Faggin premiato da Obama, su IdF le sue straordinarie riflessioni sull’Italia

Federico Faggin, tra i padri del microchip, inventore del touchpad, forse il più noto degli italiani di Silicon Valley, è stato premiato dal presidente Barack Obama con la prestigiosa Medaglia nazionale per la tecnologia e l’innovazione. La notizia rimbalzata sui media italiani, occasione per un’intervista oggi  sul Corriere della Sera. Nessuno come Federico Faggin, incontrato più volte da IdF, era stato lucido nell’analisi dei meccanismi culturali che penalizzano lo sviluppo e chi fa innovazione in Italia. Lo sa bene chi ha assistito ad una delle conferenze di Italiani di Frontiera, in cui compare in un video. In realtà Faggin aveva toccato moltissimi temi nelle lunghe chiacchierate con l’autore di IdF.  Elogiando alla fine la non facile sintesi del suo penisero… Grazie  e complimenti, Federico! Vale la pena per questo di rileggere le preziose riflessioni di Faggin,  che  aveva parlato di conflitti ed egoismi in questo post,  di familismo e nepotismo in quest’altro.

Amici di IdF: Andrea Vaccari under 30 pioniere negli Usa della sociologia digitale

Quando l’avevo incrociato per la prima volta, a Roma a Frontiers of Interaction 2009, l’avevo scambiato per uno studente di belle speranze. Poi mi aveva raccontato con semplicità il suo curriculum, che faceva spavento. Ora Andrea Vaccari, origine veronese svelata da una dolce cadenza,  di anni ne ha 27, e dopo la laurea Summa Cum Laude al Politecnico di Milano in Computer Engineering,  le esperienze da assistente allo stesso Politecnico, poi oltreoceano alla University of Illinois a Chicago, dove ha conseguito un pH.D. in Computer Science, di ricercatore al Massachussetts Institute of Technology a Cambridge (Usa), e al Santa Fe Institute di Santa Fe (Nuovo Messico), ha aggiunto nei mesi scorsi un breve periodo come Software Engineer nella sede Google di New York, prima di tornare all’Università a Chicago. Andrea l’ho incrociato di  nuovo quest’anno a Roma, a Frontiers edizione 2010. Nel video, racconta la sua esperienza d’avanguardia nel campo della sociologia digitale. Esplorando e studiando i comportamenti sociali  attraverso l’utilizzo che facciamo delle nuove tecnologie, dai telefonini al web.

Paolo Privitera e Armando Biondi presentano la nuova start up Doochoo

Ci siamo incontrati al recente Frontiers of Interaction 2010 a Roma. Lì Paolo Privitera, vulcanico  “amico della prima ora di IdF”, nonchè mio concittadino (pendolare fra Mestre e la California… mestrini nel mondooo!!!)  aveva presentato assieme al suo compagno d’avventura Armando Biondi il loro progetto Doochoo, start up tra Italia e California che punta ad esaltare le potenzialità dell’aggregazione delle opinioni online. E pazienza se il video ha un sottofondo “verace” di barista dalla mano pesante… Ora Doochoo è stata lanciata ufficialmente. Qui il recente post su Working Capital dedicato a Doochoo. Paolo me ne aveva parlato già nei mesi scorsi. Qui sotto una sintesi della sua anticipazione. Intanto.. auguri ragazzi! *************************** Doochoo e’ un progetto estremamente ambizioso con l’obiettivo di re-ingegnerizzare il concetto di opinione sul web… Doochoo vuole rendere credibile e aggregare quel gigantesco potenziale inesplorato che sono le opinioni che gli utenti continuamente esprimono. Dove vado se voglio sapere cosa pensano gli americani della riforma della sanità? Non mille di loro, ma un milione o cinque o dieci…. Da nessuna parte! Questo perché le opinioni sul web –ad oggi- non sono virali nè autorevoli. Doochoo farà questo: le renderà tangibili, darà loro massa, darà loro un peso che –a differenza di quello che succede ora- si rifletterà sulla realtà per produrre un risultato. Opinions drive intentions, del resto, no? In pratica, a tutti gli effetti Doochoo diventerà la freebase delle opinioni, una piattaforma aperta dove chiunque può contribuire al contenuto o alla struttura dei dati. Doochoo sta sviluppando ben tre proof of concept: il primo è “couchin”, dedicato agli appassionati di film o serie TV. Con “couchin” condividi in mobile quello che stai guardando coi tuoi amici, chattando con loro ed esprimendo opinioni su quello che stai vedendo. La cosa interessante è che, mano a mano che gli utenti aumenteranno, emergerà a tutti gli effetti una sorta di super-Auditel: realtime, mobile, social… un auditel 2.0 praticamente! Doochoo è una startup di Italiani in Silicon Valley; di due poco-più-che-trentenni: io che vivo negli USA da 8 anni, Armando Biondi che attualmente vive a Roma (è stato lui ad avere l’intuizione iniziale)… più Lorenzo Barbantini, il primo a investire nel progetto.

