IdF di scena a Sassari (Premio Nazionale Innovazione), poi al nuovo Talent Garden a Bergamo

Altri due appuntamenti di prestigio, per Italiani di Frontiera, dopo il seminario per l’Ordine dei Giornalisti a Napoli, nell’ambito di Orientasud,  e la due giorni dell’ICT Business Days a Reggio Calabria. Il 4 e 5 dicembre IdF sarà di scena a Sassari nell’ambito del Premio Nazionale dell’Innovazione, organizzato dall’Università UNISS, con una conferenza Dal West al Web prevista per giovedì 4 dicembre alle 16.30. Venerdì pomeriggio poi partecipazione alla tavola rotonda sull’innovazione, condotta da un vecchio amico di IdF, Riccardo Luna, che ha da poco ricevuto l’incarico di Digital Champion  per l’Italia, decidendo di farsi affiancare da un centinaio di Digital Champions sparsi sul territorio, e scegliendo l’autore di IdF per il comune di residenza, Sesto San Giovanni. Venerdì 6 dicembre ritorno di IdF a Bergamo, dopo il bellissimo evento di un anno fa nella sala convegni Papa Giovanni XXIII (in scena prima del premio Nobel John Nash!). Stavolta Italiani di Frontiera è ospite del nuovo Talent Garden, con una conferenza multimediale alle 17… e accidenti! Il programma mi presenta cine il più importante storyteller italiano! Ansia da prestazione adesso… Grazie mille ad Alberto Trussardi, animatore del Talent Garden e Digital Champion di Bergamo, che era stato fra gli ospiti dell’evento dello scorso anno.    

“Ci dai una mano a San Francisco?” Come NON ci si comporta. Girando a Silicon Valley e non solo

“Ciao Roberto, andiamo in missione negli USA ma nei due giorni a San Francisco una parte del programma è in forse. Ci dai una mano?”. Lo ammetto, fare le cose di slancio, in modo informale e disinteressatamente è stata una delle chiavi del successo di Italiani di Frontiera nei mesi passati in California, dove questo stile è premiato. Ad agire così invece in Italia,  dove l’opportunismo è diffuso ed è ancora di moda tirarsela… si finisce con l’essere sottovalutati.  Ma si trattava pur sempre di una società di alto profilo, che tiene molto all’etica, titolare un amico…  che mi ha sempre fatto chiamare da un’assistente… E dunque, io mi sbatto, creo contatti, impegno amici e m’ingegno, senza nulla pretendere. Serve una sala attrezzata per una riunione, perché a San Francisco gli hotel chiedono troppo? Una telefonata e un caro amico imprenditore, che ci ha appena ospitati con l’ultimo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, mette a disposizione quella della sua società, aspettandosi al massimo un grazie con un paio di bottiglie. C’è un possibile buco di mezza giornata? Studio un miniprogramma di tour turistico culturale, scrivo percorso, tappe e spunti a notte fonda, poi mobilito una giovane professionista in gamba, fermatasi a San Francisco dopo il nostro Tour, pronta ad accompagnare per qualche ora il gruppo, che sperò avrà il buon senso di compensarla… Che fortuna, quella sera in città c’è pure un evento del Consolato italiano, ottima occasione di networking, per conoscere pure il bravo console… Ora, lo slancio per fortuna l’ho contenuto, perché ero a un passo dal rompere le scatole pure ad un paio di altri amici startupper, per chieder loro dieci minuti… ma per chi? Per un gruppo che è partito senza sapere fino all’ultimo cosa avrebbe fatto a San Francisco, poi ha declinato l’offerta della sala, poi ha cambiato in continuazione programma, tenendoci in ballo sino all’ultimo, preferendo una cena all’evento del Consolato… e sparendo alla fine, dopo aver evidentemente  tappato i buchi per proprio conto. Tutto lecito, intendiamoci. Meno comprensibile che sia avvenuto senza un grazie e scusa per il disturbo, cosa che sarebbe stata gradita. L’episodio però è prezioso per una piccola riflessione, che riproporrò anche in qualche mio incontro.  Così “non si fa”, e non solo a Silicon Valley o a San Francisco, dove ad ogni mail si risponde in tempi brevissimi, personaggi di primo piano sono disponibili e accessibili ma proprio per questo, un atteggiamento opportunista del genere… brucia ogni opportunità. Resto dell’idea che l’etica nei rapporti, prima che da leggi e norme di contratti sia regolata da sensibilità, buone maniere e buon senso. E quello di tampinare con insistenza quando si è sotto pressione, per poi sparire quando non si ha più bisogno del tampinato, è un vizio diffuso, in Italia. Si ritorce implacabilmente sulla credibilità e sulla reputazione di chi non sa comportarsi con stile ma in genere pure su quella di chi chiede e impegna amici… a fondo perduto, per contatti patacca con persone che pure di etica pontificano! Ma io sono fortunato: i limiti patologici dei miei slanci invasivi, dedicati pur a chi non li merita, i miei amici li conoscono bene. E sono molto, molto comprensivi… di questo li ringrazio. PS  Piccola integrazione in coda, visto l’interesse suscitato. Mesi fa il collega di un quotidiano finanziario mi chiede aiuto, ha bisogno di contattare un veterano di Silicon Valley, molto difficile da raggiungere. Io gli creo subito link con altro italiano, amico mio e del veterano. Quanto lo rivedo il mese scorso, l’amico mi dice che il collega si è dileguato. Io gli scrivo mail per chiedere lumi, non mi risponde nemmeno. Coongrats! PS 2 Poco dopo la diffusione di questa nota, almeno il collega giornalista ha chiamato scusandosi. Grazie, ho apprezzato. AGGIORNAMENTO: Nuovo episodio nello stesso stile opportunista. Un giovane conduttore di una popolare radio di Milano mi chiama per avere contatto con Cesare Marino, per un evento che stanno preparando sui nativi americani.  Mi dico disponibile e gli faccio notare  che la sua radio (dove portai Cesare per un’intervista nel 2010, di ritorno dall’evento di Rudio a San Francisco) mi chiama ogni tanto per raggiungere esperti miei amici ma non ha mai parlato di Italiani di Frontiera, secondo me per pregiudizio ideologico. Lui dice che probabilmente è così… Cez via mail risponde però che è appena tornato a casa, in Virginia, dal Giappone e non ha voglia di parlare (è piuttosto lupo solitario, come sa chi lo conosce), allora riscrivo al conduttore, gli propongo altri contatti e mi dico disponibile a parlare io raccontando il filo che collega le storie di italiani del West a contatto con nativi americani raccontate grazie a Cesare da Italiani di Frontiera… nessuna risposta, né tantomeno grazie.  Coongrats! Anche a lui ho spiegato che l’opportunismo fa perdere reputazione e dunque opportunità…

