Italiani di Frontiera compie 16 anni con nuovo spettacolo, dieci podcast e altre novità in arrivo

Italiani di Frontiera compie Sedici anni! Il 22 gennaio 2008 da giornalista Reuters in aspettativa, partivo con famiglia per sei mesi di avventura californiana, da Sixth Saint John (Sesto San Giovanni) a Palo Alto, nessuno che mi mandasse nè tanto meno mi chiamasse, organizzando tutto da solo (casa, scuola per i figli, auto, tutti i contatti)  inseguendo un’”idea folle” con la preziosa complicità di moglie e figli davvero speciali.  Senza immaginare che vivere,  conoscere e diventare amico di tanti connazionali d’eccellenza della Bay Area californiana, raccontando le loro storie e intrecciandole in modo inedito a quelle di visionari ed esploratori del passato e di innovatori in patria, avrebbe tracciato un filo rosso alla scoperta del talento italiano. E avrebbe cambiato tutto nella mia vita, aprendo la via a un nuovo modo di fare il mio mestiere: non solo conoscere, scrivere, fotografare e girare video, soprattutto raccontare dal vivo con immagini e musica. Un giornalismo insolito e forse eccentrico, diventato dal 2011 il mio lavoro a tempo pieno, dopo aver lasciato redazione, stipendio, posto fisso. Tra incontri, scoperte e coincidenze incredibili di pura Serendipity, da “Curioso Patologico“, con storie che… sembrano cercarmi e che hanno cambiato la mia vita. Con oltre 250 fra storytelling, spettacoli, seminari in tutt’Italia e una dozzina all’estero, produzione di eventi speciali, venti viaggi per professionisti di ogni settore a conoscere connazionali d’eccellenza con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, un libro (EGEA 2015, prefazione di Gian Antonio Stella), IdF ha dato vita a una community internazionale di innovatori, uscendo però dalla “nicchia hi tech-startup”, perchè oggi più che mai c’è bisogno ovunque di ispirazione, visione, emozione. Che IdF continuerà a diffondere, a sedici anni da quel 22 gennaio 2008, con molte novità in arrivo per questo 2024. Italiani di Frontiera ha cambiato la mia vita, non solo professionale, arricchendola di straordinari amici, ai quali sarò eternamente riconoscente. TRUST YOUR CRAZY IDEAS!   Il nuovo spettacolo 2024 “Frontiere. Lezioni sul futuro dagli italiani del West” L’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour Sulla frontiera del futuro: Pionieri, Esploratori. Non Guardiani (TEDx Mestre 2021) Cavalcare l’Onda della Complessità. “Dobbiamo tutto agli Hippie” al Blue Note di Milano (2018) Chi ha ospitato storytelling Italiani di Frontiera

Italiani di Frontiera premiato alla Mostra del Cinema di Venezia!

