A Mashape un milione e mezzo di dollari da Bezos (Amazon) e Schmidt (Google)!

Due giorni dopo l’intervista in video su Italiani di Frontiera ad Augusto Marietti, vulcanico amministratore delegato di Mashape, la società fondata da Augusto “Aghi” assieme a Marco Paladino e Mike Zonca, in crescita a Silicon Valley ha ufficializzato oggi a San Francisco l’annuncio del finanziamento da un milione e mezzo di dollari ottenuto dai fondi di due figure storie della Bay Area, Jeff Bezos fondatore di Amazon ed Eric Schmidt presidente esecutivo e fino a pochi mesi fa amministratore delegato di Google. “Finalmente potremo far crescere Mashape e offrire un servizio migliore ai nostri utenti. Passiamo dalla compagnia stile “azienda in un garage” a qualcosa di un po’ più serio ma non troppo…”, dice l’annuncio di Mashape. Che solo lo scorso anno aveva fatto il balzo verso gli Usa, riuscendo poi a convincere ed ottenere un primo finanziamento da tre veterani di YouTube…

Giacomo Lorenzin, ex Olivetti imprenditore del software: consigli ai giovani (IdF SV Tour)

Ha conquistato tutti, Giacomo Lorenzin, raccontando con un taglio di particolare umanità, ai partecipanti dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour e degli altri due Tour organizzati da Paolo Marenco, la sua esperienza di ingegnere all’Olivetti che realizza il sogno di venire negli Usa,  diventando poi imprenditore del software, dopo aver purtroppo assistito alla decadenza della casa di Ivrea, con potenzalità sprecate e tanti straordinari talenti poi rimasti in Silicon Valley come imprenditori e manager di altre aziende. In questo video Giacomo (che è di Portogruaro ed ha frequentato lo stesso mio liceo, il Franchetti!), dà anche qualche prezioso consiglio ai giovani che volessero seguire trent’anni dopo il suo esempio.

Ugo Conti e l’idea “folle” del catamarano Proteus, IdF Silicon Valley Tour 2011

Anni Sessanta, a San Francisco città dei Figli dei Fiori, su un pullmino Volkswagen, arrivano due giovani italiani, lui ingegnere romano, lei nata a Torino laurea in giurisprudenza, in viaggio di nozze.   Ugo e Isabella Conti restano fulminati dalla bellezza della Baia e decidono che la loro vacanza finisce qui, ci resteranno a vivere. Ugo trova lavoro in pochi giorni come ingegnere. Ma la passione è il mare. Un giro del mondo in barca a vela, poi altri viaggi e diversi libri. Fino a quando, nell’età della pensione, Ugo decide di inventarsi una barca mai vista. Non è ingegnere nautico ma il suo prototipo fa colpo su esperti e media internazionali per i principi innovativi che lo ispirano. Un catamarano hi tech, completamente snodato, in grado di navigare in acque basse e all’occorrenza sfidare l’oceano. Intervistati tre anni fa, tra i protagonisti con la loro storia dei seminari di Italiani di Frontiera, Ugo e Isabella Conti li abbiamo incontrati all’evento del Silicon Valley Italia Executive Council a Redwood City, organizzato da Jeff Capaccio. Un’occasione straordinaria, per la squadra dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2011, lo scorso agosto. E Ugo ha raccontato brevemente la sua folle idea…

Roberto Busa, gesuita vicentino incredibile pioniere dell’informatica umanistica con l’Index Thomisticus

