Pancrazio Auteri, un Emmy Award per la Tecnologia a TiVo di cui è direttore

Ho ancora a casa un suo decoder TvBlob… Passato per Minerva Networks, che abbiamo visitato in ottobre durante l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013, oggi Pancrazio Andrea Auteri, elementari a Taormina e laurea al Politecnico di Milano, è a San Francisco Director of Product Management, Content and Metadata a TiVo,  che produce un apparecchio prezioso per consentire selezione personalizzata e registrazione di contenuti televisivi, ancora non commercializzato in Italia. In queste ore, Pancrazio si sta godendo uno straordinario riconoscimento: niente meno che un Emmy Award, l’Oscar della televisione Usa!… “Ci hanno dato il premio Emmy per la Tecnologia… per le raccomandazioni su cosa guardare e la videoregistrazione automatica… Proud of the team!”, ha scritto su Facebook… Grande Pancrazio!

Machiavelli, Olivetti, Montessori e la modernità… mi tocca dar ragione a Ostellino!

Aiutooo! Qualcosa di grave mi sta succedendo. Dopo aver apprezzato una battuta di Vittorio Feltri (chi l’avrebbe mai detto?) sull’insopportabile volgarità di Lucianina Litizzetto… per la prima volta concordo pure con Piero Ostellino, principe della chiacchiera dotta, uno che ha sempre evitato le notizie (è stato “solo” che direttore, al Corriere) e ora pontifica costantemente sullo stesso quotidiano, sempre in nome del liberalismo. Solo che questa sua recente riflessione mi ha colpito, perché coincide con una parte del percorso di Italiani di Frontiera, che spiega ad esempio perché grandi maestri capaci di pensare il futuro, come Adriano Olivetti e Maria Montessori, siano stati così emarginati in patria. E cioè, che a frenare l’Italia sulla strada della modernità siano coincidenze fra pensiero cattolico e comunista, con una serie di stereotipi consolidati e ancora diffusi, nella società non solo nella classe politica, che ormai fanno a pugni con la realtà. Italiani di Frontiera osserva come Adriano Olivetti e Maria Montessori fossero appunto “Out of the Box” rispetto a questi stereotipi. Ostellino traccia un percorso simile ma parte dall’emarginazione in Italia di Niccolò Machiavelli, pioniere del pensiero politico moderno. “Perché nei nostri licei e nelle nostre università non si studiano, non si analizzano e, spesso, manco si leggono le opere di Machiavelli? Perché molti italiani neppure sanno chi egli è stato per il pensiero politico della Modernità?…La risposta sta, forse, nel fatto che, in Italia, fra la prassi religiosa e morale della Chiesa della Controriforma che, se necessario, indulge volentieri al realismo, ma evita contemporaneamente di parlarne, e la prassi politica e moralistica del comunismo, ambiguamente oscillante fra parlamentarismo praticato e rivoluzionarismo promesso, ci sono state più affinità e coincidenze di quanto si creda. Il realismo di Machiavelli era in contraddizione sia con l’utopismo marxiano, sia con la togliattiana doppiezza politica del Pci; oggi, lo è anche rispetto al trasformismo dei suoi eredi”. A dire il vero nelle scuole si studia eccome Machiavelli. Ma è quella tradizione di pragmatico realismo che sembra esser stata emarginata dalla politica ma forse pure dalla società, afflitta da un eccesso di ideologismo litigioso che spesso si accontenta di affermare se stesso, meglio se contrapponendosi agli altri. E di difendere il consenso attorno a quell’identità. Risolvere i problemi (Problem Solving)? No non è la cosa più importante… Qui l’editoriale di Ostellino sul Corriere della Sera: Il diritto al lavoro per legge, l’illusione che fa male agli italiani.

East Media un ponte web per il business con l’Oriente… ora Italiani di Frontiera guarda anche alla Cina!

