Inventori del Futuro: dieci storie di Italiani di Frontiera

Inventori del Futuro è il nuovo format di eventi multimediali interattivi per gli studenti prodotto da Italiani di Frontiera. Video, testimonianze, storie di ieri e di oggi per ispirare i più giovani a diventare con fiducia protagonisti del domani. #InventoridelFuturo         1 – Cristina Dalle Ore astronoma  trevigiana alla NASA che ha collaborato alla missione della sonda New Horizons su Plutone   2 – Roberto Crea chimico calabrese tra gli autori del brevetto dell’insulina artificiale, pietra miliare di tutte le biotecnologie   3 – Ezio Valdevit dal Friuli a Silicon Valley, ex Olivetti pioniere dello Storage Network   4 – Enza Sebastiani  videomaker ad Apple, un video per Steve Jobs   5 – William Kamkwamba sul palco delle conferenze TED. “Il ragazzo che catturò il vento” (2009).   href=”https://italianidifrontiera.com/2014/03/01/da-uno-sgabuzzino-a-cena-a-casa-zukerberg-andrea-vaccari-e-glancee-che-aveva-raccontato-a-idf/”>   6 – Andrea Vaccari da uno sgabuzzino a cena a casa Zukerberg, oggi in Facebook con Glancee   7 –  Roberto Busa gesuita vicentino pioniere dell’informatica Umanistica con IBM e l’Index Thomisticus                                               8 – Lorenzo Thione dal motore di ricerca Bing di Microsoft a un musical a Broadway   Il trailer del musical “Allegiance” di cui Thione è stato fra gli autori e produttori  9 – Federico Faggin padre del microchip e della tecnologia touch: le sue straordinarie riflessioni sull’Italia, la sua battaglia contro il tentativo di Intel di cancellarlo dalla storia del microchip che aveva firmato, la sua intuizione sulla consapevolezza che non ci renderà mai uguali alle macchine.         Il concetto di consapevolezza, nell’uomo e nella materia, nella conferenza di Faggin a Campus Party, Fiera Milano 21 luglio 2017. 10 – Diego Calaon archeologo tra Ca’ Foscari e Stanford: riscrivere la storia di Venezia con i Big Data          Videointervista a Diego Calaon nel campus di Stanford

“Diventare Italiani di Frontiera”. Un happening didattico multimediale interattivo organizzato con gli studenti all’ITC di Conegliano

  Dopo una settimana straordinaria fra Milano, Courmayeur, Roma, Bologna e Gorizia… Italiani di Frontiera di scena nell’ultimo appuntamento prima di Natale. Con un esperimento inedito: un happening didattico multimediale interrativo di oltre due ore, in una scuola del Trevigiano. Prodotto e condotto da IdF… “Open Your Mind. Diventare Italiani di Frontiera” “NON spegnete i cellulari…” Happening multimediale interattivo ITC Marco Fanno di Conegliano, martedì 22 dicembre dalle 10.30 Cristina Dalle Ore, astronoma trevigiana alla NASA, nel team che ha inviato la sonda New Horizons su Plutone, sarà l’ospite d’onore, con un collegamento via Skype, all’evento “Open Your Mind. Diventare Italiani di Frontiera” domani martedì 22 dicembre dalle 10.30 all’ITC Marco Fanno di Conegliano, organizzato da un gruppo di studenti della scuola, coordinati da Andrea Fanton, prodotto e condotto da Roberto Bonzio, giornalista autore del progetto Italiani di Frontiera, con il contributo di Méthode,www.methode.it), società di consulenza trevigiana specializzata in Business Advanced & Predictive Analytics”. Sarà un esperimento di happening didattico multimediale interattivo: ai ragazzi chiederemo infatti di NON spegnere i celulari ma di usarli per condividere e diffondere immagini, idee e parole chiave dell’incontro, interagendo nel frattempo con gli ospiti. L’esperienza che ha dato origine a questo progetto, un viaggio nel talento italiano attraverso le storie di connazionali di successo a Silicon Valley, sarà il punto di partenza per un percorso carico di idee, immagini, musica, suggestioni e testimonianze, per ispirare i ragazzi allo spirito d’impresa, al credere nei propri sogni come base per il proprio futuro professionale. L’evento verrà raccontato in diretta dai ragazzi sui principali social network (#openyourmindmf) e vedrà la partecipazione di diversi ospiti. – Elena Pessot flautista e docente innovativa di musica, di Conegliano  – Paolo Francis Quirini, storico e autore pordenonese di nobili origini veneziane . Federica Meroi, archeologa responsabile marketing di un’innovativa azienda hi tech di Udine: Alfasistemi – Maura Bertanzon, giovane giornalista con esperienza in Reuters e Corriere della Sera, collaboratrice della Regione Veneto a Bruxelles – Carlo Felice Dalla Pasqua giornalista del Gazzettino, pioniere nell’uso di tecnologie e social media, che interverrà via Skype. – Diego Sossai Managing Partner dell’azienda Méthode.

