Mashape, Augusto Marietti: come sfidare con successo Silicon Valley (IdF SV Tour)

Italiani di Frontiera lo aveva incontrato l’anno scorso in Italia. Oggi Augusto Marietti con i suoi compagni di Mashape, che si propone di facilitare a tutti la realizzazione di applicazioni, è protagonista di una delle realtà più promettenti della Silicon Valley made in Italy. Augusto ha tenuto banco allo Start Up Day di pochi giorni fa, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura, dedicando buona parte del tempo a lui riservato non alla presentazione del suo lavoro ma ad altri ragazzi dalle idee promettenti, inscenando con loro intensi scambi di domande e risposta per dare l’idea di cosa vuol dire proporre e difendere un progetto davanti alle domande spesso impietose ed incalzanti chi deve decidere se investirci dei sodi. Qui Augusto racconta la sua esperienza (con un commento di Anna Tripoli, giovane partecipante all’IdF SV Tour) e spiega cosa ha imparato a Silicon Valley. Con un certo successo…

Augusto e Marco, il successo miliardario di Kong citato da Von Der Leyen e i tanti ricordi della loro avventura

Che sorpresa, scoprire oggi quasi in diretta dall’Italian Tech Week organizzata a Torino da Repubblica, che Ursula Von Der Leyen, presidente dell’Unione Europea, iniziando il suo discorso (in questo link il video, da 3’07“) ha citato il successo a Silicon Valley di Kong, ex Mashape, fondata da Augusto “Aghi” Marietti e Marco Palladino, divenuta un unicorno, con valore che di recente ha superato i due miliardi di dollari, per elogiare il talento italiano e contemporaneamente denunciare la difficoltà di reperire finanziamenti adeguati in Europa, anche se molto, ha detto, è cambiato da quando i due decisero di lasciare l’Italia. Emozione e un pizzico d’orgoglio, visto che Italiani di Frontiera aveva incrociato Augusto e Marco  giovanissimi, prima della partenza per gli USA ormai quindici anni fa. E rivederli oggi ragazzini in quel video “d’epoca”,  immagini sgranate, musichetta di sottofondo, fa impressione,  per la determinazione, la chiarezza di visione di due ventenni italiani che in un paio d’anni, lanciando la loro startup in un garage secondo tradizione, avevano già capito che solo oltreoceano, dove il loro progetto aveva già ottenuto preziosi consensi, avrebbero trovato  le risorse per tentare la scalata al successo. Meno di due anni dopo, Augusto era stato fra gli speaker del primo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (2011), realizzato con Assolombarda. I partecipanti erano rimasti profondamente colpiti dalla sua carica. Nel video con Augusto, girato subito dopo l’incontro al consolato italiano di San Francisco,  Anna Tripoli, una delle partecipanti al primo Tour, divenuta anni dopo presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia, si era detta sorpresa nello scoprire come a Silicon Valley si investisse sulle persone e non su un’idea, sulle capacità e potenzialità di chi si ha davanti e non su un progetto o un business plan. Nella foga dell’entusiasmo, “Aghi” si era lasciato scappare in quell’occasione