Italiani di Frontiera in tv ospite di Silvia Vianello a Smart&App (La3)!

Italiani di Frontiera in tv! Ospite della puntata di Smart&App (questa la pagina Facebook), condotto da una bravissima amica, Silvia Vianello, si è parlato ovviamente di talento italiano, della forza del racconto per ispirare ad usare questo talento. E di come le nuove tecnologie offrano strumenti che consentono di inseguire i propri sogni. Con Silvia ho ricordato che avevo parlato proprio di sogni, col numero due al mondo dell’agenzia Reuters nella quale lavoravo, un supermanager americano con il quale avevo capito di avere meno di 100 secondi per spiegargli cosa fosse Italiani di Frontiera.  E lui, parlando di futuro del giornalismo, aveva pronunciato parole che sembravano descrivere proprio Italiani di Frontiera: “Take Risks”, “Connecting the Dots”, “Use Multimedia”. Rischiare, unire i puntini (non basta dare notizie ma occorre collegare gli eventi con fili narrativi), usare il multimediale, specie per parlare ai ragazzi che leggono meno… L’ho ricordato durante la trasmissione  (canale 143 di Sky e qui in streaming replica alle 16.15  di sabato 3 novembre) poi disponibile online  sul canale YouTube di La3. Grazie A Silvia, grande come sempre, a Sara Zolanetta brava autrice,  ad Antonio Amendolagine ed a tutti gli amici di Smart&App, davvero una gran bella squadra!

E’ tempo di un Vaticano 2.0… Arriva il Papa, su CheFuturo! riflessione in stile IdF su Chiesa e innovazione

  L’avevo in testa da un pezzo e già avevo scritto una nota tempo fa su Facebook. Ma oggi il Papa è a Milano, viene persino qui dietro al Parco Nord, dove io vado a correre. E allora, era il momento giusto per una riflessione in stile Italiani di Frontiera su quanto sta avvenendo nella Chiesa e nel mondo cattolico. E su quanto ci riguardi direttamente. Perchè è un problema cruciale, per il Vaticano, il mondo cattolico  ma anche per l’Italia, il difficile rapporto con la modernità,  il rinnovamento ostacolato da retaggi del passato, con meccanismi culturali anacronistici che non hanno domani e che contribuiscono purtroppo a frenare chi sa immaginare il futuro… La mia riflessione, col titolo “Il Papa, I corvi e la lezione di TechCrunch”  l’ho affidata a “CheFuturo!”, la bella rivista online sull’innovazione lanciata da Riccardo Luna, già direttore di Wired Italia e grande amico di IdF, con una squadra davvero straordinaria, di cui sono onorato di far parte. Grazie a Riccardo e Lorenzo Mannella, biotecnologo in redazione (mica ne trovate tanti così!), che con grande tempismo l’hanno pubblicata. Ciliegina sulla torta, la foto in alto: un mestrino con bicicletta (il sottoscritto) davanti alla chiesa di Stanford, vetrate e mosaici interamente realizzati da veneziani… AGGIORNAMENTO L’addio a sorpresa del Papa, l’incapacità del Vaticano di accettare il rinnovamento. Ieri 11 febbraio 2013 un evento di portata storica. “Non essendo riuscito a cambiare la Curia, Benedetto XVI è arrivato ad una conclusione amara: va via, è lui che cambia. Si tratta del sacrificio estremo, traumatico, di un pontefice intellettuale sconfitto da un apparato ritenuto troppo incrostato di potere e autoreferenziale per essere riformato. È come se Benedetto XVI avesse cercato di emancipare il papato e la Chiesa cattolica dall’ipoteca di una specie di Seconda Repubblica vaticana; e ne fosse rimasto, invece, vittima”. L’analisi di Massimo Franco sul Corriere della Sera.

Glancee acquisita da Facebook! Così Andrea Vaccari aveva svelato a IdF l’idea in embrione…

