IdF esordisce a Roma sulla prestigiosa passerella di Frontiers of Interaction

Appuntamento di prestigio per Italiani di Frontiera, ospite lunedi’ 8 giugno a Roma della quinta edizione di Frontiers of Interaction, fantastica passerella di innovazione e motivi ispiratori, ideata e realizzata da Leandro Agro’, imprenditore e innovatore, grande amico di Italiani di Frontiera (qui il post che la rassegna romana ha dedicato a questo progetto). Qui il programma della manifestazione, a due passi da Stazione Termini, ricca di spunti interessanti e ospiti illustri. Italiani di Frontiera sara’ di scena alle 11.20, prima dell’intervento di Riccardo Luna, direttore dell’edizione italiana di Wired.

Giuliana Bruno napoletana ad Harvard: nuovi media cambiano arte e nostro rapporto col mondo

I nuovi media stanno cambiando in profondità non solo il rapporto fra arte e rappresentazione ma la stessa percezione che abbiamo della realtà circostante e dei nostri rapporti sociali. Lo dice Giuliana Bruno, napoletana, docente ad Harvard, tra le maggiori esperte mondiali in materia di studi innovativi sulle tendenze artistiche del mondo contemporaneo e l’interazione fra arti visive e cinema. Giuliana Bruno è stata protagonista a Milano di Meet the Media Guru, dopo personaggi del calibro di Joichi Ito, Cory Doctorow e Lawrence Lessig, già presenti su questo blog. Che ieri (assieme a Michelangelo Patron, amico e direttore del Cfmt partner del progetto) ha avuto il piacere di essere citato da Maria Grazia Mattei, animatrice dell’iniziativa (grazie Maria Grazia), nella presentazione di Giuliana Bruno. Che pure lei ha iniziato la sua conferenza parlando di Italiani di Frontiera! Qui l’intervista per Reuters.

Marketing Forum a Gubbio, Italiani di Frontiera alla ribalta con un pubblico d’eccezione

Una due giorni straordinaria per Italiani di Frontiera, al Marketing Forum di Gubbio, il 21 e 22 maggio. Un’ora di conferenza multimediale per presentare il progetto in una cornice fantastica, il Park Hotel Cappuccini, davanti ad una platea eccezionalmente competente, di esperti di marketing. Responsabili di gradi aziende e fornitori di servizi innovativi, che al termine di una giornata intensissima hanno seguito con passione il progetto. Grande successo, le prospettive di collaborazioni e partnership per un lavoro impegnativo sono promettenti. Un grazie a Moreno Gentili, appassionato curatore del progetto, a Claudio, Marina, Veruschka e soprattutto Pietro Cerretani, amici di Richmond Italia che hanno organizzato al meglio l’evento, puntando su Italiani di Frontiera. Grazie anche a Jacopo Barigazzi, ex collega di Reuters oggi giornalista di Newsweek e AdnKronos, a sua volta relatore a Gubbio, ed alla moglie Gaia, anche lei giornalista ed ex di Reuters, entrambi generosi di consigli e incoraggiamenti, comprimari a fianco dela vera protagonista dell’evento la loro bellssima bimba. Grazie anche a Maurizio Troccoli, bravo collega di Perugia a cui si devono le immagini del video. E a Daniele La Monaca, fotografo di talento che ha lasciato calcio e moda di Milano per il fascino curioso delle mille storie di provincia. E a Luca Buttafava e Alessandro Confalonieri, ideatori del futuro oltre che insegnanti al Politecnico di Milano e Torino (qui un progetto del loro studio Intersezioni Dsign Integrated) Grazie a tutti loro, a Gubbio Italiani di Frontiera e’ decollato.

Amici di IdF, Beau Toskisch: i tempi di crisi opportunita’ per chi sa reagire rapidamente

I tempi di crisi sono tempi di opportunità. Per chi sa agire e reagire tempestivamente. Non più “pesce grosso mangia pesce piccolo” ma “pesce veloce mangia pesce lento”. Sfruttando magari un patrimonio culturale e di fascino che in Italia non manca ed è la vera ricchezza sul mercato, dice un guru della comunicazione e della formazione manageriale. “L’esempio è General Motors, che era un pesce grosso. Ma (l’amministratore delegato di Fiat Sergio) Marchionne si è mosso prima e più velocemente… il mercato per definizione fisiologica è una gara in cui si corre. E quando arriva la crisi, chi corre veloce vince, mentre i lenti ci lasciano…”, dice Beau Toskich, americano trapiantato da anni in Italia, esperto di comunicazione commerciale competitiva. Qui l’intervista di qualche giorno fa per Reuters.

