Leandro Agrò: “C’è un antidoto ai guru di ultradestra della Silicon Valley inquietanti ma efficaci. È il pensiero critico”

«Siamo stati sulla Luna nel luglio 1969. Woodstock è cominciato tre settimane dopo. Col senno di poi, è lì che il progresso si è fermato e che hanno vinto gli hippie». Delle tante affermazioni sconcertanti, spiazzanti della lunga intervista nei giorni scorsi sul New York Times a Peter Thiel, fondatore di PayPal e Palantir, tra i primi finanziatori di Facebook e oggi figura di spicco della destra a Silicon Valley come sostenitore di Donald Trump dal 2016 e mentore del vicepresidente Vance, questa è quella che più mi ha stupito. Perché per anni con Italiani di Frontiera ho indagato sul contributo della controcultura californiana alla crescita della culla mondiale dell’innovazione, pure con uno spettacolo (“Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy“, regia di Alessio Mazzolotti), che all’esordio ebbe l’onore di un pubblico elogio da uno spettatore d’eccezione: Federico Faggin.  Agli occhi di Thiel invece, dagli anni Settanta sarebbe iniziato un pericoloso rallentamento nella dinamica di cambiamenti e innovazione iniziata nella società occidentale a metà Settecento. E mentre molti di noi oggi temono di vedere già avviata l’era di un inquietante autoritarismo tecnologico, lui, che ammette di aver puntato subito su Trump solo come unico elemento dirompente di questa stagnazione, il pericolo lo intravede in un possibile «regime autoritario ecologista» immobilista che tutto pretende di controllare e misurare, indicando fra diverse citazioni del Vecchio Testamento il possibile Anticristo in… Greta Thunberg! Per anni ho celebrato il potere innovativo del pensiero controcorrente di personaggi scomodi, dai poeti della Beat Generation alla breve stagione hippie, che ispirarono il sogno libertario di diversi pionieri dell’hi tech, non solo Steve Jobs. Oggi scopro che a mettermi a disagio è proprio un pensiero controcorrente, di visionari di una controcultura contrapposta ma germogliata sempre nella Bay Area, profondamente di destra. Come fronteggiarla?  A soccorrermi è stato un vecchio amico come Leandro Agrò, pioniere in Italia di Internet delle Cose e Design Thinking, “orgogliosamente siciliano” da alcuni anni trapiantato a Silicon Valley, con una preziosa riflessione a tutto campo sulle parole di Thiel. Agrò vive e lavora a Palo Alto. Si occupa di innovazione in ambito hardware/IoT e Physical AI, portando il design thinking nei processi di accelerazione per startup deep tech. È a capo dei programmi  Deep Tech Programs a INNOVIT e collabora con venture builder tra Italia e Stati Uniti. È advisor di compagnie a forte vocazione robotica ed è Chief Product Design Officer di SailADV Group / D.gree, dove progetta una tecnologia di autonomia e intelligenza artificiale per superyacht. Peter Thiel imprenditore e investitore, figura di spicco della destra a Silicon Valley Prima di tutto Leandro, quali sono i motivi di questo profondo disagio in persone aperte alle idee nuove, davanti alle dichiarazioni di questi guru di Silicon Valley?Personaggi come Peter Thiel ed Elon Musk Incarnano un tipo di leadership che è allo stesso tempo inquietante e, innegabilmente, efficace. E questo avviene in un luogo, Silicon Valley, dove viene definita una buona parte del nostro futuro, spesso senza il nostro consenso. Le loro idee ci turbano perché non si fermano a migliorare il presente. Mentre noi ci sentiamo intrappolati in un mondo fratturato, loro parlano di stagnazione, intelligenza artificiale come strumento di potere, futuri rubati e religioni algoritmiche. Molti li liquidano come megalomani narcisisti o cattivi da fantascienza. Eppure qui nella Valley, le persone li seguono con un livello di riverenza che sfiora la devozione. ‘Sei un mal di testa per questo Paese‘ detto da un professore, per il mio procedere controcorrente, è stato il miglior complimento che abbia mai ricevuto. Allora perché nascondersi dalle idee di coloro che ora danno a me il mal di testa? Affrontiamoli, i mostri”. E come sono questi “mostri”?Hanno idee forti, invasive, spesso pericolosamente semplici. Ma colpiscono quel punto cieco dove si nasconde la nostra paura dell’irrilevanza e della stagnazione. Le persone che lavorano con loro lo sanno bene: nelle loro aziende, da SpaceX a Palantir, da Neuralink a Anduril, si racconta di orari disumani, pressione estrema e visioni uscite direttamente da un romanzo distopico. Ma anche di motivazione radicale, in luoghi in cui la convinzione dominante è ‘Cambia il mondo… o muori provandoci’ . Ma dove porta questa strada?La parola chiave? ‘Obbiettivo’. Quella sensazione di essere parte di qualcosa di più grande di te stesso. In una società che sogna un futuro ‘alla Star Trek’ dove i problemi sociali sono risolti e il lavoro non è più una necessità ma una scelta – avere un obbiettivo è tutto. Che siamo d’accordo o meno con quell’obbiettivo è irrilevante, quel che conta è che è potente. Musk e Thiel non si limitano a dire cose provocatorie. Come in politica, il loro valore risiede nel generare un significato e in ciò che provocano negli altri. Come nella riflessione sugli hippie: tagliente, esasperante. Ma innegabilmente memorabile La loro leadership non è lì per essere copiata. È lì per essere decodificata. Come un virus. Solo in questo modo possiamo realizzare gli anticorpi. Peter Thiel dice spesso: viviamo in un’era di stagnazione mascherata da innovazione. Non è esagerato?Attenzione, sotto la frustrazione di queste dichiarazioni si nasconde una spinta più profonda: Progresso,  non come miglioramento lineare, ma come ribellione. Rifiuto di un presente che sembra bloccato. Thiel, Musk e gli altri non sono eroi o salvatori. Sono disadattati con capitale. Menti inquiete che non riescono a trovare pace nel sistema che hanno ereditato. Persone che non sopportano l’idea che la realtà sia già decisa. Per loro il cambiamento è un’esigenza esistenziale. Per questo attaccano, col riferimento agli hippie, una  visione pacifista, ecologista che racchiude in sè il concetto di conservazione, mantenere e ripetere il presente. Così facendo ignorano i freni culturali, evitano il consenso e mirano dritti al nucleo del potere: computazionale, energetico, narrativo. Che ci piaccia o no, stanno riscrivendo i termini di accesso al futuro.  In questa iperbole, Thiel è assai critico con l’Intelligenza Artificiale… Secondo lui, l’AI sforna meme e sciocchezze – certo, forse aumenta la nostra produttività – ma nel processo erode il pensiero critico. Niente nuove città. Niente energia pulita. Niente estensione della vita. Ma in un mondo in cui il costo dei televisori è diventato quasi irrisorio mentre