    Poco più che ventenni, non erano soddisfatti dei rispettivi lavori ed hanno iniziato a guardare alla Cina come alla frontiera del futuro. Uno specializzandosi nel business digitale, l’altro trasferendosi in un angolo remoto in cui nessuno parlava nemmeno inglese, per una full immersioni che doveva durare sei mesi e invece ha superato i sei anni. E’ così che si sono incrociati i destini di Mauro Comendulli ed Emanuele Vitali, fondatori di East Media, promettente startup milanese dedicata a promuovere il Digital Marketing per aziende italiane in social media e motori di ricerca cinesi ma anche russi. La maggior parte degli utenti di quei mercati non utilizza infatti né Google né YouTube, spiegano Mauro ed Emanuele nella videointervista, girata al Talent Garden di Milano dove la startup ha sede. Questo può rappresentare un enorme vantaggio competitivo per aziende d’avanguardia, che comunicando  attraverso i canali giusti possono riuscire a imporsi su concorrenti molto più titolati ma meno accorti. Ma per affrontare quel mondo, non basta usare i mezzi più appropriati. Per questo East Media si ripropone di fornire alle aziende che mirano Est anche una preziosa opera di mediazione culturale, per capire un po’ del modo di pensare dei cinesi ed evitare passi falsi che possono rivelarsi disastrosi per gli affari. L’incontro con East Media segna un’importate svolta per Italiani di Frontiera, che inizierà ora a guardare anche verso quell’orizzonte, l’Estremo Oriente, con storie e casi aziendali raccontati con la collaborazione di Sharazad, preziosi partner per la comunicazione e la strategia, avvalendosi in particolare delle competenze di Linda Gragnato, specialista del mercato cinese, laurea in Lingue Orientali all’Università Ca’ Foscari, che anch’io ho frequentato e che in ottobre mi ha assegnato il titolo di Alumnus dell’Anno. In una cerimonia svolta al Teatro Malibran, che sorge dove si trovava la casa di Marco Polo, cui è dedicato uno dei club degli Alumni veneziani di cui faccio parte. Beh in Cina ancora non sono mai stato ma qualche titolo e molti amici giusti per guardare anche a Oriente non mancano…

Vincenzo Di Nicola dopo il successo GoPago diventa cittadino USA… e rende omaggio a Carlo di Rudio!

  Per Italiani di Frontiera sono piccole grandi soddisfazioni.  Scoprire stamattina online che il protagonista di uno dei più recenti casi di successo imprenditoriale italiano a Silicon Valley ha celebrato l’ottenuta cittadinanza USA rendendo omaggio al personaggio simbolo di IdF, lo straordinario Carlo Camillo di Rudio, conte bellunese “Forrest Gump dell’800” sopravvissuto a Little Bighorn, scoperto dall’antropologo Cesare Marino … E dunque complimenti e un grazie di cuore a Vincenzo Di Nicola, che incrociato brevemente nel 2011 al lancio della sua GoPago, startup per i pagamenti attraverso mobile, l’aveva presentata in un breve video per IdF. Di ottimo auspicio, visto che il mese scorso GoPago è stata acquisita dal colosso Amazon. Alla nascita di Italiani di Frontiera nel 2008, qualcuno a Silicon Valley aveva storto il naso: che c’entrano storie di connazionali di ieri, magari fra gli indiani, mescolate ai protagonisti dell’hi tech?  Io credo sia stata invece una scelta azzeccata. IdF ha forse dato un piccolo contributo a rafforzare il ponte di opportunità e progetti fra Italia e USA… creando un altro ponte, ideale: quello fra gli innovatori di oggi nel mondo hi tech e non solo ed i tanti italiani che sfidarono in passato altre Frontiere. Per alcuni quelle della discriminazione, per altri quella geografica del West, di un Paese ancora in buona parte da scoprire, a rischio della vita. Perché è di questa energia, la forza di andare oltre il limite della consuetudine, con i coraggio di continuare a creare il nuovo ed scoprire, che ha bisogno il nostro Paese. Ed era stata una grande soddisfazione che i vivaci imprenditori romagnoli dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013 lo scorso ottobre, nella biciclettata verso il Golden Gate Bridge, avessero deciso a loro volta di rendere un omaggio simbolico alla tomba del conte di Rudio, un modo di far propria questa prospettiva. Così, mentre forse di startup in Italia si parla oggi persino troppo,  IdF continua a seguire il mondo dell’innovazione tecnologica,  con un’attenzione particolare però per idee e modi di pensare innovativi e fuori dagli schemi che a volte spuntano dai settori più disparati, magari da storie del passato, capaci di ispirare soprattutto i più giovani, che devono liberare questo Paese da stereotipi che lo condannano alla decadenza, per un futuro Out of the Box.  