“Robertooo! Che bello complimenti tu sei unico!!!” Di ritorno dalla “mia” Venezia dopo una giornata di emozioni indimenticabili, è stata la ciliegina sulla torta, questo messaggio sul treno, arrivato da una professoressa di Torino, tra i professionisti venuti a ispirarsi in questi anni con l’avventura dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour. Oggi è ministra dell’Innovazione: Paola Pisano. Portare Italiani di Frontiera alla Mostra del Cinema di Venezia, proporre lo storytelling “Pionieri, Esploratori. Non Guardiani” con l’immancabile Orazio Attanasio alla chitarra nella sala della Fondazione Ente dello Spettacolo nel sontuoso Hotel Excelsior, esser premiato per un’attività culturale partita dal territorio (Mestre è la mia città natale) dall’Associazione MostraLido… davvero impagabile. Ma il premio più bello è stato l’autentica valanga di congratulazioni, incoraggiamenti, commenti addirittura commoventi per cui non ringrazierò mai abbastanza amici da mezzo mondo, ex colleghi di Gazzettino, Il Giorno e Reuters che non sentivo da anni. Un sostegno impagabile, a un progetto che si regge davvero su empatia e… adrenalina. Su quella terrazza, undici anni fa da inviato Reuters avevo fatto un’intervista per me memorabile al regista Peter Greenaway, tutta proiettata sul cinema del futuro… (e ancora mi sto domandando cosa gli passasse per la testa quando scattammo quella foto…) Proprio il guardare con fiducia al futuro è stato l’obbiettivo dello storytelling al Lido, con il bravo Orazio Attanasio alla chitarra, divagazioni sul filo conduttore di idee e storie legate al cinema e a Venezia. Grazie di cuore a Lorenzo Mayer, bravo giornalista veneziano animatore di MostraLido che ha proposto l mia candidatura al premio, agli amici venuti al Lido, da Paolo Privitera, mestrino in temporaneo distacco da San Francisco, a bravi professionisti come Stefano Zara e Marco Greggio e signore. Per finire, la mia compagna d’avventure in pianta stabile, paziente e tenace: Pola Amè. Ora al lavoro per stilare una bozza di proposte e idee Out of the Box che la ministra (comparsa in una delle slide nella presentazione al Lido) mi ha chiesto di inviarle…

Ray Martino, leggenda del jazz dalla storia incredibile e quella festa a Milano per i suoi 90 anni, poco prima che se ne andasse