Una scoperta gli Italiani di Frontiera dell’agricoltura: IdF all’Oscar Green Coldiretti Giovani Impresa

“Se el pincia come che el parla…” Beh mai complimento fu piu’ sanguigno, dopo la presentazione di IdF all’evento Oscar Green 2010 di Coldiretti Giovani Impresa, la settimana scorsa a Roma. Per chi non e’ del Nordest, “pinciar” e’ una delle svariate formule gergali per indicare l’atto sessuale. Grazie a Graziano, autore della battuta. Temo purtroppo di cavarmela meglio a parole ma accidenti, la due giorni a Roma mi ha lasciato davvero senza parole. Carmelo Troccoli e Vittorio Sangiorgio, direttore e presidente di Coldiretti Giovani, hanno voluto Italiani di Frontiera al loro evento, la settimana scorsa a Roma, dopo aver partecipato ad un seminario IdF a Bologna. Come membro della giuria del premio ero già rimasto stupito per il livello dei partecipanti, imprenditori sparsi spesso in angoli remoti della Penisola, ma con una carica, una capacita’ imprenditoriale e innovativa ed una consapevolezza che… sigh! Quanti colleghi giornalisti vorrei mandare a fare un corso di aggiornamento nel vostro agriturismo!  L’ultima, la collega del Tg3 che l’altro giorno ha intervistato un allevatore bresciano sulle quote latte dandogli del tu (l’ho segnalato su Facebook).  Cara collega, siete vecchi amici, o invece  chiami “Marco” anche Tronchetti Provera… oppure pensi che da Giornalista Televisiva con le maiuscole sei in uno status sociale tale da poter trattare dall’alto un allevatore? Scusate lo sfogo personale. Beh per i casi aziendali premiati, rimando a questa esauriente sintesi di Coldiretti. Mentre il video è  una panoramica sull’evento con estratti delle interviste che pubblicherò nei prossimi giorni ad alcuni nuovi amici di IdF, protagonisti di  interessanti casi aziendali scoperti a Roma. L’insieme e’ stato davvero sbalorditivo. Capacita’ di riscoprire e valorizzare tradizioni antiche senza ripiegare su prassi antiquate, ma anzi inventandone di nuove e inedite; di esaltare come un valore sedi estremamente periferiche e disagiate; abilità nel saper comunicare con clienti e utenti, usando anche Internet. Così ripensandoci ora capisco perchè un viaggio dal West al web come quello di IdF sia stato accolto con tanto calore, anche se non parlava di agricoltura. Ma di sogni, di sapersi mettere in gioco, tentare nuove imprese. Come tanti stanno facendo, in angoli remoti del BelPaese. E’ stata un’esperienza importante per confermare  che IdF sa interagire con un pubblico più vasto di quello degli innovatori tecnologici. Carmelo e Vittorio, forse l’avrete capito ma state su un autentico vulcano di energia ed innovazione. IdF ha trovato Italiani di Frontiera straordinari, tra coltivatori e allevatori all’Oscar Green 2010. Quel che puo’ esaltare queste risorse eccezionali è  la capacità di fare rete, attraverso Internet e non solo. Ma accipicchia se prendete la strada giusta, poi gli innovatori del web e del digitale verranno a lezione da voi, magari in uno splendido agriturismo… Come se non bastasse, tra tanti nuovi amici IdF ha incontrato anche Lucilla Giagnoni,  brava attrice che compariva (a sua insaputa…) nella presentazione del progetto. E’ stata protagonista della serata di Gala dell’Oscar Green, ma era anch  con Laura Curino tra le interpreti di uno dei due bellissimi spettacoli teatrale dedicato agli  Olivetti. I fili alla fine finiscono con l’intrecciarsi…

IdF a Frontiers 2010, “Dobbiamo tutto agli Hippie” alla prima, il pubblico reagisce alla grande sul web

