Il calendario di un 2013 straordinario per IdF

Raccontare Italiani di Frontiera dal vivo in decine di conferenze in grandi eventi in Italia e all’estero e nelle più celebri università, davanti a migliaia di spettatori, per la prima anche in inglese, a Canterbury, University of Kent. Il ritorno in California, con la guida di due Tour per imprenditori in primavera e autunno a Silicon Valley, con una puntata anche a Boston e a Washington, all’ambasciata italiana. Venezia, apertura dell’Anno Accademico: premiato come Cafoscarino dell’Anno! Con il presidente Alumni Andrea Tomat e il rettore Carlo Carraro Tanti incontri con amici vecchi e nuovi, molte interviste, un grande evento ideato e condotto in Brianza, con una star hi tech come Massimo Banzi (Arduino). Poi tante conferenze in sedi prestigiose, da Ginevra a Boston a Bergamo prima del premio Nobel John Nash. Un tour nelle Università in collaborazione con il ministero degli Esteri, con la prima volta di IdF pure alla Normale di Pisa. E a ottobre la soddisfazione di un prestigioso riconoscimento dalla mia ex Università di Venezia, per la realizzazione di un progetto Out of the Box come Italiani di Frontiera, assegnato dagli Alumni dell’ateneo: il titolo di Cafoscarino dell’Anno! Infine, un sito rinnovato, con una preziosa partnership per comunicazione e strategia con gli amici di Sharazad.  Con cui preparare per l’anno prossimo un progetto ambizioso, assieme all’ambasciata italiana a Washington: un tour di presentazioni IdF in dieci città USA!. Questo e molto altro. Mentre idee e storie d’ispirazione portate in giro da Italiani di Frontiera sembrano essere sempre più preziose e attuali per quella Rivoluzione Culturale indispensabile per rilanciare il Paese. Ecco il calendario dei primi 11 mesi di un 2013 davvero indimenticabile per IdF. E ancora non è finito… GENNAIO – Presentazione IdF ad Antonio Polito (Corriere della Sera), Emilio Francolini (ex vicepresidente Chase Manhattan Bank) e Andrea Pezzi, imprenditore.                                                                                          FEBBRAIO – IdF a  Master Comunicazione Politecnico Milano. – Speaker ad evento Alumni Bocconi, con Simone Brunozzi (Amazon). – Mentore a Startup School Milano. – Aperitivo Amici di Italiani di Frontiera, Milano Talent Garden. MARZO – Ritorno a Catania con 4 conferenze in due giorni per studenti e imprenditori. – Presentazione a LUISS Roma per giovani manager di ItaliaCamp. – Presentazione a Milano nella sede della startup Airbnb. – Conferenze IdF in Piemonte con ospiti in due eventi Cambia-Mente a Fossano e Savigliano. APRILE – Presentazione IdF a weekend di giovani manager ItaliaCamp ad Ascoli Piceno. – Conferenza a Ginevra alla serata ADIE Associazione Dirigenti Italiani all’Estero. – Organizzazione e conduzione del  Banzi Day (evento speciale con Massimo Banzi cofondatore di Arduino all’ITI Fermi Desio in cui si è diplomato). – Tour a Silicon Valley con Giovani Imprenditori del Sud. – Presentazioni IdF a Washington, ambasciata italiana, e Boston (Eastern University). MAGGIO – Presentazione a giovani startup a Roma, incubatore LUISS EnLabs. – Ospite di giornata Ca’ Foscari FestivAlumni a Venezia,  con intervento a trasmissione Radio Rai. – Conferenza spettacolo ad Ancona a FaceSchool, evento autogestito dagli studenti al PalaRossini. GIUGNO – Seminario di formazione Italiani di Frontiera di quattro ore a Bologna, con il Gruppo Girasole. – Partecipazione ad eventi NIAF (National Italian American Foundation) a Roma. LUGLIO – Ospite a Festa d’estate associazione FiordiRisorse a Firenze. – Presentazione a Udine in azienda AlfaSistemi. – Conferenza alla Scuola di Palo Alto a Milano. SETTEMBRE – Speaker a convegno Giornalismo Digitale Firenze. – Due conferenze per studenti e imprenditori in Piemonte, a Cuneo ed Alba. – Conferenza  IdF con ospiti ad evento Scuola Mattei Alumni a Bergamo, con il premio Nobel John Nash.   OTTOBRE – Guida dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour d’autunno, in California con imprenditori romagnoli. – Prima conferenza IdF in inglese a Canterbury, University of Kent, per la Settimana della Cultura Italiana. – Conferenze Italiani di Frontiera al Future Forum, Udine (Istituto Malignani e Sala Ajace). – Presentazione a evento Federmanager Roma a Valmontone. – Inaugurazione anno accademico a Venezia: premiato dagli Alumni dell’Università come Cafoscarino dell’Anno. – Mentor a Startup Italia. Presentazione ad evento Business Conference Siemens a Milano Bicocca. NOVEMBRE – Intervento a evento FiordiRisorse a Reggio Emilia, sede azienda Lombardini. – Tour per promuovere l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Study Tour nelle Università, in collaborazione con il ministero degli Esteri (conferenze IdF a Politecnico Bari, Federico II Napoli, La Sapienza Roma, Normale Pisa). . Conferenza con ospiti a Fossano (Cuneo) in serata con Oscar Farinetti (Eataly). – Conduzione di evento beneficenza Duchenne Parent Project a Grumello del Monte (Bergamo).  Aperitivo IdF Friends a Milano, con gli amici di Italiani di Frontiera di Reuters. Con Simone Brunozzi: quando un bravissimo evangelist di Amazon dice di essersi ispirato a Italiani di Frontiera… Thanks!  A Ginevra con i dirigenti italiani all’estero ADIE: anche veterani dalle carriere straordinarie si sono emozionati con le storie di IdF.  Massimo Banzi (Arduino) all’ITI Fermi Desio: da un evento di grande successo, un progetto che nel 2014 “scuoterà” la Brianza…  San Francisco: con Federico Faggin: forse nessuno come il padre del microchip ha ispirato con le sue straordinarie riflessioni IdF.  Al PalaRossini di Ancona per FaceSchool: un’emozione portare IdF a un evento interamente organizzato dagli studenti! IdF a Bergamo per Alumni Scuola Mattei:  sul palco con il bravo Orazio Attanasio, prima del premio Nobel John Nash…   L’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013, organizzato con il grande Paolo Marenco, per la prima volta anche a Facebook. Venezia Teatro Malibran: il Cafoscarino dell’Anno appena premiato, con Ferruccio de Bortoli direttore del Corriere della Sera. Dopo la conferenza a Fossano, con Oscar Farinetti (Eataly), assieme ad Alberto Turra e Alberto Astorri con me sul palco. Una delle sedi più prestigiose che hanno ospitato IdF: con gli studenti nella Sala degli Stemmi alla Normale di Pisa