Massimo Banzi torna in Brianza dopo l’evento 2013 con IdF nel “suo” ITI Fermi a Desio

Essere nato a Monza gli ha lasciato un imprinting, nel contatto con tanti piccoli imprenditori e artigiani che gli ha insegnato a considerare l’imprenditoria una possibile carriera. Aver visto  come funzionano  fabbriche e aziende locali è stato spunto prezioso, per capire poi, anche con alcuni progetti  Arduino che c’erano dei mercati per quei progetti. Ma altrettanto importante è stato andare poi via, all’estero, il modo migliore per mettere a frutto in altri contesti l’esperienza del luogo da cui si proviene… Cofondatore di Arduino, Massimo Banzi, star internazionale dell’hi tech è tornato nella sua Monza,  spiegando in questa bella videointervista di Roldano Radaelli per Corriere.it (Dalla Casa Bianca alla Villa Reale di Monza) che dal mondo dei maker, di cui è principale testimonial, vengono spunti preziosi per rilanciare l’economia tradizionale. Perché spesso aziende create dai maker riescono a dare linfa vitale ad aziende consolidate che però hanno bisogno di reinventarsi con vedute nuove. E in Brianza il contesto ideale è ovviamente l’industria del legno, del mobile, della casa che sta passando attraverso grandi innovazioni con Internet delle Cose… Molto in linea con la strategia dei preziosi partner di IdF, l’agenzia di Social & Innovation  Sharazad. Beh forse Italiani di Frontiera ha avuto un piccolo ruolo in questo ritorno alle origini di Massimo Banzi, organizzando “Massimo Banzi all’ITI Fermi Desio“,  il bellissimo evento 2013  che lo ha visto protagonista  nella sua scuola, dove ha risvegliato un autentico vulcano di idee e progetti di studenti ma anche di professori, collegati a Arduino e arrivati poi sulla passerella del Maker Faire a Roma.  A questo serve IdF: innescare e ispirare con storie e percorsi anomali tanti italiani di talento che poi finiscono col percorrere strade nuove…

“ComprendereXCambiare”: Italiani di Frontiera a Mogliano, in un grande evento con gli imprenditori trevigiani

Dopo la trasferta siciliana a Catania e Palermo, la puntata a Pavia, e il grande successo all’Università di Torino, Italiani di Frontiera nelle Università sarà di scena Giovedì 27 marzo all’Università di Ancona, con un appuntamento alla Facoltà di Economia “Giorgio Fuà”, (14.30 aula B2 piazzale Martelli 8). Martedì 25 marzo intanto grande evento con gli imprenditori di Unindustria Treviso. L’appuntamento è alle 16 al Move Hotel di Mogliano Veneto, a conclusione del ciclo “ComprendereXCambiare  ideato da Alberto De Toni, rettore dell’Università di Udine e coordinato da Alessandro Garofalo. Oh quanti ricordi… a Treviso ho iniziato la mia carriera di giornalista, e a Mogliano Veneto giocavo a rugby…

Machiavelli, Olivetti, Montessori e la modernità… mi tocca dar ragione a Ostellino!

