Borsa lo scorso giugno, stiamo ancora crescendo del 50% anno su anno: per noi il problema più grosso è trovare personale da assumere…”. – Cosa fa MobileIron? E quale tendenza ha intercettato, per avere un tale successo? “I dispositivi mobili stanno cambiando radicalmente il mondo sia nella nostra vita privata che in azienda. È la più grossa trasformazione tecnologica dall’avvento del web. La piattaforma MobileIron mette in sicurezza i dati aziendali su qualsiasi smartphone e tablet moderno. In un mondo dove ormai ci sono più di 500 milioni di dispositivi mobile inutilizzati in azienda, MobileIron permette ai dipendenti di essere produttivi sul lavoro utilizzando lo smartphone o tablet che preferiscono e allo stesso tempo fornisce al team IT gli strumenti necessari per proteggere dati e applicazioni aziendali. Il modello di sicurezza mobile introdotto da MobileIron fin dal 2009 (mobile device management o MDM) sarà adottato anche da Microsoft Windows 10 e Gartner prevede che nel 2020 questo sarà il modello di sicurezza e gestione dominante nelle aziende di tutto il mondo”. – Quali le caratteristiche che più distinguono l’azienda dalle altre di Silicon Valley? “Direi che invece abbiamo molte caratteristiche in comune con le migliori aziende qui intorno: siamo fanatici nel cercare le persone migliori e creare un ambiente dove possano dare il meglio di loro stessi, abbiamo creato un prodotto “disruptive” (dirompente) che sta cambiando il modo in cui i dipendenti lavorano in azienda, utilizzando il loro smartphone o tablet preferito, lavoriamo con intensità e senso di grande urgenza. E tutti i giovedì con un pranzo gratis c’è un Company meeting, per parlare di cosa va bene e di cosa va male (intellectual honesty0 TUTTI i giovedi’ (con free lunch). – Ma dietro ai numeri ci sta di sicuro un modo di pensare… ci sono alcune parole chiave? “I nostri valori aziendali che pratichiamo a partire dall’executive team. Usiamo questi valori per valutare le persone che assumiamo, promuoviamo e licenziamo: Customer First (Prima il cliente) Intellectual Honesty (Onestà Intellettuale) Tenacity (Tenacia) Teamwork with Low Ego (Spirito di squadra con basso egocentrismo) Learning (Imparare) Practicality (Praticità)”. – C’è qualcosa di “Italian Style” che caratterizza il tuo ruolo professionale in azienda? “Certamente. Anche se ormai sono molto americanizzato, porto comunque con me tradizioni e cultura che permeano la mia vita lavorativa. Per esempio, in un mondo dove si lavora molto e a ritmi vorticosi, mi assicuro che  membri del mio team abbiano occasione di ricaricare le pile nel fine settimana ed in vacanza. Cucino spesso per il mio team e cerco di forzarli a fare la pausa pranzo e mangiare in compagnia e non di fronte al loro computer. E poi non può mancare la macchina per l’espresso. Qui sto ancora cercando di educare I colleghi e colleghe a vedere la pausa caffè come un’occasione di socializzazione, ma con scarso successo. Loro preferiscono portarsi il caffe’ alla scrivania e berlo mentre lavorano…”. – Cosa di questa esperienza ti sentiresti di indicare come modello, per le aziende italiane? “Faccio sempre fatica a dare consigli ad aziende al di fuori della Silicon Valley perchè non ho esperienza diretta nel lavorare altrove (manco dall’Italia da 17 anni). Però penso che creassi una ditta altrove applicherei comunque alcune formule di cui parlo del mio seminario sull’innovazione che tu conosci bene: assumi gente brava e togliti dai piedi, dai spazio specialmente ai giovani, non punire chi sbaglia perché prende dei rischi e prova soluzione nuove, abbandona ogni speranza a vantaggio di piano concreti”. – E cosa invece ritieni dovrebbe essere di ispirazione per il nostro Paese, quali suggerimenti ad esempio per il capo del governo italiano, al quale hai dedicato di recente un video? “Tutto quello che volevo dire a Renzi, l’ho registrato nel video messaggio… Se fallisce nello snellire la burocrazia in Italia, sarà difficile attrarre investimenti privati e far ripartire l’occupazione. Lui lo sa. Tutti lo sanno. Devono solo mettere da parte ideologie anacronistiche e ‘get stuff done’. E se l’Italia non investe nei giovani, non c’e’ futuro. Punto”. – Di cosa dovremmo finalmente liberarci? “E’ difficilissimo cambiare la cultura di una azienda privata, figuriamoci di un Paese con una storia di 3000 anni. Se proprio devo scegliere due cose direi: 1 – L’abitudine di piangersi addosso e sperare nel fallimento altrui 2 –Il puntare su passione, inventiva e talento, quando invece occorre focalizzarsi molto di più sulla pianificazione e l’esecuzione. C’e’ una nuova scuola di pensiero che sostiene che il talento non esista  e che non si debba seguire le proprie passioni bensì diventare bravissimi nel proprio campo, che di conseguenza diventerà una passione. Io ci credo molto in base alla mia esperienza personale e ne ho fatto la filosofia di vita: il fare invece dello sperare”. – Quale dote nascosta e magari mortificata vedi, nell’Italia in crisi, che potrebbe trasformarsi in carta vincente? “Ogni secondo che perdiamo a lamentarci di quello che non funziona, è un secondo perso nel lavorare ad una soluzione”.   Qui la videointervista in cui Vittorio racconta a Italiani