Berkeley premia la startup biotech Tensive di Alessandro Tocchio

Un incrocio quasi impossibile, un’ora prima della partenza mia da San Francisco, al termine dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour con gli imprenditori romagnoli,  breve chiacchierata su Skype con Alessandro Tocchio, appena arrivato in Italia… da San Francisco, con il prestigioso premio conquistato a Berkeley, con la sua startup Tensive. Il logo è un albero stilizzato, senza foglie o fiori ma così fitto di rami da promettere una rigogliosa fioritura. La missione, ambiziosa: fornire attraverso l’alta tecnologia una rigenerazione di tessuti umani per l’utilizzo in campo medico. Una strada lunga ma i frutti già si vedono. E nelle settimane scorse all’Intel Global Challenge a Berkeley, Tensive, startup milanese, è stata fra i tre vincitori, a conferma che in Italia coniugare ricerca e business è possibile, fa capire Alessandro Tocchio, amministratore delegato di Tensive e negli ultimi anni ricercatore alla fondazione Filarete acceleratore e centro di eccellenza per la generazione di innovazione e il trasferimento tecnologico verso le PMI nei campi delle Scienze della Vita, delle Biotecnologie e della Salute. «Il ricercatore italiano… soffre ed è per questo più disposto a rischiare. C’è più gente che ha voglia di fare impresa perché è in posizione scomoda e qui ho trovato i miei soci, ricercatori con la stessa voglia di fare impresa che avevo io», dice Alessandro, laurea in Ingegneria Fisica al Politecnico Milano, un breve periodo in un fondo di Private Equity, e dopo il contatto col capo dipartimento Fisica dell’Università di Milano, Paolo Milani, direttore del CIMAINA sezione del dipartimento di Fisica dell’Università di Milano, nonché professore e ricercatore sulle nanotecnologie in campo medicale, l’inizio di una collaborazione che ha poi portato al trasferimento alla Fondazione Filarete, di cui il Milani era direttore scientifico… continua a leggere su Startupitalia!