Aiutooo! Qualcosa di grave mi sta succedendo. Dopo aver apprezzato una battuta di Vittorio Feltri (chi l’avrebbe mai detto?) sull’insopportabile volgarità di Lucianina Litizzetto… per la prima volta concordo pure con Piero Ostellino, principe della chiacchiera dotta, uno che ha sempre evitato le notizie (è stato “solo” che direttore, al Corriere) e ora pontifica costantemente sullo stesso quotidiano, sempre in nome del liberalismo. Solo che questa sua recente riflessione mi ha colpito, perché coincide con una parte del percorso di Italiani di Frontiera, che spiega ad esempio perché grandi maestri capaci di pensare il futuro, come Adriano Olivetti e Maria Montessori, siano stati così emarginati in patria. E cioè, che a frenare l’Italia sulla strada della modernità siano coincidenze fra pensiero cattolico e comunista, con una serie di stereotipi consolidati e ancora diffusi, nella società non solo nella classe politica, che ormai fanno a pugni con la realtà. Italiani di Frontiera osserva come Adriano Olivetti e Maria Montessori fossero appunto “Out of the Box” rispetto a questi stereotipi. Ostellino traccia un percorso simile ma parte dall’emarginazione in Italia di Niccolò Machiavelli, pioniere del pensiero politico moderno. “Perché nei nostri licei e nelle nostre università non si studiano, non si analizzano e, spesso, manco si leggono le opere di Machiavelli? Perché molti italiani neppure sanno chi egli è stato per il pensiero politico della Modernità?…La risposta sta, forse, nel fatto che, in Italia, fra la prassi religiosa e morale della Chiesa della Controriforma che, se necessario, indulge volentieri al realismo, ma evita contemporaneamente di parlarne, e la prassi politica e moralistica del comunismo, ambiguamente oscillante fra parlamentarismo praticato e rivoluzionarismo promesso, ci sono state più affinità e coincidenze di quanto si creda. Il realismo di Machiavelli era in contraddizione sia con l’utopismo marxiano, sia con la togliattiana doppiezza politica del Pci; oggi, lo è anche rispetto al trasformismo dei suoi eredi”. A dire il vero nelle scuole si studia eccome Machiavelli. Ma è quella tradizione di pragmatico realismo che sembra esser stata emarginata dalla politica ma forse pure dalla società, afflitta da un eccesso di ideologismo litigioso che spesso si accontenta di affermare se stesso, meglio se contrapponendosi agli altri. E di difendere il consenso attorno a quell’identità. Risolvere i problemi (Problem Solving)? No non è la cosa più importante… Qui l’editoriale di Ostellino sul Corriere della Sera: Il diritto al lavoro per legge, l’illusione che fa male agli italiani.

Dopo Ca’ Foscari e Università di Padova, IdF torna alla Scuola di Giornalismo di Milano

IdF… torna a Milano! Oggi giovedì 20 febbraio l’appuntamento, 16.30, è alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi, nella sede dell’Università Statale a Sesto San Giovanni, per una conferenza lezione di due ore sul giornalismo creativo. Una grande soddisfazione poter incontrare i giornalisti di domani, tornando nella scuola che ha già ospitato in passato IdF. La settimana scorsa Italiani di Frontiera è stato nelle Università, per promuovere il Silicon Valley Study Tour in collaborazione con La Storia nel Futuro ed il patrocinio del Ministero degli Esteri, arriva a Venezia e Padova. Giovedì 13 febbraio è toccato a Ca’ Foscari (15.30 Polo Economico di San Giobbe, Aula 2 A), appuntamento organizzato dall’associazione degli Alumni, che come autore di questo progetto, mi ha premiato lo scorso ottobre all’inaugurazione dell’anno accademico col titolo di Cafoscarino dell’Anno! Un’occasione per ricordare l’incredibile intreccio che lega la storia dell’Università di Stanford a Venezia.  O l’evento speciale organizzato nel 2011 da IdF a Ca’ Foscari per una veterana di Stanford, la fantastica Dina Viggiano. Venerdì 14 invece siamo stati  all’Università di Padova.. E quanti sono i protagonisti di Italiani di Frontiera partiti proprio da Padova? C’è l’imbarazzo della scelta… Da Cristina Dalle Ore, astronoma alla NASA (passando per… Harvard!), al giovane  Stefio Ceccon, a Londra come ricercatore ed esperto di Data Journalism… al Times! Sino al più prestigioso di tutti, il leggendario Federico Faggin, tra i padri del microchip e inventore del touchpad, E al partner per eccellenza di IdF, Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution fra i maggiori esperti di indiani d’America e scopritore di fantastiche storie di italiani nel West, raccontate da Italiani di Frontiera. Dopo l’esordio 2014  a Genova per Italiani di Frontiera live,  al Talent Garden  (in streaming, grazie agli amici di EventLive), il Tour di IdF per promuovere il Silicon Valley Study Tour, in collaborazione con il Ministero degli Esteri, assieme all’inarrestabile Paolo Marenco è stato di scena Politecnico di Milano. alla Business School del MIP, ospite degli amici di Innovits. Iniziato a fine 2013 a Politecnico Bari, Federico II Napoli, La Sapienza di Roma e Normale di Pisa, il Tour proseguirà nelle prossime settimane negli atenei di  Palermo, Catania, Roma, Novara e Pavia… Qui la pagina Facebook dedicata.                    