Da IdF dieci parole chiave e dieci video d’ispirazione, per iniziare al meglio il 2015

Dieci parole chiave per iniziare al meglio il 2015. Con altrettanti video d’ispirazione, che dall’arte all’impresa, dalla musica alla filosofia offrono spunti preziosi per l’anno appena iniziato. Le parole che ho scelto sono Narrazione, Impegno Civile, Giustizia Sociale, Scoprire Talenti, Reinventare l’Immaginario, Barriere da Abbattere, Credere nei Visionari, Basta Piangersi Addosso, Non si può fare? Invece sì, Cavalcare l’Onda. 1) Narrazione Chissà che il 2015 sia l’anno buono per iniziare un racconto diverso, del Paese e di noi stessi, per troppo tempo rassegnati a sentire raccontare dei peggiori e non di chi può ispirare e dare esempio, ai giovani che devono costruire il futuro e a tutti noi. IdF mi ha fatto capire che il raccontare, strumento cruciale del mio lavoro, è proprio  il punto debole di tante aziende d’eccellenza italiane. Che adagiandosi forse sulla potenza del marchio “made in Italy” hanno trascurato a lungo questo aspetto cruciale: sviluppare una narrazione d’impatto globale su chi si è e cosa si fa. Col risultato di perder colpi, di fronte a chi oggi è magari meno bravo nel fare, ma si sa raccontare meglio, stando magari dall’altra parte del mondo. Primo video dunque, una bella eccezione. Col racconto di un’azienda oggi hi tech e internazionale, ma fondata in Cadore nel Settecento: KeyLine. Una piccola storia lanciata a inizio 2014 per celebrare Prospero Bianchi, che un secolo fa trasformandosi da fabbro in imprenditore aveva saputo dare una svolta a quell’azienda, che nel video di fatto non compare. E il suo prodotto, le chiavi, nel racconto diventano oggetti evocativi, assumono valore di metafora, come custodi di tesori di un viaggio che non finisce… Bellissimo. Prospero’s Year Begins 2) Impegno Civile Il 2 dicembre 2014 ricorreva il cinquantenario e Italiani di Frontiera l’ha ricordato… In quel giorno, nel 1964 all’Università di Berkeley, Mario Savio,  genitori italiani, studente di grande carisma che non aveva ancora 22 anni, fece un discorso entrato nella storia, di grande passione civile, che infiammò la protesta studentesca rilanciando il Freedom Speech Movement, movimento per i diritti civili e la libertà di parola. In qualche modo un prologo al ’68. “Arriva un momento in cui il funzionamento della macchina diventa così odioso, ti rende così infelice che non puoi più farne parte, non puoi farne parte nemmeno passivamente. E devi mettere il tuo corpo sugli ingranaggi, sulle ruote, sulle leve, su tutto l’apparato, e devi farla fermare. E devi mostrare alle persone che la gestiscono, alle persone che la possiedono che se non sarai libero, alla macchina sarà impedito del tutto di funzionare”. Da ascoltare e fare ascoltare, per ricordare come le parole ispirate possano smuovere le coscienze e ispirare cambiamenti importanti. Mario Savio on the operation of the machine. 