Con Vittorio Viarengo (MobileIron) e Mashape full immersion nello spirito di Silicon Valley

I fuochi d’artificio per celebrare l’anniversario del Pier 39, molo turistico per eccellenza di San Francisco, con un passato legato all’immigrazione siciliana, la parata per celebrare il Columbus Day. Non poteva finire meglio, l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013. E l’ultimo emozionante capitolo lo scriviamo sula strada del ritorno, all’aereoporto di Francoforte in attesa del volo che ci riporterà in Italia. L’ultima giornata della full immersion nella cultura della culla mondiale dell’innovazione forse valeva da sola il costo del viaggio. A MobileIronhttp://www.mobileiron.com/ nella sede di Mountain View a poca distanza da Google, ci accoglie Vittorio Viarengo, che ha da poco lasciato VmWare, da noi visitata nei giorni scorsi. Niente da fare, Vittorio è una star. Perchè l’analisi a tutto tondo del modo di pensare e di fare impresa di Silicon Valley, Vittorio la sa fare con un piglio da mattatore, che farebbe la gioia di Jeff Cabili, incontrato a Stanford, esperto di linguaggio del corpo e comunicazione non verbale. La mimica di Vittorio è strepitosa e sa comunicare tutta la carica e l’entusiasmo necessari, per concetti innovativi. E’ lo spirito di squadra la chiave vincente, occorre saper scegliere i migliori, il vero capo deve gestire non le persone ma una visione, lasciando le persone libere di perseguire quella visione dando il meglio del proprio talento, magari per strade diverse. Ed essere mentori dei propri dipendenti significa saper imparare da loro, “Reverse Mentoring”: il capo che ascolta e impara, soprattutto dai più giovani. Domandandosi se ci sono abbastanza “persone folli” capaci di ragionare fuori dagli schemi, di spiazzare e inseguire strade nuove. E “Think Out of the Box” è una delle parole chiave di Italiani di Frontiera… Nemmeno un’ora di bus, e nel cuore di San Francisco abbiamo davvero l’occasione di mettere in pratica l’insegnamento, in una vera e propria “Hacker House”, dove lavora e vive il giovanissimo team di Mashape.  Partiti un paio d’anni fa dall’Italia poco più che ventenni, dopo aver ottenuto un primo finanziamento da tre dipendenti di YouTube, sono poi riusciti a conquistare due star della Silicon Valley come Jeff Bezos (Amazon) ed Eric Schmidt (Google). Un milione e mezzo per far crescere la loro idea, che nel frattempo si è trasformata in sofisticato marketplace per sviluppatori. Augusto Marietti, grande amico di IdF è fuori per un meeting, a fare gli onori di casa Marco Palladino, con una grinta e una carica che lascia attoniti molti di noi, persino gli imprenditori più scafati. Inseguire il successo con una startup avviata richiede di dare tutto di se stessi, anche 20 ore al giorno; pensare in grande, che significa inseguire un successo multimilionario, pianificando con attenzione e tenacia non solo il software ma pure l’incessante attività di networking. Perchè qui si incontrano le persone giuste per ottenere investimenti e occorre inseguirle incessantemente, saper essere nei posti giusti e magari evitare di fare quello che molti italiani arrivati nella Bay Area fanno, dice Marco, cioè incontrarsi soltanto fra di loro. L’ultimo giorno, niente più bus: tutti in bicicletta, su un percorso straordinario che sale sino al bellissimo Golden Gate Bridge per ridiscendere nell’incantevole Sausalito, sotto un sole che spacca, in una moltitudine turisti rilassati turisti, tra ristoranti in buona parte italiani, prima del ritorno mozzafiato in ferry, passando davanti ad Alcatraz. La sera c’è tempo per un altro incontro informale a cena con un vecchio amico di IdF, Alberto Onetti, che racconta la sua esperienza a Funambol  e con Mind The Bridge fondazione che da startup competition si è trasformata in incubatore e scuola di formazione per imprenditori che vogliono sbarcare in California. Le ore prima della partenza sono dedicate alla scoperta di angoli diversi di San Francisco. Un paio di noi alla bellissima California Academy of Sciences http://www.calacademy.org/, capolavoro di Renzo Piano, altri allo stadio per provare l’emozione di un incontro di football americano dei 49ers, altri in centro per shopping, o nel quartiere italiano, North Beach, culla di quella Beat Generation, che in qualche modo ha ispirato la controcultura che è alla base della new economy californiana. Si riparte. E forse qualcuno ripensa alla tappa più insolita di questo tour, in bicicletta al cimitero militare del Presidio, per rendere omaggio alla tomba di Carlo Camillo di Rudio, incredibile avventuriero berllunese passato dal Risorgimento al West… e sopravvissuto a Little Bighorn, che Italiani di Frontiera ha raccontato grazie all’amicizia con l’antropologo dello Smithsonian Institution Cesare Marino, tra i più grandi esperti di indiani d’America, che ha ricostruito la sua straordinaria biografia. Forse gli italiani che hanno sfidato la Frontiera del West e quelli impegnati a progettare il futuro a Silicon Valley hanno qualcosa in comune. La carica, la voglia di non accontentarsi delle consuetudini, non smettere di rischiare e scoprire. E’ quello che ci portiamo a casa, da questo fantastico viaggio. E’ quello che forse oggi più che mai l’Italia ha bisogno di riscoprire.            

