L’infinitamente piccolo: nanotecnologie al Berkeley Lab con Stefano Cabrini (IdF Silicon Valley Tour)

  Un ambiente suggestivo e asettico, per giovani ricercatori alle prese con l’infinitamente piccolo. Secondo video dal Berkeley Lab, in compagnia di Stefano Cabrini,  già comparso in video in un precedente post, che qui presenta il lavoro nelle nanotecnologie del laboratorio da lui diretto. La visita a Berkeley nelle settimane scorse, a conclusione del primo Italiani di Frontiera Silicom Valley Tour.

Addio a Sergio Bonelli, papà di Tex che aveva incrociato Italiani di Frontiera…

    I tanti film western al cinema parrocchiale, i fumetti di Tex Willer. E’ stato quello l’imprinting per me col mondo della frontiera. Che alla fine, chi l’avrebbe detto, in modo inatteso ha segnato il mio percorso professionale ed esistenziale con un progetto chiamato Italiani di Frontiera. E alla frontiera di Tex, inventata come le cose di fantasia ma così semplice, pulita e ricchissima di spunti e valori positivi ripenso oggi, rendendo omaggio a Sergio Bonelli, che ci ha lasciati. Subentrato al padre Gian Luigi alla guida dell’omonima casa editrice, Sergio Bonelli ha continuato la carriera di “papà di Tex”, sviluppando con altri nuovi protagonisti quella straordinaria fabbrica di immaginario a fumetti. Era stato un grande onore e piacere, averlo come ospite inatteso lo scorso dicembre, all’appuntamento organizzato da Italiani di Frontiera al Museo del Risorgimento, per la presentazione degli eventi e del libro “Dal Piave al Little Bighorn”  di Cesare Marino, dedicati alla memoria di Carlo Camillo di Rudio. Di cui Bonelli, avevo scoperto, aveva più volte scritto proprio su Tex… Grazie Sergio. Io e Cesare, che al West ed agli indiani in particolare ha dedicato la sua vita, come tanti altri patiti di frontiera, avventure ma anche dei buoni valori alla Tex, non dimenticheremo.

Addio a Walter Bonatti, scalatore eccezionale, vittima di una vergognosa menzogna “all’italiana”

Addio a Walter Bonatti. Scalatore ed esploratore eccezionale, vero Italiano di Frontiera, per più di mezzo secolo Bonatti fu vittima di un vergognoso caso “all’italiana”, in cui ipocrisia, invidia e conformismo si mescolarono, in una ricostruzione falsa e lacunosa della straordinaria impresa della conquista italiana del K 2 nel 1954, che lo mise sotto accusa. Aveva 24 anni quando solo per la sua forma eccezionale, Bonatti era sopravvissuto ad una notte all’addiaccio a 8mila, dopo che i compagni temendo volesse raggiungere per primo la vetta, avevano spostato il bivacco. Il diario ufficiale della spedizione lo accusò ingiustamente di aver consumato le bombole d’ossigeno che aveva dovuto portare ai compagni. Soltanto nel 2008 vide definitivamente riconosciuta la verità. Ricordiamoci di Bonatti, che non smise mai di combattere per quella verità,  e di quella vergognosa menzogna ufficiale, durata troppo tempo.  “Mi ero convinto che la vita ha senso viverla con il massimo impegno, cercando di realizzare tutto quello che si ha dentro. … capivo che molte mie idee sarebbero suonate strane ad un certo tipo di interlocutore, ma in tal caso il problema sarebbe stato suo … No, mi dicevo, non puo’ essere bello un mondo dove le paure e gli entusiasmi spaventano i più, tesi come sono al risparmio di sè e dei propri sentimenti”. (Walter Bonatti). Grazie a Diego Zucca per la segnalazione.    

Berkeley: Stefano Cabrini, direttore delle nanotecnologie. Con qualche rimpianto per Trieste

Le porte della University of California Berkeley  si sono spalancate per Stefano Cabrini, grazie al lavoro svolto a Trieste, in un laboratorio così d’avanguardia da fare quel che Berkeley ancora progettava di avviare.  E che purtroppo con un ridimensionamento dell’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia, accorpato al CNR, pensava di non poter fare più nelle stesse condizioni. Un’attività d’eccellenza in parte perduta, fa capire, in un campo in cui altri Paesi invece investono sempre più. Stefano, oggi  direttore di un laboratorio di nanotecnologia,  è stato guida preziosa, per l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, nel corso della visita all’università. In questo video racconta il lavoro svolto nei laboratori e la propria esperienza professionale. Con un pizzico di amarezza.