A volte la sensazione e’ quella di uno show dal vivo come ai tempi del varieta’. Quando chi andava sul palco sapeva di avere pochi secondi per conquistare il pubblico ed evitare fischi impietosi. E tutto un po’ di corsa. Ci si butta senza neanche pensarci. Quando serve e non secondo scaletta. Vai tocca a te. Per tenere alta l’attenzione o peggio, per cercare di riconquistare l’attenzione dopo una fase moscia del programma, mentre alcuni si stanno alzando per una pausa (e sigh diversi amici di IdF stanno fuori a far network…). Per Italiani di Frontiera al bellissimo Frontiers of Interaction 2010, Roma Acquario Romano 3 e 4 giugno, e’ andata proprio cosi. E sono esperienze utili per farsi le ossa (a ‘sta eta’?). E capire, mai come questa volta, che la platea che si ha di fronte e’ solo una piccola parte della platea virtuale. Con molte piu’ persone che seguono lo streaming online. E commentano in diretta. Cosa che puo’ essere impietosa, a rileggere dopo. Nel mio caso,  e’ stato addirittura entusiasmante. E la presentazione inedita, un’anteprima, “Dobbiamo tutto agli Hippie” (il video e’ qui a fianco) e’ stata accolta oltre le migliori previsioni. Quasi 150 i commenti su Twitter. E tutti, tutti entusiastici. “Sto guardando anch’io Bonzio, mia moglie e mio figlio di 18 mesi sono ipnotizzati” (urco!); “Bravo Bonzio, grandi esempi, grandi citazioni, grandi immagini, grandi storie. Applausone”; “Roberto Bonzio e’ fantastico e dinamico. A lot of energy here at Frontiers”… e questa e’ di Leandro Agro‘, Top top Friend di IdF e Italiano di Frontiera a sua volta, anima e organizzatore assieme a Matteo Penzo di Frontiers. Grazie ragazzi. Location mozzafiato, l’Acquario Romano, una nicchia di persone speciali che rimbalza nel web interagendo con un pubblico virtuale molto piu’ ampio, speaker davvero notevoli, che con un po’ ti tempo merita di andare a risentire nei video del sito. E tanti, tanti amici vecchi e nuovi per IdF: Paolo Marenco, Riccardo Luna, Emil Abirascid, Giorgia Petrini, Andrea Vaccari, Paolo Privitera, Massimo Sgrelli, Patrizia Filippetti, David Orban, Davide Bocelli, Salvo Mizzi, Augusto Marietti, Andrea Rivetti, Nicola Zago di Lago (grazie per la foto Nicola!)…  e il partner immancabile di IdF, Luca Perugini. Oltre a un “amico ritrovato” con piacere, dopo qualche incomprensione: Marco Montemagno. Persino il pretesto (“so’ de Mestre cio’…) per incrociare il ministro Renato Brunetta alla fine del suo intervento d’apertura e rifilargli il bigliettino di IdF… Idee, energie, storie e progetti. Qui  un personale videodiario da Frontiers, con alcuni brani delle videointerviste che sarano pubblicate nei prossimi giorni. Qui lo slideshow da Frontiers 2010

IdF, Cisco e Stanford Alumni: come una “big family” con una carica micidiale di energia…