Dopo Ca’ Foscari e Università di Padova, IdF torna alla Scuola di Giornalismo di Milano

IdF… torna a Milano! Oggi giovedì 20 febbraio l’appuntamento, 16.30, è alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi, nella sede dell’Università Statale a Sesto San Giovanni, per una conferenza lezione di due ore sul giornalismo creativo. Una grande soddisfazione poter incontrare i giornalisti di domani, tornando nella scuola che ha già ospitato in passato IdF. La settimana scorsa Italiani di Frontiera è stato nelle Università, per promuovere il Silicon Valley Study Tour in collaborazione con La Storia nel Futuro ed il patrocinio del Ministero degli Esteri, arriva a Venezia e Padova. Giovedì 13 febbraio è toccato a Ca’ Foscari (15.30 Polo Economico di San Giobbe, Aula 2 A), appuntamento organizzato dall’associazione degli Alumni, che come autore di questo progetto, mi ha premiato lo scorso ottobre all’inaugurazione dell’anno accademico col titolo di Cafoscarino dell’Anno! Un’occasione per ricordare l’incredibile intreccio che lega la storia dell’Università di Stanford a Venezia.  O l’evento speciale organizzato nel 2011 da IdF a Ca’ Foscari per una veterana di Stanford, la fantastica Dina Viggiano. Venerdì 14 invece siamo stati  all’Università di Padova.. E quanti sono i protagonisti di Italiani di Frontiera partiti proprio da Padova? C’è l’imbarazzo della scelta… Da Cristina Dalle Ore, astronoma alla NASA (passando per… Harvard!), al giovane  Stefio Ceccon, a Londra come ricercatore ed esperto di Data Journalism… al Times! Sino al più prestigioso di tutti, il leggendario Federico Faggin, tra i padri del microchip e inventore del touchpad, E al partner per eccellenza di IdF, Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution fra i maggiori esperti di indiani d’America e scopritore di fantastiche storie di italiani nel West, raccontate da Italiani di Frontiera. Dopo l’esordio 2014  a Genova per Italiani di Frontiera live,  al Talent Garden  (in streaming, grazie agli amici di EventLive), il Tour di IdF per promuovere il Silicon Valley Study Tour, in collaborazione con il Ministero degli Esteri, assieme all’inarrestabile Paolo Marenco è stato di scena Politecnico di Milano. alla Business School del MIP, ospite degli amici di Innovits. Iniziato a fine 2013 a Politecnico Bari, Federico II Napoli, La Sapienza di Roma e Normale di Pisa, il Tour proseguirà nelle prossime settimane negli atenei di  Palermo, Catania, Roma, Novara e Pavia… Qui la pagina Facebook dedicata.                    