Dai colossi hi tech VmWare e IBM alla presentazione… in un ristorante a San Francisco

Niente male davvero, guidare un gruppo… e sbagliare guidatore. La giornata è iniziata così, stipando il nostro pullman di bagagli per il trasferimento da Redwood City a San Francisco. Come non rendere omaggio al conducente che ha caricato qualche quintale di valige? Così propongo un bell’applauso per il nostro autista abituale Rick… solo che al volante c’è il suo socio Tony e io non me ne ero accorto. Succede, specie dormendo quattro ore per, guidare, organizzare e alla fine scrivere a notte fonda questo diario, dopo giornate di tour de force… Ma la penultima giornala dell’’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour,  promosso da Unindustria Forlì Cesena con Agenzia Viaggi Manuzzi e organizzato da La Storia nel Futuro è comunque cominciata al meglio. L’accoglienza nello strepitoso campus di VmWare a Palo alto è stata spettacolare. L’azienda è leader del settore del software di virtualizzazione, promuovendo l’innovazione semplificando le attività operative dell’IT e rendendole più competitive, virtualizzando l’infrastruttura, dal data center al cloud ai dispositivi mobili. Il campus è un insieme di giardini curatissimi, fontane e stagni con tanto di tartarughe, architettura moderna e spazi sportivi. Per gli imprenditori romagnoli che compongono la grande maggioranza della nostra squadra è un’emozione in più che a fare gli onori di casa sia Lorenzo Montesi, ingegnere di Cesena, passato dalla Normale di Pisa al Massachusetts Institute of Technology, Sloan School of Management. Lorenzo spiega come siano rapidità e sperimentazione di strade nuove le chiavi vincenti, per un’azienda che si trova spesso a percorrere sentieri inesplorati. Appena assunto non si è sentito assegnare dei compiti ma chiedere invece cosa proponesse lui di fare, per sviluppare il suo settore. “Vedo la mia carriera come un viaggio”, confessa Lorenzo, che si riconosce una propensione al cambiamento, caratteristica indispensabile nel mondo del marketing. C’è tempo per un pranzo gentilmente offerto nella bellissima mensa, fra dipendenti di ogni nazionalità, prima di ripartire con il bus per San Josè. Visto da fuori sembra un bunker militare, il quartier generale di IBM. L’ingresso è invece elegante e fa un certo effetto a tutti essere nel cuore di un’azienda leggendaria per l’hi tech. Luisa Bozano già incontrata con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2011 , esperta di nanontecnologie e neomamma, ci fa da guida assieme a tre studenti italiani attualmente impegnati in ricerche a IBM, spiegando come il colosso dell’informatica sia impegnato in attività d’avanguardia in campi diversi, come la produzione di wafer ultrasofisticati, in un laboratorio che abbiamo la fortuna di poter visitare. Un lavoro duro ma ricco di soddisfazioni, quello di Luisa, che amette di essere legata alla sua azienda anche per motivi affettivi,  colpita da come il suo capo, che le aveva profilato una promozione, non abbia indietreggiato nemmeno dopo che lei le aveva annuciato di aspettare un bambino. Si riparte e in serata finalmente è San Francisco. Cena in un ristorante di una meta turistica per eccellenza, il celebre molo Pier 39. Ma l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour non si rilassa nemmeno a cena… e un vecchio amico di IdF fa il suo ingresso a sorpresa fra gli imprenditori romagnoli impegnati a spezzare chele di enormi granchi. Paolo Privitera, cofondatore con Armando Biondi di Pick1 è venuto a trovarci ed a raccontare l’improvvisa accelerazione che la sua startup, incubata da 500Startups ha avuto nelle ultime settimane. Paolo incassa di buon grado lo scherzo (lo presento come “il congnato del vincitore di TechCrunch Italia, visto che Matteo Faggin è marito di sua sorella…). Ma mentre il ristorante si svuota accetta di fare una sua presentazione e incanta tutti con la sua carica. Gli amici di Cesena fanno capannello, dal ristorante ormai ci cacciano e ancora sul Pier 39 ormai deserto, nel vento di mezzanotte, riechegginao voci italiane con accenti diversi che parlano di impresa, startup e nuovi progetti da condividere…  

Alla scoperta di Facebook e Stanford, poi la serata SVIEC con i veterani italiani di Silicon Valley