A volte IdF dà la sensazione di evocare chissà quali forze, come l’apprendista stregone… E non e’ un abbaglio. Il fatto è che davvero, portando in giro questo progetto, facendo tesoro di consigli e suggerimenti di persone appassionate e competenti, si percepisce   quali energie positive, potenti e in buona parte inespresse, aspettino di essere scatenate in questo Paese, per dargli quello scossone di cui ha disperato bisogno. E’ successo anche lunedì 17, all’evento per la sezione italiana di  Stanford Alumni nella sede Cisco di Vimercate, promosso da HRCommunity. Da brividi. Per qualità della platea, partecipazione, emozione. Quando tante persone, oltre ad elogiare IdF hanno voglia di raccontare ad un tipo appena conosciuto, il sottoscritto, la loro esperienza e le loro sensazioni… beh questa voglia di condividere è già un grande successo. E che dire di amici vecchi e nuovi? David Bevilacqua amministratore delegato di Cisco che ha voluto questo appuntamento (grazie David!) ha fatto gli onori di casa assieme ad Alberto Degradi e pareva quasi di stare in famiglia più che tra amici, visto che avevamo con noi mogli e figlie al seguito… E che platea! Tra le sorprese, Franco Folini, uno dei protagonisti di IdF, tra gli animatori della Business Association Italy America, di  passaggio da San Francisco, Vincenzo Dimase manager Reuters top friend di IdF, Elena Zani già supermanager di Reuters e oggi personalità nel campo della formazione risorse umane. Oltre all’immancabile Luca Perugini, partner tecnologico di IdF. Mentre Valerio Vigo ha curato foto e riprese video dell’evento. Tra i new friends, Roberto Fantino, presidente e decano degli Stanford Alumni,   in Cisco Tiziana Laura Cavalli , Territory Market Manager, e Danilo Ciscato, Director of Marketing Mediterranean region.  Poi  Eric Ezechieli di The Natural Step (presto IdF parlerà della straordinaria Singularity University di cui è uno dei pochi membri italiani). E altra sorpresa,   Augusto Marietti di Mashape, che a poco più di vent’anni ha già raccolto con partner suoi coetanei Marco Palladino e Michele Zonca , fondi californiani per il loro progetto da tre pionieri di YouTube. Ed è per questo finito a buon diritto e a sua insaputa, tra gli Italiani di Frontiera in patria della presentazione IdF. Consueta ora di conferenza a mitraglia, poi domande,  networking con amici vecchi e nuovi, molti die quali interessati a sviluppare un formato IdF per scuole e università. Infine visita alla fantastica sala videoconferenze virtuali di Cisco (proprio oggi è comparsa in foto  su una pagina del Financial Times…). Foto di rito, Energia e adrenalina. Mica ci fermeremo qui ragazzi e ragazze di Stanford ed HR, no? IdF è a vostra disposizione e la strada insieme è appena iniziata… . Qui sotto invece la galleria fotografica di Valerio Vigo.

Amici di Idf: carica creativa nella pirateria hi tech, dice guru Liang

Le nuove tecnologie possono realizzare l’utopia di una redistribuzione. Non dei beni materiali ma delle aspirazioni, dei desideri e delle potenzialità espressive, nel creare e distribuire contenuti culturali. Per questo, la pirateria non va considerata solo come fenomeno di illegalità, occorre esaminarne altri aspetti. Un parere controcorrente, quello di  Lawrence Liang, incontrato ieri a Milano per un’intervista. Occasione per presentargli brevemente il progetto Italiani di Frontiera. “Parliamo di pirateria pensando solo ai miliardi di dollari persi da Hollywood (per il mancato rispetto dei diritti). Credo invece che dovremmo farlo considerando anche effetti e benefici e sociali della pirateria”,  ha detto Liang, avvocato indiano di origini cinesi, esperto di proprietà intellettuale e creazione collaborativa dei contenuti,  nel corso di una chiacchierata prima di essere ospite, ieri sera a Milano, dell’evento Meet the Media Guru organizzato da Mgm Communication di Maria Grazia Mattei. Qui l’intervista dal notiziario Reuters.

Barbara Rosario, da Trieste a Berkeley con Intel studiando come “parlare” con i computer