Dodici video d’ispirazione per un fantastico 2014, con gli auguri di Italiani di Frontiera

Sì, ci sono pure rabbia e denuncia, ma soprattutto abbondano fantasia, creatività e slanci d’altruismo, utili pure quando si tratta di fronteggiare il peggio. Condivisione e Ascolto  ci rendono più forti e più intelligenti, dice in un bellissimo video di qualche tempo fa la regina Rania di Giordania. Così il modo migliore per iniziare il 2014 è quello di  scegliere dodici video che mi hanno particolarmente ispirato, e condividerli con gli amici di Italiani di Frontiera, che ha vissuto un 2013 straordinario per incontri, eventi e riconoscimenti, in tutt’Italia e all’estero. Mentre alcune delle sue parole chiave stanno diventando sempre più preziose ed attuali, in una crisi che richiede nuovi valori, nuovi modi di pensare e di esprimersi. Poche le occasioni di essere orgoglioso di appartenere alla categoria dei giornalisti italiani. Ma ne segnalo almeno due. L’iniziativa semplice ma straordinaria di un gruppo di colleghi di Modena, che di fronte alla valanga di ributtanti insulti rovesciati online da simpatizzanti del Movimento 5Stelle su una veterana del giornalismo, messa alla berlina nel blog di Beppe Grillo, hanno deciso di “metterci la faccia” e leggerli tutti, quegli insulti. In un video prodotto da Officine Tolau, prezioso per capire che occorre Reagire al Peggio: non ci sarà rinnovamento senza scuotersi di dosso l’assuefazione a violenza verbale, volgarità, voglia di sopraffazione, che non saranno mai un’energia innovativa ma solo un’eredità fascista, di cui dovremo liberarci una volta per sempre, per guardare avanti.    Mentre festeggiavamo mesi fa a cena a Seregno il successo del Massimo Banzi Day, (organizzato da IdF  con il co-fondatore di Arduino, tornato nella sua ex scuola ITI Fermi di Desio per incontrare studenti, professori ed ex compagni) è circolato il terribile video di uno dei più bravi giornalisti d’inchiesta italiani, Fabrizio Gatti dell’Espresso,  girato poco prima proprio da quelle parti. Un’intervista segnata dal Coraggio di Denunciare,  sfociata in drammatico confronto con un imprenditore brianzolo, su intrecci di interessi torbidi con la malavita organizzata. Qui l’inchiesta integrale su l’Espresso.   Eppure oggi più che mai la Rete rappresenta uno strumento eccezionale, per far circolare belle idee e valori positivi, conciliando magari Creatività e Solidarietà. Fra i tanti, quello che mi ha più colpito è forse The Tutu Project, del fotografo Bob Carey. Dopo aver scoperto che ridere giovava alla salute della moglie Linda, malata di tumore al seno, Bob ha deciso di farsi fotografare in giro per il mondo in pose buffe con addosso solo un tutù rosa. L’effetto virale di quelle foto che fanno ridere e commuovere è stato strepitoso e ha sostenuto una raccolta fondi. Come le immagini, anche la musica può più di tante parole, Far Volare Idee ed Emozioni. Proponendo magari l’Inno alla Gioia di Beethoven con un’esibizione a sorpresa, un  Flash Mob, nella piazza di una cittadina spagnola…   E rinuncia oltre che alle parole anche ai colori Paperman di John Kahrs, prodotto da Walt Disney Animation Studios, bellissimo cortometraggio animato che sa Raccontare con Poesia una storia d’amore metropolitano, inseguendo un foglio di carta…   Le conferenze TED sono da sempre fonte di