Dopo Ca’ Foscari e Università di Padova, IdF torna alla Scuola di Giornalismo di Milano

IdF… torna a Milano! Oggi giovedì 20 febbraio l’appuntamento, 16.30, è alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi, nella sede dell’Università Statale a Sesto San Giovanni, per una conferenza lezione di due ore sul giornalismo creativo. Una grande soddisfazione poter incontrare i giornalisti di domani, tornando nella scuola che ha già ospitato in passato IdF. La settimana scorsa Italiani di Frontiera è stato nelle Università, per promuovere il Silicon Valley Study Tour in collaborazione con La Storia nel Futuro ed il patrocinio del Ministero degli Esteri, arriva a Venezia e Padova. Giovedì 13 febbraio è toccato a Ca’ Foscari (15.30 Polo Economico di San Giobbe, Aula 2 A), appuntamento organizzato dall’associazione degli Alumni, che come autore di questo progetto, mi ha premiato lo scorso ottobre all’inaugurazione dell’anno accademico col titolo di Cafoscarino dell’Anno! Un’occasione per ricordare l’incredibile intreccio che lega la storia dell’Università di Stanford a Venezia.  O l’evento speciale organizzato nel 2011 da IdF a Ca’ Foscari per una veterana di Stanford, la fantastica Dina Viggiano. Venerdì 14 invece siamo stati  all’Università di Padova.. E quanti sono i protagonisti di Italiani di Frontiera partiti proprio da Padova? C’è l’imbarazzo della scelta… Da Cristina Dalle Ore, astronoma alla NASA (passando per… Harvard!), al giovane  Stefio Ceccon, a Londra come ricercatore ed esperto di Data Journalism… al Times! Sino al più prestigioso di tutti, il leggendario Federico Faggin, tra i padri del microchip e inventore del touchpad, E al partner per eccellenza di IdF, Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution fra i maggiori esperti di indiani d’America e scopritore di fantastiche storie di italiani nel West, raccontate da Italiani di Frontiera. Dopo l’esordio 2014  a Genova per Italiani di Frontiera live,  al Talent Garden  (in streaming, grazie agli amici di EventLive), il Tour di IdF per promuovere il Silicon Valley Study Tour, in collaborazione con il Ministero degli Esteri, assieme all’inarrestabile Paolo Marenco è stato di scena Politecnico di Milano. alla Business School del MIP, ospite degli amici di Innovits. Iniziato a fine 2013 a Politecnico Bari, Federico II Napoli, La Sapienza di Roma e Normale di Pisa, il Tour proseguirà nelle prossime settimane negli atenei di  Palermo, Catania, Roma, Novara e Pavia… Qui la pagina Facebook dedicata.                    

Design creativo per la comunicazione sociale: i progetti “Out of the Box” di Pasquale Volpe