“Curiosità”; la parola chiave di IdF nei libri 2024 di amici di Italiani di Frontiera

“Ci salverà la Curiosità” è da tempo lo slogan di Italiani di Frontiera, invito a superare con la mente schemi e barriere del conosciuto, mentre il mondo cambia vorticosamente, Complessità e Intelligenza Artificiale sembrano travolgerci. Un piacere ritrovare proprio la Curiosità al centro dei libri pubblicati quest’anno da preziosi amici. Con “Oltre l’Invisibile” (Mondadori) il leggendario Federico Faggin amico e mentore di IdF prosegue il suo inarrestabile percorso di scoperta della Coscienza, intrecciando scienza e spiritualità con una formula controcorrente rispetto al mainstream pure di Silicon Valley, per affermare che NON siamo nè saremo macchine pensanti ma che è lo spirito a prevalere sulla materia. E il materialismo scientifico è una gabbia di cui liberarsi, facendo tesoro degli orizzonti inaspettati aperti dalla fisica quantistica. Solo Gigi Riva, autore di successo dopo essere stato valente inviato, poteva curiosare tenacemente nel mare di migliaia e migliaia di pagine degli atti giudiziari su uno dei più incredibili truffatori della nostra epoca. “Ingordigia” (Mondadori) non è solo il ritratto di Massimo Bochicchio, scomparso in un incidente stradale dagli aspetti misteriosi alla vigilia, del processo, dopo aver sottratto per anni, da “broker dei vip” decine e decine di milioni di euro a personaggi top della Roma che conta. E’ pure un quadro, sconfortante, di un pezzo di società ricca, potente e pure colta che cede alle lusinghe di un mago della seduzione, accecata da promesse inverosimili pur di accrescere patrimoni già consistenti. Romanzo inchiesta avvincente, quello di Gigi, preparatevi a vederlo presto tradotto in immagini sullo schermo. Riflessioni amare sulla nostra società anche in un curioso romanzo di fantascienza avvincente, come “Il Paese più bello del mondo” scritto e autoprodotto con bookabook dal bravo Luca Zorloni giornalista di WIRED, che immagina un’Italia di città d’arte ridotte a parchi a tema per turisti, dove la suggestione cela l’oppressione di cittadini costretti a lavorare nei parchi sotto la morsa di un feroce regime. Ma online cova la ribellione, di cui sarà eroe una giovane guida turistica veneziana a caccia di un misterioso tesoro segreto che sarà rivelazione… Fantasia come strumento di liberazione pure nell’ultimo libro (anche questo autoprodotto con la sua società Undercats) della bravissima Francesca Cavallo, che dopo il successo mondiale come coautrice di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, si dedica all’immaginario maschile con “Storie spaziali per maschi del futuro” (non ha trovato editore in Italia ma è già uscito in diverse lingue all’estero), favole che ribaltano stereotipi consolidati sul ruolo del maschio, costretto a rimuovere debolezze e sentimenti, drammaticamente attuali e pertinenti come dimostra la cronaca con femminicidi perpetrati da assassini incapaci di gestire la propria emotività. Fantasia al galoppo pure in “Il gusto del diavolo” (Manni Editori) in cui Paolo Vismara (il prof che tutti sognano per i propri figli) prosegue sul sentiero dei libri precedenti, eccentrico come l’autore, il cui alter ego professor Vis Amai evaso da un istituto di cura, pur di preservare la propria immaginazione stringe un patto con il Diavolo, diventando persino precettore del figlio di Lucifero, lungo un bizzarro sentiero onirico di scoperte e rivelazioni che richiedono la curiosità di chi sa liberarsi dal conformismo quotidiano. E se scoperte e rivelazioni fossero riservate a chi in età matura sa affrontare con occhi nuovi una nuova vita, una volta lasciato il lavoro? E’ quanto invita a fare con “Pensione. Voglio una vita spericolata, i segreti per farlo” (Anteprima Edizioni) Michaela Scotellaro, scrittrice e autrice che col blog “Happy Pensy”, ha dato vita a una consistente community. L’Ikigai (in giapponese “ragione di vita”) aiuta a capire i pilastri della propria essenza, che l’età matura aiuta non solo a focalizzare ma pure a perseguire. Da pensionati, liberati di stereotipi e convenzioni, si può innescare una nuova vita, all’insegna dell’avventura ispirata dalla curiosità. Non è ancora in libreria ma un progetto vicino alla meta dell’autopubblicazione col crowdfunding, sempre con bookabook, e una generosa segnlazione al Premio Calvino per la miglior opera prima, “Giorni di macaia“, il romanzo di Alessio Mazzolotti amico e regista degli spettacoli di IdF, che nell’intreccio fra epoche diverse, dalla Liguria della Resistenza a quella del G8 2001, all’11 settembre, indaga con curiosità sulla narrazione, provando a dare una risposta a una domanda che accompagna Alessio sin da quando ho scoperto i libri: qual è il prezzo da pagare per scrivere una buona storia?