Design creativo per la comunicazione sociale: i progetti “Out of the Box” di Pasquale Volpe

Ma… non è il sogno di tutti gli studenti, trovarsi al di là della cattedra? A lui è riuscito nel giro di un anno: a poco più di vent’anni voleva iscriversi ad un master di design, pochi mesi dopo è stato chiamato a parteciparvi… ma come insegnante. Grazie al talento ma anche a un’impresa “folle”: mettere professionalità e doti artistiche al sevizio di un’idea non profit di comunicazione sociale. Pasquale Volpe è davvero un personaggio fuori dagli schemi… chi potrebbe permettersi altrimenti un sito web così, proclamando che “alcune persone non hanno idee. Io non ho un sito web?”. L’idea che lo ha reso celebre come graphic designer, partorita qualche anno fa, si chiama Good50x70.  Dal 2007 al 2011, con un gruppo di amici Pasquale ha realizzato e diffuso grazie al web un grande progetto: coinvolgere migliaia di creativi per partecipare con i loro disegni a campagne di impegno sociale a favore di grandi associazioni internazionali, nel campo della tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Già dal primo anno le opere selezionate (ma tutte hanno avuto visibilità e crediti) sono state esposte in Triennale, punto di partenza per esposizioni che hanno girato l’Italia e l’estero. L’iniziativa è letteralmente esplosa, raccogliendo migliaia e migliaia di contributi negli anni da tutti gli angoli del mondo. E quella mole di lavoro, senza un compenso, ha fruttato a Pasquale enorme visibilità e prestigio. Insegna regolarmente design in Italia ma ha tenuto ormai seminari in diversi continenti, realizzando anche progetti “ad hoc” per diverse città. Molti si sarebbero seduti sugli allori, per Pasquale quell’esperienza è ormai alle spalle. E lo scorso anno ha lanciato con successo un nuovo progetto, Design in Town, che lo scorso anno ha travolto con un torrente di creatività la sua cittadina natale, Troia nelle Puglie, facendone la sede di un evento, “format per studenti e giovani professionisti selezionati e… supermotivati. “Vogliamo mettere alla prova i progettisti e i designer del domani, portandoli a confrontarsi con un territorio denso di storia e di storie, e con committenti in carne e ossa che esprimono un reticolo complesso di bisogni, desideri e difficoltà.  Con sei percorsi per esplorare le tradizioni, i comportamenti, le storie e le aspirazioni di un territorio urbano, e costruire risposte efficaci”, spiega nelle note Pasquale. L’esperienza, raccontata in un Diario di bordo è stata poi riassunta in un bel libro a cura di un altro ultracreativo amico di Italiani di Frontiera, Eugenio Alberti Schatz. E andata oltre ogni previsione e già si lavora all’edizione 2014. Io ho un motivo in più per ammirare Pasquale. Che la mattina del 31 dicembre 2007, incontrando in un bar di Milano un giornalista in overdose adreanlinica, alla partenza con tutta la famiglia per la California senza sapere bene cosa avrebbe fatto, aveva in testa però un nome, Italiani di Frontiera, e s’era sognato di notte un logo a forma di Golden Gate Bridge… beh Pasquale aveva ascoltato e in pochi giorni aveva sfornato il logo IdF. Che oggi ha girato il mondo, come i suoi progetti “Out of the Box”.      