Ma… non è il sogno di tutti gli studenti, trovarsi al di là della cattedra? A lui è riuscito nel giro di un anno: a poco più di vent’anni voleva iscriversi ad un master di design, pochi mesi dopo è stato chiamato a parteciparvi… ma come insegnante. Grazie al talento ma anche a un’impresa “folle”: mettere professionalità e doti artistiche al sevizio di un’idea non profit di comunicazione sociale. Pasquale Volpe è davvero un personaggio fuori dagli schemi… chi potrebbe permettersi altrimenti un sito web così, proclamando che “alcune persone non hanno idee. Io non ho un sito web?”. L’idea che lo ha reso celebre come graphic designer, partorita qualche anno fa, si chiama Good50x70.  Dal 2007 al 2011, con un gruppo di amici Pasquale ha realizzato e diffuso grazie al web un grande progetto: coinvolgere migliaia di creativi per partecipare con i loro disegni a campagne di impegno sociale a favore di grandi associazioni internazionali, nel campo della tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Già dal primo anno le opere selezionate (ma tutte hanno avuto visibilità e crediti) sono state esposte in Triennale, punto di partenza per esposizioni che hanno girato l’Italia e l’estero. L’iniziativa è letteralmente esplosa, raccogliendo migliaia e migliaia di contributi negli anni da tutti gli angoli del mondo. E quella mole di lavoro, senza un compenso, ha fruttato a Pasquale enorme visibilità e prestigio. Insegna regolarmente design in Italia ma ha tenuto ormai seminari in diversi continenti, realizzando anche progetti “ad hoc” per diverse città. Molti si sarebbero seduti sugli allori, per Pasquale quell’esperienza è ormai alle spalle. E lo scorso anno ha lanciato con successo un nuovo progetto, Design in Town, che lo scorso anno ha travolto con un torrente di creatività la sua cittadina natale, Troia nelle Puglie, facendone la sede di un evento, “format per studenti e giovani professionisti selezionati e… supermotivati. “Vogliamo mettere alla prova i progettisti e i designer del domani, portandoli a confrontarsi con un territorio denso di storia e di storie, e con committenti in carne e ossa che esprimono un reticolo complesso di bisogni, desideri e difficoltà.  Con sei percorsi per esplorare le tradizioni, i comportamenti, le storie e le aspirazioni di un territorio urbano, e costruire risposte efficaci”, spiega nelle note Pasquale. L’esperienza, raccontata in un Diario di bordo è stata poi riassunta in un bel libro a cura di un altro ultracreativo amico di Italiani di Frontiera, Eugenio Alberti Schatz. E andata oltre ogni previsione e già si lavora all’edizione 2014. Io ho un motivo in più per ammirare Pasquale. Che la mattina del 31 dicembre 2007, incontrando in un bar di Milano un giornalista in overdose adreanlinica, alla partenza con tutta la famiglia per la California senza sapere bene cosa avrebbe fatto, aveva in testa però un nome, Italiani di Frontiera, e s’era sognato di notte un logo a forma di Golden Gate Bridge… beh Pasquale aveva ascoltato e in pochi giorni aveva sfornato il logo IdF. Che oggi ha girato il mondo, come i suoi progetti “Out of the Box”.      

Creare stelle in laboratorio per l’energia “pulita”: Claudio Bellei, fisico in California

In un laboratorio californiano grande come due campi da calcio, il laser più grande del mondo, con 192 fasci che  concentrano la loro energia su una sferetta di uno o due millimetri di diametro, mira a provocarne l'implosione, riducendola a poche  decine di micron per qualche miliardesimo di secondo, arrivando a produrre una temperatura di centinaia di milioni di gradi. Per catturare i segreti che permetteranno di produrre energia pulita, al Lawrence Livermore National Laboratory in California si lavora alla fusione nucleare con una strumentazione d'avanguardia, per riprodurre le dinamiche alla base della creazione delle stelle, spiega Claudio Bellei, fisico romano laureato alla Sapienza, dottorato all'Imperial College di Londra. L'incontro con Claudio è stato causale, a tarda sera a casa di amici a San Francisco.  Condito da strimpellate alla chitarra, un guasto alla videocamera sostituita d'emergenza dall'iPhone... e un buffo imprevisto alla fine, complice il jet lag che ha quasi stroncato l'intervistatore...

Dodici video d’ispirazione per un fantastico 2014, con gli auguri di Italiani di Frontiera