3) Giustizia Sociale  Fra mille immagini di protesta e denuncia da tutto il mondo, ho scelto un piccolissimo fatto che ha però avuto un forte impatto, grazie all’effetto virale del video che l’ha immortalato. Occasione per riflettere anche sull’incredibile potenziale rappresentato dai social media. Un episodio che è diventato simbolico, del forte malessere che sta vivendo la “seconda patria” di Italiani di Frontiera: la Bay Area. Perché l’impatto che un nutrito gruppo di giovani facoltosi professionisti che lavorano per le aziende di Silicon Valley sta avendo su San Francisco è pesante. Sono ragazzi dagli stipendi vertiginosi che possono pagare affitti esorbitanti senza batter ciglio… con il risultato di aver fatto schizzare alle stelle i valori immobiliari della città, costringendo molti residenti, pure della classe media, (compresi molti amici di IdF) a trasferirsi.  Una ricchezza di pochi che dunque non beneficia ma anzi pesa sulla sorte di molti altri. Per questo il video è diventato simbolico. Un campo di calcetto nel quartiere di Mission, per tradizione a prevalenza latinoamericana, dove si gioca secondo la vecchia regola che si fa a turno turno e chi vince resta in campo. Ma arriva un gruppo di giovani aitanti con tanto di ricevuta: le regole sono cambiate, loro hanno pagato e dunque hanno diritto a occupare il campo. Quasi tutti alti e biondi i nuovi venuti, quasi tutti scuri e bassi quelli invitati a uscire, mai visti latinoamericani che chiedono di esibire i documenti a bianchi anglosassoni… Una discussione vivace ma composta, ripresa in un video che in pochi giorni conta oltre mezzo milione di views, scatenando proteste in municipio… e di lì a poco, il nuovo regolamento che permetteva di affittare il campo viene cancellato… Mission Playground is Not For Sale. 4)Scoprire i Talenti Promo di un documentario su una storia straordinaria, quasi incredibile (in questo momento disponibile nei canali Sky). Un giovane giornalista, John Maloof, che cercava immagini d’epoca di Chicago, acquista una scatola di negativi e rullini non sviluppati ad un’asta da un rigattiere. Le foto si rivelano strepitose e lui inizia a cercare ed acquistare tutti gli altri negativi di questa fotografa misteriosa. Si chiamava Vivian Maier, è morta nel 2009 (due anni dopo che lui aveva comprato quella scatola) era una bambinaia stramba, eccentrica e scorbutica. Non aveva mai diffuso le stampe dei suoi scatti, viveva semisegregata fra montagne di libri, ritagli… e oltre centomila negativi, almeno settecento pellicole di film non sviluppati. Le sue foto sono una straordinaria galleria di immagini di vita quotidiana, ritratti di un’umanità anonima, in città come Chicago, New York, Los Angeles. Ora che un’attenta campagna promozionale ha creato il caso d’impatto internazionale (Finding Vivian Maier), con documentario e mostre in diverse città in mezzo mondo, c’è chi ha detto che quella bambinaia sconosciuta ha costretto a riscrivere la storia della fotografia di strada del Novecento… Finding Vivian Maier promo 5) Reinventare l’Immaginario IdF insiste sull’Idea che gli ostacoli al rinnovamento sono spesso culturali, si nascondono in cattive abitudini e modi di pensare consolidati, che vanno combattuti con una Rivoluzione Culturale. Questo vale per l’Italia ma non solo. Nella cultura occidentale, forse nessun altro gruppo è stato definito in base a stereotipi e luoghi comuni dei nativi americani. Hollywood ha via via disegnato nell’immaginario collettivo del Novecento figure stereotipate, dopo che nei secoli precedenti i nativi americani erano stati per

