I contenuti digitali diffusi gratis? Forse la pirateria non è sempre dannosa…

Repubblica ha rilanciato un’indagine  commissionata in Germania (qui l’originale), i cui risultati sarebbero stati tenuti segreti per le conclusioni scomode, secondo la quale la pirateria digitale non danneggerebbe ma anzi favororirebbe l’industria cinematografica. Di come la libera circolazione di contenuti protetti da copyright non vada considerata come semplice fenomeno di illegalità, pensando solo ai miliardi persi da Hollywood,  ma possa avere effetti benefici per la crescita culturale aveva parlato il guru Lawrence Liang, intervistato lo scorso anno a Milano da Italiani di Frontiera.  Individuando una carica creativa nella pirateria hi tech… continua

Giorno di tragedia per la Norvegia, di vergogna per il giornalismo

Riflessione amara sul giornalismo, dopo la strage di Oslo. Il sito indipendente dell’Istituto di Studi Arabi Jadaliyya propone una impietosa analisi di come è stata data la notizia, anche da importanti e autorevoli media internazionali, come New York Times e Financial Times: puntando subito il dito contro i fondamentalisti islamici. Prima che si scoprisse che l’autore dell’eccidio era un norvegese, fondamentalista antislamico.  Un giorno di tragedia per la Norvegia, un giorno di vergogna per il giornalismo,  scrive Jadaliyya. Urge una riflessione davvero seria su come fare informazione, dopo tutto quel che sta emergendo anche sul caso Murdoch. Ha ancora senso accertare i fatti oppure l’informazione deve rassegnarsi ad essere manipolata e usata come strumento al servizio del potere, politico e finanziario e le idee ad essere frutot di preconcetti e non di conoscenza della realtà? Per la cronaca, dopo le storiche prime pagine di ieri di Giornale (poi corretta in ribattuta di corsa) e Libero, che attribuivano l’attentato ad estremisti islamici, oggi il direttore di Libero Maurizio Belpietro ha cercato di giustificare l’errore. “Dunque abbiamo offerto una lettura sbagliata ma con quale ragione”. Uno dei motivi di speranza, dall’informazione in Rete, è che nulla potrà essere nascosto e gli errori rimbalzeranno oltre una singola pagina. E che sarà sempre più dura, per chi non si adegua a questa regola, che impone trasparenza e umiltà.  E non sa nemmeno scusarsi. Ne avevo parlato su Facebook lo scorso anno, a proposito del Vaticano e degli abusi sessuali…            

Aiutare i giovani a guardare lontano: Alessandro Rosina su Lavoce

“I paesi in cui si dà più spazio e importanza all’innovazione sono anche quelli in cui i giovani hanno maggiori incentivi a essere autonomi, pienamente attivi e protagonisti nel mercato del lavoro. E sono anche i paesi che crescono di più. L’Italia non è tra questi. Non stupiamoci allora se più di quattro giovani italiani su dieci sono pronti ad andarsene all’estero alla prima occasione”. Riflessioni preziose, quello di Alessandro Rosina, docente alla Cattolica, autore del bellissimo Non è un Paese per giovani, amico di IdF e presidente di ITalents, pubblicate su Lavoce.info. Non stupiamoci, dice Alessandro, se come risulta dall’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes, oltre quattro giovani italiani su dieci sono pronti ad andarsene all’estero alla prima occasione.

Roberto Crea racconta a Italia Magazine (Rai) la sua invenzione dagli scarti delle olive

Tra i principali protagonisti di Italiani di Frontiera, Roberto Crea, chimico da anni in California, fra i padri dell’insulina sintetica e imprenditore seriale, ha raccontato nei giorni scorsi a Italia Magazine, programma di Rai Internazionale online, la sua attivita’ con Creagri, basata su una sua scoperta sulle proprieta’ degli scarti della lavorazione delle olive. Qui il link alla trasmissione Rai, il servizio su Roberto e’ nella seconda parte del video.