Visionari e astronauti: quel “vedere la Terra nel suo insieme” indispensabile per riuscire a salvarla

Cosa c’entra un personaggio visionario della controcultura anni Sessanta, che tutti conoscono per una sua frase resa celebre da Steve Jobs, con un fenomeno di percezione che gli scienziati studiano oggi, “The Overview Effect“, di cui sono stati testimoni molti degli astronauti che hanno vissuto sulla stazione spaziale orbitante? Un piacere e un onore aver contribuito con un mio articolo al rapporto curato da Beecofarm, tech hub dell’innovazione nel campo dell’agricoltura, su COP29 conferenza ONU sui cambiamenti climatici conclusa nei giorni scorsi in Azerbaijan. L’ho fatto senza entrare nel merito dei mille problemi che affliggono la Terra, non ne ho la competenza, ma con una riflessione sull’importanza di avere una visione d’insieme del pianeta, per una Nuova Consapevolezza. Il rapporto è disponibile sul sito di Beeconfarm Nei primi anni Sessanta, un personaggio bizzarro girava con una giacca di pelle da nativoamericano e un cilindro in testa per le strade di San Francisco, con sulle spalle un cartellocon la scritta “Cosa aspetta la NASA a pubblicare le foto della terra vista dallo spazio?”.A noi, così abituati oggi alle immagini dallo spazio da satelliti e stazione spaziale orbitante,quel tipo può sembrare un personaggio strampalato, mezzo matto, proprio come loconsideravano i suoi contemporanei. Ma l’idea che Stewart Brand aveva in testa era che quando gli abitanti del pianete avrebberovisto quelle foto, finalmente avrebbero capito. Capito che la Terra è un tutt’uno, dovefrontiere e confini non esistono. Quel tutt’uno affascinante con continenti e mari velatidalle nubi visto dallo spazio però è una sfera sospesa e fragile che va tutelata…Solo da pochi anni gli scienziati stanno studiando un singolare fenomeno di percezionechiamato Overview Effect, testimoniato da diversi astronauti che hanno vissuto sullaStazione Spaziale Orbitante, compreso il nostro Paolo Nespoli: vedere per un periodo laTerra da lontano ha portato in molti di loro un irreversibile mutamento di percezione, laconsapevolezza profonda che il nostro pianeta è un tutt’uno ma sospeso e fragile, che perquesto abbiamo un’enorme responsabilità nel tutelarlo. Che l’intuizione di un personaggio bizzarro sia diventata mezzo secolo dopo un fenomeno dipercezione meritevole di essere studiato è una suggestione preziosa, all’apertura di unCOP29 a Baku che dedicato alle sfide climatiche, con un focus particolare sull’impatto delsettore agroalimentare, affronta un’agenda impressionante per la drammaticità dei problemidel pianeta, dall’energia alla pace, dai cambiamenti climatici all’innovazione. Con un capitoloche tratterà del Capitale Umano: siamo fra i principali artefici dei problemi di degrado madobbiamo avere fiducia nel potenziale di questo patrimonio di conoscenza e creatività pertrovare soluzioni a questi problemi. Resta più che mai importante la “visione d’insieme” evocata dall’Overview Effect edall’intuizione di Stewart Brand, vero personaggio all’incrocio fra tecnologia e controculturacaliforniana (la sua biografia racconta che quella “visione” fu frutto di un trip con l’acido…),oggi ultraottantenne che dopo aver realizzato prima di Internet una serie di leggendarivolumi col titolo “The Whole Earth Catalog” che erano davvero un compendio di conoscenza“in stile Internet” ma su carta, come catalogo “della Terra nel suo insieme”, resta un bizzarrovisionario esploratore del futuro con la fondazione “The Long Now” (fondazione del lungopresente). Ma importante è anche la consapevolezza che questa Complessità che l’IntelligenzaArtificiale sembra aver esasperato ci impone di “aprire la mente” e cambiare prospettiva.Non solo negli stili di vita ormai incompatibili con la sostenibilità, pure nel confronto conquesta Complessità. E se proprio l’Intelligenza Artificiale offre nuovi strumenti dielaborazione, la capacità di trovare soluzioni è affidata oggi più che mai alla creatività delPensiero Laterale, capace di uscire dagli schemi, vedere fili rossi che sono generatidall’intuito, per cavalcare un’onda, quella di una conoscenza e di dati sempre più complessi,che affrontata in modo tradizionale rischia di travolgerci. In “Generalisti”. Perchè una conoscenza allargata, flessibile e trasversale è la chiave delfuturo” (LUISS 2020) il giornalista David Epstein ha raccontato una straordinaria galleria dipersonaggi che hanno saputo trovare soluzioni a problemi complessi spesso consideratiirrisolvibili da superspecialisti del settore, proprio unendo i puntini di campi diversi, quellacontaminazione tra settori del sapere che è richiesta oggi per una visione d’insieme.Da anni col progetto Italiani di Frontiera indago sui segreti del talento italiano. Nonpenso proprio che ci sia una qualche nostrana “superiorità genetica” nel fronteggiare lacomplessità, ci mancherebbe. Ma questo unire i puntini, uscire dagli schemi e “vedere” quel che altri no scorgono, non è proprio solo di geni come Leonardo, Marconi o Federico Faggin,mio mentore che ha firmato il primo microprocessore e inventato la tecnologia touch, primadi esplorare oggi ultraottantenne una nuova frontiera fra scienza e spiritualità.Siamo davvero tutti “nani sulle spalle di un gigante”, la storia che ci ha preceduto, come diceRenzo Piano. E’ il momento di esserne consapevoli, nell’affrontare problemi così complessicon un pizzico di fiducia ed eccentricità in più, nel lasciare percorsi tradizionali perinaugurarne di nuovi, inesplorati. Senza dimenticare le parole d’augurio per il domani chescrisse Stewart Brand nell’ultima pagina dell’ultimo volume del suo catalogo, che incopertina aveva sempre immagini della Terra vista dallo spazio.Brand è meno famoso di chi quelle sue parole d’augurio per il domani, ha immortalato, in un celebre discorso algi studenti dell’UNiversità di Stanford nel 2005, un “certo” Steve Jobs: “Stay Hungry, Stay Foolish”.   Il rapporto è disponibile sul sito di Beeconfarm  

