Una metafora dell’idea folle che il collettivo trasforma in successo: 40 anni fa la meta più bella della storia del rugby

Un’idea folle e individuale: tentare l’impossibile, mentre ci si affanna per difendersi decidere invece di contrattaccare, da posizione assurda, contro una squadra micidiale… in pochi secondi, un collettivo che dà sostegno a quell’idea, trasformandola in un fantastico, inarrestabile percorso in linea retta verso l’obbiettivo, raggiunto.
Quarant’anni fa, la più bella meta della storia del rugby. Arm’s Park di Cardiff, in campo quasi solo leggende, All Blacks-Barbarians, 27 gennaio 1973.
Più che un gesto sportivo, una metafora.
Gareth Edwards BarbariansAttenzione a come “esulta scompostamente” Gareth Edwards, dopo un’impresa storica. Si prende due pacche di congratulazioni e via, senza batter ciglio!
“Se il più grande scrittore del mondo della scrittura avesse scritto questa storia, nessuno ci avrebbe creduto”, dice il commentatore.

Ventiquattro secondi di magia, entrati nella storia. E il Guardian li ha analizzati con i protagonisti, attimo per attimo…

lollo

 

 

Un paio d’anni fa, con un omaggio a “Lollo” Levorato che fu mio allenatore, in un post ho raccontato Cos’ho imparato dal rugby e da un vecchio campione che se n’è andato, di prezioso per realizzare Italiani di Frontiera.