Da Pisa a San Francisco, così Andrea Calcagno fa “Volare” grandi marchi col WiFi della sua Cloud4Wi
“Da Pisa a San Francisco la strada è lunga ma Cloud4Wi sembra volare…” La mia era solo una battuta, prima di scoprire che proprio Volare fosse il nome del prodotto lanciato dalla startup trapiantata a San Francisco dopo una lunga esperienza professionale in Italia dove era mantenuto una parte dei suoi sviluppatori . Che nei giorni scorsi ha ricevuto altri otto milioni di dollari da due fondi americani e dal fondo italiano United Ventures, che la sostiene dall’inizio. Incrociato qualche mese fa a un evento BAIA a San Francisco, durante l’ultimo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, Andrea Calcagno, calabrese con laurea in Ingegneria a Pisa, davanti a una birra mi aveva invitato a visitare la piccola sede con una forte identità made in Italy, in cui si sperimenta con successo un sistema di raccolta dati sulla clientela attraverso il WiFi che oggi è stato adottato da alcuni dei più celebri marchi del pianeta. Una delle cose più importanti per una catena commerciale, spiega Andrea, è riuscire a capire identità, interessi e gusti di chi entra in negozio, anche se non compra. E lavorare su un cliente magari solo potenziale. Cloud4Wi riesce a farlo senza questionari né moduli da compilare, offrendo un wi-fi free che permette alle aziende di raccogliere informazioni come email, cellulare, sesso, età, interessi e altro, di analizzare il comportamento dei visitatori e clienti all’interno dei negozi, coinvolgerli con promozioni e comunicazioni. Definendo attraverso il WiFi il loro profilo, le aziende possono proporre poi ai clienti promozioni e offerte mirate, con la possibilità di utilizzare con questo bacino di utenti strumenti di analytics e sviluppare strategia di marketing sui social. – Com’è nata l’idea di questa avventura? Da San Francisco, Andrea ha risposto a tempo record “Circa 30 mesi fa stavamo lavorando a ridisegnare l’esperienza e servizi che si possono erogare sulle reti wi-fi e abbiamo capito che poteva essere una opportunità globale. A quel punto con il mio Co-Founder e CTO, Davide Quadrini, abbiamo fatto una scommessa: giocare questa partita scegliendo la strada più ambiziosa ma anche più difficile, trasferendoci da Pisa a San Francisco dopo aver fatto gli imprenditori per 10 anni in Italia. Questo è stato reso possibile grazie a un team molto coeso rimasto in Italia, persone che ci hanno seguito e all’intervento di United Ventures che ha creduto in noi, grazie a Massimiliano Magrini, nostro Board Member”. – Come mai avete chiamato la vostra piattaforma “Volare”? “E’ il titolo della canzone di Modugno del 1958… anno simbolo della rinascita dell’Italia del dopoguerra e una delle canzoni più note in tutto il mondo!” – Ma cosa c’era stato, prima dello sbarco a San Francisco? “Sono un calabrese che ama la sua terra e le sue origini, dopo un percorso universitario in Pisa alla Facoltà di ingegneria come fuori sede, dopo un’esperienza davvero significativa a livello umano e professionale in Tilab (ex CSELT Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni) ho dato vita con alcune persone che fanno parte del progetto Cloud4Wi al primo Spin-Off dell’Università di Pisa nel 2013 e sviluppato altre iniziative imprenditoriali. E’ stato dopo dieci anni passati in Italia dedicando il mio tempo all’innovazione e mercati complessi come quelli Telco e Enterprise che ho deciso che era il momento di dare vita ad un progetto globale”. – Perchè i vostri servizi sono così interessanti per grandi aziende, molte di fascia alta? “Dopo un 2014 dedicato alla business intelligence, abbiamo capito che il wi-fi è una parte molto importante della trasformazione digitale per catene di ristoranti e centri commerciali. Da qui la scelta di focalizzare la nostra azione e soluzioni in un verticale molto ricco ma molto complesso. Grazie a dei partner specializzati e una soluzione unica nel suo genere, abbiamo acquisito più di 20 Brand nei top 200 Retailer mondiali con progetti globali e progetti nazionali negli Stati Uniti, Inghilterra, Italia, Russia, Sud Africa e Messico. Per alcuni, la nostra piattaforma eroga servizi wi-fi da Hong Kong a Los Angeles. Marchi Burger King, MacDonald, Armani, Zegna, Prada, Bulgari, Liverpool, Clarks, Aldi, Ikea, Ferrovie dello Stato e tanti altri utilizzano la piattaforma Volare”. – E l’impegno in campo finanziario? “Lo scorso ottobre abbiamo ritenuto fosse il momento giusto per arrivare a ottenere nuovi fondi che ci consentissero di realizzare il secondo step per la compagnia: quello di accelerare la crescita in alcuni mercati, ampliare il management e consolidare team e prodotto. Abbiamo lavorato non solo a raccogliere nuovi fondi ma a scegliere il Venture Capital che potesse rappresentare un completamento importante in Silicon Valley. In questo finanziamento da 8 milioni oltre all’impegno di United Ventures che conferma Cloud4Wi come un suo investimento chiave, abbiamo ottenuto l’intervento di Opus Capitale e il coinvolgimento diretto di Gill Cogan, nostro Board Member, uno dei padri dei VC in Silicon Valley. Ma per il successo di una start-up i soldi non sono sufficienti. Serve molto di più”. – C’è qualcosa di personale, legato al tuo passato, a un momento d’ispirazione particolare, che è poi evoluto in questo progetto? “Sicuramente l’ambizione di giocare ad alto livello una partita alla pari e di volere uscire da un contesto come quello Italiano”. – C’è stata una persona in particolare alla quale sei riconoscente? “No, sono state molte. Sono le persone che hanno creduto e credono nel progetto. Sicuramente il mio co-founder e CTO Davide Quadrini è stato una figura chiave. Sono riconoscente a Massimiliano Magrini e United Ventures, che si sono presi il rischio e la responsabilità di credere in noi, al team di WiTech, primo spin-off e dell’Università di Pisa, azienda fondata con Davide e altri, che ci hanno permesso di iniziare questa avventura come loro spin-out”. – Quali gli ostacoli più grossi e quali le opportunità inattese sulla vostra strada? Gli ostacoli fanno parte della nostra quotidianità e ora è il momento di implementare la nostra seconda fase di vita, conquistando una leadership in mercati chiave attraverso un processo di crescita in termine di team, prodotto e cultura aziendale. – Cosa ti aspettavi e cosa ti ha invece sorpreso dell’avventura a Silicon Valley? “Mi
