IdF ospite assieme a Federico Faggin a RepubblicaTv, InnovationGame: i video di una giornata memorabile

Una giornata indimenticabile, a Roma in una scenografia unica come quella del Tempio di Adriano… a fianco di una figura leggendaria come Federico Faggin, non solo il numero uno degli italiani di Silicon Valley ma pure il protagonista per eccellenza del mio progetto, che nessuno come lui ha ispirato. La serata del 13 maggio a “The Innovation Game”, Repubblica TV, che grazie a Riccardo Luna mi ha visto ospite accanto a Faggin, è stato un susseguirsi di emozioni. E alla fine, Federico e la moglie Elvia mi hanno pure detto grazie! Ovviamente siamo noi tutti a dover ringraziare loro, per lo straordinario contributo dato al progresso ed alla crescita sociale e civile, visto che il microchip di cui Federico è uno dei padri ha cambiato la nostra vita… come ha fatto la tecnologia touch, di cui è stato uno dei pionieri. Forse quel grazie che mi ha commosso me l’hanno regalato scoprendo per la prima volta, in trasmissione, come l’incontro con loro nel 2008 sia stato davvero la base sui cui h costruito Italiani di Frontiera, un progetto che è diventato il mio lavoro. Perchè se tutti gli italiani incontrato nella Bay Area mi hanno offerto spunti per capire oltre a Silicon Valley pure l’Italia, nessuno come Federico, con una lunga straordinaria riflessione sui meccanismi culturali ai quali siamo assuefatti, mi ha aiutato a oriente IdF: un viaggio alla scoperta dell’innovazione che aiuta a capire pure cosa ostacola l’innovazione a casa nostra. E dunque sono io a dire grazie Federico, grazie Elvia.   Qui sotto il video integrale della puntata. – A 15’30” l’intervista che Riccardo mi ha fatto – A 32’00” l’intervista di Riccardo a Federico Faggin – A 60’20” mia riflessione con Faggin sul ponte di andata e ritorno con Silicon Valley, e i nostri Tour a Silicon Valley. In due spezzoni, sempre dall’intervista con Ricardo: Chi sono gli Italiani di Frontiera La mia formula dell’innovazione: ispirare i ragazzi E all fine ovviamente, consegna di una copia del mio libro a Federico, Elvia e Riccardo… con grande riconoscenza.

IdF a Mestre, dopo Valdagno e l’emozionante incontro con Federico Faggin a Roma (Repubblica Tv)

  Sono perseguitato dai vicentini!!! Solo tre giorni fa l’indimenticabile puntata di The Innovation Game condotto da Riccardo Luna in streaming su Repubblica TV, con l’onore di essere ospite assieme al leggendario Federico Faggin, vicentino, padre del microchip, che come nessuno ha ispirato il mio progetto. Ed essere persino ringraziato alla fine, da Federico e dalla moglie Elvia… beh son cose che lasciano il segno. Venerdì 15 alle 20.30, puntata nel Vicentino, a Valdagno, per presentare “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA) in un evento organizzato da Guanxinet, con la partecipazione di un imprenditore innovativo come Marco Mari e un manager vecchio amico di IdF, Luca Vignaga.   E di protagonisti vicentini IdF abbonda, come ha scritto in un bellissimo articolo uscito sul Giornale di Vicenza Nicoletta Martelletto…. Ah per la cronaca è vicentino pure il grande Gian Antonio Stella che ha firmato la bellissima prefazione al mio libro. uscita pure in una pagina sul Corriere.   Dopo il passaggio a Valdagno, lunedì 18 maggio un momento particolarmente atteso, la presentazione del mio libro nella mia città natale, Mestre, in un evento organizzato da Ca’ Foscari Alumni (che nel 2013 mi aveva premiato come Cafoscarino dell’Anno!). A Mestre tornerò pure mercoledì 27 maggio, in una seconda presentazione alla Libreria Feltrinelli, a cura del bravo Paolo Francesconi, collega del Gazzettino, che ha firmato un bellissimo articolo dedicato  IdF.    

IdF protagonista a “The Innovation Game” in streaming su Repubblica.TV con il leggendario Federico Faggin!