Cesare Marino raccontato su “Il mecenate d’anime” da Andrea Bettini

  Amici di IdF a confronto… Andrea Bettini, curatore del bel blog Il mecenate d’anime ha appena pubblicato l’intervista a Cesare Marino, partner di IdF, antropologo grande esperto d’indiani e talent scout di Italiani di Frontiera di ieri. Bravo Andrea! Ottimo anche il racconto audio. Nella foto, io e Cesare nel cimitero militare di San Francisco, sulla tomba del conte bellunese di Little Bighorn, Carlo Camillo di Rudio, che gli amici di IdF conoscono bene…

Frontiers of Interaction 2011 al via a Firenze, IdF in apertura parlando di alberi…

Al via a Firenze, 20 e 21 giugno, la settima edizione del bellissimo Frontiers of Interaction 2011. Percorso d’avanguardia sulle nuove frontiere dell’interazione digitale con straordinari relatori ed un pubblico di imprendtori, innovatori, studiosi e guru in arrivo da oltre 12 Paesi. Italiani di Frontiera e’ stato di scena nelle edizioni romane del 2009 (presentazione del progetto IdF) e 2010 (conferenza sul pensiero controcorrente). Non manchera’ nemmeno stavolta, con uno speech insolito in apertura… dieci minuti di divagazioni sugli alberi! Intanto o Leandro Agro’ e Matteo Penzo, grandi amici di IdF e fondatori di Frontiers, che organizzano quest’anno assieme a Marcello Merlo, in questo video raccontano spirito e contenuti della manifestazione, presentando l’edizione 2011.

Silicon Valley, l’innovazione… e il rugby. Cos’ho imparato da un vecchio campione che se n’è andato

Proprio un mese fa “Lollo” se n’e’ andato. Era una leggenda del rugby, Umberto “Lollo” Levorato,  il mio primo allenatore, nei tempi in cui prima a  Mogliano Veneto poi a Pordenone, la palla ovale mi ha segnato in modo indelebile. Pochi indimenticabili anni a prender botte nel fango, prima che il lavoro di giornalista mi inchiodasse alla scrivania, relegando il rugby non solo su scaffali pieni di dvd e armadi pieni di magliette, pure in un angolo del cuore e della mente. Una rimozione pronta a uscir fuori in centinaia di sogni: si gioca ma non trovo la strada, sta per iniziare ma non ho le scarpe, sono in campo ma non si comincia mai, sono nello spogliatoio e mi perdo, scendo in campo e calano le tenebre… Credo che piu’ della mia discreta velocita’, di una certa imprevedibilita’ e di placcaggi non proprio ortodossi, di me Lollo ricordasse sorpattutto il buon contributo con la chitarra ai terzi tempi, memorabili cantate del dopo partita in overdose di birra, nei ristoranti e a volte in pullman. Ma quando ho saputo un mese fa che la morte era riuscita a sopraffare anche uno dei fisici piu’ impressionanti che avessi visto, ho avuto un flash. Si’ certo: ricordi, emozioni incancellabili dei bei tempi. Ma qualcosa di piu’ profondo. Tre anni fa ho cambiato la mia vita con un’avventura iniziata con sei mesi con famiglia a Silicon Valley. Facendo tutto da solo ma con una buona squadra a fianco. Indagando  nei segreti del talento italiano e continuando poi a inseguire quel talento e lo  spirito d’impresa tra gli italiani in patria, raccontando storie, suscitando emozioni. Alla fine questa avventura e’ diventata pure il mio lavoro, non più giornalista dipendente dopo 30 anni e 3 mesi… “La prima cosa è l’odore della sifcamina e dell’olio canforato per scaldare i muscoli…”  dice Marco Paolini all’inizio del suo memorabile spettacolo sul rugby, evocazione simile a quella delle madeleinette, i biscotti che innescano la catena di ricordi di  Proust. Quell’odore e i discorsi di Lollo negli spogliatoi sono stati l’imprinting. Certo a fare gli intellettuali schizzinosi, c’era ingenuità e un po’ di machismo