Sì, ci sono pure rabbia e denuncia, ma soprattutto abbondano fantasia, creatività e slanci d’altruismo, utili pure quando si tratta di fronteggiare il peggio. Condivisione e Ascolto  ci rendono più forti e più intelligenti, dice in un bellissimo video di qualche tempo fa la regina Rania di Giordania. Così il modo migliore per iniziare il 2014 è quello di  scegliere dodici video che mi hanno particolarmente ispirato, e condividerli con gli amici di Italiani di Frontiera, che ha vissuto un 2013 straordinario per incontri, eventi e riconoscimenti, in tutt’Italia e all’estero. Mentre alcune delle sue parole chiave stanno diventando sempre più preziose ed attuali, in una crisi che richiede nuovi valori, nuovi modi di pensare e di esprimersi. Poche le occasioni di essere orgoglioso di appartenere alla categoria dei giornalisti italiani. Ma ne segnalo almeno due. L’iniziativa semplice ma straordinaria di un gruppo di colleghi di Modena, che di fronte alla valanga di ributtanti insulti rovesciati online da simpatizzanti del Movimento 5Stelle su una veterana del giornalismo, messa alla berlina nel blog di Beppe Grillo, hanno deciso di “metterci la faccia” e leggerli tutti, quegli insulti. In un video prodotto da Officine Tolau, prezioso per capire che occorre Reagire al Peggio: non ci sarà rinnovamento senza scuotersi di dosso l’assuefazione a violenza verbale, volgarità, voglia di sopraffazione, che non saranno mai un’energia innovativa ma solo un’eredità fascista, di cui dovremo liberarci una volta per sempre, per guardare avanti.    Mentre festeggiavamo mesi fa a cena a Seregno il successo del Massimo Banzi Day, (organizzato da IdF  con il co-fondatore di Arduino, tornato nella sua ex scuola ITI Fermi di Desio per incontrare studenti, professori ed ex compagni) è circolato il terribile video di uno dei più bravi giornalisti d’inchiesta italiani, Fabrizio Gatti dell’Espresso,  girato poco prima proprio da quelle parti. Un’intervista segnata dal Coraggio di Denunciare,  sfociata in drammatico confronto con un imprenditore brianzolo, su intrecci di interessi torbidi con la malavita organizzata. Qui l’inchiesta integrale su l’Espresso.   Eppure oggi più che mai la Rete rappresenta uno strumento eccezionale, per far circolare belle idee e valori positivi, conciliando magari Creatività e Solidarietà. Fra i tanti, quello che mi ha più colpito è forse The Tutu Project, del fotografo Bob Carey. Dopo aver scoperto che ridere giovava alla salute della moglie Linda, malata di tumore al seno, Bob ha deciso di farsi fotografare in giro per il mondo in pose buffe con addosso solo un tutù rosa. L’effetto virale di quelle foto che fanno ridere e commuovere è stato strepitoso e ha sostenuto una raccolta fondi. Come le immagini, anche la musica può più di tante parole, Far Volare Idee ed Emozioni. Proponendo magari l’Inno alla Gioia di Beethoven con un’esibizione a sorpresa, un  Flash Mob, nella piazza di una cittadina spagnola…   E rinuncia oltre che alle parole anche ai colori Paperman di John Kahrs, prodotto da Walt Disney Animation Studios, bellissimo cortometraggio animato che sa Raccontare con Poesia una storia d’amore metropolitano, inseguendo un foglio di carta…   Le conferenze TED sono da sempre fonte di idee e spunti preziosi. Quella che più mi ha più colpito di recente è di Giles Duley, fotografo di guerra che dopo aver testimoniato per anni gli orrori dei conflitti, in Afghanistan viene dilaniato da una mina che gli fa perdere le gambe e un braccio. Con una forza d’animo e una leggerezza non comuni, Giles riflette sul come Raccontare e Diventare parte della Storia raccontata gli abbia offerto una nuova prospettiva e una nuova consapevolezza della propria missione. Ma il web aiuta anche a riflettere su come Reagire a Pregiudizi Diffusi e stereotipi di cui dovremmo liberarci. Grazie magari allo slancio di persone comuni. Come questo soldato americano, involontario protagonista di una Candid Camera organizzata dall’emittente Abc nel programma “What Would You Do?” (Cosa fareste?). Un giovane attore entra in un fast food e comincia a provocare prendendo di mira un ragazzo dietro al bancone, all’apparenza musulmano, dandogli del terrorista e disprezzando gli islamici. Molti sono sconcertati ma un cliente gli dà pure ragione… fino a quando entra un soldato, che lo prende di petto intimandogli di andarsene. “Sei libero di comprare le patatine da un’altra parte come lui è libero di praticare la sua religione dappertutto. Questa è la ragione per cui io indosso la divisa. Così ognuno può vivere liberamente in questo Paese“. E dopo l’addio ad uno dei grandi protagonisti del Novecento, capace come nessun altro di Combattere le Discriminazioni, merita ricordare lo storico Discorso d’insediamento di Nelson Mandela a Pretoria, il 10 maggio 1994. “…Dall’esperienza di uno straordinario disastro umano durato troppo a lungo, deve nascere una società di cui tutta l’umanità sarà fiera” (qui una sintesi in italiano su Corriere.it) Conduttrice di un’emittente tv americana, Jennifer Livingston ha saputo reagire alla grande ad un’altra forma di odiosa discriminazione, dopo che uno spettatore le aveva scritto criticandola come modello negativo per la comunità, perché lei è sovrappeso. Jennifer ha deciso di rispondere pubblicamente ed è stata sommersa da messaggi di solidarietà. La lucidità con cui ha esaminato e saputo Opporsi a Disprezzo e Bullismo, che trasudavano da quel messaggio, è stata eccezionale. “Le parole di quest’uomo non significano nulla per me, ma mi fanno arrabbiare molto perché ci sono tanti bambini che non sanno difendersi e che ricevono ogni giorno email anche peggiori di questa che ho ricevuto io. Se tu sei a casa e stai parlando della giornalista grassa, è probabile che i tuoi bambini ti stiano ascoltando e la prima cosa che faranno una volta a scuola è chiamare grasso qualcun altro”. La traduzione del suo bellissimo intervento su attualissimo.it Ancor più eclatante e spettacolare, sul palco di un concerto, la capacità di Reagire con Ironia, della cantante Amanda Palmer (protagonista di una toccante conferenza TED  sull’Arte di Chiedere, in cui rievoca i suoi inizi come artista di strada). Infastidita da un articolo dedicato interamente  non alla sua musica ma al fatto che le fosse uscito un capezzolo durante la performance, lei ha scritto una fulminante canzone satirica prendendo in giro il giornale: “Caro Daily Mail… Lì sul palco facevo una serie di cose tra le quali persino cantare canzoni (come di