Ebbene sì… Italiani di Frontiera torna sul palco, Wired Italia Nex Fest 2024 Trentino a Rovereto, tema: “Impossibile”. Una caterva di speaker prestigiosi fra i quali vecchi amici protagonisti di IdF come Federico Faggin e Francesca Cavallo. Stavolta non va in scena solo lo storytelling “Pionieri. Esploratori. Non Guardiani“, accompagnato alla tastiera dal bravo Alessandro Pavesi. Pure l’esordio di un nuovo seminario, “Fra Storytelling e Fake News. Corso rapido (e interattivo) di sopravvivenza” (gratuito ma bisogna iscriversi). “Narrazioni suggestive e diffusione di notizie false sono vecchie quanto l’uomo. Ma oggi tecnologie e nuovi media hanno esasperato la forza di impatto, la rapidità di diffusione dei messaggi e il loro potenziale di manipolazione. Il sentiero da seguire per evitare di farsi abbindolare oppure di non credere più a niente è tortuoso ma affascinante, richiede consapevolezza, creatività e passione civile. Lo tracceremo insieme, fra suggestioni letterarie e cinematografiche, testimonianze e contributi, anche dai partecipanti”. Seminario venerdì 27 ex scuole Damiano Chiesa 11-13. Storytelling con musica sabato 28 tetro Zandonai 11.55-12.55. #WNF24

IdF per Rete PMI Emilia Romagna: link, parole chiave, video e approfondimenti dopo lo storytelling