retrò in quelle parole per dare la carica a 15 fra ragazzi  e uomini che dovevano affrontare una partita come una battaglia. La prima preziosa lezione è stato il superamento delle barriere, prima di tutto sociali e culturali. In quello spogliatoio io ero uno degli studenti, appena un po’ meno fighetti di tanti altri, ma a fianco in campo avevamo impiegati, operai, portuali, persino qualche allevatore. Un altro mondo, variegato, rispetto alla nicchia di intelletualoidi di sinistra di citta’, di famiglia perbene dal quale provenivo. Tutti insieme non ad un tavolo o in un ufficio ma in un campo in cui non puoi tirarti indietro. In un gioco in cui dopo tutto lo scopo ultimo e’ quello di attirarti addosso un tipo grande e grosso, sacrificarti per liberare un compagno, passargli la palla perche’ vada in meta. La retorica di Lollo, geometra contaminato dagli anni passati in Francia, nella culla del rugby continentale, a volte faceva storcere il naso, a noi studenti fighetti. Ma la lezione mi ha segnato, indelebilmente. Dare tutto se stesso, per la squadra e per questo sport metafora, combinando sempre l’enorme sforzo e sacrificio fisico all’intelligenza. Perche’sputar sangue senza capire non serve a nulla. E in questo slancio, un prima e un dopo gli 80 minuti in campo, in cui si cerca di capire di piu’, dei propri errori, di quello che in più avremmo potuto dare. Senza mai scuse, proteste, recriminazioni.  Buttarsi e inseguire il sogno, anche quando il successo è quasi impossibile. Come aveva fatto Lollo in quella leggendaria partita dei primi anni Sessanta a Grenoble con la nazionale, contro i francesi maestri supponenti che allora piu’ di oggi per noi erano di un altro pianeta. E il sogno della vittoria impossibile a casa loro era svanito solo all’ultimo minuto. Lollo aveva pure segnato una meta in mezzo ai pali, ai maestri. Uscendo dal campo con l’amarezza del sogno svanito ma con l’orgoglio di aver tenuto testa ai maestri, regalando emozioni ad un pubblico impazzito di gioia di immigrati italiani. Ho avuto la fortuna di filmarlo, una delle ultime volte che Lollo ha raccontato quella giornata storica, nel video qui sopra, colonna sonora d’obbligo la sua canzone prediletta, ricordo di quei tempi: “Alouette”. Sacrificio, spirito di squadra. L’individuo che nel collettivo non si annulla, si esalta. In sintonia con le nuove frontiere della condivisione che sono il nostro futuro, così insolite, in un Paese che sembra votato all’individualismo autolesionista. Abituato a una conflittualità così esasperata dal realizzasi nella sconfitta altrui, quella che ho chiamato Sindrome del Palio di Siena, poco propenso dunque a credere che il collettivo e l’amicizia possano far miracoli, non solo nel rugby. Lollo mi ha insegnato molto altro. Soprattutto a pensare che si sta al mondo inseguendo l’istinto e il cuore (ma sono le parole di Steve Jobs!). E   che credere fermamente in qualcosa di positivo, spirito di squadra,  sacrificarsi per gli altri per un obbiettivo comune, scateni una forza interiore che ti ripaga ampiamente delle ammaccature. E’ solo cosi’ che si vince la paura di metter la faccia dove ci sono ampie probabilita’ di prendere un cazzotto. Anzi a volte si riesce a farlo con il sorriso. Sono felice di aver catturato in un video qui sopra alcune immagini di un nostro incontro, ed uno dei suoi proverbiali ricordi di Francia-Italia a Grenoble. C’e’ un po’ dello spirito che ha trasmesso, a noi ormai attempati “Lollo Boys”. Che non lo dimenticheremo. Ciao Lollo e grazie. Sono sicuro che oggi ti diverti, fra palle ovali senza piu’ fango e nuvole di “alouettes” in volo.