idee e spunti preziosi. Quella che più mi ha più colpito di recente è di Giles Duley, fotografo di guerra che dopo aver testimoniato per anni gli orrori dei conflitti, in Afghanistan viene dilaniato da una mina che gli fa perdere le gambe e un braccio. Con una forza d’animo e una leggerezza non comuni, Giles riflette sul come Raccontare e Diventare parte della Storia raccontata gli abbia offerto una nuova prospettiva e una nuova consapevolezza della propria missione. Ma il web aiuta anche a riflettere su come Reagire a Pregiudizi Diffusi e stereotipi di cui dovremmo liberarci. Grazie magari allo slancio di persone comuni. Come questo soldato americano, involontario protagonista di una Candid Camera organizzata dall’emittente Abc nel programma “What Would You Do?” (Cosa fareste?). Un giovane attore entra in un fast food e comincia a provocare prendendo di mira un ragazzo dietro al bancone, all’apparenza musulmano, dandogli del terrorista e disprezzando gli islamici. Molti sono sconcertati ma un cliente gli dà pure ragione… fino a quando entra un soldato, che lo prende di petto intimandogli di andarsene. “Sei libero di comprare le patatine da un’altra parte come lui è libero di praticare la sua religione dappertutto. Questa è la ragione per cui io indosso la divisa. Così ognuno può vivere liberamente in questo Paese“. E dopo l’addio ad uno dei grandi protagonisti del Novecento, capace come nessun altro di Combattere le Discriminazioni, merita ricordare lo storico Discorso d’insediamento di Nelson Mandela a Pretoria, il 10 maggio 1994. “…Dall’esperienza di uno straordinario disastro umano durato troppo a lungo, deve nascere una società di cui tutta l’umanità sarà fiera” (qui una sintesi in italiano su Corriere.it) Conduttrice di un’emittente tv americana, Jennifer Livingston ha saputo reagire alla grande ad un’altra forma di odiosa discriminazione, dopo che uno spettatore le aveva scritto criticandola come modello negativo per la comunità, perché lei è sovrappeso. Jennifer ha deciso di rispondere pubblicamente ed è stata sommersa da messaggi di solidarietà. La lucidità con cui ha esaminato e saputo Opporsi a Disprezzo e Bullismo, che trasudavano da quel messaggio, è stata eccezionale. “Le parole di quest’uomo non significano nulla per me, ma mi fanno arrabbiare molto perché ci sono tanti bambini che non sanno difendersi e che ricevono ogni giorno email anche peggiori di questa che ho ricevuto io. Se tu sei a casa e stai parlando della giornalista grassa, è probabile che i tuoi bambini ti stiano ascoltando e la prima cosa che faranno una volta a scuola è chiamare grasso qualcun altro”. La traduzione del suo bellissimo intervento su attualissimo.it Ancor più eclatante e spettacolare, sul palco di un concerto, la capacità di Reagire con Ironia, della cantante Amanda Palmer (protagonista di una toccante conferenza TED  sull’Arte di Chiedere, in cui rievoca i suoi inizi come artista di strada). Infastidita da un articolo dedicato interamente  non alla sua musica ma al fatto che le fosse uscito un capezzolo durante la performance, lei ha scritto una fulminante canzone satirica prendendo in giro il giornale: “Caro Daily Mail… Lì sul palco facevo una serie di cose tra le quali persino cantare canzoni (come di

Fare impresa a Silicon Valley, un tour de force fra incubatori e aziende innovative