Una giornata davvero speciale, per Italiani di Frontiera e il suo autore. Grazie a un amico prezioso come Riccardo Luna, la puntata odierna di “The Innovation Game”, il programma in streaming condotto da Riccardo e dedicato ogni mercoledì all’innovazione da Repubblica TV, che oggi mercoledì’ 13 maggio ha come ospite d’onore il numero uno degli italiani di Silicon Valley,  Federico Faggin premiato da Obama come uno dei pari del microchip, vedrà di scena pure IdF! Occasione per regalare una copia di “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA) a Riccardo, che ha sostenuto come pochi questo progetto, e a Federico, che l’ha ispirato come nessun altro diventando uno dei principali protagonisti, anche del libo. Sono stati proprio gli incontri in California con Faggin a orientare IdF. Le sue straordinarie riflessioni sulle barriere culturali che il Paese dovrebbe abbattere per valorizzare i talenti, sono state cruciali trasformare un viaggio fra le eccellenze italiane a Silicon Valley in una chiave di interpretazione di potenzialità e problemi del Paese da cui sono partiti. E’ stata la lucidissima analisi di Faggin sull’assuefazione ad una conflittualità assurda che arriva a realizzarsi nella sconfitta altrui, ad esempio, a ispirare uno dei concetti divenuti parole chiave di IdF: la Sindrome del Palio di Siena (nel video qui sotto). Lo streaming su Repubblica Next stasera alle 21. Stay tuned…    

Una pagina del Corriere per la prefazione di Gian Antonio Stella a “Italiani di frontiera”!

                                                                            Avere la prefazione di quello che considero il miglior giornalista italiano è stato un altro sogno realizzato, grazie a IdF. E a due giorni dall’uscita del libro, venerdì 17  aprile il bellissimo contributo di Gian Antonio Stella ha occupato l’intera pagina di apertura della sezione Cultura del Corriere della Sera! Per me è stata una giornata piacevolmente frenetica, una raffica di incontri fra Mestre e Venezia, tempestato di messaggi di congratulazioni per quella pagina, al cellulare e sui social. “Io non faccio quel che tanti fanno saccheggiando il meglio dal libro per scrivere la prefazione, col risultato che uno poi dice beh ho capito com’è il libro… e non lo legge”, mi aveva detto Gian Antonio. Che infatti ha scritto un pezzo non solo molto bello ma con contenuti originali, arricchendo il libro con non poco del suo tempo e del suo lavoro. Per me è stata una giornata piacevolmente frenetica, una raffica di incontri fra Mestre e Venezia, tempestato di messaggi di congratulazioni per quella pagina, al cellulare e sui social. Una giornata iniziata mandando a Gian un sms di ringraziamento di primo mattino, ricordandogli che il suo è stato un contributo fondamentale a un percorso faidate in età over 50, lasciando il posto fisso per un mestiere che mi sono inventato, che ha visto svanire dalla mia vita parole di certezza come CASAGIT (la previdenza giornalisti alla quale ero iscritto dalla nascita, come figlio di giornalista…) e comparirne altre di incertezza come Business Model… Giornata conclusa con una telefonata, in serata, da Gian Antonio. “Scusa, sono stato molto impegnato. Tutto a posto?”. Sì Gian, tutto a posto e grazie mille, ancora. Che personaggio. (Nella foto sotto da “Scusate sono un timido. Il racconto di una vita dedicata alla cronaca”, Marsilio, 2005, biografia di mio padre Gibo scritta da mio fratello Gianpaolo, Gian Antonio Stella al mio fianco nel dibattito del ventennale della morte).

L’anteprima del libro di IdF all’evento L’Oréal, le immagini di una giornata memorabile

  Quante emozioni, all’evento Canvass L’Oréal al Vodafone Village di Milano, 31 marzo 2015.   Trenta minuti di storytelling Italiani di Frontiera, con in anteprima le prime copie del libro, in uscita il 15 aprile, che l’azienda ha donato a tutti i 300 partecipanti.  Sul palco con Orazio Attanasio e Germano Lanzoni, alla fine un’accoglienza persino commovente. In sala preziose amiche come Barbara Raschi (EGEA), Letizia Trallo (Visverbi, ch ha scattato le foto dello spettacolo) e Sara Baroni (plan.net Italy). E dopo l’evento, una call con Nicola Zago da Verona (Sharazad) per pianificare il lancio del libro.   Poi alla sera alla cena aziendale al Melià Hotel, decine di nuovi amici, fra i quali Alessandra Vian, Karim Rado, Federico Cucinelli, giovani manager della multinazionale, che hanno voluto l’autografo sulle prime copie del libro “Italiani di Frontiera. Dal West al Web: un’avventura a Silicon Valley“.  Un grazie a Corrado Giraudi, amico e manager L’Oréal, che ha voluto IdF per questo importante appuntamento. Qui sotto la galleria fotografica dell’evento, in formato slideshow.    