La regina Rania di Giordania: “Più forti quando ascoltiamo, più intelligenti quando condividiamo”

Premiata con il primo YouTube Visionary Award,  Rania Al Abdullah regina di Giordania dà prova di straordinaria abilità, facendo ironicamente il verso alle Top Ten della star della tv USA David Letterman, per spiegare le motivazioni che l’hanno indotta a lanciare il suo canale di YouTube che fa conoscere il mondo arabo al resto del mondo… e il resto del mondo a mondo arabo.  Solo alla fine si fa seria, con parole da “… La ragione per cui ho lanciato il mio canale di YouTube è che sospetto, intolleranza e sfiducia ci stanno separando… perché siamo più forti quando ascoltiamo, più intelligenti quando condividiamo… Non pretendo che un video possa cambiare il mondo ma forse può cambiare il modo di pensare di qualcuno. E’ da lì che inizia il vero progresso”. Da vedere.

Luca Prasso ex DreamWorks svela i segreti della sua Curious Hat

Una startup lanciata da un italiano in California, per creare app che avvicinino i bambini al mondo reale attraverso gli apparecchi mobili, invece di isolarli in un mondo virtuale. E che ora, nel secondo weekend di novembre 2014 ha segnato una pietra miliare, toccando il milione  di download! Curious Hat è stata fondata nel 2012 da Luca Prasso, torinese cresciuto a Verona e oggi veterano della grafica digitale a Silicon Valley. Vecchio amico e uno dei protagonisti di Italiani di Frontiera, Luca aveva raccontato a IdF nel 2008 la sua straordinaria esperienza a DreamWorks. In questa intervista del 2013, nella sede di Mind the Bridge, Luca aveva illustrato la sua Curious Hat. Oggi Luca, che è pure un bravo fotografo, sta anche svolgendo una collaborazione a contratto con Google, lavorando ad un progetto avveniristico: la realizzazione di cartoni animati “immersivi”, in cui lo spettatore entra nel mondo stesso dell’animazione, attraverso un apparecchio mobile: può seguire la vicenda del protagonista come se fosse davanti a lui ma spostando lo schermo attorno a sé scopre un intero mondo animato a 360 gradi, di cui ha la sensazione di far parte. Ci siamo rivisti per qualche minuto, durante la visita a Google in ottobre con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, ospiti di Stefano Menti, manager vicentino del colosso della ricerca. Non c’è stato nemmeno il tempo per una chiacchierata con il gruppo ma ci saranno presto altre occasioni… Lo scorso anno nel corso di un incontro informale, Luca aveva incontrato nella sede di San Francisco di Mind the Bridge oltre ad alcune startup impegnate nei corsi, i giovani imprenditori del sud dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour di primavera, rievocando la propria esperienza da DreamWorks a Curiosus Hat. Nel video qui sotto un estratto del suo intervento.

IdF Tour incontra Vittorio Viarengo (MobileIron), poi dal garage alla sede del colosso HP