“Pensa in grande. Parti con intelligenza. Cresci in fretta”. La seconda giornata  dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour,  promosso da Unindustria Forlì Cesena con Agenzia Viaggi Manuzzi e organizzato da La Storia nel Futuro, è stata una vera full immersion su come fare impresa, nella culla dell’innovazione. Di primo mattino nella sede di San Josè, una sessantina di chilometri da San Francisco, Alfredo Coppola coamministratore delegato dell’incubatore Us Market Access  riassume con un’impeccabile analisi le chiavi del successo, che arride non alla tecnologia migliore, dice, ma a quella che ha il miglior marketing. Per affrontare un ecosistema dove tutto si muove rapidamente e occorre sapersi adeguare a questo ritmo, anche nelle presentazioni, che devono essere brevi e fulminanti. Imparare a colpire ma anche a capire rapidamente se  l’opportunità sfa sfumando. Con umiltà, sottolinea, ricordando la storia di un giovane brillante startupper con un bel progetto, dche ovendo incontrare 17 investitori ha immaginato si sarebbero fatti la guerra per ottenere la sua ottima idea, che invece per il suo atteggiamento arrogante è rimasta nel cassetto. Nel cassetto rischiava di restare pure l’idea di Emilio Billi, che assieme ad Antonella Rubicco sta perfezionando  A3Cube, che in Italia era stato bocciato ed è invece visto con grande interesse a Silicon Valley, dov’è  incubato da Us Market Access. Un’idea dalla portata addirittura rivoluzionaria, ispirata dallo studio del cervello: sostituire un processore con tanti piccoli processori, in modo da aumentare enormemente le capacità di elaborazione di un computer, cosa che ridurrebbe consumi energetici  e di banda permettendo inoltre di moltiplicare utenti e contenuti e soprattutto di abbattere i tempi di realizzazione di elaborazioni complesse, come previsioni ambientali o economiche, che invece di alcuni giorni richiederebbero poche ore. Da tener d’occhio, Emilio e Antonella… Ma a Silicon Valley possono sbarcare pure piccole e medie imprese. Che troppo spesso approcciano il mercato oltreoceano in modo maldestro, prima di tutto ignorando quanti e quali siano in realtà i loro concorrenti. E’ nel preparare con studi di settore ed assistere le aziende italiane che vogliono tentare il grane salto che si sta specializzando un altro incubatore, M31 di Aldo Cocchiglia, che facendo gli onori di casa, sempre a San Josè, ha spiegato ai giovani imprenditori romagnoli quanto sia importante affrontare una sfida così difficile come l’ingresso nel mercato USA con dati affidabili e studi di esperti per valutare le proprie effettive potenzialità ma anche per superare le barriere culturali con una realtà complessa, che questa sfida richiede.  E’ quel che fa M31, e in alcuni casi il consiglio è di lasciar perdere. Mentre quando un’azienda ha i numeri per percorrere questa strada, compensa poi la consulenza con una percentuale sui profitti o quote di azioni. Si possono fare aziende di successo interagendo in modo singolare con dei colossi, ha spiegato invece nel quartier generale di Cisco Carlo Tedesco, ripercorrendo la straordinaria storia della company. E ricordando come Mario Mazzola e Luca Cafiero, storici manager della società, che vanta una forte presenza di italiani, abbiano adottato negli anni più volte una formula singolare: lasciare la società per fondare una startup, realizzare una tecnologia di successo, acquisita proprio da Cisco. Quindi farvi ritorno per ripartire dopo qualche anno con un’altra idea, un’altra uscita e un nuovo ritorno coronato da successo. E da un impatto finanziario non indifferente. E se il business riguarda la tv e il suo futuro? Nell’ultima tappa del tour de force, a Minerva Networks, Mauro Bonomi  ceo della società spiega che la tecnologia della sua azienda segue una strada precisa: saranno sempre più i contenuti… a inseguire gli utenti e non viceversa. Dunque non solo la tv non è stata uccisa dal web ma reti e infrastrutture dovranno favorire un’interazione per una fruizione di contenuti sempre più personalizzata, su televisori ma anche su apparecchi mobili. Il tempo per l’utlima foto ricordo e si riparte. Serata a Palo Alto. E le prossime tappe saranno a Facebook e Stanford…