“Lettore fermati! E’ morto padre Busa. Se navighi in Internet lo devi a lui, se usi un pc per scrivere mail e documenti di testo lo devi a lui. Se puoi leggere questo articolo lo devi, lo dobbiamo a lui…“. Con questo attacco, forse un po’ troppo pomposo per un tipo così semplice,  l’Osservatore Romano ha annunciato nel 2011 la morte di padre Roberto Busa, 98 anni, un incredibile pioniere dell’informatica umanistica, con la linguistica computazionale. Come autore dell’«Index Thomisticus», monumentale lemmatizzazione dell’opera omnia di Tommaso d’Aquino e dei testi a lui più strettamente collegati,  padre Busa, vicentino (come Federico Faggin tra i padri del microchip) dell’altopiano di Asiago, fu anticipatore dell’ipertesto attivo di Internet 15 anni prima delle ricerche di scienziati americani. Roberto Busa (1913-2011), che lavorò fra New York e Milano alla realizzazione di un sogno folle per l’epoca, nel 1949 compagno di studi di Albino Luciani che poi divenne papa Giovanni Paolo I, era un giovane neolaureato, con una tesi su san Tommaso d’Aquino, quando pensò che per riordinare quella spaventosa mole di testi che aveva consultato… si sarebbe potuto usare il computer! Gli elaboratori dell’epoca non erano i nostri laptop ma armadi colossali pieni di cavi e valvole, con pochissime persone in grado di interagire con la macchina. Busa però riuscì ad arrivare con quel sogno fino all’ufficio di Thomas John Watson, il manager che fece di IBM un colosso internazionale e a cui oggi è intitolato l’algoritmo del supercervellone del cognitive computing. Sembra che pure lui al momento avesse risposto che era impossibile. Ma che fosse poi rimasto colpito dalla personalità di Busa, che al suo rifiuto, gli aveva sbattuto sulla scrivania un biglietto pubblicitario IBM con la scritta «Think». Secondo la leggenda, a quel punto Watson impressionato dalla sua personalità avrebbe dato l’ok, dopo aver però raccomandato: «Devi promettermi che non cambierai il nome International Business Machines in International Busa Machines…». Busa impiegò trent’anni, il suo lavoro è raccolto oggi in cinquantasei volumi e un Index Thomisticus che si trova in parte online. Ma soprattutto, lavorò con macchine che in quei trent’anni cambiarono del tutto, dalle schede perforate ai nastri ai dischi. Affrontando e risolvendo problemi di ipertesto e rapporto fra parola e macchina almeno quindici anni prima degli inventori di Internet. Per questo fu premiato negli anni Novanta col riconoscimento che oggi porta il suo nome. L’impresa dell’Index Thomisticus, avviata nel 1949 grazie all’aiuto di IBM, fu realizzata prima servendosi di schede perforate, poi di nastri magnetici sempre più capaci. E completata nel 1980. Nel 1998 la Association for Literary and Linguistic Computing (ALLC) e la Association for Computers in the Humanities (ACH) hanno istituito un premio, a lui assegnato per primo e poi a lui intitolato, “Roberto Busa Prize“ che premia figure insigni distintesi nel campo dell’informatica umanistica, di cui Busa è considerato il padre. Qui il post su padre Busa in inglese sul blog di Forbes.  

I contenuti digitali diffusi gratis? Forse la pirateria non è sempre dannosa…

Repubblica ha rilanciato un’indagine  commissionata in Germania (qui l’originale), i cui risultati sarebbero stati tenuti segreti per le conclusioni scomode, secondo la quale la pirateria digitale non danneggerebbe ma anzi favororirebbe l’industria cinematografica. Di come la libera circolazione di contenuti protetti da copyright non vada considerata come semplice fenomeno di illegalità, pensando solo ai miliardi persi da Hollywood,  ma possa avere effetti benefici per la crescita culturale aveva parlato il guru Lawrence Liang, intervistato lo scorso anno a Milano da Italiani di Frontiera.  Individuando una carica creativa nella pirateria hi tech… continua

Roberto Crea racconta a Italia Magazine (Rai) la sua invenzione dagli scarti delle olive

Tra i principali protagonisti di Italiani di Frontiera, Roberto Crea, chimico da anni in California, fra i padri dell’insulina sintetica e imprenditore seriale, ha raccontato nei giorni scorsi a Italia Magazine, programma di Rai Internazionale online, la sua attivita’ con Creagri, basata su una sua scoperta sulle proprieta’ degli scarti della lavorazione delle olive. Qui il link alla trasmissione Rai, il servizio su Roberto e’ nella seconda parte del video.

Frontiers of Interaction 2011 al via a Firenze, IdF in apertura parlando di alberi…

Al via a Firenze, 20 e 21 giugno, la settima edizione del bellissimo Frontiers of Interaction 2011. Percorso d’avanguardia sulle nuove frontiere dell’interazione digitale con straordinari relatori ed un pubblico di imprendtori, innovatori, studiosi e guru in arrivo da oltre 12 Paesi. Italiani di Frontiera e’ stato di scena nelle edizioni romane del 2009 (presentazione del progetto IdF) e 2010 (conferenza sul pensiero controcorrente). Non manchera’ nemmeno stavolta, con uno speech insolito in apertura… dieci minuti di divagazioni sugli alberi! Intanto o Leandro Agro’ e Matteo Penzo, grandi amici di IdF e fondatori di Frontiers, che organizzano quest’anno assieme a Marcello Merlo, in questo video raccontano spirito e contenuti della manifestazione, presentando l’edizione 2011.