Anche a San Mauro Pascoli, tra amici vecchi e nuovi all’evento di Rete PMI Emilia Romagna, in una manciata di minuti lo storytelling Italiani di Frontiera ha mitragliato storie, suggestioni, video e parole chiave… Ecco una guida con link e approfondimenti. In questo articolo di Wired il visionario Stewart Brand, pioniere fra controcultura e tecnologia, il suo Whole Earth Catalog celebrato da Steve Jobs e la sua “ossessione” negli anni Sessanta per le prime foto della Terra vista dallo spazio. Mancano del tutto in questo articolo connesione e analogia di questa sua visione con il fenoneno di cambiamento di percezione denominato Overview Effect, testimoniato da diversi astronauti. Fra loro Chris Hadfield astronauta canadese autore dello strepitoso video in cui canta “Space Oddity” di David Bowie sulla stazione spaziale orbitante in assenza di peso. Ispirato al titolo di un celebre articolo di Stewart Brand il nostro spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” . Che si apre con la metafora del Surf, simbolo del Pensiero Laterale, chiave per affrontare con successo, su una tavola chiamata Curiosità, qualcosa che rischia di schiacciarci: la Complessità (qui l’inizio dello spettacolo al leggendario Blue Note di Milano). Dei tanti contenuti su Federico Faggin su Italiani di Frontiera,  qui un video esclusivo “Quel dono unico degli italiani nell’affrontare la Complessità” (video esclusivo IdF) Infine due video. “Reverse Turing Test Experiment with Ais” (2024).  Come l’Intelligenza Artificiale “scopre” chi è un essere umano. “Interstellar” (2014). “Ci siamo dimenticati chi siamo. Pionieri, Esploratori. Non Guardiani” PER SAPERNE DI PIU’ Il canale YouTube di Italiani di Frontiera Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour:  in una playlist commenti dei partecipanti (molti proprio dall’Emilia Romagna…) STORIE E PERSONAGGI NEL NUOVO PODCAST  Si trovano tutti sul sito di Italiani di Frontiera, da qualche settimana le loro storie, con nuovi approfondimenti, sono disponibili pure nel nuovo IdF Podcast su Spotify (anche per gli account gratuiti) e altre piattaforme audio L’inizio di Italiani di Frontiera Cesare Marino antropologo degli indiani  e scopritore di italiani nel West allo Smithsonian Institution Luca Prasso pioniere della grafica digitale da DreamWorks a  Google, oggi sulla frontiera dell’Intelligenza Artificiale. Dalla Beat Generation agli Hippie, dalla New Hollywood ai pionieri della fisica quantistica, come la controcultura californiana ha rivoluzionato il mondo occidentale. Roberto Busa gesuita autore dell’Index Thomisticus e straordinario pioniere dell’Umanesimo Digitale Lorenzo Thione imprenditore  di successo nel software e nel musical, da Bing a Broadway Giacomo Costantino Beltrami e Paolo Andreani esploratori nel West nell’Ottocento e Settecento Cristina Dalle Ore già astronoma NASA, dalle sonde spaziali alle nuove frontiere dell’agricoltura Andrea Vaccari startupper da uno sgabuzzino a casa Zuckerberg, ribaltando una situazione “impossibile” Infine la preziosa riflessione di Fabio Parodi da Olivetti a Cisco a LinkedIn: “Italiani a proprio agio nella Complessità anche quando ha le  caratteristiche del Caos” (da 1’27”, video esclusivo IdF) Per concludere, alcuni dei libri  consigliati. A questo indirizzo il mio biglietto da visita con link e contatti. Buon viaggio! Ah: condivisioni, commenti e link sui social, clic su “segui” al podcast, saranno preziosi per IdF… Grazie!

Dopo uno storytelling Italiani di Frontiera. Guida per Curiosi fra personaggi, video, podcast e link

Avete visto di recente una performance di Italiani di Frontiera (Milano, Rimini, Genova, Gubbio) e… siete rimasti leggermente frastornati dal vortice di storie, personaggi, citazioni, parole chiave? Niente paura. Ecco una Guida per Curiosi dopo uno storytelling IdF con tutti gli approfondimenti. Pronti con il Surf? POST E VIDEO Interviste e immagini degli incontri con  Augusto Marietti (Mashape, ora Kong) e Loris Degioanni (Sysdig) oggi unicorni italiani a Silicon Valley La lunga intervista esclusiva (Stanford 2008) a Luca Cavalli Sforza leggendario genetista oggi scomparso. Tutti i post degli incontri ed eventi con Federico Faggin La metafora del Surf all’inizio dello spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” (Milano Blue Note maggio 2018). Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour in una playlist commenti dei partecipanti Genesi della fortunata metafora della Sindrome del Palio di Siena finita nel rapporto Eurispes I post su Maria Montessori  e Adriano Olivetti STORIE E PERSONAGGI NEL NUOVO PODCAST  Si trovano tutti sul sito di Italiani di Frontiera, da qualche settimana le loro storie, con nuovi approfondimenti, sono disponibili pure nel nuovo IdF Podcast su Spotify (anche per gli account gratuiti) e altre piattaforme audio L’inizio di Italiani di Frontiera Cesare Marino antropologo degli indiani  e scopritore di italiani nel West allo Smithsonian Institution Luca Prasso pioniere della grafica digitale da DreamWorks a  Google, oggi sulla frontiera dell’Intelligenza Artificiale. Roberto Busa gesuita autore dell’Index Thomisticus e straordinario pioniere dell’Umanesimo Digitale Lorenzo Thione imprenditore  di successo nel software e nel musical, da Bing a Broadway Giacomo Costantino Beltrami e Paolo Andreani esploratori nel West nell’Ottocento e Settecento Cristina Dalle Ore già astronoma NASA, dalle sonde spaziali alle nuove frontiere dell’agricoltura Andrea Vaccari startupper da uno sgabuzzino a casa Zuckerberg, ribaltando una situazione “impossibile” Chris Hadfield astronauta canadese canta “Space Oddity” di David Bowie sulla stazione spaziale orbitante in assenza di peso. Multiverso e caos indecifrabile: “Everything Everywhere All at Once“, sette Oscar (trailer italiano) Piccola Renna (2024) serie Netlfix di enorme successo che spinge a cambiar prospettiva nel seguire la storia Federico Faggin: “Quel dono unico degli italiani nell’affrontare la Complessità” (video esclusivo IdF) Lorenzo Thione da Bing a Broadway: il musical “Allegiance” (2012) di cui è stato produttore e coautore Fabio Parodi da Olivetti a Cisco a LinkedIn: “Italiani a proprio agio nella Complessità anche quando ha le  caratteristiche del Caos” (da 1’27”, video esclusivo IdF) Tre film premiati con  gli Oscar, con storie d’amore fra artisti capaci di esser mentori l’un l’altro nei momenti più difficili. “La La Land” (2017) “A Star is Born” (2018) “Once” (2006) “Reverse Turing Test Experiment with Ais” (2024).  Come l’Intelligenza Artificiale “scopre” chi è un essere umano. “Interstellar” (2014). “Ci siamo dimenticati chi siamo. Pionieri, Esploratori. Non Guardiani” Infine, alcuni dei libri citati nelle presentazioni. Buon viaggio! Ah: condivisioni, commenti e link sui social, clic su “segui” al podcast, saranno preziosi per IdF… Grazie!