Giornalismo, social media e reputazione: un quadro nuovo che Michele Serra non capisce

Italiani di Frontiera è un esperimento di nuovo giornalismo, realizzato da un giornalista… “diversamente giovane”. Con il nuovo sito appena lanciato, IdF inaugura da oggi una nuova sezione, dedicata a “Giornalismo Vecchio e Nuovo”. Perchè spunti e contributi su come si fa questo mestiere, in Italia e all’estero, vanno di pari passo con la crescita di questo progetto.   A dire il vero, qualche anno fa IdF aveva pubblicato una riflessione proprio sul mestiere, con un post intitolato “Il giornalismo italiano un fortino d’altri tempi”, ripreso da Eleonora Voltolina su La Repubblica degli Stagisti, che aveva riscosso molto interesse. L’occasione per parlare di questo mestiere e di nuovi media viene invece dall’editoriale pubblicato oggi su Repubblica da Michele Serra, nella sua rubrica. Un esempio prezioso, per comprendere come a mio avviso una delle firme del giornalismo italiano, utilizzando un metro di valutazione tradizionale, dimostri di non capire proprio come il nuovo quadro composto dai social media abbia consolidato non solo modalità di informazione ma anche valori del tutto diversi. L’editoriale l’avevo già commentato a caldo sui social media. Ecco il testo. “Dondolando sull’Amaca su Repubblica di oggi, Michele Serra nella sua rubrica non ha perso l’occasione di dispensare buon senso, senza prima capire. Lui si indigna per il licenziamento (e solidarizza con lei) di una giovane manager cacciata per un tweet “simpaticamente” razzista, in un’America che tollera il Ku Klux Klan. Che nel web ci sia spesso una propensione al linciaggio è vero. Sfugge purtroppo al Maestrino che su una vetrina planetaria una “piccola” cazzata s’ingigantisce perché la reputazione globale è diventata il valore principale, nel nuovo mondo che lui deve ancora scoprire. Ma soprattutto, che se la battuta infelice sfugge a una che di professione fa la manager di comunicazione (!), la sua azienda ha avuto la prova eclatante di avere assunto un’incompetente in grado di provocarle enorme danni alla reputazione. Lo so è strano ma ci sono ancora posti dove gli incompetenti vengono cacciati. Oh quanto bene farebbe al Maestrino vedere questo video TED  in cui Rachel Botsman spiega che reputazione e affidabilità sono oggi il capitale più importante, “moneta della nuova economia”. Rachel Botsman (TED): La fiducia la moneta della nuova economia