Mashape, Fabrizio Capobianco: “La Silicon Valley in Italia si avvicina”

Da una parte dell’oceano gente che si dispera e protesta dando sempre la colpa agli altri, blocca i trasporti danneggiando utenti incolpevoli e produttività, nessun’altra controparte… dall’altra, tre ragazzini che con fatica e creatività azzeccano meritatamente un grande colpo nel mondo imprenditoriale…. Italia, talento e business: grande riflessione di Fabrizio Capobianco, fondatore di Funambol, in una nota su Fecebook, dopo la straordinaria notizia che l’italiana Mashape ha ottenuto un milione e mezzo di dollari da grandi personalità di Silicon Valley.   “E’ ora di innovare, di creare. La Silicon Valley in Italia si avvicina. Oggi e’ un grande giorno. Quasi quasi vado in piazza a Palo Alto e lo urlo al mondo”, dice Fabrizio (nella foto, impegnato a sostenere con un dito uno spinotto difettoso… durante una presentazione di Italiani di Frontiera a Roma! Capito lo spirito? Quale altro imprenditore di successo farebbe altrettanto?). Quanto sarà indispensabile una vera rivoluzione culturale, che cambi modo di vedere e prospettive, per propiziare questo rinnovamento? Per la cronaca date un’occhiata allo spazio che la stampa tradizionale ha dedicato alla notizia di Mashape… Italiani di Frontiera ci sta provando!

A Mashape un milione e mezzo di dollari da Bezos (Amazon) e Schmidt (Google)!

Due giorni dopo l’intervista in video su Italiani di Frontiera ad Augusto Marietti, vulcanico amministratore delegato di Mashape, la società fondata da Augusto “Aghi” assieme a Marco Paladino e Mike Zonca, in crescita a Silicon Valley ha ufficializzato oggi a San Francisco l’annuncio del finanziamento da un milione e mezzo di dollari ottenuto dai fondi di due figure storie della Bay Area, Jeff Bezos fondatore di Amazon ed Eric Schmidt presidente esecutivo e fino a pochi mesi fa amministratore delegato di Google. “Finalmente potremo far crescere Mashape e offrire un servizio migliore ai nostri utenti. Passiamo dalla compagnia stile “azienda in un garage” a qualcosa di un po’ più serio ma non troppo…”, dice l’annuncio di Mashape. Che solo lo scorso anno aveva fatto il balzo verso gli Usa, riuscendo poi a convincere ed ottenere un primo finanziamento da tre veterani di YouTube…

Giacomo Lorenzin, ex Olivetti imprenditore del software: consigli ai giovani (IdF SV Tour)

Ha conquistato tutti, Giacomo Lorenzin, raccontando con un taglio di particolare umanità, ai partecipanti dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour e degli altri due Tour organizzati da Paolo Marenco, la sua esperienza di ingegnere all’Olivetti che realizza il sogno di venire negli Usa,  diventando poi imprenditore del software, dopo aver purtroppo assistito alla decadenza della casa di Ivrea, con potenzalità sprecate e tanti straordinari talenti poi rimasti in Silicon Valley come imprenditori e manager di altre aziende. In questo video Giacomo (che è di Portogruaro ed ha frequentato lo stesso mio liceo, il Franchetti!), dà anche qualche prezioso consiglio ai giovani che volessero seguire trent’anni dopo il suo esempio.

Berkeley Day, dopo la sferzata di energia dalle start up italiane (IdF SV Tour)

