Da Pisa a San Francisco, così Andrea Calcagno fa “Volare” grandi marchi col WiFi della sua Cloud4Wi

  “Da Pisa a San Francisco la strada è lunga ma Cloud4Wi sembra volare…” La mia era solo una battuta, prima di scoprire che proprio  Volare fosse il nome del prodotto lanciato dalla startup trapiantata a San Francisco dopo una lunga esperienza professionale in Italia dove era mantenuto una parte dei suoi sviluppatori . Che nei giorni scorsi ha ricevuto altri otto milioni di dollari da due fondi americani e dal fondo italiano United Ventures, che la sostiene dall’inizio. Incrociato qualche mese fa a un evento BAIA a San Francisco, durante l’ultimo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, Andrea Calcagno, calabrese con laurea in Ingegneria a Pisa, davanti a una birra mi aveva invitato a visitare la piccola sede con una forte identità made in Italy, in cui si sperimenta con successo un sistema di raccolta dati sulla clientela attraverso il WiFi che oggi è stato adottato da alcuni dei più celebri marchi del pianeta. Una delle cose più importanti per una catena commerciale, spiega Andrea, è riuscire a capire identità, interessi e gusti di chi entra  in negozio, anche se non compra. E lavorare su un cliente magari solo potenziale. Cloud4Wi riesce a farlo senza questionari né moduli da compilare,  offrendo un wi-fi free che permette alle aziende di raccogliere informazioni come email, cellulare, sesso, età, interessi e altro, di analizzare il comportamento dei visitatori e clienti all’interno dei negozi,  coinvolgerli con promozioni e comunicazioni. Definendo attraverso il WiFi il loro profilo, le aziende possono  proporre poi ai clienti promozioni e offerte mirate, con la possibilità di utilizzare con questo bacino di utenti strumenti di analytics e sviluppare strategia di marketing sui social. – Com’è nata l’idea di questa avventura? Da San Francisco, Andrea ha risposto a tempo record  “Circa 30 mesi fa stavamo lavorando a ridisegnare l’esperienza e servizi che si possono erogare sulle reti wi-fi e abbiamo capito che poteva essere una opportunità globale. A quel punto con il mio Co-Founder e CTO, Davide Quadrini, abbiamo fatto una scommessa: giocare questa partita scegliendo la strada più ambiziosa ma anche più difficile, trasferendoci da Pisa a San Francisco dopo aver fatto gli imprenditori per 10 anni in Italia. Questo è stato reso possibile grazie a un team molto coeso rimasto in Italia, persone che ci hanno seguito e all’intervento di United Ventures che ha creduto in noi, grazie a Massimiliano Magrini, nostro Board Member”. – Come mai avete chiamato la vostra piattaforma  “Volare”? “E’ il titolo della canzone di Modugno del 1958… anno simbolo della rinascita dell’Italia del dopoguerra  e una delle canzoni più note in tutto il mondo!” – Ma cosa c’era stato, prima dello sbarco a San Francisco? “Sono un calabrese che ama la sua terra e le sue origini, dopo un percorso universitario in Pisa alla Facoltà di ingegneria come fuori sede, dopo un’esperienza davvero significativa a livello umano e professionale in Tilab (ex CSELT Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni) ho dato vita con alcune persone che fanno parte del progetto Cloud4Wi al primo Spin-Off dell’Università di Pisa nel 2013 e sviluppato altre iniziative imprenditoriali. E’ stato dopo dieci anni passati in Italia  dedicando il mio tempo all’innovazione e mercati complessi come quelli Telco e Enterprise che ho deciso che era il momento di dare vita ad un progetto globale”. – Perchè i vostri servizi sono così interessanti per grandi aziende, molte di fascia alta? “Dopo un 2014  dedicato alla business intelligence, abbiamo capito che il wi-fi è una parte molto importante della trasformazione digitale per catene di ristoranti e centri commerciali. Da qui la scelta di focalizzare la nostra azione e soluzioni in un verticale molto ricco ma molto complesso. Grazie a dei partner specializzati e una soluzione unica nel suo genere, abbiamo acquisito più di 20 Brand nei top 200 Retailer mondiali con progetti globali e progetti nazionali negli Stati Uniti, Inghilterra, Italia, Russia, Sud Africa e Messico. Per alcuni, la nostra piattaforma eroga servizi wi-fi da Hong Kong a Los Angeles. Marchi Burger King, MacDonald, Armani, Zegna, Prada, Bulgari, Liverpool, Clarks, Aldi, Ikea, Ferrovie dello Stato e tanti altri utilizzano la piattaforma Volare”. – E l’impegno in campo finanziario? “Lo scorso ottobre abbiamo ritenuto fosse il momento giusto per arrivare a ottenere nuovi fondi che ci consentissero di realizzare il secondo step per la compagnia: quello di accelerare la crescita in alcuni mercati, ampliare il management e consolidare team e prodotto. Abbiamo lavorato non solo a raccogliere nuovi fondi ma a scegliere il Venture Capital che potesse rappresentare un completamento importante in Silicon Valley.  In questo finanziamento da 8 milioni oltre all’impegno di United Ventures che conferma Cloud4Wi come un suo investimento chiave, abbiamo ottenuto l’intervento di Opus Capitale e il coinvolgimento diretto di Gill Cogan, nostro Board Member, uno dei padri dei VC in Silicon Valley. Ma per il successo di una start-up i soldi non sono sufficienti. Serve molto di più”. – C’è qualcosa di personale, legato al tuo passato, a un momento d’ispirazione particolare, che è poi evoluto in questo progetto?  “Sicuramente l’ambizione di giocare ad alto livello una partita alla pari e di volere uscire da un contesto come quello Italiano”. – C’è stata una persona in particolare alla quale sei riconoscente?  “No, sono state molte. Sono le persone che hanno creduto e credono nel progetto. Sicuramente il mio co-founder e CTO Davide Quadrini è stato una figura chiave. Sono riconoscente a Massimiliano Magrini e United Ventures, che si sono presi il rischio e la responsabilità di credere in noi,  al team di WiTech, primo spin-off e dell’Università di Pisa, azienda fondata con Davide e altri, che ci hanno permesso di iniziare questa avventura come loro spin-out”. – Quali gli ostacoli più grossi e quali le opportunità inattese sulla vostra strada? Gli ostacoli fanno parte della nostra quotidianità e ora è il momento di implementare la nostra seconda fase di vita, conquistando una leadership in mercati chiave attraverso un processo di crescita in termine di team, prodotto e cultura aziendale. – Cosa ti aspettavi e cosa ti ha invece sorpreso dell’avventura a Silicon Valley? “Mi