Dall’amarezza per l’ipocrisia dei concorsi affrontati in Italia alle opportunita’ straordinarie trovate negli Usa. Dove lavora oggi ad un progetto ambizioso:  far “comprendere”  alle macchine il linguaggio umano,  al punto di renderle capaci di riassumere un discorso. “Testimonial” di Italiani di Frontiera in video sin dalle prime presentazioni multimediali, Barbara Rosario, triestina, ricercatrice di Intel a Berkeley, arriva ora anche sul blog IdF. Parlando di ricerca d’avanguardia, universita’ e ruolo delle donne nell’hi tech. BAMBINA APPASSIONATA DI PROBLEMI – Sin da piccola m piaceva risolvere piccoli problemi, geometria e matematica. Risolvere tecnicamente dei problemi ed è un po’ quel che sto facendo ora. Avere un problema e risolverlo con un programma. Sono di Trieste e sono negli Usa dal 1997. Ho fatto un dottorato a Berkeley e dopo un anno al Mit ora sono ricercatrice scientifica a Intel. Qui faccio ricerca applicata. In particolare, mi occupo di costruire interfacce vocali, cioè di algoritmi che comprendono automaticamente il linguaggio naturale sia scritto che parlato. E negli ultimi tempi mi sono occupata in particolare di riassunti automatici. Per interfaccia vocale si intende un sistema che faccia il riconoscimento della voce e l’analisi di quello che dice per capirne l’intento. Mi occupo in particolare di interfaccia per piccoli portatili, per arrivare a realizzare un nuovo modo per interagire. I portatili hanno tanti vantaggi, sono leggeri e personalizzabili ed hanno molte capacità ma e’ difficile leggerci e scrivervi… AMAREZZA DEI CONCORSI IN ITALIA – In Italia avevo fatto un concorso per andare all’estero per sei mesi. E arrivai quarta. C’erano tre posti disponibili e la cosa che mi fece molto male fu che un professore del mio dipartimento che mi disse: “Ma cosa ti aspettavi era ovvio, i posti erano già tutti assegnati”. L’ipocrisia di fare un concorso, doversi preparare in scritto e orale per qualcosa che era già stato stabilito non mi piacque, nemmeno l’essere trattata come una stupida perche’ mi aspettavo qualcosa da questo concorso mentre invece era gia’ tutto stabilito. OPPORTUNITA’ NEGLI USA – Conobbi quello che e’ poi diventato mio marito ad una sua conferenza in cui rimasi incantata. Lui lavorava a Cambridge, Boston, e vidi sul web che c’era un professore lì che faceva quel che facevo io. Andai a trovarlo e gli raccontai della mia ricerca e mi disse: ok, comincia col mio gruppo. E dopo pochissimi giorni iniziai a lavorare al Mit. Permise a me di lavorare li’ ed imparare moltissimo, e a lui di trovare qualcuno che lavorasse su quel che faceva. Ed ero pagata, benino. Incredibilmente facile, mi piacque molto la flessibilità’, la disponibilita’ e l’apertura di questo posto. IL LAVORO A INTEL – Sono stata piacevolmente sorpresa da Intel che e’ una grande azienda, facciamo ricerca applicata all’interno dell’azienda ma ci da’ tantissima liberta’ intellettuale. Ho cambiato tre progetti in due anni. L’ultimo, un giorno andai a parlare … io dissi: propongo questo progetto: che ne pensate?  Mi dissero ok, fai. E quindi c’e’ molta flessibilita’, molta fiducia anche nelle persone, nei ricercatori, nelle loro idee creative. E flessibilita’ nel cambiare direzione di ricerca. Lavoro di ricerca vuol dire fare articoli, scriverne, preparare prototipi, Un lavoro abbastanza solitario, spesso da casa… il bello che hai a disposizione tutta questa compagnia, di risorse gente molto preparata, se vogliamo possiamo andare a parlare con chi fa altre cose e siamo incoraggiati a fare progetti con altre persone, abbiamo la possibilita’ di fare ricerca accademica o piu’ applicata nell’azienda e sta a noi scegliere la combinazione e andare a parlare da persone all’interno di Intel c’e’ moltissima liberta’ intellettuale, che a volte disorienta, visto che ci sono così tante possibilita’ che non e’ facile scegliere cosa fare. DONNE E HI TECH  – A me è mancata una figura-madre, in questo ambiente tecnologico ho pochissime figure di riferimento, nel mio gruppo c’e’ un’altra donna ma sono stata a lungo l’unica donna e questo comporta delle difficolta’ pratiche e psicologiche. Una figura di riferimento sarebbe stata d’aiuto, in un ambiente molto maschile. E ora mi stanno chiedendo a Berkeley di incontrare ragazze giovani e e parlare delle difficoltà che una donna incontra in questa carriera. Spero di poterle aiutare ed incoraggiare. UNIVERSITA’ ITALIANA COMPETITIVA- La preparazione italiana e’ molto valida, la grande differenza che ho notato e’ che in Italia si tende di meno a far domande ai professori e ad essere creativi. Qui anche da come sono strutturati i compiti, bisogna esser capaci di dire cose nuove, essere creativi piu’ che a ripetere quel che si e’ imparato. Qui tutti fanno domande, come tra colleghi. In Italia non si facevano mai domande. Qui un ruolo molto piu’ attivo negli studenti magari sanno meno teoria ma fanno piu’ cose. ERRORI – L’errore che faccio spesso e’ di cadere in quest’idea che non si puo’, che e’ difficile, perche’ dovrei riuscirci io e non gli altri. Spesso penso questo. Le volte invece in cui non o fato cosi’ e mi sono buttata, ho proposto ed ho fatto sono le volte in cui ho avuto piu’ successo. La gente e’ disponibile ad aiutare ed e’ sempre una buona idea di provare a fare le cose. CONSIGLI AGLI STUDENTI – Provare l’esperienza all’estero, ho fatto l’Erasmus. Tanti miei amici hanno fatto un dottorato qui, sono venuti facendo la tesi, hanno trovato un contatto, si sono fatti conoscere e poi hanno continuato qui. Dunque partire venire, ora col web si puo’ sapere tutto di tutti, cercare chi fa le cose che interessano. Mandare email e contattare, e non aver paura di contattare direttamente magari con qualche proposta di progetto. Trovare la persona giusta, magari dire: posso venire a fare un po’ di ricerca in estate anche senza essere pagati? L’IDEA MIGLIORE – L’idea migliore che ho ho avuto, spero sia quella su cui sto lavorando, cioe’ l’analisi del linguaggio naturale sui portatili, usando dati sensoriali che possono dare informazioni su contesto. Per esempio, se sto viaggiando verso l’aeroporto, come posso utilizzare queste informazioni per aiutare l’analisi di quel che sto dicendo, per