Dal successo di Bing ad un musical a Broadway. Lorenzo Thione: ecco cosa ho imparato di me stesso

Forse ha messo a segno il colpo più clamoroso, tra i tanti giovani italiani che hanno fatto fortuna all’estero. Ma da tempo ormai si sta cimentando in un campo del tutto nuovo. Non più la tecnologia a Silicon Valley ma… il musical, a Broadway! Il sito è appena stato lanciato: Allegiance è una grande produzione di Broadway avviata già da tempo, un musical che nelle previsioni esordirà sulle scene il prossimo anno. Eppure Lorenzo Thione, comasco cresciuto a Milano e trapiantato negli Usa da una dozzina d’anni, proprio  non ci pensa a raccontare come ha fatto. Come ha fatto ad elaborare un sistema alla base del motore di ricerca Bing, acquistato da Microsoft per 100 milioni di dollari… No, preferisce parlare di quel che strada facendo ha imparato, nel diventare imprenditore ma soprattutto di se stesso. Nel video qui sotto, Lorenzo parla invece a fondo del musical. Ma anche di come un filo di talento e di spirito imprenditoriale leghi queste due sue esperienze così diverse: software e musica. In coda forse lo spunto più interessante: nel musical come in una nuova impresa, non conta tanto l’idea iniziale quanto il saperla modificare e adattare, cambiarla in corsa, imparando di continuo cose nuove. Una riflessione straordinaria, da non perdere. Una lezione di vita, pochi minuti densi  di spunti. Un incontro in un (rumorosissimo) bar di Milano, all’indomani della chiacchierata fatta all’evento “Ma dobbiamo andarcene tutti?” organizzato in Assolombarda dal Gruppo Giovani Imprenditori che ha visto di scena pure una presentazione di Italiani di Frontiera (grazie ad Alvise Biffi ed Almir Ambeskovic per l’invito). Da notare la finezza della regia, che per movimentare il video ha sapientemente combinato all’intervista, l’allestimento sullo sfondo… della vetrina di Pasqua! Per finire, il giudizio di Lorenzo su Italiani di Frontiera. Un commento davvero generoso. Grazie Lorenzo!

“Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro”: così Jay Elliot ha presentato a IdF il suo libro

Di libri su Steve Jobs ne sono usciti tanti. Il suo pero’, dice, ha il merito di esser futto non di un’inchiesta a distanza ma di una lunga esperienza diretta, per anni al fianco di quello che ritiene il modello di leader per le nuove generazioni. Parola di Jay Elliot, californiano, gia’ Senior Vice President di Apple, in Italia la primavera scorsa per presentare il suo “Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro” (Hoepli). A Milano, dopo un affollato incontro con gli studenti in Bocconi e una presentazione alla Fnac, Elliot si era concesso per un’intervista in esclusiva a Italiani di Frontiera nella sede di Hoepli. Per parlare dei segreti del marketing di Jobs, di cosa della sua immagine pubblica corrisponda alla realta’ e cosa no, della sua prima impressione quando conobbe quel ragazzino che pensava di saperla lunga ed aveva molte idee simili alle sue in materia di personal computer. Infine, della Apple di domani, dopo Jobs. E  di giovani, innovazione e futuro. Una riflessione sul dopo Jobs ancor più preziosa oggi, a pochi giorni dalla scomparsa del fondatore di Apple.

Federico Faggin: il video del premio da Obama, in tv l’intervista in esclusiva per IdF

Federico Faggin, decano degli Italiani di Frontiera e  Top Friend di IdF (grazie per gli incoraggiamenti e le parole di apprezzamento Federico!) e’ stato premiato nelle settimane scorse dal presidente Usa Barack Obama per l’eccezionale contributo come scienziato, come uno die padri del microchip, assieme ai suoi ex colleghi di Intel. Antenna Tre Nord Est giovedi’ scorso ha dedicato la puntata della trasmissione “Versus” al tema della fuga dei cervelli, ospitando il sottoscritto e montando per l’occasione un video inedito, con le immagini, dal sito della Casa Bianca, della premiazione di Faggin, ed estratti dell’intervista in esclusiva a Faggin fatta da IdF in occasione dell’avventura in California.