l’annuncio di un importante investimento appena ottenuto… salvo telefonarmi poche ore dopo preoccupatissimo, chiedendo di non fare anticipazioni, visto che l’operazione non era stata ancora ufficializzata. Proprio in quel 2011 io avevo lasciato la redazione Reuters per intraprendere a tempo pieno l’avventura di Italiani di Frontiera. Per qualche mese avevo pure tenuto un blog per Forbes, E in Rete si trova ancora il video in inglese in cui Augusto aveva dimostrato tutte le proprie doti di grande comunicatore. Due giorni dopo quella registrazione, Mashape aveva ufficializzato l’investimento: un milione e mezzo di dollari ottenuto da un gruppo di investitori tra i quali Jeff Bezos and Eric Schmidt (con Innovation Endeavors), Erik Rannala (Admob, Heroku, 99design), Russell Siegelman (KPCB and Microsoft) e Rick Webb (TheBarbarianGroup). In quell’occasione, Augusto aveva anche dedicato una riflessione bellissima al mio progetto. “Italiani di Frontiera credo che sia uno stato d’animo, è una concezione e forse sta cercando di portare quel che si è perso degli italiani nel mondo… l’Italia era un popolo fatto di navigatori, esploratori, poeti, imprenditori, visionari e forse si è perso negli anni questo collante. Credo che Italiani di Frontiera voglia andare ai confini del mondo per ritrovare queste storie perse e rimetterle tutte insieme, per far vedere che forse c’è una parte di italiani che vuole e ha la forza  di aiutare il mondo ad essere un posto migliore. Credo che questa sia un’iniziativa unica, a lungo termine, che porterà benefici nell’intera società italiana sparsa nel mondo. E forse riuscirà a riscoprire quella voglia, quel coraggio di rischiare che si è perso recentemente in noi italiani… sono Augusto fondatore di Mashape. Ho 23 anni e sono un italiano di frontiera emigrato a San Francisco” Con “Aghi e Marco ci siamo poi incontrati in occasione di diversi Tour, nel 2015 avevo portato loro una copia del mio libro appena uscito, in cui erano tra i protagonisti. Decine di partecipanti ai nostri Tour incontrandoli sono rimasti negli anni  incantati dalla loro carica, dalla loro visione, dalla loro determinazione. E dalla descrizione della fatica, dei rischi e dei micidiali sacrifici che impone la vita da startupper che avevano scelto. Qui sotto, una galleria di immagini delle nostre visite con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour in quella che si chiamava ancora Mashape. Due immagini su tutte mi sono rimaste nella memoria, di quegli incontri. L’aver trovato su una scrivania della loro sede un ritratto di Amadeo Peter Giannini, visionario finanziere filantropo la cui storia avevano scoperto proprio grazie ai miei racconti. E che l’avessero scelto come ispiratore per un percorso di straordinario successo l’avevo ricordato pure nel podcast dedicato a Giannini.  Seconda immagine, l’ultima volta che ho visto Augusto. Senza riuscire a parlargli, nemmeno a salutarlo: era addormentato,  stremato dalla fatica, su un’amaca nella loro sede. E io non avevo voluto svegliarlo. Proud of you, “Aghi” e Marco. Sarebbe ora di rivedersi…