Fabrizio Capobianco: ecco come TOK.tv ha conquistato la “mia” Juventus

E’ andato tutto molto più velocemente del previsto, per l’ultima creatura di Fabrizio Capobianco, Top IdF Friend (protagonista della prima intervista Italiani di Frontiera, all’inizio dell’avventura californiana nel 2008)  e figura di spicco degli italiani di Silicon Valley, dopo il successo della sua Funambol di cui oggi è presidente. Con un piacevole scherzo del destino. Partita con successo negli USA, TOK.tv  doveva arrivare in Italia l’anno prossimo. Invece a Fabrizio è arrivato un messaggio della sua squadra del cuore e… in poco tempo è nata Juventus Live . Partenza alla grande, consacrazione sui media l’altro giorno, con un articolo su Repubblica di Riccardo Luna. Ma andiamo per ordine. Incontrato la primavera scorsa durante il Tour a Silicon Valley con i Giovani Imprenditori del Sud guidati da Antonio Perdichizzi, Fabrizio  ha spiegato nei giorni scorsi a IdF la sua nuova avventura, rimbalzata in anticipo in Italia. Ed i suoi promettenti risvolti di business. – Com’è nata l’idea di TOK.tv? Ero stufo di vedere le partite da solo con il mio cane Roberto (detto Bobby, stai tranquillo). E’ una buona compagnia, pero’ quando segna la Juve e io urlo, si spaventa. Il mio sogno era vedere le partite con la mia famiglia, come facevo quando vivevo in Italia. Purtroppo pero’, loro sono in Italia, io in California, e mio fratellino adesso e’ in Mozambico. Mi sono dovuto inventare un modo per poter vedere le partite con loro a distanza. Adesso ci riesco, mi guardo la Juve con la mia app sul divano e mi sembra di essere a casa. Noi emigrati siamo ingegnosi… – E com’è stata accolta negli USA? Negli USA abbiamo lanciato tre app: TOK Baseball – partita già per le World Series del 2012 – , TOK Football – pubblicata poco prima del Super Bowl – e TOK for Oscars, unico esperimento non sportivo. Con TOK Baseball – entrata tra le top 10 apps della categoria “Sport” in US – abbiamo scoperto che gli utenti tornano ad usare la nostra app quotidianamente e che parlano in media per 24 minuti a partita. Numeri incredibili. Lì abbiamo capito che possiamo davvero essere la second screen app – o come diciamo noi – l’app da divano (o couch app) per eccellenza”. – Cos’è piaciuto di più? “La Social Photo – cioè la possibilità di scattare una foto a tutti i partecipanti alla living room (massimo 4) e di condividerla su Facebook – è stata accolta in modo strepitoso (quasi 15,000 foto scattate durante il primo weekend di Juventus Live…)”. – Forse non pensavi di sbarcare così presto in Europa… da cosa è scaturito il contatto con la Juve? “Un giorno ho ricevuto una mail da un indirizzo con dominio juventus.com. Credevo fosse uno scherzo (puoi immaginarti quante verifiche tecniche ho fatto per accertarmene…) e invece era davvero la mia squadra del cuore, la Juve. La passione di sempre che bussava alla porta di TOK.tv. Puro caso del destino”. – E quali i primi riscontri nei primi giorni della app per la Juve? “Con Juventus Live abbiamo raggiunto quota 100.000 downloads nel primo weekend. I commenti sull’App Store e sui nostri canali Social sono entusiasti. Insomma, non ci lamentiamo… Stiamo lavorando alla versione Android, e vorrei triplicare i downloads nel primo weekend “. – Quali altre occasioni vedi in Italia per TOK.tv: altre squadre di calcio, altri sport o eventi… “Noi non ci poniamo limiti 😉 Lo sbarco in Italia era previsto per il 2014 ma l’esperienza di Juventus Live insegna che l’imprevedibile è sempre dietro le porta. Fintanto che ci sarà qualcuno che vuole restituire alla TV il suo lato autenticamente Social, allora avrà senso pensare che TOK.tv possa trovare spazio sia per gli eventi sportivi sia per altri tipi di produzioni TV. E poi il team – come quello di Funambol – e’ tutto in Italia, quindi piu’ riusciamo a fare nel Bel Paese, meglio e’”. – Dietro ad un servizio utile per appassionati e tifosi c’è un sistema in grado di definire il profilo di utenti possibili consumatori, per potenziali inserzionisti. Puoi spiegare questo aspetto di business? “L’idea e’ semplice: l’85% della raccolta pubblicitaria mondiale e’ legata alla TV. Con l’altro 15% – di Internet – Google ha creato un’azienda enorme. Noi vogliamo avvicinare quell’85% a Internet. Oggi le aziende spendono un milione di dollari per una pubblicita’ durante il Superbowl. Non sanno quanti veramente l’abbiano vista, ne’ possono avere un feedback diretto (il famoso click-through di una campagna Internet). Se passa una pubblicita’ in TV e tu hai in mano TOK.tv, noi possiamo darti la possibilita’ di “cliccare” sulla pubblicita’. Passa uno spot di un libro in televisione, compare l’icona in basso a destra, tu pensi “bello, questo me lo compro”, un click ed e’ fatta. E’ una rivoluzione, in un mercato da 200 miliardi di dollari all’anno. Noi ci accontentiamo dell’1% …”.