“Grande!! sentire spiegare l’idea in embrione di Glancee ( che poi nasceva l’anno dopo…) oggi, dopo l’acquisizione da parte di FB è un bello scoop …grande Roberto Bonzio!” Il commento di Paolo Marenco, grande amico di Italiani di Frontiera e impagabile partner nell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour è arrivato ieri sera. Dopo 24 ore di giustificata euforia nel microcosmo degli innovatori italiani, per il successo di Glancee, start up made in Italy sviluppata a Silicon Valley, acquisita da Facebook, con l’idea di un’applicazione per smartphone che permette di trovare persone con gusti analoghi ai propri nelle vicinanze, prendendo informazioni semantiche da Facebook, Wikipedia, Linkedin, etc. Qui la notizia nei dettagli, dal blog del Corriere di Marco Marinucci, animatore di Mind the Bridge altro amico di IdF. A spiegare l’idea in embrione, che poi ha conquistato il colosso dei social network, era stato Andrea Vaccari, tra i fondatori di Glancee, intervistato un paio d’anni fa a Frontiers of Interaction 2010 a Roma.   Non dimenticherò mai la prima impressione che mi fece Andrea, l’anno prima al Frontiers of Interaction 2009, un ragazzone che avevo scambiato per uno studente di belle speranze. E che mi aveva steso, raccontando con semplicità il suo curriculum da spavento. Andrea Vaccari, origine veronese svelata da una dolce cadenza,  a meno di 30 anni  dopo la laurea Summa Cum Laude al Politecnico di Milano in Computer Engineering,  le esperienze da assistente allo stesso Politecnico, poi oltreoceano alla University of Illinois a Chicago, (dove ha conseguito un pH.D. in Computer Science), di ricercatore al Massachussetts Institute of Technology a Cambridge (Usa), e al Santa Fe Institute di Santa Fe (Nuovo Messico), aveva trascorso un breve periodo come Software Engineer nella sede Google di New York, prima di tornare all’Università a Chicago. Successivamente, Andrea si è fatto convincere a trasferirsi a Silicon Valley, dove l’altro giorno ha messo a segno lo storico “colpaccio” dell’acquisizione da parte di Facebook con i partner di Glancee (tra loro un altro prezioso amico di Italiani di Frontiera, Matteo Daste, avvocato che della società è advisor, tra i promotori di BAIA, nel direttivo di Mind the Bridge). Oggi quell’intervista assume un significato particolare. Paolo la definisce “scoop”. A dire il vero, era già successo con altri amici di IdF arrivati al successo dopo i nostri incontri. Come Augusto Marietti  di Mashape o Nicola Farronato con b-sm@rk. Chissà, forse Italiani di Frontiera sa guardare lontano. E forse porta davvero fortuna…

Passpack dall’Italia a Silicon Valley, archivio online login per dissolvere l’incubo password

Un archivio personalizzato online dei login, per dissolvere l’incubo delle password e facilitare la navigazione sicura. L’idea di Passpack, lanciata in Italia e ora in fase di avanzata crescita a Silicon Valley, è la storia di fine anno di Italiani di Frontiera, raccontata da Francesco Sullo e Tara Kelly in questa intervista e video per Forbes. Un business per tutti gli utenti, particolarmente utile però al mondo delle piccole imprese. Un’idea che è valsa ai due dinamici imprenditori una nomination ai premi TechCrunch Europas e un posto tra i finalisti di Mind the Bridge 2009. Incontrati lo scorso settembre all’Italian Start Up Day all’Istituto italiano di Cultura a San Francisco,  durante il primo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, Tara e Francesco parlano anche d’altro. Di come si rafforza un business online con un’infaticabile attività di web evangelist (Tara). Di come l’esperienza di hacker diventi preziosa per occuparsi poi di sicurezza. Anche quando, scoprendo di lavorare in un’azienda che si comporta slealmente con i propri clienti, si decide di tutelare gli utenti con una rischiosa attività: far filtrare notizie segrete in stile Wikileaks, a scapito dei malintenzionati manager che lavorano al proprio fianco. Come ha fatto Francesco.

La vera forza dei video online? I sottotitoli, dice David Orban (dotSUB)

Nell’oceano di messaggi online, i video sono potenzialmente i più efficaci. Ma scontano la “dittatura” dei motori di ricerca. Che non possono leggere e indicizzare  i contenuti all’interno delle immagini in movimento, che speso perdono così l’opportunità di avere una visibilità nei risultati di ricerca proporzionale al proprio valore. Per questa ragione, sottotitolare i video è cruciale, dice David Orban, vecchio amico di Italiani di Frontiera, innovatore eccentrico ed amministratore delegato di dotSUB in questa intervista in inglese per Forbes. Avere parole chiave leggibili da Google, Yahoo, Bing ecc. è importante per diffondere i video. Non solo, spiega David, a volte la sottotitolazione apre orizzonti di viralizzazione del tutto inattesi. E un video diffuso in una lingua locale può toccare tasti delicati per gli utenti di un altro Paese e incontrare all’improvviso grande popolarità all’estero. Grazie ai sottotitoli…

Piattaforma web per la tv del futuro. Gabriele Gresta presenta MyCast.