Dopo uno storytelling Italiani di Frontiera. Guida per Curiosi fra personaggi, video, podcast e link

Avete visto di recente una performance di Italiani di Frontiera (Milano, Rimini, Genova, Gubbio) e… siete rimasti leggermente frastornati dal vortice di storie, personaggi, citazioni, parole chiave? Niente paura. Ecco una Guida per Curiosi dopo uno storytelling IdF con tutti gli approfondimenti. Pronti con il Surf? POST E VIDEO Interviste e immagini degli incontri con  Augusto Marietti (Mashape, ora Kong) e Loris Degioanni (Sysdig) oggi unicorni italiani a Silicon Valley La lunga intervista esclusiva (Stanford 2008) a Luca Cavalli Sforza leggendario genetista oggi scomparso. Tutti i post degli incontri ed eventi con Federico Faggin La metafora del Surf all’inizio dello spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” (Milano Blue Note maggio 2018). Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour in una playlist commenti dei partecipanti Genesi della fortunata metafora della Sindrome del Palio di Siena finita nel rapporto Eurispes I post su Maria Montessori  e Adriano Olivetti STORIE E PERSONAGGI NEL NUOVO PODCAST  Si trovano tutti sul sito di Italiani di Frontiera, da qualche settimana le loro storie, con nuovi approfondimenti, sono disponibili pure nel nuovo IdF Podcast su Spotify (anche per gli account gratuiti) e altre piattaforme audio L’inizio di Italiani di Frontiera Cesare Marino antropologo degli indiani  e scopritore di italiani nel West allo Smithsonian Institution Luca Prasso pioniere della grafica digitale da DreamWorks a  Google, oggi sulla frontiera dell’Intelligenza Artificiale. Roberto Busa gesuita autore dell’Index Thomisticus e straordinario pioniere dell’Umanesimo Digitale Lorenzo Thione imprenditore  di successo nel software e nel musical, da Bing a Broadway Giacomo Costantino Beltrami e Paolo Andreani esploratori nel West nell’Ottocento e Settecento Cristina Dalle Ore già astronoma NASA, dalle sonde spaziali alle nuove frontiere dell’agricoltura Andrea Vaccari startupper da uno sgabuzzino a casa Zuckerberg, ribaltando una situazione “impossibile” Chris Hadfield astronauta canadese canta “Space Oddity” di David Bowie sulla stazione spaziale orbitante in assenza di peso. Multiverso e caos indecifrabile: “Everything Everywhere All at Once“, sette Oscar (trailer italiano) Piccola Renna (2024) serie Netlfix di enorme successo che spinge a cambiar prospettiva nel seguire la storia Federico Faggin: “Quel dono unico degli italiani nell’affrontare la Complessità” (video esclusivo IdF) Lorenzo Thione da Bing a Broadway: il musical “Allegiance” (2012) di cui è stato produttore e coautore Fabio Parodi da Olivetti a Cisco a LinkedIn: “Italiani a proprio agio nella Complessità anche quando ha le  caratteristiche del Caos” (da 1’27”, video esclusivo IdF) Tre film premiati con  gli Oscar, con storie d’amore fra artisti capaci di esser mentori l’un l’altro nei momenti più difficili. “La La Land” (2017) “A Star is Born” (2018) “Once” (2006) “Reverse Turing Test Experiment with Ais” (2024).  Come l’Intelligenza Artificiale “scopre” chi è un essere umano. “Interstellar” (2014). “Ci siamo dimenticati chi siamo. Pionieri, Esploratori. Non Guardiani” Infine, alcuni dei libri citati nelle presentazioni. Buon viaggio! Ah: condivisioni, commenti e link sui social, clic su “segui” al podcast, saranno preziosi per IdF… Grazie!