  Milano, cinque aprile 2018: allo Spirit del Milan una serata indimenticabile promossa da Italiani di Frontiera, per riportare sul palco un protagonista ormai dimenticato del jazz italiano e festeggiare a sorpresa i suoi novant’anni. Dopo aver scoperto la sua incredibile carriera, tenuta a battesimo da Louis Armstrong e vissuta sui palchi di mezzo mondo, poi al cinema e in tv, al fianco di personaggi leggendari. Quella sera aveva rispolverato una voce e una presenza scenica invidiabile, accompagnato dai bravi Emilio e gli Ambrogio. E si era commosso per un’accoglienza che non si aspettava (realizzata grazie a preziosi amici: Maria Teresa Gabriele giornalista nipote di Ray, Luca Locatelli e Ilaria Polleschi che con entusiasmo avevano accolto l’evento nel celebre locale). Un anno e tre mesi dopo, cinque luglio 2019, Ray Martino, al secolo Mario Martiradonna, ci ha lasciati. Ecco la sua storia.   “Quel ragazzo italiano può cantare jazz proprio come facciamo noi!”. La firma è quella di Louis Armstrong. La pagina ingiallita, datata 19 luglio 1952, è del leggendario Melody Maker, il più antico settimanale musicale britannico. Allora il Festival di Sanremo aveva celebrato appena due edizioni, con il doppio trionfo di Nilla Pizzi: “Grazie dei fiori” (1951) e “Vola colomba” (1952). Viaggi e informazioni erano infinitamente più lenti, così in quell’articolo dedicato alla sua tournèe europea, il leggendario Satchmo rievocava l’esperienza vissuta tre anni prima, quando per la prima volta era atterrato in Italia, aeroporto della Malpensa, immortalato da un servizio del cinegiornale Settimana Incom dell’Istituto Luce, oggi disponibile su YouTube. In quelle immagini, ottobre 1949, ad accogliere il mitico jazzista arrivato assieme a una band non meno leggendaria, un musicista che la tv qualche anno dopo avrebbe trasformato in star: Gorni Kramer. Al suo fianco, quel ragazzo, sorridente, che nello stuolo di giornalisti e appassionati accalcati all’aeroporto era l’unico a capire la pronuncia degli artisti americani. Perché a Bari durante la guerra da teenager era diventato un beniamino dei soldati della base americana. E da loro oltre a un ottimo inglese, ascoltando lo swing delle grandi orchestre nei grossi 78 giri destinati alle truppe americane aveva imparato pure la passione per il jazz. Fu proprio Armstrong a tenerlo a battesimo, facendolo esordire in un teatro milanese ancora circondato dalle macerie della guerra ma stracolmo di pubblico, spianandogli la strada per una carriera incredibile, fra concerti con grandi artisti, incontri con personaggi leggendari, tournèe internazionali, cinema e televisione. Quel “ragazzo” alla ribalta prima di Sanremo e della nascita della tv… compie 90 anni. Mario Martiradonna, classe 1928 con il nome d’arte di Ray Martino è stato un grande protagonista, dal jazz alla musica leggera, dal cinema alla tv. Un’avventura artistica che oggi ricorda con invidiabile lucidità, un pezzo di storia dello spettacolo che merita di essere preservato. “I miei genitori si arrabbiarono moltissimo, quando scoprirono che uscito di casa invece di girare a destra e andare a scuola giravo a sinistra e andavo al club degli americani…”. Cresciuto a Bari ma nato a Lecce (anche se nel suo ricordo Armstrong gli aveva assegnato dei fantasiosi natali a Brooklyn)…, Mario arriva a Milano a vent’anni nel ’48 e fa il suo esordio nel varietà con la compagnia di Walter Chiari, che l’ha sentito cantare in un locale della riviera romagnola. L’anno dopo l’incontro con Armstrong, che lo prende in simpatia, lo adotta come interprete e una sera gli chiede di accompagnarlo in teatro. “Scaldati la voce, mi disse porgendomi una caramella… al pianoforte c’era Earl Hines. Io non ci potevo credere. Ma cantai Stormy Weather e altre canzoni… il teatro per poco non esplose…”. L’anno dopo Ray fa il suo esordio al cinema, sempre con Walter Chiari e una giovanissima Antonella Lualdi. Poi accetta l’invito di Renato Carosone e prende il posto di Van Wood nel suo popolarissimo complesso che compredeva Gegè di Giacomo e Alex Bacsik (“un musicista ungherese fuggito in Occidente, con la chitarra era straordinario”). Ma preferisce il jazz al repertorio leggero napoletano e per questo nel ’52 diventa il cantante del gruppo di Bruno Martino, che all’epoca suonava soltanto.   Con il gruppo si esibisce spesso in un locale esclusivo, il Piccolo Bar in via Romagnosi vicino alla Scala. Dove la sorte gli ha riservato un’altra occasione memorabile: cantare accompagnato al piano da… Leonard Bernstein!. “A quell’epoca, il celebre direttore d’orchestra era stato invitato a dirigere la Carmen di Bizet alla Scala. Alla sera con i suoi collaboratori veniva in questo bar che era molto snob. Io cantavo lì. Bernstein, che amava la musica classica ma adorava il jazz allora si metteva al piano e mi accompagnava… dai canta, mi diceva… e io cantavo, le canzoni americane…” La sua carriera prosegue in Spagna e Portogallo, cantando anche a Londra, New York, a Parigi dove vinto il secondo premio al Festival della canzone italiana, in Centro America, Honduras, Guatemala, Messico. Poi negli anni Sessanta le pubblicità. premiato due volte come miglior attore dell’anno di Carosello, l’attività di direttore artistico su navi da crociera, di dirigente nell’industria discografica, senza rinunciare poi a nuove esibizioni, sul palco e alla radio. “Ne abbiamo fatte, mi sono divertito. Abbiamo vissuto.. ho vissuto la mia vita…” Ciao Ray e grazie, non ti dimenticheremo.

Su YouTube video di studenti di Brera su ’68 e controcultura… protagonisti Italiani di Frontiera e “Dobbiamo tutto agli Hippie”!