  E’ da sempre uno degli speaker di maggior impatto, per i partecipanti ai Tour del passato, Vittorio Viarengo, ingegnere Out of the Box passato da VmWare a MobileIron, che l’ha chiamato a occuparsi di qualcosa che non aveva mai fatto: marketing. Lasciare un colosso affermato per rimettersi in gioco in una startup lanciatissima, accettare la sfida, capire a fondo la filosofia e i segreti di Silicon Valley… Siamo tornati pure con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 da Vittorio, che si era raccontato in una breve intervista a IdF lo scorso anno.   I contenuti sempre di forte impatto dello speech di Vittorio si possono ritrovare in un video realizzato in occasione della recente visita a San Francisco del premier Matteo Renzi,  I segreti della Silicon Valley, girato rivolgendosi direttamente a Renzi, una sintesi di quella che è la sua presentazione classica, pur sempre in progress.   Partenza per una meta d’obbligo, nei Tour, il garage di Hewlett e Packard, Palo Alto Addison Avenue, dove i due ingegneri neolaureati a Stanford, negli anni Trenta lanciarono le basi di quello che è oggi un colosso, un po’ in difficoltà. Mitragliata di foto davanti a quella che è considerato il vero luogo di nascita della Silicon Valley…… poco dopo entriamo (per me è la prima volta) nella sede del colosso HP. Colosso alle prese con una vera crisi di crescita, ci spiega con due colleghi Andrea Fabrizi, ingegnere romano che dirige una sezione che si occupa di Big Data e Analytics. In una valle in cui giganti come Google e Facebook hanno una storia recente e sono cresciuti all’insegna della velocità,, HP ha sofferto il fatto di abbinare a profitti ancora colossali di attività consolidate una strategia poco omogenea, seguendo i due settori del business rivolto ai consumatori e quello per le aziende, questo il motivo che l’ha indotta proprio nei giorni scorsi a una separazione storica fra le due divisioni.  

Video virali in tutto il mondo… da Mondello. Mosaicoon raccontata da Ugo Parodi Giusino

I’ve never been certain whether the moral of the Icarus story should only be, as is generally accepted, “Don’t try to fly too high,” or whether it might also be thought of as, “Forget the wax and feathers and do a better job on the wings. “Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro sia, come in genere accettato, ‘Non tentare di volare troppo alto’, mentre potrebbe essere ‘Dimentica cera e piume e fai un lavoro migliore sulle ali’”. La frase di Stanley Kubrick è su una parete a poche centinaia di metri dal mare di Sicilia, nella sede di un’agenzia con un portfolio clienti con grandi aziende da tutto il mondo, che vola alto sfornando video virali che raggiungono tutto il mondo…a due passi dalla spiaggia di Mondello! Da tempo protagonista delle conferenze Italiani di Frontiera, oggi Ugo Parodi Giusino, amministratore delegato e socio fondatore di Mosaicoon racconta anche sul sito IdF la straordinaria storia di una viral media company pluripremiata, che è un caso d’eccellenza, proposito di “Italiano d Frontiera in patria”. Accade nel giorno in cui Italian i di Frontiera torna a Palermo, con una conferenza all’Università per lanciare il Silico Valley Study Tour in collaborazione con il ministero degli Esteri. E fa effetto pensare che persino colossi mondiali dei media, come Paramount, Warner Bros, 20’th Century Fox e Walt Disney si siano rivolte a Mosaicoon per realizzare video in grado di far breccia nel web. I segreti di questo successo? Creatività, piattaforma di distribuzione adeguata e spirito di sfida: i tre ingredienti capaci di spingere una piccola agenzia siciliana a puntare a catturare in poco tempo un milione di visualizzazioni nel solo mercato americano…  

Pancrazio Auteri, un Emmy Award per la Tecnologia a TiVo di cui è direttore

Ho ancora a casa un suo decoder TvBlob… Passato per Minerva Networks, che abbiamo visitato in ottobre durante l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013, oggi Pancrazio Andrea Auteri, elementari a Taormina e laurea al Politecnico di Milano, è a San Francisco Director of Product Management, Content and Metadata a TiVo,  che produce un apparecchio prezioso per consentire selezione personalizzata e registrazione di contenuti televisivi, ancora non commercializzato in Italia. In queste ore, Pancrazio si sta godendo uno straordinario riconoscimento: niente meno che un Emmy Award, l’Oscar della televisione Usa!… “Ci hanno dato il premio Emmy per la Tecnologia… per le raccomandazioni su cosa guardare e la videoregistrazione automatica… Proud of the team!”, ha scritto su Facebook… Grande Pancrazio!