Dieci libri per iniziare il 2024 sfidando l’onda della Complessità… su un surf chiamato Curiosità

Dall’Intelligenza Artificiale al Metaverso, dalla musica alla letteratura alla passione civile, dieci libri (alcuni di amici di Italiani di Frontiera) per esplorare una modernità sempre più complicata, difendersi dalle Fake News, intercettare i talenti precoci… e iniziare il nuovo anno planando sull’onda della Complessità con un surf chiamato Curiosità.  Con i migliori auguri di un 2024 felice e creativo, da Italiani di Frontiera. SOLO UNO STRUMENTO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Fra i tanti libri su AI come non segnalare quello di un amico come Fabio Ferrari, fondatore a Modena di Ammagamma, sempre in prezioso equilibrio fra tecnologia d’avanguardia e rimandi alla cultura umanistica. In “L’Intelligenza artificiale non esiste” (Sole24Ore) con un titolo provocatorio Fabio esorta a considerare questo potente congegno di conoscenza e sviluppo per quel che deve essere: uno strumento di cui dobbiamo imparare a servirci, non un pericoloso soggetto di cui subire il potere. Lo fa raccogliendo spunti da dialoghi  con fior di esperti (fra loro Federico Faggin, mentre Luciano Floridi firma la postfazione), senza rinunciare a un collegamento con la cultura classica, ricordando la figura mitologica di Talos, gigantesco automa a protezione di Creta dono del dio Efesto, in apparenza invulnerabile ma alla fine ucciso con un colpo nell’unico punto vulnerabile, metafora del primato dell’ingegno umano su congegni che sembrano sovrastarci. UNA PASSIONE CIVILE PAGATA CON LA VITA Certo sembra riduttivo definire “curiosità” il motore di una passione professionale e civile eccezionale come quello di una giornalista che ha sacrificato la vita per il coraggio di inseguire, scoprire e documentare tragiche verità, dando spesso voce e dignità ai più derelitti. In “Una madre. La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaia” (Rizzoli) , è la figlia Vera Politkovskaia con Sara Giudice a raccontare la figura di una reporter straordinaria che fu uccisa il 7 ottobre 2006, dopo aver firmato una straordinaria serie di reportage e libri scomodissimi per il regime russo, svelandone impietosamente retroscena che forse l’Occidente ha troppo a lungo finto di non conoscere, sino all’invasione dell’Ucraina. LAVORO “INTELLIGENTE” SOLO CON UNA RIVOLUZIONE CULTURALE In ” Si fa presto a dire Smart, La strada per lavorare in modo intelligente” (Guerini) Adele Nardulli imprenditrice e linguista, fondatrice dell’agenzia di traduzioni Landoor, ha esplorato da esperta il pianeta “Lavoro Intelligente”, rilevando come l’organizzazione del lavoro tradizionale sia a scadenza breve e per reggere il confronto con quanto si fa all’estero ed essere attrattivi per i lavoratori più giovani, che hanno esigenze diverse, è indispensabile e urgente un profondo cambiamento culturale nelle aziende. Cambiamento che passa dal controllo alla valutazione del risultato, con una flessibilità sia di spazio che di tempo. In un viaggio fra aziende che sono state pioniere in questo campo, il libro evidenzia come pratiche di lavoro «smart» possano non solo innovare il management ma garantire pure vantaggi competitivi alle aziende stesse. PERCHE’ FATICHIAMO A LIBERARCI DELLE BALLE Con “La scienza dell’incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perchè le peggiori non muoiono mai” (Rizzoli)  Massimo Polidoro, giornalista cofondatore con Piero Angela del CICAP (Comitato Italiano per il controllo sulle affermazioni sulle pseudoscienze) esamina a fondo l’antico “bisogno di credere” come necessità di dare un senso alla realtà, oggi reso più evidente da tecnologie e social con la diffusione di fake news e teorie complottiste che “semplificano” una realtà sempre più complessa. Un percorso di conoscenza affascinante fra mille storie, che aiuta ad acquisire strumenti per valutare con occhio critico da scienziato l’infinità di informazioni, pronti quando è il caso a cambiare opinione di fronte a prove concrete, aggrappati a quella scialuppa di salvataggio (o… surf?) che è la curiosità. FERNANDA PIVANO COME NESSUNO L’HA CONOSCIUTA E’ la curiosità, mista a una dose di giovanile incoscienza, ad aver fatto cogliere l’occasione della vita a  un ragazzo che di fronte a  una figura storica della letteratura italiana alle prese con la propria complicata autobiografia, per le cui mani erano passati molti dei libri della sua formazione, si era sentito proporre: “Vuoi essere tu il mio assistente?“. E’ così che Enrico Rotelli (amico di Italiani di Frontiera, sul ponte fra Italia e San Francisco) ha raccolto in “Nanda e io. I miei anni con Fernanda Pivano” (La Nave di Teseo) il diario della sua straordinaria esperienza a fianco della scrittrice e traduttrice che per decenni ha fatto conoscere la letteratura americana agli italiani. In una galleria di incontri memorabili con figure storiche dell’arte e della letteratura (non tutte simpaticissime…) e un’infinità di aneddoti, sono la stima e l’affetto sempre più intensi  ad aver segnato il singolare rapporto fra l’anziana intellettuale che tutti conosceva e il suo giovanissimo braccio destro, oggi giornalista e scrittore impegnato a proseguire (brillantemente) l’esplorazione del mondo letterario americano. LA MUSICA UNA GALASSIA DA ESPLORARE INCANTATI Sconsigliato a chi considera la musica solo un piacevole sottofondo, raccomandato ai curiosi dispersivi (come il sottoscritto) “Polvere di stelle. Dall’armonia delle sfere ai concerti negli stadi” (Mimesis) è un saggio impegnativo e incredibile, per profondità e ampiezza, di un autore di cui sono sfegatato fan: Alessandro Carrera, docente alla University of Houston, traduttore e massimo esperto di Bob Dylan. Dall’antichità alle leggende orientali, dalla cosmologia all’antropologia, Carrera spazia con una competenza sbalorditiva, tra riflessioni sulla musica popolare e quella d’avanguardia, sul Pierpaolo Pasolini musicato da Giovanna Marini come sul “pop esoterico” di Franco Battiato. Ricordando che è “la Musica creata da noi umani a imitazione dell’attrito degli astri nel cielo e per la quale dovremmo veramente essere grati a noi stessi”. GUIDA ALLA SCOPERTA DI BAMBINI PARTICOLARI: I PLUSDOTATI E se il pianeta da esplorare fosse quello del talento di bambini molto particolari… perchè straordinariamente intelligenti? Con “Plusdotazione e Talento. Cosa fare e non” (Erickson) Lara Milan (che Italiani di Frontiera anni fa ha affiancato in un evento internazionale sul tema, nella sua Vicenza) propone una guida rapida per insegnanti della scuola secondaria di primo grado, da vera pioniera di un settore che in Italia è assai arretrato rispetto ad altri Paesi, per una serie di pregiudizi che aggravano i disagi di questi bambini “diversi”,