  La carica di adrenalina, idee forti e chiare, energia ed entusiasmo è stata tale da stordire. Una giornata intera all‘Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, ospiti della direttrice Patrizia Gambarotta, alla scoperta di alcune delle più vivaci start up italiane in California. Un’esperienza emozionante, per la squadra dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour ed i giovani degli altri due Tour guidati guidati da Enrico Aprico e Michele Simonato, coordinati da Paolo Marenco. Andate a spulciare progetti e modelli di business di queste compagnie: DomainsBot, Gopago , Passpack, Mashape, Letslunch, Gigwme, Crowdengeenering. Presentazioni incalzanti, idee ambiziose e un fuoco di fila di domande e risposte, poi diversi momenti di networking. Su tutti l’estro un po’ folle di Augusto Marietti di Mashape, che IdF aveva intervistato prima della partenza per gli Usa. E ancora una volta l’esperienza e il grande esempio di Fabrizio Capobianco, Funambol, che davvero ha tracciato la strada per questi ragazzi, e che ha concluso da par suo l’evento. Top Friend di IdF, Fabrizio, come il console generale d’Italia a San Francisco, Fabrizio Marcelli, che ha avuto parole d’elogio per questo progetto. E Jeff Capaccio fondatore di SVIEC che ha propiziato questi tour. Visita finale poi al Pier 38, sede di molte start up, ancora ospiti di Marco Marinucci come il giorno prima a Google. Oggi la nostra squadra dedica una giornata intera alla leggendaria Università di Berkeley.Qui intanto le gallerie fotografiche dello Start Up Day, delle visite a Google e di quella in IBM.

Ugo Conti e l’idea “folle” del catamarano Proteus, IdF Silicon Valley Tour 2011

Anni Sessanta, a San Francisco città dei Figli dei Fiori, su un pullmino Volkswagen, arrivano due giovani italiani, lui ingegnere romano, lei nata a Torino laurea in giurisprudenza, in viaggio di nozze.   Ugo e Isabella Conti restano fulminati dalla bellezza della Baia e decidono che la loro vacanza finisce qui, ci resteranno a vivere. Ugo trova lavoro in pochi giorni come ingegnere. Ma la passione è il mare. Un giro del mondo in barca a vela, poi altri viaggi e diversi libri. Fino a quando, nell’età della pensione, Ugo decide di inventarsi una barca mai vista. Non è ingegnere nautico ma il suo prototipo fa colpo su esperti e media internazionali per i principi innovativi che lo ispirano. Un catamarano hi tech, completamente snodato, in grado di navigare in acque basse e all’occorrenza sfidare l’oceano. Intervistati tre anni fa, tra i protagonisti con la loro storia dei seminari di Italiani di Frontiera, Ugo e Isabella Conti li abbiamo incontrati all’evento del Silicon Valley Italia Executive Council a Redwood City, organizzato da Jeff Capaccio. Un’occasione straordinaria, per la squadra dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2011, lo scorso agosto. E Ugo ha raccontato brevemente la sua folle idea…

Stanford e Cisco ieri. E oggi tocca a Google e IBM

Professore e manager allo stesso tempo: così Alberto Salleo, Assistant Professor di Scienza dei Materiali ha presentato in questa videointervista il suo lavoro alla Stanford University. Un ottimo esordio lunedì scorso per il primo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, che ieri ha toccato invece un altro colosso della Bay Area, Cisco, azienda che forse come nessun’altra è stata beneficiata dalla forte presenza di ingegneri e manager italiani. Ospiti di Carlo Tedesco (che ha confessato di essere un attento lettore di Italiani di Frontiera… Grazie Carlo!), abbiamo scoperto l’importanza del “fog computing” , una sorta di rete diffusa che invece che risiedere nel web, come il cloud computing, è in prossimità degli apparecchi dell’utente. E le potenzialità di “Internet delle Cose”, l’interazione fra web e apparecchi del mondo reale, sulla quale sta lavorando Cisco  In due gallerie fotografiche, le immagini delle visite a Cisco e Innovalight e quelle di alcune preziose slides delle presentazioni a Cisco.. Nei prossimi giorni in arrivo video con interviste a diversi innovatori italiani incrociati nell’azienda, che spiegano il loro lavoro. Pomeriggio non meno vivace a Innovalight, dove Francesco Lemmi, vecchio amico di IdF, non è stato da meno, animando un dibattito sul confronto stili di vita e opportunità Italia-Usa, dopo aver spiegato così bene l’attività e le strategie dell’azienda (da poco acquisita da DuPont) nel campo dell’energia fotovoltaica (innovativi pannelli al silicio) che… persino io ho capito! NOn bastasse, in serata evento SVIEC organizzato da Jeff Capaccio, incrociando tanti veterani italiani di Silicon Valley e vecchi amici di IdF. Oggi la giornata non sarà da meno. In programma le visite al quartier generale Google a Mountain View, ospiti di Marco Marinucci. Poi ll pomeriggio nel cure di Big Blue: all’IBM di San Josè!