Maico Campilongo, ristoratore-ciclista conquistato da IdF… dopo aver conquistato Palo Alto con il ristorante Terun

Ah la potenza di Italiani di Frontiera nello scovare personaggi e storie e creare link preziosi… In novembre alla fine dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour faccio tre presentazioni del mio libro in California: Berkeley, San Francisco e Stanford Palo Alto. Grande emozione vedere oltre 200 tra amici vecchi e nuovi, scoprire l’impatto che IdF ha anche nella Bay Area. L’ultima presentazione organizzata da BAIA è allo Stanford Shopping Center di Palo Alto (grazie Sara Pirami e Maria Luisa Sacchi), nel cortile di  Tootsie’s, rosticceria italiana. Un  grazie speciale a Enzo Carrone: fa un certo effetto esser filmato e fotografato da uno dei protagonisti di Italiani di Frontiera che è uno dei direttori dello SLAC National Accelerator Laboratory di Stanford University… Ci sono tanti amici. Con i figli e la moglie Nadia, brava fotografa, c’è anche Luca Prasso (già a DreamWorks, oggi startupper con Curious Hat e collaboratore di un progetto innovativo con Google, che ha spiegato con una bellissima conferenza al TEDx Verona…), che incontriamo spesso assieme a imprenditori e manager durante gli IdF SV Tour. C’è un vecchio amico come Paolo Pontoniere, eccentrico giornalista dell’Espresso e decano dei (pochi) giornalisti italiani che vivono a San Francisco, che mi ha dato un prezioso aiuto all’inizio di questa avventura. E a sorpresa, c’è pure il leggendario Roberto Crea, calabrese, fra i padri dell’insulina sintetica! Un’emozione rivederlo, fargli indossare la maglietta di Italiani di Frontiera… e coinvolgerlo in uno scherzo: proiettargli addosso il  video della sua intervista (che so a memoria..) proiettato in oltre cento eventi in tutt’Italia… E lì che conosco per la prima volta un altro Italiano di Frontiera calabrese, Maico Campilongo, ristoratore  di Scalea, letteralmente entusiasta di IdF. Patito di ciclismo, studi di ingegneria ed economia, poi esperienze nel campo della musica, Maico  ha aperto proprio a Palo Alto con il fratello Franco un locale di straordinario successo, che ha Mark Zuckerberg (Facebook) e Tim Cook (Apple) fra i suoi clienti: Terun. Capisco la sua popolarità quando Karen, che nel 2008 ci affittò la sua casa a Palo Alto,  venuta con tutta la famiglia alla presentazione, va a salutarlo e a complimentarsi per quello che è pure il loro locale preferito… Dopo breve tragitto e chiacchierata sulla sua 500 elettrica, con Maico finiamo a cena ovviamente al Terun. Con me anche due nuovi amici di IdF, appena arrivati a San Francisco per un soggiorno di qualche mese: Paolo Giaccio (firma storica della Rai) e la sua compagna Camilla Baresani, celebre scrittrice, che dedica poi un articolo a Maico su Corriere Innovazione. Da allora,  la storia fra ciclismo e cucina di Maico sta rimbalzando in diversi notiziari online (HGNews, Identitàgolose, Paeseitaliapress, Unmondodiitaliani, Emigrazione). E tutto è iniziato quella sera. “Chi lo avrebbe detto che dalla presentazione di Italiani di frontiera sarebbe scaturito tutto questo successo mediatico per Terun, non ho parole, sono felice sì, non sono solo contento ma davvero felice. Mi hai mostrato un mondo che non conoscevo, un mondo nuovo per me , un mondo che mi piace”, mi ha scritto Maico… che ora è appena tornato per qualche giorno in Italia. Forse vale la pena di incontrarlo…

Tour a Silicon Valley: il libro Italiani d Frontiera in quattro eventi nella Bay Area!

L’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour che inizia lunedì 2 novembre sarà occasione per presentare nella Bay Area il libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA, qui la rassegna stampa) che racconta attraverso storie, interviste e incontri nascita e sviluppo di questo progetto. Partito con una famiglia che qualche anno fa decide di vivere per qualche mese in California, trasferendosi da Sesto San Giovanni a Palo Alto, senza immaginare cosa sarebbe accaduto… Martedì 3 novembre primo appuntamento al meeting SVIEC, enoteca Donato di Redwood City, in una serata che avrà come speaker d’eccezione Kenny Lauer, Vice President of Marketing and Digital of the Golden State Warriors. Noi ci saremo con tutti i partecipanti al Tour, Jeff Capaccio ideatore e anima di SVIEC, partner essenziale per Italiani di Frontiera, dedicherà qualche minuto alla presentazione del libro di cui è fra i protagonisti. Sabato 7 novembre secondo evento, interamente dedicato al libro,  18.30 a Berkeley (Valley Life Sciences Building, Room 2060), ospite dell’Italian Society @ Berkeley (grazie mille Irene Ciuci e Fabio De Martino). “An Evening with Roberto Bonzio” niente meno! Qui le registrazioni. E alla fine ceneremo insieme… Ah dovrò prepararmi a presentare il libro in inglese. Ma l’ho già fatto con l’American Business Group a Milano… Mercoledì 11 novembre terzo evento nel cuore di San Francisco con gli amici di BAIA (grazie Franco Folini e Matteo Daste), presentazione alle 18 30 nella bellissima sede di  Squire Patton Boggs LLP, 275 Battery Street Suite 2600 (qui la registrazione) Giovedì’ 12 novembre infine quanto e ultimo appuntamento, in un luogo che ha un valore affettivo speciale, visto che durante i sei mesi trascorsi a Palo Alto, lì eravamo di casa con tutta la famiglia… l’elegante Stanford Shopping Center, ancora con BAIA  (grazie Sara Pirami, Maria Luisa Sacchi, Franco Folini, e Gabriele Bodda), alle 18.30 nel locale Tootsies, 700 Welch Rd Ste 150 Palo Alto, registrazioni nel gruppo BAIA di Facebook,  presentazione in italiano.   Oh quanti amici da invitare… un grazie speciale a tutti gli organizzatori, al Consolato generale d’Italia a San Francisco (amico straordinario di Italiani di Frontiera il console Mauro Battocchi!) e all’Istituto Italiano di Cultura (e al suo direttore Paolo  Bariera) che hanno sostenuto la promozione del progetto nella Bay Area.  