Vivere con la Rete vuol dire abituarsi ad un flusso costante nel quale occorre saper navigare. E nel terzo giorno consacrato del nostor tour, partiamo dalla sede al sito social per eccellenza. C’è così tanta eccitazione, nell’arrivare di primo mattino a Facebook, che uno di noi inciampa davanti al grande logo su El Camino Real, dove tutte le comitive scattano le foto d’obbligo, con il grosso disegno della mano col pollice alzato. anche perchè all’interno della sede le foto sono rigorosamente proibite. A far gli onori di casa due giovani ingegneri, Marco Rizzi e Davide Bolcioni, da non molto in Silicon Valley dopo aver maturato una professionalità di prim’ordine a Trento e Bologna.  Spiegano che Facebook sta davvero sperimentando un territorio nuovo, senza termini di paragone e senza precedenti di aziende che abbiano fatto altrettanto, in un campo, quello dei social media, che semplicemente non esisteva fino a pochi anni fa. Si procede per esperimenti, dicono, persino il colore dei bottoni viene testato con prove su un gruppo ristretto di tenti per vedere quale sia più gradito. Il campus di Facebook è attraente, tutto pulito e colorato, musica di sottofondo, ristoranti e negozi, anche se forse lascia un po’ la sensazione di un mondo a sè, autoreferenziale, più simile al set di Truman Show che a una cittadina ordinata. Shopping di ordinanza (accidenti, entriamo nel negozio vuoto trenta secondi prima di esser seguiti da una comitiva asiatica di 40 persone e si finisce a sgomitare…), poi via per la leggendaria Stanford. Niente da fare, cono sono stato una dozzina di volte ma l’emozione è la stessa dei miei compagni di viaggio che ci arrivano soltanto ora.  Si respira un’aria di tranquillità e di eccellenza, fra studenti che sfrecciano in bicicletta nei viali alberati tra gli austeri edifici che richiamano lo stile delle vecchie missioni. C’è il tempo per raccontare la straordinaria storia che intreccia le origini della prestigiosa università all’Italia, in particolare a Venezia (la chiesa cuore dell’ateneo fu interamente decorata con vetrate e mosaici da maestranze veneziane, prima e dopo il terremoto del 1906)  prima del benvenuto da parte di Alberto Salleo, amico di IdF che l’ha intervistato due anni fa, che ci spiega cosa significhi insegnare in questa università e fare ricerca. Un ruolo da “professore-manager” che consente di disporre di strumenti eccezionali e un budget consistente. Con il quale però occorre sfornare risultati: studi, pubblicazioni, anche se il prodotto principale da sfornare sono proprio gli studenti, in grado di sviluppare una propria capacità critica e di ricerca. Come si entra a Stanford? Per… raccomandazione, in un senso però agli antipodi rispetto a quello  cui siamo abituati. In un mondo rigorosamente meritocratico, sono le segnalazioni di professori e luminari ad aprire al strada. Ma nessuno si sogna nè si può permettere di raccomandare per amicizia o interesse, visto che segnalare una persona non meritevole si ripercuote subito sulla reputazione di chi quella persona ha segnalato. A Stanford incontriamo poi Jeff Cabili, vecchio amico di Italiani di Frontiera, che si occupa della promozione della Business School, la formazione che l’ateneo dedica non agli studenti ma ai laureati ed a maturi professionisti che per un periodo possono frequentare corsi di altissimo livello per aggiornare e riqualificare il proprio profilo professionale. Jeff è pure un esperto di comunicazione non verbale e conquista tutti con alcune riflessioni su come sia importante  saper leggere il comportamento altrui e comunicare con gli altri attraverso gesti semplici, dallo sguardo alla stretta di mano, che dicono più delle parole. Toccata e fuga nell’enorme negozio dei gadget dell’università, poi di corsa verso il gran finale. La sera è in programma il meeting dello SVIEC, Silicon Valley Italian Executive Council, che è prezioso partner dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour,  promosso da Unindustria Forlì Cesena con Agenzia Viaggi Manuzzi e organizzato da La Storia nel Futuro. A far gli onori di casa come sempre Jeff Capaccio, fondatore di SVIEC, che ha avuto un ruolo cruciale per la nascita di Italiani di Frontiera. E Jeff accidenti mi dà pure la parola a sorpresa, per un discorso improvvisato gli ospiti… grazie Jeff! La serata è un’occasione unica per gli imprenditori romagnoli in missione di incontrare veterani italiani di Silicon Valley vecchi amici di IdF, come Ezio Valdevit, friulano ex Olivetti, pioniere dello storage network e Fabio Ficano ceo e cofondatore di Moncada Energy USA. Ma soprattutto per ascoltare lo speaker d’eccezione. Chuck Rossi, Engineeering Manager di Facebook. Chuck è un relatore brillante, sforna cifre a ripetizione per dare un’idea di quale sia il movimento di dati, relazioni, contatti che il gigante dei social media attiva. Siamo davvero in un flusso costante, occorre muoversi in fretta e saper essere dirompenti, dice. E’ quello che nel nostro piccolo proviamo a fare pure noi, per catturare suggestioni, idee e nuovi modelli da portarci a casa, con questo tour de force in Silicon Valley.  