Massimo Banzi all’ITI Fermi Desio, giornata memorabile. E ora un progetto IdF per la Brianza…

  “Mi è piaciuto molto questo aspetto dell’ITI, dove tu in realtà quello che studi poi lo fai praticamente subito per cui c’è sempre dopo questo parallelismo fra il pensare e il fare. E questa cosa è in realtà un meccanismo che viene riproposto ed è molto importante in questo mondo dei makers”. “Rock me Right” di Susan Tedeschi a tutto volume,  si apre la tenda e… Massimo Banzi fa il suo ingresso, il sorriso un po’ imbarazzato da tanta accoglienza. Cartella a tracolla e giacca sotto braccio. Come non fosse appena arrivato da Lugano, in procinto per partire per New York. Come se fosse sceso dal pullman scolastico. Come qualche anno fa, quando il cofondatore di Arduino era uno studente dell’ITI Fermi Desio. Che due settimane fa, sabato scorso 6 aprile, l’ha accolto come una star. Una giornata memorabile, il “Banzi Day in Brianza” organizzato all’ITI Fermi Desio da Italiani di Frontiera e promosso dagli imprenditori di Obiettivo Brianza.  Idee, esempi virtuosi da imitare, spunti, ricordi, abbracci, foto ed emozioni. E un progetto che potrebbe lasciare davvero il segno in Brianza. Partendo da un monzese diventato star dell’hi tech mondiale. Con una ricetta forse buona per tutta l’Italia: far incontrare giovani innovatori ricchi di idee con imprese tradizionali ricche d’esperienza. Ai ragazzi, Massimo ha sparato con il suo stile una mitragliata di idee e ottimismo, catturando esempi virtuosi in giro per il mondo. Certo il suo di esempio vale più di mille discorsi. Ma anche con le parole Massimo se la cava alla grande. Invitando tutti a cogliere le straordinarie opportunità che il web offre oggi a chi ha idee e inventiva. “Con tutte queste informazioni accessibili gratuitamente, queste tecnologie che io posso costruire e comprendere per conto mio, realmente non ho bisogno del permesso di nessuno per fare delle cose grandi. E chi ha un’idea in testa chiaramente ha il vantaggio che può utilizzare gli strumenti di Internet per capire chi altro lo fa nel mondo, se qualcuno è interessato a quel tipo di cose se la mia idea è migliore o peggiore degli altri e può imparare tutto quello che gli serve a realizzare l’idea direttamente su Internet se magari non ha avuto la possibilità di fare una scuola che gli ha insegnato gli strumenti per poi realizzarla”. La mia cronaca della giornata in un articolo su CheFuturo!: “La ricetta di Massimo Banzi per l’Italia” . E’ stato davvero un gran lavoro di squadra. Coordinato al Fermi dalla professoressa Pola Amè, in arte signora Bonzio, diretto dalla preside Daniela Perego, così entusiasta alla fine da progettare un vero e proprio piano didattico che partirà dall’evento Banzi, con la partecipazione di studenti della scuola ai prossimi eventi Makers a Torino. Ambizioso pure il progetto che IdF vuol sviluppare con Obiettivo Brianza, cogliendo gli spunti forniti proprio da Massimo: riuscire a far incontrare visione ed energia di giovani talenti e startupper con aziende del territorio, cariche di esperienza che che hanno disperato bisogno proprio di nuove visioni e nuovi  approcci col mondo globale. E abbiamo già iniziato a lavorarci! Restate collegati…   Qui il bellissimo video sul Banzi Day realizzato per Corriere.it da Roldano Redaelli. Grazie ragazzi! L’attenzione di colleghi di stampa e web per questo evento è stata straordinaria, grazie pure a Silvia Tosetti che ha curato alla grande l’ufficio stampa. qui intanto galleria di foto in un un slideshow.    

Massimo Banzi (Arduino) torna nella scuola in Brianza in cui si è diplomato, un evento promosso da IdF