Con Italiani di Frontiera nuovo Tour a Silicon Valley. Ecco il programma

L’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour d’autunno è ormai alle porte. Un gruppo più che mai eterogeneo ed agguerrito, la partenza sabato 31 ottobre. Ecco il calendario delle visite. Lunedì 2  inizio alla grande, con la visita a Stanford University e nel pomeriggio a SLAC, l’acceleratore nazionale gestito dall’Università. Martedì 3 novembre, le visite a due colossi di Silicon Valley,  Facebook e Oracle. In serata, eccezionale evento SVIEC da Donato Enoteca a Redwood City: speaker Kenny Lauer, VP Digital Marketing dei Golden State Warriors, vincitori dell’NBA! Mercoledì 4 sarà la volta di una novità per il Tour, prima visita a Dropbox, poi il ritorno a Novedge, che nel frattempo ha cambiato sede spostandosi nel cuore di San Francisco. In serata, altra preziosa occasione di networking con l’aperitivo con gli amici di BAIA. Giovedì 5 novembre l’attesa trasferta a Cupertino, con un incontro davanti alla sede di Apple, poi nel pomeriggio  a San Josè, per scoprire i segreti di a3Cube. Aggiornamento last minute, terza visita fuoriprogramma, 17 30 dal bravo Francesco Lacapra, veterano Olivetti e imprenditore oggi con Peaxy. Venerdì 6 gran finale, con la visita al quartier generale di Google Mountain View, poi altre due novità per il Tour, accolto prima da Bootupworld a Menlo Park, poi a Sunnyvale per la prima volta a LinkedIn!   Finite le visite, per me il… tour de force proseguirà piacevolmente con tre presentazioni del libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley”: sabato 7 a Berkeley, mercoledì 11 nel cuore di San Francisco, giovedì 12 in un posto in cui eravamo di casa con la mia famiglia nei sei mesi in cui è nato Italiani di Frontiera: Stanford Shopping Center!.      