A Viterbo con Medioera l’esordio per il libro “Italiani di frontiera”, in uscita il 15 aprile

Pochi giorni all’uscita in libreria ma per “Italiani di frontiera. dal West al Web: un’avventura a Silicon Valley” (EGEA)  è già arrivato il momento di una vetrina con un grande evento  (dopo l’anticipazione al  Global Entrepreurship Congress alla Fiera di Milano ospite di InnoVits). Un piacere tornare a Viterbo fra amici fantastici, gli organizzatori di Medioera, festival della cultura digitale dal 9 al 12 aprile, che già mi aveva ospitato nel 2012, offrendo poi a Italiani di Frontiera un’occasione di grande prestigio, sul palco di Casa Italia a Londra durante le Olimpiadi 2012, nello spazio  di eventi organizzato proprio dai ragazzi di Viterbo. A Medioera si torna in scena venerdì 10 aprile, con un incontro dal titolo Raccontare il futuro. Storie d’impresa oltre ogni frontiera  ( 18.20, fianco di Stefano Mizzella (Life Interaction, Digital Accademia), con Alessandro Usai nel ruolo di moderatore. E fra i protagonisti a Viterbo ci sarà pure un vecchio amico di IdF: Alessio Jacona, che al nostro primo incontro aveva espresso un commento davvero generoso, al termine della mia conferenza, a World Wide Rome…   Il libro, con prefazione di Gian Antonio Stella che nei prossimi giorni dovrebbe esser pubblicata anche sul Corriere della Sera, sarà disponibile mercoledì prossimo 15 aprile.  Intanto il sito Amazon ne fornisce già un’anteprima per Kindle…   

L’uscita del libro “Italiani di frontiera” annunciata in California dal console generale a San Francisco Mauro Battocchi

Un piacere e un onore, che un grande amico come Mauro Battocchi, console generale d’Italia a San Francisco, abbia voluto annunciare con parole generose l’uscita del libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura a Silicon Valley” (EGEA) nel suo bel blog San Francisco, Italy, molto seguito soprattutto dalla comunità italiana in California. Grazie mille Mauro! Ecco la traduzione del suo post in inglese. “Per chi è interessato all’interazione fra Italia e Silicon Valley, assicuratevi di procurarvi una copia del libro in uscita di ”Italiani di frontiera. Dal West al Web. Un’avventura in Silicon Valley”, di Roberto Bonzio. Il libro traccia il viaggio di italiani nel West — e in profondità pure a Silicon Valley — e di ritorno nel  bel paese. Il libro uscirà a metà  aprile, pubblicato da EGEA (Bocconi) con la prefazione di Gian Antonio Stella,  considerato dall’autore il miglior  giornalista italiano. La prefazione uscirà ache come articolo sul Corriere della Sera. Quali lezioni insegnano Silicon Valley e il West americano alle menti imprenditoriali del mondo? E quali lezioni possono essere riportate in posti oltreoceano — come l’Italia — ed applicate marciando verso il progresso? In questo libro, il lettore segue un viaggio nel West e di ritorno in Italia, nel corso del quale sono scoperte ed esaminate migliaia di storie. Queste lezioni offrono una traccia per comprendere meglio lo straordinario potenziale del modo di pensare della California per l’Italia, e allo steso tempo individuano una serie di barriere culturali che in Italia devono essere abbattute”.

“Italiani di frontiera” è finalmente in libreria!

Dopo le anteprime  al Global Entrepreurship Congress alla Fiera di Milano ospite di InnoVits, al  Vodafone Theatre per l’evento L’Oréal con 300 giovani professionisti e al festival Medioera a Viterbo, è finalmente in libreria l’esordio di IdF in campo letterario, con “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA). “Ha avuto davvero una buona idea, Roberto Bonzio, a mischiare insieme le storie degli italiani che si spinsero fino in California a partire dalla Corsa all’Oro di metà Ottocento e di quelli che dagli anni Sessanta si sono gettati sui nuovi filoni dell’high-tech. Nuovi filoni, tra l’altro, non meno leggendari…”, è  scritto nella prefazione, di cui sono particolarmente orgoglioso, di quello che considero il più bravo giornalista italiano: Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera. E il libro io l’ho presentato così. “Da Sesto San Giovanni a Palo Alto per sei mesi, in aspettativa dalla redazione e con famiglia, facendo tutto da solo, senza sapere che cosa ne uscirà. La scoperta – fra storie, incontri e interviste – di un filo «out of the box» che collega lo spirito d’impresa di esploratori del Westal talento di leggendari innovatori, ricercatori e giovani startupper di successo, nella culla mondiale dell’innovazione. Un filo che oltre oceano riporta a maestri da riscoprire, come Olivetti e Montessori. Poi il ritorno in Italia e la rinuncia al posto fisso per un giornalismo diverso: racconti sul web e i social media, storytelling multimediali in giro per le città e all’estero. Con la convinzione che Silicon Valley aiuti a capire le straordinarie potenzialità nascoste ma anche le enormi barriere da abbattere nel nostro Paese. E che storie come quelle raccolte in questo libro siano davvero capaci di far volare le idee e possano ispirare quella rivoluzione culturale di cui abbiamo un grande bisogno”.