A Google con il guru Varian. Poi a Berkeley, a scoprire i segreti della ricerca più libera

Mai, mai dimenticare qualcosa nella sede di Google. Potreste scoprire che il colosso della ricerca online, che in poche fraziooni di secondo è in grado di reperire montagne di informazioni, impiega oltre trenta minuti per recuperare uno zainetto dimenticato in una zona offlimits, cosa che richiede l’intervento di un addetto alla vigilanza, del suo superiore e la redazione di un rapporto. Il primo appuntamento dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour d’autunno si è concluso con un piccolo inconveniente, utile però per riflettere sul significato delle regole negli USA, pure nella culla dell’innovazione e dell’informalità, dove semplicemente le  scorciatoie trasgressive non sono nemmeno concepite. Nel famoso campus in cui i colori pastello si susseguono, dagli arredi interni agli ombrelloni nel giardino, dalle biciclette alle condotte dell’acqua, abbiamo avuto l’onore di incontrare (per me per la seconda volta dopo il tour d’aprile) una figura di primo piano di Silicon Valley: Hal Varian, direttore economico di Google, secondo alcuni addirittura in odore di premio Nobel. Un guru che in un fitto botta e risposta con gli agguerriti imprenditori romagnoli ha prefigurato alcuni degli scenari del futuro, affermando che è proprio perchè guarda lontano che Google ha intrapreso strade come quella dei Google Glass o del progetto dell’auto senza guidatore, prevedendo una forte interazione con suoi strumenti quali Google Maps e Street View. Ma è stato Cosimo Spera, imprenditore seriale e stratupper di Silicon Valley, origini campane e studi a Pisa, a catturare l’attenzione dei partecipanti al tour,  promosso da Unindustria Forlì Cesena conAgenzia Viaggi Manuzzi e organizzato da La Storia nel Futuro. Grande amico di Varian e mentore di diversi ragazzi sbarcati a Silicon Valley, nel campus Google Cosimo ha raccontato la sua carriera soffermandosi poi nella descrizione della sua nuova startup Bee Bell, lancio previsto nei prossimi mesi a San Francisco, dal prossimo anno in alcune città italiane, uno strumento estremamente sofisticato nel campo dei social network, in grado di fornire all’utente in tempo reale informazioni e suggerimenti “personalizzati”, ritagliati cioè sulle esigenze e persino sullo stato d’animo del momento di chi la utilizza. E di spirito di startup si è poi parlato, una volta attraversata la Baia, a Berkeley con Pieruigi Nuzzo, ricercatore nel  Department of Electrical Engineering and Computer Sciences, che ha illustrato una preziosa relazione svolta col suo mentore, figura principe degli italiani di Silicon Valley, il professor Alberto Sangiovanni Vincentelli. Un’analisi approfondita dell’ecosistema dell’innovazione, per sfatare alcuni luoghi comuni, com quello del rapporto fra atenei ed aziende, che nella realtà, ha detto Nuzzo, non è mai “coercitivo”: ai ricercatori viene lasciata libertà e questo non lavorare con la pressione di dover sviluppare al più presto un prodotto è uno dei segreti dell’Università che ha sfornato Nobel a raffica. Assieme al fatto di saper rompere schemi tradizionali: c’è condivisione dei risultati persino con gli atenei concorrenti, ci sono ricerche “open source” che fanno tesoro del contributo di altri studiosi, persino la tutela dei brevetti non è rigidissima per facilitare che anche i prodotti più sofisticati possano essere modificati e migliorati. Un tema, quello della ricerca “aperta” ripreso pure da Alessandro Ratti, Scientific Research Consultant and Contractor dello stesso ateneo, che ha avuto pure il merito  di guidare il gruppo  nella visita al famoso ciclotrone Laurence Berkeley Laboratory . Per tutti l’occasione di incrociare  in un fuoriprogramma anche due preziosi amici a Berkeley di Italiani di Frontiera, Isabella Sioleri, consulente in materia di software e il marito Paolo  Calafiura, scienziato pure lui docente in quella università, venuti apposta per incontrarci. Una lunga, lunga chiacchierata, non in una sala ma su una splendida terrazza, con una vista strepitosa sulla Baia. Mentre il sole tramontava in uno scenario da brividi, con sullo sfondo il Golden Gate… E domani si riparte.