Festival del Giornalismo a Perugia. Colleghi, esperti del web e amici parlano di Italiani di Frontiera

Festival Internazional del Giornalismo, il mese scorso a  Perugia. Noi c’eravamo. Anche per partecipare al lancio della neonata associazione ITalents, di cui IdF e’ tra i soci fondatori. Dopo qualche settimana, ecco raccolti in un collage video i pareri e i commenti espressi da colleghi illustri, esperti d’informazione e web e amici incrociati a Perugia, sul progetto Italiani di Frontiera. Beh, davvero grazie a tutti. C’e’ molto lavoro da fare ma a giudicare dai giudizi doc, la strada e’ proprio quella giusta.

IdF al Digital Economy Forum di Venezia, video diario e qualche riflessione

C’erano grandi protagonisti italiani e internazionali della scena digitale, alla due giorni veneziana del Digital Economy Forum organizzato dall’ambasciata Usa in Italia a Venezia lo scorso 11 e 12 maggio. Personaggi e contenuti di qualita’ per definire un percorso di sviluppo che per un manipolo sempre piu’ consistente di innovatori nostrani e’ ormai da tempo realta’, anche nel BelPaese. Purtroppo ad altri, a cominciare dai tanti esponenti governativi veneziani assenti alla due giorni a Ca’ Giustinian sede della Biennale, come ha giustamente osservato Guido Moltedo in un articolo su Europaquotidiano.it, parlare di economia digitale deve sembrare ancora bizzarro. A stupire dovrebbe essere il fatto che un evento cosi’ prezioso per la nostra economia sia stato promosso non da chi rappresenta l’Italia ma gli Stati Uniti. Un grazie dunque, all’ambasciatore David Thorne ed alle sua squadra, con bravissime collaboratrici, a cominciare da  Sandhya Polu che ha coordinato l’evento e Tiziana Candiloro (quanti amici ha IdF anche nell’ambasciata Usa!). Molti i casi d’eccellenza in passerella. A cominciare dalla straordinaria  Susan Koger, 28enne californiana che ha visto il suo sito ModCloth, vetrina di moda e arredamento di stilisti indipendenti (lanciato quando di anni ne aveva appena 17!) diventare una realta’ consolidata con 250 dipendenti. Al punto da vederla piazzata al secondo posto nella classifica  della rivista Inc. Magazine alle spalle di un “certo” Mark Zuckerberg… E che dire di Giuseppe Giglio e Filippo Berto, che hanno rivoluzionato le rispettive aziende di famiglia in settori tradizionali, un negozio di abbigliamento di Palermo, un mobilificio brianzolo, puntando su e-commerce, social nework e marketing online? Grande attenzione per la realta’ aumentata ha invece suscitato Mauro Rubin con la sua JoinPad (che aveva presentato in anteprima a IdF in questo che e’ stato il primo dei video dedicati a Italiani di Frontiera in patria) in forte espansione. Quanto al sottoscritto, come autore di Italiani di Frontiera non poteva che spettarmi di moderare la sessione New Frontiers, New Markets (qui il video), una veloce escursione fra nuove opportunita’ globali, guidato da “scout” di eccezione di questa nuova frontiera. Michael Geer che ha trasferito la sua esperienza maturata nel lancio di Badoo nel campo del social network di viaggio Wayn. Bastien Duclaux ha svelato invece alcuni dei segreti di Twenga, avviato nel 2006 e divenuto motore di ricerca per eccellenza per lo shopping online. Interazione con gli utenti, rapidita’ di reazione nel saper modificare costantemente il proprio modello di business, le parole chiave condivise Michael e Bastien. Mentre Roberto Siagri ha spiegato come la sua Eurotech, dal successo nel campo dei computer incorporati, stia ora esplorando le straordinarie potenzialita’ offerte dal cloud computing. Qui tutti i video in italiano e inglese del Digital Economy Forum. Appuntamento al 2012 ancora a Venezia, in una sede forse piu’ grande di Ca’ Giustinian, quartier generale della Biennale. Che malgrado i 300 posti a disposizione ha registrato in alcune fasi il tutto esaurito e la chiusura anticipata delle iscrizioni. Il video diario di Italiani di Frontiera non lascia dubbi. Grandi personaggi, ottimi spunti ma la cornice, come sempre a Venezia, tra palazzi storici, hotel di lusso, Biennale, fondazione Guggenheim, scorci mozzafiato, non ha confronti. E’ uno dei paradossi del BelPaese, ho detto durante la mia introduzione. Non a caso che a inizio Novecento i futuristi volessero distruggerla, Venezia, come retaggio del passato destinato a frenare il progresso. Raccogliere persone del genere in laguna ha ancora piu’ significato. Perche’ un secolo dopo per il mondo digitale e gli innovatori e’ pacifico che la ricchezza e le bellezze del nostro passato non sono una palla al piede bensi’ un trampolino verso il futuro. Uh quanti in Italia devono ancora capirlo…

IdF a Dublino. E subito dopo l’intervista, b-sm@rk di Nicola Farronato conquista il premio start up…

Una puntata insolita a Dublino, per Italiani di Frontiera. Carica di significati. L’Irlanda e la musica irlandese sono state le mie passioni giovanili.  Ci sono stato una quindicina di volte (quanti giri in autostop!) ma stavolta mancavo da prima del boom, almeno dodici anni. Viaggio di famiglia per trovare Alessandro, Bonz jr che sta finendo l’anno di Erasmus al Trinity College. E incrociare Nicola Farronato,  intervistato qualche tempo fa, bassanese che a Dublino sta lanciando con un gruppo di giovani appassionati italiani la sua start up b-sm@ark, per tag e recensioni “emotive” ai contenuti web. Appuntamento al Brazen Head, il piu’ antico (e uno dei piu’ affascinanti) pub di Dublino. Come’ che mi ritrovo in quel che e’ stato per me per anni una mecca della musica irlandese… a parlare di una start up italiana? Malgrado la luce fioca e la musica, Nicola parte in quarta a spiegare la sua avventura, mentre i suoi giovanissimi collaboratori vanno di Guinness. Ma IdF deve avere un certo fiuto… perche’ pochi giorni dopo l’intervista, b-sm@ark   vince il concorso di start up NDRC LitOff! Bravo Nicola. Ma IdF porta proprio fortuna…