Vedere in un video  una carrellata di immagini del nostro spettacolo “Dobbiamo tutto agli HIppie. Ale radici della New Economy“, con Woodstock, il leggendario discorso di Mario Savio a Berkeley, i poeti della Beat Generation al Caffè Trieste… assieme alla montagna di libri sulla controcultura della mia biblioteca, , con la musica dei Greateful Dead nel salotto di casa mia… è  stato un piacere e un onore aver collaborato e ispirato il bel video “Ponti d’Oltreoceano – Il ‘68 tra Italia e America di ieri ed oggi” realizzato qualche mese fa  da Federica De Marchi, Francesco Visentin, Giulia Bruno e Marcello Minghetti, studenti  dell’Accademia di Belle Arti di Brera e oggi su YouTube. Occasione per sviluppare un paio di idee (come quella su cos ail ’68 NON è riuscito a cambiare, delle nostre cattive abitudini) che per questioni di tempo non tocchiamo durante lo spettacolo. Grazie! Avete fatto un lavoro straordinario, facendomi a tratti persino sembrare una persona seria!!!

Inventori del Futuro: dieci storie di Italiani di Frontiera

Inventori del Futuro è il nuovo format di eventi multimediali interattivi per gli studenti prodotto da Italiani di Frontiera. Video, testimonianze, storie di ieri e di oggi per ispirare i più giovani a diventare con fiducia protagonisti del domani. #InventoridelFuturo         1 – Cristina Dalle Ore astronoma  trevigiana alla NASA che ha collaborato alla missione della sonda New Horizons su Plutone   2 – Roberto Crea chimico calabrese tra gli autori del brevetto dell’insulina artificiale, pietra miliare di tutte le biotecnologie   3 – Ezio Valdevit dal Friuli a Silicon Valley, ex Olivetti pioniere dello Storage Network   4 – Enza Sebastiani  videomaker ad Apple, un video per Steve Jobs   5 – William Kamkwamba sul palco delle conferenze TED. “Il ragazzo che catturò il vento” (2009).   href=”https://italianidifrontiera.com/2014/03/01/da-uno-sgabuzzino-a-cena-a-casa-zukerberg-andrea-vaccari-e-glancee-che-aveva-raccontato-a-idf/”>   6 – Andrea Vaccari da uno sgabuzzino a cena a casa Zukerberg, oggi in Facebook con Glancee   7 –  Roberto Busa gesuita vicentino pioniere dell’informatica Umanistica con IBM e l’Index Thomisticus                                               8 – Lorenzo Thione dal motore di ricerca Bing di Microsoft a un musical a Broadway   Il trailer del musical “Allegiance” di cui Thione è stato fra gli autori e produttori  9 – Federico Faggin padre del microchip e della tecnologia touch: le sue straordinarie riflessioni sull’Italia, la sua battaglia contro il tentativo di Intel di cancellarlo dalla storia del microchip che aveva firmato, la sua intuizione sulla consapevolezza che non ci renderà mai uguali alle macchine.         Il concetto di consapevolezza, nell’uomo e nella materia, nella conferenza di Faggin a Campus Party, Fiera Milano 21 luglio 2017. 10 – Diego Calaon archeologo tra Ca’ Foscari e Stanford: riscrivere la storia di Venezia con i Big Data          Videointervista a Diego Calaon nel campus di Stanford

Inventori del Futuro: dieci video d’ispirazione

Inventori del Futuro è il nuovo format di eventi multimediali interattivi per gli studenti prodotto da Italiani di Frontiera. Video, testimonianze, storie di ieri e di oggi per ispirare i più giovani a diventare con fiducia protagonisti del domani. #InventoridelFuturo  PROLOGO Renzo Piano: Partire e poi tornare. Per scoprire il resto del mondo ma prima ancora se stessi.   Chris Hadfield: Space Oddity (David Bowie, 1969) registrata dall’astronauta canadese in assenza di gravità sulla Stazione Spaziale Orbitante. Christoper Nolan: “E’ come se ci fossimo dimenticati chi siamo. Pionieri, Esploratori. Non Custodi…” (Interstellar 2014, con Matthew McConaughey).     AsapScience, Science Wars parodia sulle note di Guerre Stellari (Star Wars 1977, di George Lucas. Colonna sonora di John Williams). acapellascience: Evo-Devo (sulle note di Despacito, 2017 di Luis Fonsi con Daddy Yankee)     Stanley Kubrick: Paths of Glory (Orizzonti di Gloria, 1957, con Kirk Douglas), scena finale.   acapellascience: The Molecular Shape of You (parodia di Ed Sheeran)   Charlie Chaplin: City Lights (Luci della Città, 1931, con Charlie Chaplin e Virginia Cherrill), scena finale. acapellascience: The Science of Love (Parodia dei Queen). Playing for Change: Standy By Me (di B. E. King, 1961) progetto multimediale con musicisti di tutto il pianeta.