Con Vittorio Viarengo (MobileIron) e Mashape full immersion nello spirito di Silicon Valley

I fuochi d’artificio per celebrare l’anniversario del Pier 39, molo turistico per eccellenza di San Francisco, con un passato legato all’immigrazione siciliana, la parata per celebrare il Columbus Day. Non poteva finire meglio, l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013. E l’ultimo emozionante capitolo lo scriviamo sula strada del ritorno, all’aereoporto di Francoforte in attesa del volo che ci riporterà in Italia. L’ultima giornata della full immersion nella cultura della culla mondiale dell’innovazione forse valeva da sola il costo del viaggio. A MobileIronhttp://www.mobileiron.com/ nella sede di Mountain View a poca distanza da Google, ci accoglie Vittorio Viarengo, che ha da poco lasciato VmWare, da noi visitata nei giorni scorsi. Niente da fare, Vittorio è una star. Perchè l’analisi a tutto tondo del modo di pensare e di fare impresa di Silicon Valley, Vittorio la sa fare con un piglio da mattatore, che farebbe la gioia di Jeff Cabili, incontrato a Stanford, esperto di linguaggio del corpo e comunicazione non verbale. La mimica di Vittorio è strepitosa e sa comunicare tutta la carica e l’entusiasmo necessari, per concetti innovativi. E’ lo spirito di squadra la chiave vincente, occorre saper scegliere i migliori, il vero capo deve gestire non le persone ma una visione, lasciando le persone libere di perseguire quella visione dando il meglio del proprio talento, magari per strade diverse. Ed essere mentori dei propri dipendenti significa saper imparare da loro, “Reverse Mentoring”: il capo che ascolta e impara, soprattutto dai più giovani. Domandandosi se ci sono abbastanza “persone folli” capaci di ragionare fuori dagli schemi, di spiazzare e inseguire strade nuove. E “Think Out of the Box” è una delle parole chiave di Italiani di Frontiera… Nemmeno un’ora di bus, e nel cuore di San Francisco abbiamo davvero l’occasione di mettere in pratica l’insegnamento, in una vera e propria “Hacker House”, dove lavora e vive il giovanissimo team di Mashape.  Partiti un paio d’anni fa dall’Italia poco più che ventenni, dopo aver ottenuto un primo finanziamento da tre dipendenti di YouTube, sono poi riusciti a conquistare due star della Silicon Valley come Jeff Bezos (Amazon) ed Eric Schmidt (Google). Un milione e mezzo per far crescere la loro idea, che nel frattempo si è trasformata in sofisticato marketplace per sviluppatori. Augusto Marietti, grande amico di IdF è fuori per un meeting, a fare gli onori di casa Marco Palladino, con una grinta e una carica che lascia attoniti molti di noi, persino gli imprenditori più scafati. Inseguire il successo con una startup avviata richiede di dare tutto di se stessi, anche 20 ore al giorno; pensare in grande, che significa inseguire un successo multimilionario, pianificando con attenzione e tenacia non solo il software ma pure l’incessante attività di networking. Perchè qui si incontrano le persone giuste per ottenere investimenti e occorre inseguirle incessantemente, saper essere nei posti giusti e magari evitare di fare quello che molti italiani arrivati nella Bay Area fanno, dice Marco, cioè incontrarsi soltanto fra di loro. L’ultimo giorno, niente più bus: tutti in bicicletta, su un percorso straordinario che sale sino al bellissimo Golden Gate Bridge per ridiscendere nell’incantevole Sausalito, sotto un sole che spacca, in una moltitudine turisti rilassati turisti, tra ristoranti in buona parte italiani, prima del ritorno mozzafiato in ferry, passando davanti ad Alcatraz. La sera c’è tempo per un altro incontro informale a cena con un vecchio amico di IdF, Alberto Onetti, che racconta la sua esperienza a Funambol  e con Mind The Bridge fondazione che da startup competition si è trasformata in incubatore e scuola di formazione per imprenditori che vogliono sbarcare in California. Le ore prima della partenza sono dedicate alla scoperta di angoli diversi di San Francisco. Un paio di noi alla bellissima California Academy of Sciences http://www.calacademy.org/, capolavoro di Renzo Piano, altri allo stadio per provare l’emozione di un incontro di football americano dei 49ers, altri in centro per shopping, o nel quartiere italiano, North Beach, culla di quella Beat Generation, che in qualche modo ha ispirato la controcultura che è alla base della new economy californiana. Si riparte. E forse qualcuno ripensa alla tappa più insolita di questo tour, in bicicletta al cimitero militare del Presidio, per rendere omaggio alla tomba di Carlo Camillo di Rudio, incredibile avventuriero berllunese passato dal Risorgimento al West… e sopravvissuto a Little Bighorn, che Italiani di Frontiera ha raccontato grazie all’amicizia con l’antropologo dello Smithsonian Institution Cesare Marino, tra i più grandi esperti di indiani d’America, che ha ricostruito la sua straordinaria biografia. Forse gli italiani che hanno sfidato la Frontiera del West e quelli impegnati a progettare il futuro a Silicon Valley hanno qualcosa in comune. La carica, la voglia di non accontentarsi delle consuetudini, non smettere di rischiare e scoprire. E’ quello che ci portiamo a casa, da questo fantastico viaggio. E’ quello che forse oggi più che mai l’Italia ha bisogno di riscoprire.            

Orientagiovani Assolombarda con oltre 450 studenti. Una guida fra idee, storie e personaggi di IdF