Alla scoperta di Silicon Valley con Italiani di Frontiera

Dedicato a chi non ha mai smesso di sognare, anche nel proprio lavoro. Prossime partenze 2017 a fine agosto e ottobre. Per chi crede nel talento, nella passione, nelle folli idee che possono realizzarsi, specie nei periodi difficili… è il momento di fare il pieno di energia, nuovi spunti,  emozioni. E investire su se stessi.  Con un viaggio più rigenerante di un soggiorno esotico, a tutto gas nel luogo in cui si progetta un domani che è già il nostro presente, capaci di guardarsi attorno a 360°:  L‘Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour.   COSA Una settimana in California, a contatto full time con straordinari connazionali, dai veterani Olivetti a giovanissimi startupper,  per scoprire i loro segreti, conoscere quello spirito d’impresa che li fa primeggiare nella culla mondiale dell’innovazione, la Bay Area di San Francisco. E che forse è un po’ anche il vostro. L’esordio è avvenuto nel 2011,  una decina i Tour realizzati sinora, sempre in collaborazione con un partner prezioso come Paolo Marenco (La Storia nel Futuro, ideatore del Silicon Valley Study Tour), con circa 250 partecipanti di ogni settore. PERCHE’ Se credete che questa esperienza riguardi solo chi si occupa di hi tech o digitale… con noi sono venuti a scoprire la Bay Area anche professionisti di abbigliamento, calzature, alimentari, acciaio, agricoltura, edilizia, credito, risorse umane. Perchè Silicon Valley non è un distretto industriale ma un luogo della mente. Dunque conoscerne i protagonisti, comprenderne i trend ma anche le radici storiche e culturali, con un occhio critico e fuori dagli stereotipi,  diventa contemporaneamente… un percorso di scoperta del talento italiano. Di quanto abbiamo di straordinariamente prezioso in campo globale, di quali barriere culturali occorre abbattere in patria per non continuare a mortificare quel talento. Se qualcosa è cambiato, dall’inizio di questa avventura, è il fatto che oggi anche chi pensava che Silicon Valley non riguardasse il suo lavoro… ha  scoperto che è il suo lavoro a riguardare Silicon Valley! Visto che dal marketing all’e-commerce, dai Big Data a Internet delle Cose, nessun mestiere ormai è esente dall’impatto con aziende e tecnologie sviluppate nella Bay Area. “Le visite sono state molto interessanti, i relatori e le relatrici di spessore e tanti sono stati gli argomenti sui quali porre le basi per riflessioni future… Oltre l’aspetto educativo e formativo importante è stato anche il tuo modo, Roberto, di relazionarti con le persone coinvolte che ci ha permesso di entrare intimamente nel rapporto conoscitivo con l’ecosistema della Silicon Valley. Per quanto mi riguarda l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Grazie”. Mariacristina Gribaudi, presidente Keyline (Treviso) e di Fondazione Musei Civici Veneziani  –  Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2015 COME Il programma prevede l’arrivo entro la giornata di sabato. La domenica è dedicata a una full immersion nella storia e nella cultura di San Francisco, con una lunga passeggiata nel centro della città fra storie e idee che fanno capire come non si può comprendere questo luogo senza ricordare che sono la Corsa all’Oro e la Controcultura californiana le sue matrici principali. Una giornata importante anche per cementare lo spirito di squadra, perchè il Tour è prima di tutto