Amadeo Peter Giannini, spirito di servizio per una rivoluzione chiamata Bank of America

Aprile 1906. Un italiano, tra le pochissime star mondiali dell’epoca, canta per le strade di San Francisco. Un altro italiano recupera un sacco scavando tra le macerie e lo porta al sicuro su un carretto, nascosto da verdure. La star e’ Enrico Caruso, tenore napoletano di immensa popolarita’. Canta per strada per incoraggiare superstiti e soccorritori, dopo che un terribile terremoto ed un incendio hanno devastato la citta’. L’uomo che scava è Amadeo Peter Giannini, in quel sacco ci sono due milioni di dollari in oro, le riserve della Bank of Italy da lui fondata due anni prima a San Francisco. Che non sarebbe risorta così senza di lui, autentico rivoluzionario del mondo bancario. (nel video Market Street prima e dopo il terremoto del 19 aprile 1906) Pochi giorni dopo, ai colleghi banchieri radunati sul molo della citta’ distrutta, intenzionati a non riaprire le loro banche crollate sino a novembre, Giannini dice senza mezzi termini: “A novembre non troverete nessuna citta’ che voglia essere ricostruita“. Con quel sacco d’oro, e un ottimo fiuto nel marketing, sul molo piazza un bancone fatto di un tavolaccio appoggiato a due barili. E un cartello, che promette credito a tutti. Dando il via alla ricostruzione di San Francisco e ad un modo completamente diverso di fare il banchiere. Nato a San Josè nel 1870 da genitori dell’entroterra ligure giunti in California sulla scia della corsa all’oro, Giannini aveva iniziato l’attività di banchiere fondando nel 1904 la Bank of Italy, come clienti piccoli artigiani e commercianti di origine italiana, che non trovavano nessun’altra banca disposta a far loro credito. Il terremoto diventa per Giannini una straordinaria opportunità. Mentre gli altri banchieri tentennano, lui offre da subito crediti per la ricostruzione a tutti, aprendosi cosi’ all’esterno della comunità italiana. E dando fiducia alla gente semplice e intraprendente, crediti “on a face and a signature” (ad un volto ed una firma), in un’epoca in cui si prestavano soldi solo a chi gia’ ne aveva. Mutui per la casa, prestiti per comprare un’auto sono oggi consuetudine. Prima di Giannini non esistevano. “Il credito al consumo ha un grosso debito nei confronti di uno… che rifiutava di dire no”, ha scritto la rivista Time nel 1998, inserendo Giannini fra i cento “Giganti” che hanno forgiato gli Stati Uniti. DAL TERREMOTO A HOLLYWOOD – Dopo la ricostruzione di San Francisco, Giannini finanzia la nascita del settore vinicolo e le tante aziende agricole, in buona parte di immigrati italiani, che sorgono a sud della citta’, in quella che oggi e’ Silicon Valley. Nel 1919 fonda la Banca d’America e d’Italia, che nel 1927 diventa Bank of America. Nel frattempo, investe a Hollywood prima che la Mecca del Cinema diventi una miniera d’oro. Nel 1923 crea una divisione apposita che aiuterà Mary Pickford, Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks e D. W. Griffith a fondare United Artists. E quando Walt Disney e’ in difficolta’ nella realizzazione di Biancaneve e i Sette Nani, con un budget sforato di due milioni di dollari, a risolvere la situazione e’ Giannini. Che a Hollywood stabilisce un legame particolare di amicizia e affari col regista Frank Capra. Nel 1930 Giannini si trasferisce in Europa, dopo aver trasformato la sua banca in una holding finanziaria, TransAmerica Corp, cedendone il timone. Ma capisce che durante la Grande Crisi del 1929 i suoi principi non sono stati rispettati. Allora torna e nel 1932 riprende il controllo in un’aspra contesa, dopo aver conquistato la fiducia e il voto dei piccoli risparmiatori. Nel frattempo trova anche il modo di finanziare la costruzione del Golden Gate Bridge. SILICON VALLEY E PIANO MARSHALL – E’ ancora lui a finanziare i primi passi di William Hewlett ed Henry Packard, che nel garage di Palo Alto considerato luogo di nascita di Silicon Valley gettano le basi di HP, lavorando ad un oscilloscopio utilizzato per la sincronizzazione del film di Disney Fantasia. E’ lui che dopo la guerra agevola gli aiuti all’Italia del Piano Marshall, con prestiti senza interesse. Quando muore, nel 1949 a 79 anni, la sua Bank of America è diventata la prima al mondo. Avrebbe potuto essere miliardario, il suo patrimonio viene invece valutato meno di 500mila dollari. Per anni non aveva voluto stipendio. E quando si era ritrovato a sorpresa una gratifica da un milione e mezzo, l’aveva girata subito alla University of California. “La smania di danaro è  una brutta cosa. Non ho mai avuto quel problema”, disse una volta lui, che a sette anni aveva visto uccidere il padre, dopo un litigio per un dollaro. “A.P Giannini fondò la Bank of Italy a San Francisco nel 1904 per ‘servire le necessita’ degli altri, unico business legittimo oggi nel mondo’. La sua devozione a questa lungimirante filosofia rivoluziono’ il volto dell’attivita’ bancaria e lui visse per vedere la sua ‘banca per gli amici semplici’ diventare Bank of America. La più grande banca del mondo”, dice una scritta all’ingresso del grattacielo Bank of America a San Francisco. “Alla sua filosofia di servizio per tutti, sono dedicati questo edificio e tutte le persone che hanno lavorato per la banca che lui ha ispirato“.