Un’altra giornata memorabile per Italiani di Frontiera, con oltre 450 ragazzi di diverse scuole di Milano e dintorni all’evento Orientagiovani di Assolombarda, martedì 27 novembre nell’auditorium di via Pantano, per parlare di spirito d’impresa con ospiti davvero in gamba, intercalati da spunti e storie “dal West al Web” di IdF, con il sottofondo musicale dell’instancabile Orazio Attanasio alla chitarra, e la conclusione a sorpresa con un Germano Lanzoni più scatenato che mai. Un grazie a Lara Botta (Assolombarda) che ha ben illustrato il Management Game, a Davide Coppaloni e Martina Pavoni, vivaci testimonial dell’esperienza Junior Achievement, mentre Fabrizio Bitetto è si è fatto portavoce dell’esperienza Erasmus, assieme ad Antonella Libera, che col suo video Milano Internazionale ha gettato uno sguardo inedito sul capoluogo visto attraverso gli occhi degli studenti stranieri che ci vivono per un periodo. Un grazie speciale a Cristina Tajani, assessore alle Politiche del Lavoro di Milano, che ha ben spiegato le prospettive per fare oggi impresa in modo “Social”. E grazie ad Alvise Biffi, presidente, Cristian Ferraris e Marcello Landini, menti e “braccia operative” del Gruppo Giovani Assolombarda, preziosi amici di IdF, che hanno organizzato  la giornata. Ma se dopo l’evento Orientagiovani Assolombarda, passato il mal di testa per la mitragliata di storie e personaggi di IdF, vi  siete domandati: ma come si chiamava quello che… e com’era che… e quel video… e quel libro… niente paura,  IdF ora viene in vostro soccorso. Partire per tornare, per scoprire il mondo e soprattuttto se stessi… le parole di Renzo Piano che hanno aperto l’evento in questo video. Tutti i personaggi del West, (non abbiamo parlato del più clamoroso, Carlo Camillo di Rudio, conte bellunese di Little Bighorn un intero capitolo su di lui!), come Giacomo Costantino Beltrami esploratore sul Mississippi e Carlo Gentile, fotografo del West, sono nella sezione Italindiani, con le storie raccolte da Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution.Tra i veterani di Silicon Valley, in primo piano le imperdibili riflessioni di Federico Faggin padre del microchip,  e Roberto Crea, fra i padri dell’insulina sintetica. Un omaggio speciale quello a Padre Busa, gesuita pioniere dell’interazione fra cultura umanistica e informatica. Altre figure storiche rievocate, Maria Montessori, educatrice rivoluzionaria e Adriano Olivetti, imprenditore visionario. Fra i giovani imprenditori, da non perdere le storie di Lorenzo Thione (da Bing a Broadway) ed Augusto Marietti (Mashape). Qui invece i post in cui si parla di Luca Prasso (da DreamWorks a Curious Hat).    Fra i Video d’Ispirazione, le conferenze di Steve Jobs (Stay Hungry, Stay Foolish, qui sottotitolate in italiano, qui la seconda parte) e Ken Robinson (La scuola uccide la creatività?, vista da oltre 15 milioni di persone!). E la bellissima, commovente Ultima lezione di Randy Paush, poco prima di morire. Le riflessioni sull’incredibile potenza del racconto per spingere all’azione, in questo post dopo TEDx TRansmedia 2011 a Roma. Infine, il  libro citato alla fine della presentazione è:  Elogio dell’errore di Tim Harford, protagonista anche di una straordinaria conferenza TED sugli stessi temi (si possono impostare i sottotitoli in italiano). Fra i personaggi citati, che compariranno invece nelle prossime settimane su IdF, – Ugo Parodi Giusino della siciliana Mosaicoon – Massimo Banzi fondatore di Arduino – Vito Lomele fondatore di Jobrapido. Facebook, Twitter e LinkedIn sono i modi migliori per seguire gli aggiornamenti e restare in contatto con gli amici di Italiani di Frontiera. Buona navigazione, affamati e folli…

Glancee acquisita da Facebook! Così Andrea Vaccari aveva svelato a IdF l’idea in embrione…