Cavalcare l’Onda della Complessità: una guida dopo gli storytelling Italiani di Frontiera a Cagliari

Che emozione, e che piacere tornare qualche giorno fa con Italiani di Frontiera a Cagliari a nove anni esatti dal primo incontro, 30 giugno 2014, scoprendo un’infinità di preziosi amici vecchi e nuovi: al mattino alla Facoltà di Ingeneria dell’Università, al pomeriggio nella sala di Open Campus, incubatore Tiscali. Un piacere anche per IdF, accompagnato per anni negli storytelling da chitarra o pianoforte, la prima di un  duetto con un sax, quello del bravo Enrico Marongiu. Grazie Enrico! Replicheremo presto…   IdF ha ampliato il proprio raggio discostandosi dal ponte Italia-Silicon Valley con sempre nuovi spunti d’ispirazione. Ecco quindi una scaletta per ricordare e approfondire gli spunti degli ultimi storytelling. Chris Hadfield astronauta canadese, combinando eccezionali competenze, realizza un memorabile video cantando Space Oddity nella Stazione Spaziale Orbitante, in assenza di peso. 52 milioni di visualizzazioni in dieci anni, per quella che David Bowie aveva considerato la miglior versione della sua canzone, uscita pochi giorni prima dello sbarco dell’Uomo sulla Luna.   A ispirargli Space Oddity, aveva detto Bowie, lo sconcerto di fronte a un film bellissimo e misterioso come “2001: Odissea nello Spazio” di Stanley Kubrick.   Lo stesso sconcerto provato davanti al film di Kubrick si ripresenta davanti al caotico Multiverso di “Everything. Everywhere. All at Once“, film dei “Daniels“, vincitore di sette premi Oscar.       Lo spazio che sa ispirare. Cristina Dalle Ore astronoma trevigiana  e la sonda su Plutone Gli italiani e la Complessità. Federico Faggin e il dono unico degli italiani di affrontare la complessità con una visione di sistema.   Fabio Parodi (ex LinkedIn) e la capacità degli italiani di affrontare la Complessità sentendosi a proprio agio anche quando questa ha le sembianza del Caos   Cavalcare l’onda della Complessità. La metafora del surf  come Pensiero Laterale, inizio dello spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” (Milano, Blue Note esaurito il 28 maggio 2018)   Luca Prasso da Dreamworks a Google Maria Montessori straordinaria pedagogista che insegnò a intercettare e valorizzare il talento, l’incredibile serie di Montessori Alumni protagonisti a Silicon Valley. Adriano Olivetti e gli olivettiani su Italiani di Frontiera. Roberto Busa gesuita incredibile pioniere dell’Umanesimo Digitale   Cesare Marino antropologo degli indiani allo Smithsonian Institution e scopritore di italiani nel West. Giacomo Costantino Beltrami esploratore romantico alle sorgenti del Mississippi.   La La Land, Once, A Star i is Born, Tre film che raccontando un sofferto rapporto d’amore fra due artisti svelano l’importanza di essere mentori: ispirare e aiutare gli altri a superare ostacoli sul proprio percorso. Non sono nel sito ma nel libro “Italiani di Frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA 2015, prefazione di Gian Antonio Stella) storie che si trovano online com quella dei fratelli Jacuzzi, di  Francesca Cavallo, autrice con Elena Favilli del successo mondiale di “Storie della Buonanotte per bambine ribelli”.    “Ci siamo dimenticati chi siamo. Pionieri. Esploratori. Non Guardiani”. “Interstellar” (2014) di Christopher Nolan. Italiani di Frontiera a Cagliari, Open Campus Tiscali 30 giugno 2014.