“Dobbiamo tutto agli Hippie”, un successo la prima nazionale a Vicenza. E alla fine gli elogi sul palco di Federico Faggin!

  “Ho imparato molte cose nuove guardando il tuo lavoro… quando uno è dentro, non ha la visione a 360… come può avere uno che guarda successivamente e vede connessioni che io certamente non avevo visto…” Le parole di Federico Faggin (nel video con slideshow qui sopra) il padre del microchip e della tecnologia touch, salito sul palco al mio fianco, emozionandomi non poco, alla fine della prima nazionale di “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy“, giovedì 26 ottobre al Teatro Comunale di Vicenza, sono state il coronamento di una serata indimenticabile. L’esordio è andato oltre ogni aspettativa. Anche se lavoro con gente così brava che a volte vorrei fermarmi nella mitragliata di parole, per ascoltare meglio la musica scelta sul palco da Luca Presence Carini, guardare le immagini e le bellissime animazioni alle mie spalle frutto della creatività di Roberta Gaito e Roberta Pirrera, tutta la scena ideata e diretta con maestria alla regia da Alessio Mazzolotti.   Come sempre è la passione il vero motore, e questa avventura non sarebbe nemmeno iniziata senza la passione di Claudia Baldina e degli amici di Niuko, di Alessandro Fossato arrivato da Mestre con una folta squadra dalla sua Interlogica, le due aziende che hanno comprodotto lo spettacolo.   Collegare Hippie e New Economy poteva sembrare un’idea bizzarra a chi non conosce le radici culturali di Silicon Valley,  in realtà questo spettacolo attraverso storie e aneddoti invita a riflettere su come siano i visionari capaci di sogni all’apparenza impossibili i veri protagonisti dell’innovazione, in un intreccio fra personaggi  e idee che spera di ispirare chi deve immaginare il futuro.   Sul palco, il surf è diventato metafora del pensiero laterale, capace di scoprire percorsi inaspettati, dall’arte alla scienza, dalla cultura alla società. Un racconto spiazzante, che lungo quel filo rosso individua molti protagonisti dai nomi italiani, da Lawrence Ferlinghetti patriarca della Beat Generation a Jack Sarfatti, scienziato eccentrico che ispirò il personaggio di Doc di “Ritorno al Futuro”, dal regista Francis Ford Coppola a Mario Savio, leader universitario che all’Università di  Berkeley “innescò” la contestazione studentesca già nel 1964.   E il percorso inaspettatamente, partendo dalla California incrocia figure di grandi innovatori come il designer Ettore Sottsass, due grandi visionari che pur scomparsi alla vigilia di quella stagione ispirarono valori che ancor oggi sono le fondamenta della culla mondiale dell’innovazione: Adriano Olivetti e Maria Montessori. Sino a Federico Faggin, vicentino d’origine trapiantato dagli anni Sessanta in California, che dopo storiche invenzioni è impegnato oggi in una battaglia ideale, per contestare l’idea diffusa a Silicon Valley che le macchine diventeranno presto più intelligenti degli esseri umani, al quale è dedicata la chiusura dello spettacolo multimediale, con grafica digitale e animazioni sullo schermo, la musica selezionata dal vivo sul palco da Luca. Come nessun altro Federico ha ispirato con le sue riflessioni il mio lavoro, con Italiani di Frontiera e oggi con questo spettacolo. Per questo, la fortunata coincidenza di scoprire che in questi giorni era in Italia, invitarlo con una mail e ricevere al telefono la sua conferma nel giro di venti minuti, esordire nella sua città d’origine con lui attentissimo in una delle prime file, poi vederlo alzarsi con un’ovazione della sala e ricevere sul palco i suoi elogi e alla fine averlo assieme a tanti preziosi anici con noi pure all’aperitivo dopo lo spettacolo, con la moglie Elvia… davvero indimenticabile. Ma ora la sfida è quella di proseguire avventura, portando “Dobbiamo tutto agli Hippie” in giro per l’Italia… e perchè no? Magari pure oltreoceano… Un grazie a Marina Pezzoli amministratore delegato di Niuko, intervistata con me e Federico nel video qui sotto, realizzato dal bravo Marco Bergamaschi che ringrazio anche per le belle foto.    