“Grande!! sentire spiegare l’idea in embrione di Glancee ( che poi nasceva l’anno dopo…) oggi, dopo l’acquisizione da parte di FB è un bello scoop …grande Roberto Bonzio!” Il commento di Paolo Marenco, grande amico di Italiani di Frontiera e impagabile partner nell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour è arrivato ieri sera. Dopo 24 ore di giustificata euforia nel microcosmo degli innovatori italiani, per il successo di Glancee, start up made in Italy sviluppata a Silicon Valley, acquisita da Facebook, con l’idea di un’applicazione per smartphone che permette di trovare persone con gusti analoghi ai propri nelle vicinanze, prendendo informazioni semantiche da Facebook, Wikipedia, Linkedin, etc. Qui la notizia nei dettagli, dal blog del Corriere di Marco Marinucci, animatore di Mind the Bridge altro amico di IdF. A spiegare l’idea in embrione, che poi ha conquistato il colosso dei social network, era stato Andrea Vaccari, tra i fondatori di Glancee, intervistato un paio d’anni fa a Frontiers of Interaction 2010 a Roma.   Non dimenticherò mai la prima impressione che mi fece Andrea, l’anno prima al Frontiers of Interaction 2009, un ragazzone che avevo scambiato per uno studente di belle speranze. E che mi aveva steso, raccontando con semplicità il suo curriculum da spavento. Andrea Vaccari, origine veronese svelata da una dolce cadenza,  a meno di 30 anni  dopo la laurea Summa Cum Laude al Politecnico di Milano in Computer Engineering,  le esperienze da assistente allo stesso Politecnico, poi oltreoceano alla University of Illinois a Chicago, (dove ha conseguito un pH.D. in Computer Science), di ricercatore al Massachussetts Institute of Technology a Cambridge (Usa), e al Santa Fe Institute di Santa Fe (Nuovo Messico), aveva trascorso un breve periodo come Software Engineer nella sede Google di New York, prima di tornare all’Università a Chicago. Successivamente, Andrea si è fatto convincere a trasferirsi a Silicon Valley, dove l’altro giorno ha messo a segno lo storico “colpaccio” dell’acquisizione da parte di Facebook con i partner di Glancee (tra loro un altro prezioso amico di Italiani di Frontiera, Matteo Daste, avvocato che della società è advisor, tra i promotori di BAIA, nel direttivo di Mind the Bridge). Oggi quell’intervista assume un significato particolare. Paolo la definisce “scoop”. A dire il vero, era già successo con altri amici di IdF arrivati al successo dopo i nostri incontri. Come Augusto Marietti  di Mashape o Nicola Farronato con b-sm@rk. Chissà, forse Italiani di Frontiera sa guardare lontano. E forse porta davvero fortuna…

Online lo speciale natalizio di Radio24 su Italiani di Frontiera!

Venti minuti fitti di storie e riflessioni, alla vigilia di Natale. Per raccontare alla radio Italiani di Frontiera, i suoi protagonisti, i valori che persegue. Sintetizzati nel manifesto Tornare a Sognare per una Nuova Italia. Davvero una grande occasione, quella offerta a IdF da Sergio Nava, amico e giornalista di Radio24, dove conduce la trasmissione Giovani Talenti, che sabato 24 dicembre ha dedicato una puntata speciale natalizia proprio a Italiani d Frontiera. Abbiamo parlato di amici vecchi e nuovi: Federico Faggin, Roberto Crea, Marco Marinucci, Fabrizio Capobianco Augusto Marietti, Elena Favilli… e Vincenzo Di Nicola (ideatore di Pago), la cui intervista uscirà a giorni su IdF. Raccontando anche la storia ricca d’ispirazione di Amadeo Peter Giannini, banchiere visionario, fondatore di Bank of America. I riscontri sono stati ottimi, grazie a tutti per i commenti positivi. Qui l’audio Mp3 dello speciale natalizio Italiani d Frontiera di Radio24. Un grazie speciale a Sergio Nava, davvero bravissimo. I temi trattati dai nostri progetti e della trasmissione natalizia sono in sintonia con quelli proposti dall’associazione ITalents, nata da poco, di cui sono stato tra i fondatori con un gruppo di preziosi amici: scommettere sul ponte fra talenti italiani in patria e all’estero. Scambi di conoscenze e idee, per rinnovare l’Italia. E fare squadra.

Orientagiovani a Milano, IdF all’esordio davanti a 450 studenti. Con finale a sorpresa