una straordinaria occasione di Team Building, anche fra professionisti di settori, età e provenienza diverse. “Da quando sono tornato dal IdF SV Tour nella mia attività professionale mi impongo quotidianamente di allargare sempre il quadro di riferimento a cui mi rifaccio per prendere le decisioni che mi competono. Il concetto di globalità a San Francisco e dintorni si respira facendo jogging, si tocca con mano ordinando seduti ad un ristorante, si materializza nella connessione wi-fi che nutre la continua crescita delle proprie idee, e ti rimane sulla pelle”. Davide Bonassi, presidente PMI Consulting –  Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014   DOVE Da lunedì mattina a venerdì sera poi, un vero Tour de force, scorrazzando in pullman da San Francisco a Palo Alto, da Redwood City a San José, fra aziende, Università, incubatori e centri di ricerca. Una dozzina di incontri con straordinari protagonisti, quasi sempre connazionali, in più  eventi serali di networking, oltre a ospiti illustri che spesso fuori programma partecipano in modo informale alle nostre cene, arricchendo l’esperienza del nostro team. “In questa esperienza ho pienamente recepito lo spirito di chi ha fatto impresa in quella terra affascinante. Osservare l’ecosistema industriale in SV ed esserne trasportato/travolto è qualcosa che ha modificato il mio DNA come lavoratore ma come individuo più in generale. In più un ‘grande gruppo’. Stefano Borghi, manager Sisal spa (Milano) – Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2011 Dove andiamo? In questi anni siamo stati più volte ospiti di: – Colossi come Google, Cisco, Facebook, LinkedIn, Yahoo, IBM, VMware, Airbnb, Oracle, Salesforce –  Campus e centri di ricerca delle università di Stanford e Berkeley – Nuove società d’avanguardia come Meta, NetApp, MobileIron, Quid, Cohesity – Aziende innovative con una matrice made in Italy come Cloud4Wi, a3Cube, Mashape –  Incubatori come Bootup World, WeWork, US Market Access   – Incontri di networking organizzati da Consolato Generale d’Italia a San Francisco,  SVIEC (Silicon Valley Italian Executives Council) e BAIA (Business Association Italy America).  “Che bello, chi l’avrebbe mai detto! Sapevo che era un bel viaggio……ma non cosi’ bello!!! Roberto  Bonzio  è bravissimo e l’organizzazione è collaudata e perfetta, sono contentissimo di essere venuto, è veramente un esperienza di vita. COMPLIMENTI”. Vittorio Bonomi, Area Manager Enolgastech (Miami)  Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 CON CHI Chi partecipa ai Tour? Negli anni scorsi abbiamo organizzato viaggi con Assolombarda, Intesa Sanpaolo, Unindustria Brindisi, Gruppo Giovani Unindustria Belluno, Confindustria Cesena, Consorzio Brescia Export, Associazione Italiana Direttori Personale, Giovani Imprenditori Assocalzaturifici, Spegea Business School e Magnetic Media Network.  Ma molti dei partecipanti hanno aderito ai nostri viaggi individualmente o in piccoli gruppi. “Dopo una settimana trascorsa ad immergerci completamente in nuovi modelli di lavoro… ciò che mi resta è una spinta interiore e la volontà di applicare, per quanto sarà possibile e per quanto ne sarò in grado, questi concetti alla mia realtà lavorativa. Ciò che penso sia assolutamente indispensabile non perdere, è il feeling che tra di noi si è creato condividendo questa esperienza in Silicon Valley; se saremo in grado di mantenere tutto