Carlo Gentile fotografo napoletano del West: sul web il libro di Marino con le sue immagini

Tra i personaggi piu’ originali rievocati da questo blog, Carlo Gentile (1835-1893), fotografo napoletano del West ha anche un delle storie piu’ toccanti. Il bimbo indiano che adotto’ dopo averlo riscattato dal suo rapitore, da lui battezzato col nome di Carlos Montezuma, divenne infatti un eminente intellettuale, figura storica dei diritti civili dei nativi americani. Eternamente grato a Gentile, che invece mori’ in disgrazia. Ora il libro uscito negli Usa nel 1998 scritto da Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution e partner di Italiani di Frontiera, che rievoca la figura di Gentile, e’ disponibile con lunghi estratti su Google Books. Con una serie di bellissime foto scattate da Gentile. Qui il link a “The Remarkable Carlo Gentile” su Google Books.

Amici di IdF: Pancrazio Auteri con BLOBbox lancia l’integrazione made in Italy tv-web

Un nuovo software made in Italy, frutto di anni di lavoro, potrebbe rappresentare una svolta nell’integrazione fra televisione e Internet, permettendo di vedere contenuti web sul teleschermo ma anche di scambiarli interagendo con altri utenti, nello stile del social networking. E’ quanto promette di fare BLOBbox, apparecchio presentato il mese scorso al CeBIT di Hannover e in vendita online da qualche settimana, che integra funzioni della tv e del computer. Ne parla Pancrazio Auteri (nella foto di Marco Stucchi) responsabile tecnologico e cofondatore assieme a Fabrizio Caffarelli, amministratore delegato e imprenditore seriale (veterano di Silicon Valley con un software di fama mondiale, “Easy CD Creator”) di TVBLOB, che ha lanciato BLOBbox, il nuovo prodotto, assieme a Telsey. Qui l’intervista per Reuters.

IdF in vetrina al prestigioso evento del Project Management Institute a San Donato

Per la prima volta Italiani di Frontiera ha tenuto banco per un’ora, fra relatori di grande prestigio e davanti ad una platea eccezionalmente qualificata. La risposta e’ stata straordinaria. Occasione, l’evento organizzato venerdi’ scorso 10 aprile in una sede Eni a San Donato Milanese dal PMI Project Management Institute Rome Chapter, dedicato a Formazione e Meritocrazia. Grazie al suo presidente Aldo Gebbia, manager Saipem e amico di Italiani di Frontiera, quello che per autorevolezza avrebbe potuto essere un punto d’arrivo per il progetto, ne e’ stato invece il punto di partenza, con i migliori auspici. Qui la galleria fotografica dell’evento (foto di Alessandro e Roberto Bonzio). Dopo relatori del calibro di Roger Abravanel, autore del celebre “Meritocrazia” (Garzanti), che ha ispirato l’incontro, dell’ammiraglio di divisione Cristiano Bettini, Capo di Stato Maggiore della Squadra Navale della Marina Militare, di Hans Bekker, manager di Shell Global Solutions e docente della Delft University in Olanda, Italiani di Frontiera e’ stato presentato con un video di interviste ed una conferenza-diario di viaggio personalizzato, tra immagini, riflessioni e divagazioni. L’accoglienza e’ stata sbalorditiva e fa ben sperare per lo sviluppo di questo progetto. Un grazie particolare ad Aldo, che ha gia’ proposto di replicare la presentazione a Roma, e a tutti i manager che con la loro attenzione ed i loro consensi hanno infuso nuova carica a questo lavoro. Un grazie speciale anche ad Eugenio Alberti Shatz, artista ed esperto di comunicazione, ed Enrico Beltramini, docente della Cattolica e imprenditore a Silicon Valley ( qui, si puo’ scaricare gratis il suo bellissimo libro Hippie.com La new economy e la controcultura californianai cui consigli sono stati indispensabili per dare alla presentazione quel taglio personale che si e’ rivelato efficace.

Italiani di Frontiera in vetrina a Milano, all’evento del Cfmt

Prima uscita di prestigio per il progetto Italiani di Frontiera, in vetrina ieri sera all’evento organizzato dal Centro Formazione Management del Terziario, diretto da Michelangelo Patron, che del progetto è sostenitore, al Teatro dell’Arte di Milano. In scena l’atto unico “La Liquidazione”, di e con Luciano Ziarelli, protagonista Andrea Brambilla. Prima, per un’ora e mezza, accoglienza e buffet con atmosfera informale per centinaia di partecipanti, in buona parte dirigenti e manager, durante la quale il progetto Italiani di Frontiera è stato illustrato a più riprese in una saletta aperta, con un breve video, dall’autore e dal curatore, Moreno Gentili. Per l’occasione, per la prima volta materiale illustrato e vele esposte hanno esibito l’immagine simbolo del progetto, un particolare del Golden Gate Bridge, celebre ponte di San Francisco, realizzata da Pasquale Volpe.