IdF ospite assieme a Federico Faggin a RepubblicaTv, InnovationGame: i video di una giornata memorabile

Una giornata indimenticabile, a Roma in una scenografia unica come quella del Tempio di Adriano… a fianco di una figura leggendaria come Federico Faggin, non solo il numero uno degli italiani di Silicon Valley ma pure il protagonista per eccellenza del mio progetto, che nessuno come lui ha ispirato. La serata del 13 maggio a “The Innovation Game”, Repubblica TV, che grazie a Riccardo Luna mi ha visto ospite accanto a Faggin, è stato un susseguirsi di emozioni. E alla fine, Federico e la moglie Elvia mi hanno pure detto grazie! Ovviamente siamo noi tutti a dover ringraziare loro, per lo straordinario contributo dato al progresso ed alla crescita sociale e civile, visto che il microchip di cui Federico è uno dei padri ha cambiato la nostra vita… come ha fatto la tecnologia touch, di cui è stato uno dei pionieri. Forse quel grazie che mi ha commosso me l’hanno regalato scoprendo per la prima volta, in trasmissione, come l’incontro con loro nel 2008 sia stato davvero la base sui cui h costruito Italiani di Frontiera, un progetto che è diventato il mio lavoro. Perchè se tutti gli italiani incontrato nella Bay Area mi hanno offerto spunti per capire oltre a Silicon Valley pure l’Italia, nessuno come Federico, con una lunga straordinaria riflessione sui meccanismi culturali ai quali siamo assuefatti, mi ha aiutato a oriente IdF: un viaggio alla scoperta dell’innovazione che aiuta a capire pure cosa ostacola l’innovazione a casa nostra. E dunque sono io a dire grazie Federico, grazie Elvia.   Qui sotto il video integrale della puntata. – A 15’30” l’intervista che Riccardo mi ha fatto – A 32’00” l’intervista di Riccardo a Federico Faggin – A 60’20” mia riflessione con Faggin sul ponte di andata e ritorno con Silicon Valley, e i nostri Tour a Silicon Valley. In due spezzoni, sempre dall’intervista con Ricardo: Chi sono gli Italiani di Frontiera La mia formula dell’innovazione: ispirare i ragazzi E all fine ovviamente, consegna di una copia del mio libro a Federico, Elvia e Riccardo… con grande riconoscenza.