E’ nato a Monza, si è diplomato a Desio. Ma non è stato facile averlo come ospite per un giorno in Brianza. Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, piattaforma hardware open source è oggi imprenditore di fama internazionale, vive a Lugano ma è sempre in giro per il mondo, per il suo lavoro e come speaker in eventi internazionali. Sabato 6 aprile alle 10, Banzi sarà protagonista di un incontro con gli studenti ed i professori dell’ITI Fermi, che ha frequentato e al quale deve, dice, la formazione tecnica che è stata alla base del suo successo imprenditoriale. Più tardi Banzi sarà ospite di un evento conviviale degli imprenditori di Obiettivo Brianza, guidati da Maurizio Bocchi, che hanno promosso la giornata, ideata e organizzata da Italiani di Frontiera, in collaborazione con la scuola e il Comune di Desio.  Banzi ha meritato di recente una copertina sulla rivista Wired, che lo considera testimonial ideale del movimento dei makers, che punta a rilanciare i mestieri artigianali attraverso il digitale. Anche per questo l’appuntamento del 6 aprile in Brianza, territorio di imprese artigiane e con una lunga storia rappresenta un evento speciale, per offrire spunti di ispirazione a un territorio non immune dalla crisi, che dovrà rinnovare le proprie eccellenze imprenditoriali proprio con uno spirito di condivisione. Arduino è una piattaforma hardware che consente anche ai meno esperti di programmare e modificarla, simbolo di un modello di business innovativo basato sulla condivisione. Anche per questo la rivista “Wired” ha dedicato una copertina a Banzi, considerandolo testimonial ideale del movimento dei “Makers”, che puntano sul digitale per innovare tradizionali mestieri artigianali.  Sulla rivista CheFuturo! Banzi si presenta così. “Sono un maker cresciuto giocando con i circuiti elettronici, tanto da maneggiare il mio primo saldatore all’età di 12 anni. Nel 2005 ho fondato il progetto Arduino, la scheda a microcontroller open source made in Italy che viene utilizzato dai creativi di tutto il mondo. Sono stato professore associato all’Interaction Design Institute di Ivrea, al CIID di Copenhagen. Ora insegno alla SUPSI di Lugano”. Già sono usciti i primi articoli sulla stampa, c’è grande attesa per l’evento, che proporremo anche in streaming. Tutti gli aggiornamenti sulla pagina Facebook dedicato alla giornata. Qui invece il comunicato dedicato all’evento.

A Catania due giorni di entusiasmo ed emozioni con il “tour de force” Italiani di Frontiera

Quattro presentazioni multimediali in due giorni, quasi seicento partecipanti in gran parte giovanissimi, tanto entusiasmo e un tour de force ripagato da emozioni e tantissimi nuovi amici. Mentre quelli vecchi sono fuoriclasse… Lo ammetto: sveglia all’alba, accoglienza sotto un diluvio e un po’ di fatica, in una bellissima città che sono riuscito appena a sbirciare. Ma sono stati due giorni memorabili per Italiani di Frontiera a Catania, dove già lo scorso anno l’impatto era stato straordinario. Se questo è il Sud, abbiamo solo da imparare… Inizio al liceo Capizzi di Bronte, grazie alla fantastica Elisa Franchina che dopo aver scoperto IdF un anno fa a Catania, ha convinto la brava preside Grazia Emanuele a ospitare la presentazione a scuola. Nel tardo pomeriggio nel bel Centro Culture Comtemporaneee ZO l’incontro con i Giovani Imprenditori guidati da quella macchina da guerra che è Antonio Perdichizzi, vero motore di tutto il tour (la conferenza in streaming è ora su YouTube, nel video in alto). Il giorno successivo, in mattinata ancora al Zo con i ragazzi delle scuole superiori della provincia, nel pomeriggio nell’aula magna dell’Università l’evento di Startup Academy, animata in modo esemplare da un professore raro, “IronProfessor” Rosario Faraci. Con la soddisfazione e l’onore di avere come ospite alla presentazione anche il nuovo rettore dell’ateneo, Giacomo Pignataro. Un’accoglienza da lasciare senza fiato, ragazzi fantastici, molti dei quali hanno persino voluto farsi fotografare con il prestigioso (?) autore di IdF! E una pioggia di nuovi amici dal giorno dopo nei social network.   Qui una prima galleria fotografica del tour 2013 di IdF a Catania. Qui invece la bella intervista della brava Francesca Cuffari per LiveSicilia Catania. Qui infine la preziosa riflessione di Antonio Musumeci in un post su Startupct. Grazie ragazzi, mi sono divertito troppo e non vi libererete facilmente di me: tornerò prima che ve l’aspettiate… Per chi ha partecipato a uno degli eventi, ecco una miniguida online per districarsi fra storie, personaggi e percorsi d’idee di IdF live.  Intanto il mese prossimo guiderò un tour a Silicon Valley proprio con un gruppo di giovani imprenditori catanesi, capitanati come sempre da Antonio “Caterpillar” Perdichizzi. Ne combineremo delle belle anche là…