Passerella di Italiani di Frontiera a Mind the Bridge. E alla fine arriva pure il leggendario Federico Faggin!

Davvero un gran finale, per il Silicon Valley Tour con i Giovani Imprenditori del Sud. Incontro personale con il console generale a San Francisco, poi tutta la giornata a Mind the Bridge per la sessione finale di formazione startup, con un cocktail alla sera che è stato un’incredibile passerella di amici e Italiani di Frontiera che vivono a San Francisco, raccontati in questi anni, dopo aver incontrato Franco Folini nella nuova sede di  Novedge. Da Luca Prasso, che ha da poco lasciato   un colosso della grafica digitale come DreamWorks a Matteo Fabiano a Francesco Sullo , alle brave Elena Favilli e Francesca Cavallo di Timbuktu, all’effervescente Simone Brunozzi evangelist di Amazon.  Pareva di scorrere l’archivio di IdF… invece come sempre è tutto proiettato nel futuro. Una mano esperta ha scritto la sceneggiatura di questo viaggio nella Bay Area,   visto che l’epilogo non poteva essere migliore: l’incontro con Federico Faggin, leggendario padre del microchip, che forse come nessun altro, con le sue straordinarie riflessioni, sul talento italiano e i meccanismi culturali che penalizzano l’Italia, ha saputo orientare e ispirare il mio progetto. E al quale ho avuto il piacere di presentare  il bravissimo Phil Pasquini, grande amico di IdF, fotografo italoamericano che ha appena realizzato un’impresa non da poco, con la sua meticolosa ricerca sull’architettura islamica sparsa per gli USA. Che a Faggin e signora è molto piaciuta… L’ultima puntata del diario da Silicon Valley su Startup Italia

Hi tech e creatività: in Bocconi l’incontro con Simone Brunozzi, Technology Evangelist di Amazon

Come parlare di tecnologia, innovazione e business con grande creatività. Ci siamo incrociati più volte di sfuggita, spesso online, con Simone Brunozzi, dal 2008 Senior Technology Evangelist di Amazon, specializzato in Cloud Infrastructure, base a San Francisco, missioni in giro per il mondo. Oggi ci sarà occasione di conoscerlo più a fondo. Simone è infatti l’ospite protagonista dell’evento in programma alle 18 alla Bocconi, proposto dall’associazione Alumni dell’università, organizzato da Federico Bonacina e dall’instancabile Cesare De Giorgi, prezioso amico di Italiani di Frontiera. Assieme ad Emil Abirascid, altro amico di IdF, avrò il piacere di fare alcune domande a Simone, prima di aprire il dibattito con il pubblico. Nel video qui sopra, una recente presentazione effettuata a Las Vegas da Simone, esemplare per capacità narrativa e competenza nei contenuti. Fossero tutti così…

Tra i Community Leader dell’Innovazione per Dettori, citato nel libro di Polito… e oggi Italiani di Frontiera compie 5 anni