Una piattaforma d’interazione web-tv per la televisione del futuro. Un futuro già iniziato, visto che MyCast è già attiva. Gabriele Gresta, amico di IdF, presidente di Bibop, tra i fondatori di Digital Magics,  l’ha presentata nei giorni scorsi all’i7 Summit a Chantilly, Parigi. Confermando l’ambizioso progetto di mettere presto la piattaforma al servizio della star forse più celebre della tv del pianeta: Oprah Winfrey. Nel video, breve presentazione a Parigi, in inglese, di Gabriele. Che ieri sera nella sede milanese di Bibop ha pure festeggiato i 40 anni! E Italiani di Frontiera era lì… Auguri!

IdF all’i7 Summit a Parigi, vetrina globale di innovazione e idee, da seguire online

Italiani di Frontiera ha partecipato all’evento i7Summit,  conferenza globale su tecnologia, innovazione, innovazione, impresa e società, in corso sino a domani venerdì a Chantilly, Parigi. Duecento esperti da una ventina di Paesi, speaker d’eccezione per discutere e confrontarsi sulle nuove frontiere che le tecnologie ed i social network hanno aperto al mondo del business ed alla società stessa. Sono stato fra gli speaker di un seminario dedicato alle prospettive globali per le piccole e medie aziende, parlando anche di alcuni dei più interessanti innovatori, amici di IdF, incrociati in questi ultimi mesi da Italiani di Frontiera. Come Filippo Berto, Giuseppe Giglio e Lorenzo Thione (nella foto, sul palco di Parigi Gabriele Gresta, Bibop) .

“Frontiere” a Bari, TEDx Transmedia a Roma: IdF in prima linea, scrutando il futuro