Esplorare Everest e Kilimangiaro con Google Maps, nel team anche Michele Battelli

  Esplorare le montagne più celebri, grazie a una combinazione di hi tech e trekking, con Google Maps. E nella squadra che ha consentito di usufruire ora di questa nuova funzione c’è pure  Michele Battelli (nella foto in alto), laurea all’Università di Ferrara, poi ricercatore alla Sapienza a Roma ed alla Northeaestern University di Boston, ingegnere italiano di Google a Mountain View,  membro di BAIA. Un Italiano di Frontiera niente male, Michele, visto che alla competenza nel software ha abbinato la partecipazione alle spedizioni… La nuova funzione di Google Maps viene presentata  in questo post nel blog di Google. La descrizione del lavoro svolto “sul campo” dagli ingegneri esploratori, fra i quali Michele, in quest’altro post. Michele l’ho incontrato qualche anno fa a Silicon Valley. Presto ci rivedremo e potrà raccontare la sua fantastica esperienza…

A Catania due giorni di entusiasmo ed emozioni con il “tour de force” Italiani di Frontiera

Quattro presentazioni multimediali in due giorni, quasi seicento partecipanti in gran parte giovanissimi, tanto entusiasmo e un tour de force ripagato da emozioni e tantissimi nuovi amici. Mentre quelli vecchi sono fuoriclasse… Lo ammetto: sveglia all’alba, accoglienza sotto un diluvio e un po’ di fatica, in una bellissima città che sono riuscito appena a sbirciare. Ma sono stati due giorni memorabili per Italiani di Frontiera a Catania, dove già lo scorso anno l’impatto era stato straordinario. Se questo è il Sud, abbiamo solo da imparare… Inizio al liceo Capizzi di Bronte, grazie alla fantastica Elisa Franchina che dopo aver scoperto IdF un anno fa a Catania, ha convinto la brava preside Grazia Emanuele a ospitare la presentazione a scuola. Nel tardo pomeriggio nel bel Centro Culture Comtemporaneee ZO l’incontro con i Giovani Imprenditori guidati da quella macchina da guerra che è Antonio Perdichizzi, vero motore di tutto il tour (la conferenza in streaming è ora su YouTube, nel video in alto). Il giorno successivo, in mattinata ancora al Zo con i ragazzi delle scuole superiori della provincia, nel pomeriggio nell’aula magna dell’Università l’evento di Startup Academy, animata in modo esemplare da un professore raro, “IronProfessor” Rosario Faraci. Con la soddisfazione e l’onore di avere come ospite alla presentazione anche il nuovo rettore dell’ateneo, Giacomo Pignataro. Un’accoglienza da lasciare senza fiato, ragazzi fantastici, molti dei quali hanno persino voluto farsi fotografare con il prestigioso (?) autore di IdF! E una pioggia di nuovi amici dal giorno dopo nei social network.   Qui una prima galleria fotografica del tour 2013 di IdF a Catania. Qui invece la bella intervista della brava Francesca Cuffari per LiveSicilia Catania. Qui infine la preziosa riflessione di Antonio Musumeci in un post su Startupct. Grazie ragazzi, mi sono divertito troppo e non vi libererete facilmente di me: tornerò prima che ve l’aspettiate… Per chi ha partecipato a uno degli eventi, ecco una miniguida online per districarsi fra storie, personaggi e percorsi d’idee di IdF live.  Intanto il mese prossimo guiderò un tour a Silicon Valley proprio con un gruppo di giovani imprenditori catanesi, capitanati come sempre da Antonio “Caterpillar” Perdichizzi. Ne combineremo delle belle anche là…  

Le migliori Università del mondo 2012-13: primo ancora CalTech, nessuna italiana fra le prime 250

Oxford e Stanford al secondo e terzo posto superano Harvard. Ma in testa alla classifica mondiale delle Università resta il CalTech (California Institute of Technology) che già guidava la graduatoria 2012. Mentre alle spalle di Harvard, quarta, si piazzano Massachusetts Institute of Technology, Princeton e Cambridge. Questi i dati della classifica 2013 appena pubblicata, Times Higher Education World Reputation Rankings, diffusa come anticipazione del  lancio ufficiale alla conferenza  Going Global del  British Council a Dubai. Nella classifica 2013, realizzata elaborando dati Thomson Reuters, le prime università italiane si trovano nella fascia 251-275 e sono l’Università di Milano, Milano Bicocca e Trieste. Nella fascia 276-300 si trovano invece gli atenei di Bologna, Trento e Torino.  Anche  nella classifica 2012, non c’era neanche un’italiana, fra le duecento migliori Università del mondo (bisognava scendere nella fascia tra 226° e 250° posto per trovare atenei come Università di Bologna, Statale di Milano, Università Bicocca Milano e Università di Padova. La graduatoria 2012 aveva visto al primo posto il California Institute of Technology (CalTech), seguito da Harvard, Stanford, Oxford, Princeton, Cambridge e MIT. Harvard guidava la classifica 2012 “per reputazione” davanti a MIT, Cambridge e Stanford.  Al suo terzo anno, la graduatoria 2013 si basa su un’indagine a invito che coinvolge migliaia di esperti ricercatori di tutto il mondo, con una visione d’insieme senza confronti all’interno del mondo accademico globale. “Questa classifica si basa su un giudizio puramente soggettivo, ma è il giudizio esperto di quanti conoscono l’eccellenza nell’insegnamento e nella ricerca  meglio di chiunque altro, accademici esperti, informati e impegnati”, ha detto Phil Baty, direttore delle graduatorie Times Higher Education. “Almeno 50.000 accademici hanno fornito la loro esperta visione interna su tre cicli annuali di indagine, fornendo un serio sondaggio di un aspetto sempre più importante ma poco compreso dell’educazione globale a livello più alto,  un marchio accademico dell’università”. Le classifiche di quest’anno sono basate su  16.639 risposte, da 144 Paesi, all’indagine 2012 di  Thomson Reuters sulla reputazione accademica, svolto fra marzo e aprile 2012. L’indagine 2011 aveva raccolto 17.554 risposte, quelle 2010 erano state 13.388.      