Addio a John Renbourn: tanti anni fa l’avevo accompagnato a Venezia, la sua musica ha accompagnato IdF

  Nooo! E’ morto John Renbourn! Fondatore dei Pentangle, una leggenda del folk progressivo, grandissimo chitarrista ch ho sempre adorato. Tanto tempo fa, lo avevo portato per Venezia dopo un suo concerto, una passeggiata indimenticabile, raccontandogli una storia su un personaggio incrociato in una calle… qualche anno dopo, l’avevo ritrovato  per caso su un treno in Friuli… lui tornava da un concerto  a Gorizia e mi aveva subito ricordato quella storia veneziana… presentandomi a un’altra leggenda che era con lui, il chitarrista Bert Jansh. Non immaginavo che tanti anni dopo, sarebbe stato lui ad accompagnare me, con la musica che adoro (dal su lp The Hermit) in molti degli storytelling Italiani di Frontiera​. Colto, garbato, capace di innovare riscoprendo antiche tradizioni… Fortunato chi ti ascolterà fra le nuvole, John. Qui sotto, una delle sue canzoni che più ho amato: prima la suona, poi spiega come suonarla. Si intitola Lord Franklin, è dedicata all’esploratore scomparso cercando il leggendario passaggio a Nordovest. Un personaggio di frontiera…    

Lavorare nell’azienda che cresce più rapidamente al mondo: Vittorio Viarengo racconta la sua avventura a MobileIron