Luca Prasso ex DreamWorks svela i segreti della sua Curious Hat

Una startup lanciata da un italiano in California, per creare app che avvicinino i bambini al mondo reale attraverso gli apparecchi mobili, invece di isolarli in un mondo virtuale. E che ora, nel secondo weekend di novembre 2014 ha segnato una pietra miliare, toccando il milione  di download! Curious Hat è stata fondata nel 2012 da Luca Prasso, torinese cresciuto a Verona e oggi veterano della grafica digitale a Silicon Valley. Vecchio amico e uno dei protagonisti di Italiani di Frontiera, Luca aveva raccontato a IdF nel 2008 la sua straordinaria esperienza a DreamWorks. In questa intervista del 2013, nella sede di Mind the Bridge, Luca aveva illustrato la sua Curious Hat. Oggi Luca, che è pure un bravo fotografo, sta anche svolgendo una collaborazione a contratto con Google, lavorando ad un progetto avveniristico: la realizzazione di cartoni animati “immersivi”, in cui lo spettatore entra nel mondo stesso dell’animazione, attraverso un apparecchio mobile: può seguire la vicenda del protagonista come se fosse davanti a lui ma spostando lo schermo attorno a sé scopre un intero mondo animato a 360 gradi, di cui ha la sensazione di far parte. Ci siamo rivisti per qualche minuto, durante la visita a Google in ottobre con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, ospiti di Stefano Menti, manager vicentino del colosso della ricerca. Non c’è stato nemmeno il tempo per una chiacchierata con il gruppo ma ci saranno presto altre occasioni… Lo scorso anno nel corso di un incontro informale, Luca aveva incontrato nella sede di San Francisco di Mind the Bridge oltre ad alcune startup impegnate nei corsi, i giovani imprenditori del sud dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour di primavera, rievocando la propria esperienza da DreamWorks a Curiosus Hat. Nel video qui sotto un estratto del suo intervento.

IdF Tour incontra Vittorio Viarengo (MobileIron), poi dal garage alla sede del colosso HP

  E’ da sempre uno degli speaker di maggior impatto, per i partecipanti ai Tour del passato, Vittorio Viarengo, ingegnere Out of the Box passato da VmWare a MobileIron, che l’ha chiamato a occuparsi di qualcosa che non aveva mai fatto: marketing. Lasciare un colosso affermato per rimettersi in gioco in una startup lanciatissima, accettare la sfida, capire a fondo la filosofia e i segreti di Silicon Valley… Siamo tornati pure con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 da Vittorio, che si era raccontato in una breve intervista a IdF lo scorso anno.   I contenuti sempre di forte impatto dello speech di Vittorio si possono ritrovare in un video realizzato in occasione della recente visita a San Francisco del premier Matteo Renzi,  I segreti della Silicon Valley, girato rivolgendosi direttamente a Renzi, una sintesi di quella che è la sua presentazione classica, pur sempre in progress.   Partenza per una meta d’obbligo, nei Tour, il garage di Hewlett e Packard, Palo Alto Addison Avenue, dove i due ingegneri neolaureati a Stanford, negli anni Trenta lanciarono le basi di quello che è oggi un colosso, un po’ in difficoltà. Mitragliata di foto davanti a quella che è considerato il vero luogo di nascita della Silicon Valley…… poco dopo entriamo (per me è la prima volta) nella sede del colosso HP. Colosso alle prese con una vera crisi di crescita, ci spiega con due colleghi Andrea Fabrizi, ingegnere romano che dirige una sezione che si occupa di Big Data e Analytics. In una valle in cui giganti come Google e Facebook hanno una storia recente e sono cresciuti all’insegna della velocità,, HP ha sofferto il fatto di abbinare a profitti ancora colossali di attività consolidate una strategia poco omogenea, seguendo i due settori del business rivolto ai consumatori e quello per le aziende, questo il motivo che l’ha indotta proprio nei giorni scorsi a una separazione storica fra le due divisioni.  