E’ passata una settimana ma l’emozione è rimasta. Lo scorso 2 dicembre, davanti a 450 studenti di scuole di Milano, Lissone, Gorgonzola, Pioltello, Rho, Meda, Inveruno, Melegnano e Pavia, l’evento Orientagiovani di Assolombarda ha visto protagonista Italiani di Frontiera, con le sue storie di talenti di ieri e di oggi, per ispirare i ragazzi parlando di spirito d’impresa. Ed insegnare a credere nei propri sogni. Oltre tre ore di grande tensione emotiva, l’esordio di IdF davanti ad un pubblico così giovane,  con ospiti d’eccezione, dopo i preziosi contributi di Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda (ma dove trovate un manager così, capace di lanciarsi improvvisando una dissertazione… sulla chitarra elettrica?), ed Alvise Biffi, presidente del Gruppo Giovani, che ha commentato al meglio il leggendario video del discorso di Steve Jobs nel 2005 davanti agli studenti di Stanford, “Stay Hungry, Stay Foolish”, parole che hanno ispirato tutto l’evento. Miriam Gresta di Junior Achievment (grazie a Miriam, intervenuta malgrado un acciacco) ha introdotto poi Iacopo Deiuri, fantastico imprenditore teenager friulano, che sta lanciando un innovativo progetto per la produzione di carta ricavata dalle alghe della laguna. Marco Oriolo (Tuvia Group) ha poi ben spiegato come l’innovazione non sia prerogativa dei settori hi tech ma si possa invece immaginare il futuro anche lavorando in settori tradizionali, come  quello della logistica. Mentre Mattia Conti, vincitore del Campiello GIovani,  ha parlato in chiusura della forza del racconto, nel rapporto fra generazioni diverse. In mezzo, videointerviste con protagonisti di IdF, come Augusto Marietti (Mashape) ed Elena Favilli (Timbuktu).    E molte delle storie che gli amici di Italiani di Frontiera conoscono bene. Da quella di Amadeo Peter Giannini, fondatore di Bank of America a quella toccante di Carlo Gentile fotografo napoletano del West, da Luca Prasso (DreamWorks) a Cesare Marino, antropologo fra i maggiori esperti d’indiani d’America. Con un prezioso inedito, il video di Vittorio Viarengo, vulcanico ingegnere genovese a Silicon Valley, incontrato lo scorso agosto, con una straordinaria riflessione sul “Reverse Mentoring”: imparare e farsi ispirare dai più giovani,  che presto comparirà su Italiani di Frontiera. Il tocco in più l’hanno dato Remo Bianchi, grande jazzista che ha accompagnato alla chitarra tutto l’evento, e Germano Lanzoni, bravo attore e voce ufficiale del Milan, protagonista di un finale a sorpresa che ha fatto impazzire i ragazzi (acc… come mi ha rubato la scena!), con tanto di canzone destinata a diventare un marchio di fabbrica di Italiani di Frontiera. “Si vede che credi in quel che fai”, mi ha detto alla fine uno studente complimentandosi. “E’ stato fantastico,, sono ritornata giovane, come i miei alunni.. la voglia di fare, di ricominciare, di proporre cose nuove e di passare ai ragazzi la voglia di vivere… grazie di tutto!”, mi ha detto invece la professoressa Oldoni con la quarta B dell’Itc Benini di Melegnano, con un sorriso che ripaga di tutto. Grazie a voi, ragazzi e ai professori che hanno creduto in questo appuntamento. E grazie alla fantastica squadra di Assolombarda (nella foto), Cristian Ferraris e Marcello Landini in testa, che ha organizzato al meglio Orientagiovani. In attesa del video “ufficiale” che sta preparando Simone Cannata, regista e nuovo amico di IdF, nel video qui sopra spezzoni del dietro le quinte, alla vigilia e poco prima dell’evento. E’ andata così bene che per gennaio sono previste nuove sorprese…

A Mashape un milione e mezzo di dollari da Bezos (Amazon) e Schmidt (Google)!

Due giorni dopo l’intervista in video su Italiani di Frontiera ad Augusto Marietti, vulcanico amministratore delegato di Mashape, la società fondata da Augusto “Aghi” assieme a Marco Paladino e Mike Zonca, in crescita a Silicon Valley ha ufficializzato oggi a San Francisco l’annuncio del finanziamento da un milione e mezzo di dollari ottenuto dai fondi di due figure storie della Bay Area, Jeff Bezos fondatore di Amazon ed Eric Schmidt presidente esecutivo e fino a pochi mesi fa amministratore delegato di Google. “Finalmente potremo far crescere Mashape e offrire un servizio migliore ai nostri utenti. Passiamo dalla compagnia stile “azienda in un garage” a qualcosa di un po’ più serio ma non troppo…”, dice l’annuncio di Mashape. Che solo lo scorso anno aveva fatto il balzo verso gli Usa, riuscendo poi a convincere ed ottenere un primo finanziamento da tre veterani di YouTube…