Il 22 gennaio 2008 una famiglia di Sesto San Giovanni partiva per la California, Palo Alto, senza ben sapere cosa sarebbe successo… Italiani di Frontiera compie oggi cinque anni. Per coincidenza, con due preziosi riconoscimenti, da un vecchio e da un nuovo amico. Il primo è Gianluca Dettori, storico venture capital malgrado la giovane età, prezioso estimatore di IdF. In un articolo su CheFuturo!  che delinea una straordinaria panoramica sul mondo dell’impresa innovativa nostrana, Gianluca mi ha inserito come autore di Italiani di Frontiera nel gruppo dei quattro Community Leader dell’Innovazione italiana! Niente meno… “Roberto ex-giornalista Reuters va in giro per il mondo a scovare e raccontare le eccellenze Italiane nel campo dell’innovazione ed è un grande ispiratore con i suoi talk espliciti e motivanti”), ha scritto Gianluca collocandomi  a fianco di tre figure prestigiose: FunkyProfessor Aka Marco Zamperini (“l’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia”), Stefano Quintarelli (“tessuto connettivo di chi vuole promuovere innovazione e tecnologia in Italia, con iniziative come Agenda Digitale ed Equiliber”) e Vito Lomele, imprenditore straordinario, fondatore di Jobrapido. Il secondo amico, appena conosciuto al telefono, è Antonio Polito, firma del giornalismo italiano, oggi editorialista del Corriere della Sera, che nel suo recente libro “Contro i Papà. Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli”, Rizzoli, riflessione impietosa sulle responsabilità di una generazione nell’educazione dei giovani, mi ha citato (da pagina 57) utilizzando un ampio estratto da un mio articolo per CheFuturo! su Maria Montessori, che a lui è piaciuto molto, pubblicato nel sessantesimo anniversario della sua morte, che la stampa italiana ha di fatto ignorato. “E se all’origine della formazione di straordinari innovatori del web che a livello globale hanno rivoluzionato la nostra esistenza, come i fondatori di  Google e Amazon ci fosse… un’italiana nata nell’Ottocento, Maria Montessori (1870-1952), riconosciuta a livello mondiale come pioniera dell’educazione creativa e libertaria?”, avevo scritto. Grazie Gianluca, Grazie Antonio. E grazie al bravissimo Fabio Vittorelli per la preziosa foto di famiglia, scattata alla vigilia della partenza, che ci ha portato fortuna. Italiani di Frontiera prosegue con entusiasmo, tentando strade inesplorate, con la forza di una rete sempre più ampia di amici e delle loro idee.

Stefano “Stefio” Ceccon e la sua app “London Crowd” che ha spopolato durante le Olimpiadi

Va bene, va bene, lo ammetto: la sterminata galleria di talenti raccolta da Italiani di Frontiera, malgrado tutto è leggermente… sbilanciata a nordest. Ora, che io sia di Mestre conta poco. Ma è colpa mia se IdF viene invitato a Londra per le Olimpiadi (qui un diario per immagini), va in scena nell’auditorium di Casa Italia in un evento organizzato dagli amici di Medioera (ancora grazie a Mauro Rotelli e tutta la banda viterbese) ma alla vigilia scopre (segnalazione dell’inesauribile Luca Perugini) che c’è un talento in trasferta proprio a Londra, che ha appena realizzato una app che spopola online… e quel ragazzo è di Crespano del Grappa? Beh, una parte del tempo passato a Londra, IdF l’ha dedicato a conoscere e soprattuto a fra conoscere a giornalisti e altri personaggi del mondo media e imprenditoriale incrociati a Casa Italia Stefano “Stefio” Ceccon e la sua “London Crowd”, applicazione basata su un algoritmo che rielaborando in tempo reale i dati pubblici delle videocamere che monitorano il traffico nella capitale britannica, fornisce un quadro aggiornato della circolazione e degli intasamenti. Nel video, “Stefio” presenta la sua app e spiega come sia arrivato a Londra per la specializzazione con una borsa di studio alla prestigiosa Brunel University che l’ha selezionato dopo… un colloquio via Skype! La micidiale macchina di relazioni di IdF non si è mossa invano. Stefio e London Crowd sono finiti in tv a Rai Unomattina, Curzio Maltese gli ha dedicato un articolo su Repubblica e il Corriere della Sera un pezzo online, tutti e due citando Italiani di Frontiera. Non solo, grazie a Fortunato Celi Zullo, direttore dell’Italian Trade Commission a Londra, Stefio è stato chiamato last minute a partecipare ad un incontro Banca Intesa, con fior di investitori ai quali è stato invitato a presentare il proprio progetto. Tutta la vicenda è stata ben raccontata da “Dani” Ceccon, brava collega e sorella di Stefio, che era a Londra con noi, in un bell’articolo, “Bassanesi a Casa Italia, diario di un’avventura olimpica” su VicenzaPiù. Sì insomma, IdF non si muove a caso. Anche se può migliorare sui tempi, visto che per girare il breve video qui sopra, come ho scritto ho perso l’aereo pernottando su una panca a Heathrow…         Aggiornamento 2014: per la cronaca, oggi Stefio è rimasto a Londra come ricercatore e lavora part time come esperto di Data Journalism… al prestigioso The Times! Qui una sua presentazione.