Con Enzo Carrone a Stanford, poi visita a Google guidata da Stefano Menti. E sorpresa a cena…

“Sembra di essere al Truman show, tutto così bello e pulito… magari c’è un fondo disegnato, con una porticina…” L’esordio dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour alla Stanford University in una giornata con un cielo di un azzurro irreale e un sole che spacca non poteva iniziare meglio. E davvero il commento di uno degli imprenditori bresciani che partecipa al Tour dà l’idea della suggestione del campus. Il primo speech,  con Enzo Carrone, ingegnere e fisico che lavora all’acceleratore di particelle, lascia tutti sbalorditi. Per la capacità di Enzo di combinare a ritmo serrato suo percorso professionale d’eccellenza con temi scientifici e valori di Silicon Valley, preziosi per guardare con occhio attento ma pure disincantato a questo luogo. Dove si investe non sulle buone idee ma nella capacità delle persone di sviluuppale e farne business, dove avere relazioni e network, dunque pure amicizie preziose, è un titolo di merito professionale. E dove condividere senza paura di farsi rubare le idee è la regola. Perché appunto non l’idea in sé ma chi la sa sviluppare è il vero valore. Ma Enzo ha anche avuto parole toccanti, per Italiani di Frontiera. Elogiando lo sforzo che facciamo per rafforzare questo ponte fra Italia e Silicon Valley.  Mi sono ritrovato assieme a Paolo Marenco in una slide della sua bellissima presentazione. Io e Paolo non abbiamo avuto finanziamenti ma una visione, ha detto Enzo. Aggiungendo che quel che costantemente raccontiamo fa amare ancor piu’ l’Italia a chi l’ha lasciata… Grazie, io mi sono commosso. Enzo ha davvero lasciato il segno, un’occasione per andare a rivedere la bella intervista registrata con lui al nostro primo incontro, durante il primo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour nel 2011. Foto di gruppo, lunch nella fantastica mensa. E shopping forsennato nel grande store… Ma prima di partire poteva mancare una visita alla chiesa di Stanford, raccontando la storia dell’Università e del contributo dato da maestranze veneziane a quell’edificio?   Partenza per Google, Mountain View. Ad accoglierci Stefano Menti, vicentino, Global lead, Cloud Online Sales del colosso della ricerca online. Google non assume solo ingegneri informatici, ricorda Stefano (rispondendo ad una domanda arrivata online al nostro gruppo dagli studenti dell’ITI Fermi di Desio, che è stata la scuola di Massimo Banzi). Perché se nel quartier generale (una quarantina gli italiani) sono moltissimi gli sviluppatori, a livello globale sono ancora di più i professionisti (da tutto il mondo e con un’età che raramente tocca i 40), che si occupano di sviluppo del business e delle vendite, per un’azienda che oggi gestisce enormi profitti dalle inserzioni collegate alla ricerca. Campus come sempre suggestivo, colori pastello ovunque, una puntata nella grande mensa dove ogni settimana si celebra l’incontro “Grazie a Dio è venerdì” in cui tutti i dipendenti possono rivolgere domande direttamente a Sergei Brin e Larry Page, fondatori di Google, e al loro top management. Piccola curiosità, per motivi di praticità l’incontro si svolge… di giovedì! I benefit per chi lavora a Google non si contano, visto che le aziende devono disperatamente attirare i bravi sviluppatori che da un giorno all’altro possono trovare offerte più vantaggiose. Un problema avere una mensa con ogni ben di Dio gratis, si rischia di metter su chili… e allora i colori pastello vengono usati anche per indicare l’apposto calorico delle pietanze scelte… Altra foto di gruppo, si riparte. Ma non è ancora finita. Perché con  noi a cena al ristorante giapponese di Redwood City c’è pure Pancrazio Auteri, veterano siciliano delle tecnologie digitali per la tv (TvBlob, TiVo) che in poco minuti prima di mangiare acconta la sua nuova avventura con ContentWise, startup di cui è CTO che mira a perfezionare la selezione di contenuti personalizzati per gli utenti, con importanti accordi in via di definizione con alcuni dei più grandi broadcaster europei, sulla base di una tecnologia sviluppata al Politecnico di Milano, dove Pancrazio si è laureato. Un grande onore, vedere che sono a volte gli Italiani di Frontiera a raggiungere noi per raccontarsi. E la nostra aventura è appena cominciata…

Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour d’autunno: si parte con Stanford e Google

E’ piena Indian Summer con un sole che spacca (ma all’ombra si gela..), San Francisco in piacevole subbuglio per le celebrazioni della Fleet Week, arate esibizioni aerei e feste ovunque in omaggio alla flotta degli Stati Uniti, cui seguono lunedì 13 quelle del Columbus Day. Ma nella Bay Area intanto stanno arrivando i partecipanti all’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 di autunno, con un programma da urlo… Domenica 12 piccolo giro turistico culturale per introdurre i tanti argomenti che il nostro viaggio approfondirà, alla ricerca non atto di ecletant casi aziendali ma di quello che è il modo di pensare (e di agire) alla base della culla mondiale dell’innovazione. Poi di seguito: Lunedì 13 Stanford University (Palo Alto) e Google (Mountain View) Martedì 14 MobileIron (Mountain View) e HP (Palo Alto), in serata il meeting con i veterani del Silicon Valley Italian Executive Council. Mercoled’ 15 a San josè, prima a IBM, poi  A3 Cube. Giovedì 16 a San Francisco: Novedge, Airbnb e incontro al Consolato Generale d’Italia con ADEspresso. Venerdì la chiusura  17 ancora a San Francisco: Gild, Salesforce e Mashape. Stay tuned…      

Gran finale dell’IdF Silicon Valley Tour fra Berkeley, Stanford e le note di Hotel California…

A Berkeley e Stanford… con l’Alumnus dell’Anno di Ca’ Foscari! Guida speciale (con T shirt UCF, Università di Ca’ Foscari, che in ottobre mi ha premiato come Cafoscarino dell’Anno..) per l’ultima giornata dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 nel cuore delle università della Bay Area. Si torna a Berkeley e ad accoglierci è ancora Alessandro Ratti, che conquista tutti analizzando a fondo il rapporto fra università e industria. L’importanza di trasferire tecnologia dagli atenei, che sviluppano quello che le imprese non sono capaci di fare, alle aziende, il ruolo di docenti che sono a loro volta imprenditori, la gestione dei brevetti, che restano di proprietà dell’Università ma danno potere contrattuale ai professori che li hanno ottenuti. E Alessandro riconosce forse una certa lungimiranza all’Europa, nello sviluppo della ricerca pura, mentre a suo giudizio le università americane subiscono forse un’eccessiva pressione da parte delle lobby di grandi imprese che spingono per risultati che siano convertibili in business. Pranzo nella cafeteria del Lawrence Berkeley Laboratory, il tempo di ricordare la storia di Mario Savio, origini siciliane, che fu leader storico della protesta studentesca qui nel 1964 e si riparte. Traffico intenso sulla 101, arriviamo a Stanford dove ci accoglie un vecchio amico di IdF, Jeff Cabili, gentilissimo e simpatico come sempre, malgrado il fuso orario, visto che è appena tornato da un viaggio transoceanico… Jeff si occupa della promozione della Business School, la formazione che l’ateneo dedica non agli studenti ma ai laureati ed a maturi professionisti che per un periodo possono frequentare corsi di altissimo livello per aggiornare e riqualificare il proprio profilo professionale. E agli imprenditori del tour viene forse l’acquolina in bocca… anche se frequentare questi corsi di eccellenza richiede un investimento non da poco. Foto di gruppo con Jeff e arrivederci. Si passa davanti alla chiesa di Stanford, quale occasione migliore per ricordare l’incredibile filo che intreccia la storia dell’Università…a quella di Venezia? Il Tour finisce a Stanford, anche se avremo altri piacevoli impegni e incontri. In pullman verso San Francisco, con le note, la traduzione e l’analisi, di Hotel California. Una metafora sul rock… nell’Angolo della Qultura con la Q maiuscola, le mille storie e divagazioni che il logorroico autore di IdF infligge ai partecipanti al Tour. Sarà masochismo ma sembrano gradire… in un viaggio tutto alla scoperta di significati nascosti.