IdF nel quartier generale di Cisco Italia, una giornata da non dimenticare

E’ sempre una grossa soddisfazione ricevere i complimenti per  Italiani di Frontiera da una  persona competente appena conosciuta. Certo che se quella persona e’ pure passata per Stanford, ha diretto aziende all’estero e ora e’ amministratore delegato di Cisco, beh insomma… Ma David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco, non si e’ limitato ad elogiare IdF, che venerdi’ scorso ha avuto il privilegio di occupare la vetrina della Cisco Friday University con una presentazione di un’ora e mezza nel quartier generale italiano dell’azienda a Vimercate, nord di Milano, davanti ad una sala piena e in collegamento WebEx con Roma e Rimini (grazie Oreste!). David ha anche detto di aver vissuto in prima persona nella sua esperienza molti dei temi trattati di IdF. E soprattutto, che i suoi contenuti coincidono con quelli che lui sta veicolando al suo team in Italia, con  l’obiettivo di “internazionalizzare e capitalizzare il talento e la creativita’ italiana attraverso un forte cambiamento culturale”. Grazie David, siamo qui apposta per collaborare a nuove iniziative. E forse nessuna azienda come Cisco ha rappresentato una fusione tra spirito di Silicon Valley e talento manageriale italiano, con figure storiche a San Francisco come Mario Mazzola e Luca Cafiero. Anche Alberto Degradi, che di Cisco Friday University e’ il responsabile, si e’ riconosciuto in molti dei contenuti di IdF. Ed ha raccontato un piccolo indimenticabile aneddoto, sullo spirito aperto e disponibile della Bay Area, da cui avremmo molto da imparare. A lui era capitato di dover cercare al telefono una luminare ottantenne, a causa di una bimba sua parente affetta da una malattia rara. Di lasciare senza molte speranze un messaggio in segreteria e di sentirsi richiamare presto dalla celebre dottoressa… che quasi l’aveva ringraziato. Perche’ considerava un’opportunita’ per lei, il poter parlare con lui che stava in Italia. Un grazie di cuore a tutti gli amici di Cisco che hanno favorito questo evento: Mariano Larroux, Francesco Benvenuto, Diego Zucca, e Renato Riva. Oltre a Luca Lepore con cui svilupperemo collaborazioni nel campo della didattica. E a Luca Perugini, ormai partner inseparabile per IdF. Complimenti anche  a Marco Cobianchi, collega di Panorama nuovo amico di idF che ha tenuto a sua volta nella sede Cisco una relazione di grande interesse, su temi economici. Potevo dimenticarmi del nostro “angelo custode” nell’avventura a Silicon Valley?  Sabrina Bellotti, milanese da anni nella Bay Area, e’ stata amica impagabile per tutta la famiglia, nei sei mesi californiani. All’epoca era ingegnere Cisco, ora esplora frontiere diverse. Ma sullo schermo nel quartier generale Cisco a Vimercate, alla fine e’ comparsa pure lei.  E a lei e’ stata dedicata quella giornata indimenticabile. Nella foto in questo post,  con Alberto Degradi, Marco Cobianchi e Luca Perugini. Nella homepage invece, con David Bevilacqua amministratore delegato di Cisco e Alberto Degradi. Qui invece una galleria fotografica dell’evento a Cisco.