“Surf e Mongolfiere…” guida fra personaggi, idee e parole chiave dell’ultimo storytelling IdF

  Il nuovo storytelling di Italiani di Frontiera “Surf e Mongolfiere: in tempi di crisi è indispensabile essere Curiosi“, proposto con successo in un evento online e in due eventi a Milano con accompagnamento al pianoforte di Alessandro Pavesi,  è come un concentrato di storie, idee e parole chiave. Ecco qualche spunto riprenderle e per approfondire, per chi ha assistito alle performance e per chi lo farà in futuro. – La storia di Annamaria dal Violin, grande talento musicale del Settecento di cui nessuno conosce il volto, che ebbe come mentore Antonio Vivaldi. – Il libro che l’ha ricordata, best seller New York Times: “Generalisti. Perchè una conoscenza allargata, flessibile e trasversale è la chiave per il futuro” (David Epstein, LUISS). – L’importanza di esplorare: Cristina Dalle Ore astronoma che ha partecipato alla missione NASA che ha portato la sonda New Horizons su Plutone   Lo speech Italiani di Frontiera al TEDxMestre 2021 sul tema del ConFine – Il Surf metafora del Pensiero Laterale, i tre principi hawaiani che lo fecero scoprire alla California – Italiani visionari nel West: Paolo Andreani  nobile milanese dal volo in mongolfiera all’avventura americana in canoa tra gli Irochesi, Giacomo Costantino Beltrami patriota bergamasco che risalì da solo il Mississippi con un ombrello rosso, Cesare Marino antropologo “dei nativi americani “allo Smithsonian Institution e scopritore di connazionali sulla frontiera americana (numerosi i post a lui dedicati). Grandi Innovatori – Luca Prasso pioniere della grafica digitale e VRArcheologist (archeologo della Realtà Virtuale) da DreamWorks a Google (in numerosi post) – Andrea Vaccari da uno sgabuzzino a cena a casa Zuckerberg per convincerlo a entrare in Facebook… – Lorenzo Thione dal software del motore di ricerca Bing di Microsoft a un musical a Broadway (diversi post)   Figure storiche –  Roberto Busa gesuita vicentino incredibile pioniere dell’Umanesimo Digitale – Maria Montessori e Adriano Olivetti giganti mondiali dell’innovazione, Italiani di Frontiera Out of the Box (diversi post) – Federico Faggin dal primo microprocessore alla tecnologia toUch alla ricerca sulla consapevolezza della materia (numerosi)   Riflessioni in video Federico Faggin e la capacità degli italiani di affrontare la complessità   Fabio Parodi (già a LinkedIn) e gli italiani a loro agio nella complessità anche quando ha le caratteristiche del caos

“Son contento di perdere purchè tu perda…” Italia 2022, più attuale che mai (purtroppo) la Sindrome del Palio di Siena ideata da IdF

Italia, luglio 2022. “Sono contento di perdere purchè tu perda…”. La tragicomica situazione politica dell’Italia, in un momento terribilmente delicato rilancia (purtroppo) la fortunata metafora della Sindrome del Palio di Siena, ideata da Italiani di Frontiera, sullo sconfortante malcostume di realizzarsi nella sconfitta altrui (non mi importa vincere, basta che tu perda)… formula finita nel 2016 nel titolo del Rapporto Eurispes sullo stato del Paese! In un minuto, nel video qui sotto, come è nata la Sindrome del Palio, elaborando riflessioni di Federico Faggin, tra i padri del microprocessore e inventore del touch, Luca Cavalli Sforza, genetista di fama mondiale oggi scomparso. Messaggio ai più giovani: ragazzi spetta a voi liberarci da questa abitudine, sciagurata autolesionista. Qui la Sindrome in un precedente post.