Lo confesso, c’è voluto qualche giorno per far decantare la quantità di stimoli e idee raccolti la settimana scorsa, fra incontri straordinari in appena tre giorni. Prima a Bari, dove la conferenza di IdF è andato in scena il 28 settembre nel bellissimo palazzo delle ex Poste, davanti ad un pubblico in prevalenza di studenti nell’ambito di  “Frontiere-La prima volta“, festival di cultura e tendenze. Poi a Roma, dove il 30 settembre il  MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo, creato dall’architetto Zaha Hadid)  ha ospitato l’esclusiva conferenza TEDx Transmedia, una finestra globale sul futuro della comunicazione, con IdF nella selezionata platea. Che dire di Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri, della Fondazione Cinemovel di Bologna, fra i protagonisti a Bari? Da una decina d’anni, percorrono l’Africa da moderni saltimbanchi, portando il cinema dove non c’è più o non c’è mai stato, raggiungendo con schermo e attrezzature digitali villaggi dove elettricità e linee telefoniche non esistono. Proiezioni cui assistono a volte migliaia di persone, offrendo opportunità di crescita culturale e civile straordinarie, diffondendo anche film di registi africani, oltre a gettare le basi per formare cineoperatori e proiezionisti locali, in grado poi di vivere in patria con il proprio lavoro. Grandi, Elisabetta e Nello! In calendario a Bari anche l’anteprima di The Sunset Limited, ultimo film per la tv di Tommy Lee Jones, seguito da un’intervista video in esclusiva al bravissimo attore regista premio Oscar. Occasione per incontrare e conoscere la storia di Roberto Silvi, stimato montatore a Hollywood, che ora lavora con Lee Jones dopo esser stato… il montatore degli ultimi film del grandissimo John Huston! Non è da meno il suo amico Giovanni Orlando, di San Donà di Piave (pochi chilometri dalla mia Mestre), che dopo una carriera di successo oltreoceano nella finanza, memore delle suggestioni della frontiera vista nei western da bambino, si trasferisce a Santa Fè, New Mexico, nel cuori  di quel West,  in un ranch che diventa punto di riferimento per molti amici  registi e attori a Hollywood. Fra loro pure il più celebre degli attori nativi americani: Wes Studi, protagonista di film come Balla coi lupi, L’ultimo dei Mohicani, Geronimo, venuto anche lui a Bari… Dopo le interviste c’è stato appena il tempo per una foto di gruppo con Roberto, Giovanni, Wes (orgoglioso di indossare il suo nuovo Borsalino) e gentili signore. Poi via a Roma, per il TEDx (qui il bellissimo video di presentazione), ideato e coordinato alla grande dalla bravissima Nicoletta Iacobacci, Head of Multiplatform alla European Broadcasting Union,  consorzio di emittenti pubbliche dell’Unione Europea, intervistata in video in inglese per Forbes. Abbiamo scoperto il potere che ha il Transmiedia (l’interazione fra diversi media), dice Nicoletta, ormai è una realtà e allora perchè non l’applichiamo a cause sociali, per migliorare il mondo?  Non a caso la conferenza di Roma si è aperta con Mohamed Nanabhai, capo dell’Online di Al Jazeeera English (Qatar), che ha descritto le rivolte della Primavera Araba come una rivoluzione per i media, visto che le nuove tecnologie di comunicazione hanno alterato le dinamiche della protesta politica, creando nuove interazioni fra manifestanti, mass media, Internet e i social media. Una  “Rivoluzione 2.0,” che non ha un eroe ma tanti eroi, visto che tutti possono contribuire con idee e informazioni. Per Michel Reilhac, responsabile Cinema di ARTE (Francia), siamo in un momento di grande cambiamento, senza una sintassi o un linguaggio per il nuovo contesto. E questo rappresenta un’opportunità per creare una nuova di comunicazione, proprio attraverso il Transmedia. Marieke Hermans, Innovation Manager dell’emittente pubblica olandese NPO ha intitolato il suo discorso “Out of the Box”, chiedendosi: “Come possiamo spingere oltre al creatività? Stiamo usando la creatività in modo efficace per far sì che le cose funzionino?”. A volte basta poco, ha osservato. Creare il link fra persone, danaro e idee. Oppure aver il coraggio di dire al proprio capo: ” E se provassimo a…”. Autore del nuovo libro “Transmedia Storytelling” in uscita negli Usa e pioniere del settore, Max Giovagnoli, ha esaminaot invece il “Nuclear Power of Imagery”, mentre  di  ”Forza di un racconto” ha trattato Andrew Slack, cofondatore e direttore esecutivo di Harry Potter Alliance, che adotta un approccio creativo all’attivismo, mobilitando migliaia di ragazzi per diffondere valori positivi, amore e lotta per la giustizia, nello spirito dei libri di Harry Potter. Nulla di più reale di una comunità ispirata da valori positivi e forti nati in una storia immaginaria, ha spiegato, per aggregare un gruppo capace di raccogliere tonnellate di aiuti umanitari per i sopravvissuti del terremoto ad  Haiti, caricati su un aereo chiamato “Harry Potter”… La tecnologia offre una potente interazione tra finzione e realtà anche in casi che riguardano drammatici problemi sociali, dice Adipat Virdi, transmedia producer at Transmediology.com , in platea al TEDx di Roma. Virdi sta lavorando su uno straordinario progetto innovativo. utilizzare le tecnologie transmedia  per per stradicare il fenomeno dei delitti d’onore (oltre 17,000  i casi di delitti d’onore registrati nel 2008 in Gran Bretagna, dice Adipat). Qui il post in inglese per Forbes dedicato al TEDx Transmedia. TED è un’organizzazione nonprofit che ha per slogan Ideas Worth Spreading (idee che meritano d’esser diffuse). Iniziata come conferenza di quattro giorni in California 25 anni fa, è cresciuta con lo scopo di aiutare le idee che vogliono cambiare il mondo attraverso diverse iniziative. La conferenza annual TED invita i principali pensatori del pianeta a tenere discorsi di 18 minuti. Tutti i discorsi vengono poi diffusi gratuitamente sul sito, in buona parte anche sottotitolati. Come avverrà per gli speaker di Roma. Per queste bellissime esperienze, grazie per l’invito a Silvio Danese, amico di IdF e  collega del Giorno, che dirige Frontiere a Bari a fianco dell’ideatore Oscar Iarussi, a Mariateresa Gabriele,  amica di antica data e collega, che ha citato IdF in un bel pezzo sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Per la partecipazione a TEDx a Roma, un grazie speciale a Maria Moreni, che di IdF è appassionata sostenitrice e partner.

Stanford, oggi l’inizio delI’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour

Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour: da oggi si fa sul serio. Tutta la mattinata a Stanford, ospiti di Alberto Salleo, esperto di nanotecnologie. Poi nel pomeriggio ospiti di  Jeff Capaccio, www.sviec.org,  per incontrare  Giacomo Lorenzin, che racconterà la sua esperienza da veterano  Olivetti awww.hitsw.com. Ieri intanto primo tour de force, ma turistico, per una parte della squadra (in questa galleria fotografica), che ha sfidato le pendenze di San Francisco da Union Square a North Beach sino alla Coit Tower e gli incredibili Filbert Steps, approfittando di una straordinaria giornata di sole.

Quando Zuckerberg non immaginava cosa sarebbe diventato Facebook… ma erano solo sei anni fa!

              Quando  Mark Zuckerberg aveva solo 21 anni e non aveva idea di cosa sarebbe diventata Facebook…. ma era il 2005, appena sei anni fa! Video girato a Palo Alto, dove Zuckerberg e compagni si erano da poco trasferiti lasciando Harvard, il social network si chiamava ancora “TheFacebook”. Sembra preistoria ma i tempi del web sono micidiali… Dal blog Forbes di Claire O’Connor.