Massimo Banzi torna in Brianza dopo l’evento 2013 con IdF nel “suo” ITI Fermi a Desio

Essere nato a Monza gli ha lasciato un imprinting, nel contatto con tanti piccoli imprenditori e artigiani che gli ha insegnato a considerare l’imprenditoria una possibile carriera. Aver visto  come funzionano  fabbriche e aziende locali è stato spunto prezioso, per capire poi, anche con alcuni progetti  Arduino che c’erano dei mercati per quei progetti. Ma altrettanto importante è stato andare poi via, all’estero, il modo migliore per mettere a frutto in altri contesti l’esperienza del luogo da cui si proviene… Cofondatore di Arduino, Massimo Banzi, star internazionale dell’hi tech è tornato nella sua Monza,  spiegando in questa bella videointervista di Roldano Radaelli per Corriere.it (Dalla Casa Bianca alla Villa Reale di Monza) che dal mondo dei maker, di cui è principale testimonial, vengono spunti preziosi per rilanciare l’economia tradizionale. Perché spesso aziende create dai maker riescono a dare linfa vitale ad aziende consolidate che però hanno bisogno di reinventarsi con vedute nuove. E in Brianza il contesto ideale è ovviamente l’industria del legno, del mobile, della casa che sta passando attraverso grandi innovazioni con Internet delle Cose… Molto in linea con la strategia dei preziosi partner di IdF, l’agenzia di Social & Innovation  Sharazad. Beh forse Italiani di Frontiera ha avuto un piccolo ruolo in questo ritorno alle origini di Massimo Banzi, organizzando “Massimo Banzi all’ITI Fermi Desio“,  il bellissimo evento 2013  che lo ha visto protagonista  nella sua scuola, dove ha risvegliato un autentico vulcano di idee e progetti di studenti ma anche di professori, collegati a Arduino e arrivati poi sulla passerella del Maker Faire a Roma.  A questo serve IdF: innescare e ispirare con storie e percorsi anomali tanti italiani di talento che poi finiscono col percorrere strade nuove…

Apre Makers Faire Rome, dal Banzi Day in Brianza un progetto per incrociare talenti e aziende

Da oggi Roma è la capitale europea dei Makers, con l’inaugurazione dell’atteso Makers Faire Rome. In partenza per la Bay Area per l’Italiani di Frontiera Silicon Tour, che viene presentato oggi a Cesena, IdF ha purtroppo dovuto declinare l’invito a partecipare all’evento nella capitale, che ha visto al lavoro nell’organizzazione, e vedrà in scena, tantissimi amici, a cominciare dai due animatori, Riccardo Luna e Massimo Banzi. Ma IdF ha dato forse un contributo a rendere ancora più fertile il terreno per i Makers italiani, organizzando e conducendo lo straordinario Banzi Day in Brianza dello scorso aprile all’ITI Fermi di Desio, con il ritorno del cofondatore di Arduino nella scuola alla quale afferma di dovere molto della sua formazione di tecnico e imprenditore. Una giornata straordinaria, di grande ispirazione soprattutto per gli studenti. E’ motivo di orgoglio sapere che alla Makers Faire a Roma parteciperanno ben cinque gruppi di studenti del Fermi di Desio! Non solo,  quell’evento, al quale i media hanno dedicato grande risalto, ha generato un’eccezionale aspettativa anche in amministratori locali ed aziende del territorio. E nei prossimi mesi con tutta probabilità si concretizzerà quello che Banzi aveva auspicato, nel suo intervento al Fermi: incrociare il talento di tanti giovani che hanno idee e visione del futuro con imprese consolidate, che hanno risorse ed esperienza ma spesso hanno perso questa visione e faticano ad affrontare le nuove sfide. Con partner d’eccezione IdF sta preparando un progetto per una serie di spazi di coworking in Brianza, che saranno sedi ideali di questa sinergia fra giovani talenti e aziende del territorio. Nel frattempo, per non dimenticare quanto avvenuto in aprile a Desio, a conferma del fatto  che raccontare storie di persone sia il modo migliore per ispirare progetti concreti e azioni, ecco il video del Banzi Day, con un nuovo grazie a quanti hanno contribuito al successo di quell’evento: Massimo Banzi, Daniela Perego e Pola Amè preside e docente dell’ITI Fermi Desio, Comune di Desio, Obiettivo Brianza, Riccardo Luna,  Silvia Tosetti (ufficio stampa), Gian Luca Bianco e Alessandro Crovi (video).