Orientagiovani Assolombarda con oltre 450 studenti. Una guida fra idee, storie e personaggi di IdF

Un’altra giornata memorabile per Italiani di Frontiera, con oltre 450 ragazzi di diverse scuole di Milano e dintorni all’evento Orientagiovani di Assolombarda, martedì 27 novembre nell’auditorium di via Pantano, per parlare di spirito d’impresa con ospiti davvero in gamba, intercalati da spunti e storie “dal West al Web” di IdF, con il sottofondo musicale dell’instancabile Orazio Attanasio alla chitarra, e la conclusione a sorpresa con un Germano Lanzoni più scatenato che mai. Un grazie a Lara Botta (Assolombarda) che ha ben illustrato il Management Game, a Davide Coppaloni e Martina Pavoni, vivaci testimonial dell’esperienza Junior Achievement, mentre Fabrizio Bitetto è si è fatto portavoce dell’esperienza Erasmus, assieme ad Antonella Libera, che col suo video Milano Internazionale ha gettato uno sguardo inedito sul capoluogo visto attraverso gli occhi degli studenti stranieri che ci vivono per un periodo. Un grazie speciale a Cristina Tajani, assessore alle Politiche del Lavoro di Milano, che ha ben spiegato le prospettive per fare oggi impresa in modo “Social”. E grazie ad Alvise Biffi, presidente, Cristian Ferraris e Marcello Landini, menti e “braccia operative” del Gruppo Giovani Assolombarda, preziosi amici di IdF, che hanno organizzato  la giornata. Ma se dopo l’evento Orientagiovani Assolombarda, passato il mal di testa per la mitragliata di storie e personaggi di IdF, vi  siete domandati: ma come si chiamava quello che… e com’era che… e quel video… e quel libro… niente paura,  IdF ora viene in vostro soccorso. Partire per tornare, per scoprire il mondo e soprattuttto se stessi… le parole di Renzo Piano che hanno aperto l’evento in questo video. Tutti i personaggi del West, (non abbiamo parlato del più clamoroso, Carlo Camillo di Rudio, conte bellunese di Little Bighorn un intero capitolo su di lui!), come Giacomo Costantino Beltrami esploratore sul Mississippi e Carlo Gentile, fotografo del West, sono nella sezione Italindiani, con le storie raccolte da Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution.Tra i veterani di Silicon Valley, in primo piano le imperdibili riflessioni di Federico Faggin padre del microchip,  e Roberto Crea, fra i padri dell’insulina sintetica. Un omaggio speciale quello a Padre Busa, gesuita pioniere dell’interazione fra cultura umanistica e informatica. Altre figure storiche rievocate, Maria Montessori, educatrice rivoluzionaria e Adriano Olivetti, imprenditore visionario. Fra i giovani imprenditori, da non perdere le storie di Lorenzo Thione (da Bing a Broadway) ed Augusto Marietti (Mashape). Qui invece i post in cui si parla di Luca Prasso (da DreamWorks a Curious Hat).    Fra i Video d’Ispirazione, le conferenze di Steve Jobs (Stay Hungry, Stay Foolish, qui sottotitolate in italiano, qui la seconda parte) e Ken Robinson (La scuola uccide la creatività?, vista da oltre 15 milioni di persone!). E la bellissima, commovente Ultima lezione di Randy Paush, poco prima di morire. Le riflessioni sull’incredibile potenza del racconto per spingere all’azione, in questo post dopo TEDx TRansmedia 2011 a Roma. Infine, il  libro citato alla fine della presentazione è:  Elogio dell’errore di Tim Harford, protagonista anche di una straordinaria conferenza TED sugli stessi temi (si possono impostare i sottotitoli in italiano). Fra i personaggi citati, che compariranno invece nelle prossime settimane su IdF, – Ugo Parodi Giusino della siciliana Mosaicoon – Massimo Banzi fondatore di Arduino – Vito Lomele fondatore di Jobrapido. Facebook, Twitter e LinkedIn sono i modi migliori per seguire gli aggiornamenti e restare in contatto con gli amici di Italiani di Frontiera. Buona navigazione, affamati e folli…