Quella in cui lavora oggi è l’azienda hi tech americana che secondo Deloitte è cresciuta più rapidamente negli ultimi cinque anni, in pratica la più veloce in tutto il mondo. Tra i  protagonisti di Italiani di Frontiera, Vittorio Viarengo, ingegnere genovese oggi a MobileIron,  è pure uno degli ospiti fissi dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (che riparte a fine aprile con la prima edizione 2015), evangelist impareggiabile per verve ed eccentricità nello svelare i segreti della Bay Area. In questa intervista esclusiva, Vittorio svela invece i segreti dell’azienda in cui lavora, spiegando come è riuscita a registrare una crescita senza confronti, anche nella culla mondiale dell’innovazione. – Quali sono in sintesi le cifre del boom e del record di MobileIron? “E’ l’azienda cresciuta più rapidamente al mondo fra 2009 e 2013. Da 0 a 100 milioni di fatturato in 4 anni (Microsoft ci ha messo 9 anni ad arrivare a 50). Da 0 a 7500 clienti in meno di 5 anni. Una delle migliori piccole e medie aziende per cui lavorare. Siamo andati in Borsa lo scorso giugno, stiamo ancora crescendo del 50% anno su anno: per noi il problema più grosso è trovare personale da assumere…”. – Cosa fa MobileIron? E quale tendenza ha intercettato, per avere un tale successo? “I dispositivi mobili stanno cambiando radicalmente il mondo sia nella nostra vita privata che in azienda. È la più grossa trasformazione tecnologica dall’avvento del web. La piattaforma MobileIron mette in sicurezza i dati aziendali su qualsiasi smartphone e tablet moderno. In un mondo dove ormai ci sono più di 500 milioni di dispositivi mobile inutilizzati in azienda, MobileIron permette ai dipendenti di essere produttivi sul lavoro utilizzando lo smartphone o tablet che preferiscono e allo stesso tempo fornisce al team IT gli strumenti necessari per proteggere dati e applicazioni aziendali. Il modello di sicurezza mobile introdotto da MobileIron fin dal 2009 (mobile device management o MDM) sarà adottato anche da Microsoft Windows 10 e Gartner prevede che nel 2020 questo sarà il modello di sicurezza e gestione dominante nelle aziende di tutto il mondo”. – Quali le caratteristiche che più distinguono l’azienda dalle altre di Silicon Valley? “Direi che invece abbiamo molte caratteristiche in comune con le migliori aziende qui intorno: siamo fanatici nel cercare le persone migliori e creare un ambiente dove possano dare il meglio di loro stessi, abbiamo creato un prodotto “disruptive” (dirompente) che sta cambiando il modo in cui i dipendenti lavorano in azienda, utilizzando il loro smartphone o tablet preferito, lavoriamo con intensità e senso di grande urgenza. E tutti i giovedì con un pranzo gratis c’è un Company meeting, per parlare di cosa va bene e di cosa va male (intellectual honesty0 TUTTI i giovedi’ (con free lunch). – Ma dietro ai numeri ci sta di sicuro un modo di pensare… ci sono alcune parole chiave? “I nostri valori aziendali che pratichiamo a partire dall’executive team. Usiamo questi valori per valutare le persone che assumiamo, promuoviamo e licenziamo: Customer First (Prima il cliente) Intellectual Honesty (Onestà Intellettuale) Tenacity (Tenacia) Teamwork with Low Ego (Spirito di squadra con basso egocentrismo) Learning (Imparare) Practicality (Praticità)”. – C’è qualcosa di “Italian Style” che caratterizza il tuo ruolo professionale in azienda? “Certamente. Anche se ormai sono molto americanizzato, porto comunque con me tradizioni e cultura che permeano la mia vita lavorativa. Per esempio, in un mondo dove si lavora molto e a ritmi vorticosi, mi assicuro che  membri del mio team abbiano occasione di ricaricare le pile nel fine settimana ed in vacanza. Cucino spesso per il mio team e cerco di forzarli a fare la pausa pranzo e mangiare in compagnia e non di fronte al loro computer. E poi non può mancare la macchina per l’espresso. Qui sto ancora cercando di educare I colleghi e colleghe a vedere la pausa caffè come un’occasione di socializzazione, ma con scarso successo. Loro preferiscono portarsi il caffe’ alla scrivania e berlo mentre lavorano…”. – Cosa di questa esperienza ti sentiresti di indicare come modello, per le aziende italiane? “Faccio sempre fatica a dare consigli ad aziende al di fuori della Silicon Valley perchè non ho esperienza diretta nel lavorare altrove (manco dall’Italia da 17 anni). Però penso che creassi una ditta altrove applicherei comunque alcune formule di cui parlo del mio seminario sull’innovazione che tu conosci bene: assumi gente brava e togliti dai piedi, dai spazio specialmente ai giovani, non punire chi sbaglia perché prende dei rischi e prova soluzione nuove, abbandona ogni speranza a vantaggio di piano concreti”. – E cosa invece ritieni dovrebbe essere di ispirazione per il nostro Paese, quali suggerimenti ad esempio per il capo del governo italiano, al quale hai dedicato di recente un video? “Tutto quello che volevo dire a Renzi, l’ho registrato nel video messaggio… Se fallisce nello snellire la burocrazia in Italia, sarà difficile attrarre investimenti privati e far ripartire l’occupazione. Lui lo sa. Tutti lo sanno. Devono solo mettere da parte ideologie anacronistiche e ‘get stuff done’. E se l’Italia non investe nei giovani, non c’e’ futuro. Punto”. – Di cosa dovremmo finalmente liberarci? “E’ difficilissimo cambiare la cultura di una azienda privata, figuriamoci di un Paese con una storia di 3000 anni. Se proprio devo scegliere due cose direi: 1 – L’abitudine di piangersi addosso e sperare nel fallimento altrui 2 –Il puntare su passione, inventiva e talento, quando invece occorre focalizzarsi molto di più sulla pianificazione e l’esecuzione. C’e’ una nuova scuola di pensiero che sostiene che il talento non esista  e che non si debba seguire le proprie passioni bensì diventare bravissimi nel proprio campo, che di conseguenza diventerà una passione. Io ci credo molto in base alla mia esperienza personale e ne ho fatto la filosofia di vita: il fare invece dello sperare”. – Quale dote nascosta e magari mortificata vedi, nell’Italia in crisi, che potrebbe trasformarsi in carta vincente? “Ogni secondo che perdiamo a lamentarci di quello che non funziona, è un secondo perso nel lavorare ad una soluzione”.   Qui la videointervista in cui Vittorio racconta a Italiani