Gran finale dell’IdF Silicon Valley Tour fra Berkeley, Stanford e le note di Hotel California…

A Berkeley e Stanford… con l’Alumnus dell’Anno di Ca’ Foscari! Guida speciale (con T shirt UCF, Università di Ca’ Foscari, che in ottobre mi ha premiato come Cafoscarino dell’Anno..) per l’ultima giornata dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 nel cuore delle università della Bay Area. Si torna a Berkeley e ad accoglierci è ancora Alessandro Ratti, che conquista tutti analizzando a fondo il rapporto fra università e industria. L’importanza di trasferire tecnologia dagli atenei, che sviluppano quello che le imprese non sono capaci di fare, alle aziende, il ruolo di docenti che sono a loro volta imprenditori, la gestione dei brevetti, che restano di proprietà dell’Università ma danno potere contrattuale ai professori che li hanno ottenuti. E Alessandro riconosce forse una certa lungimiranza all’Europa, nello sviluppo della ricerca pura, mentre a suo giudizio le università americane subiscono forse un’eccessiva pressione da parte delle lobby di grandi imprese che spingono per risultati che siano convertibili in business. Pranzo nella cafeteria del Lawrence Berkeley Laboratory, il tempo di ricordare la storia di Mario Savio, origini siciliane, che fu leader storico della protesta studentesca qui nel 1964 e si riparte. Traffico intenso sulla 101, arriviamo a Stanford dove ci accoglie un vecchio amico di IdF, Jeff Cabili, gentilissimo e simpatico come sempre, malgrado il fuso orario, visto che è appena tornato da un viaggio transoceanico… Jeff si occupa della promozione della Business School, la formazione che l’ateneo dedica non agli studenti ma ai laureati ed a maturi professionisti che per un periodo possono frequentare corsi di altissimo livello per aggiornare e riqualificare il proprio profilo professionale. E agli imprenditori del tour viene forse l’acquolina in bocca… anche se frequentare questi corsi di eccellenza richiede un investimento non da poco. Foto di gruppo con Jeff e arrivederci. Si passa davanti alla chiesa di Stanford, quale occasione migliore per ricordare l’incredibile filo che intreccia la storia dell’Università…a quella di Venezia? Il Tour finisce a Stanford, anche se avremo altri piacevoli impegni e incontri. In pullman verso San Francisco, con le note, la traduzione e l’analisi, di Hotel California. Una metafora sul rock… nell’Angolo della Qultura con la Q maiuscola, le mille storie e divagazioni che il logorroico autore di IdF infligge ai partecipanti al Tour. Sarà masochismo ma sembrano gradire… in un viaggio tutto alla scoperta di significati nascosti.

Vigilia del Silicon Valley Tour: una giornata con Silvia Giordani, che studia … il “dopo silicio

  “Per fare scoperte di un certo calibro bisogna rischiare”. San Francisco, nuvole, pioggia… e straordinarie coincidenze. Cosa poteva esserci di migliore, per trascorrere la vigilia dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2014 di una giornata con un’Italiana di Frontiera che sta preparando l’era… del dopo silicio.. e che per caso in questi giorni è proprio a San Francisco? Silvia Giordani è una ricercatrice bergamasca con un curriculum “da urlo”. Laurea in chimica farmaceutica all’Università di Milano, dottorato all’Università di Miami, poi tre anni alla Scuola di Fisica del Trinity College a Dublino, un anno All’Università di Trieste, poi ritorno a Dublino alla guida di un centro di ricerca in nanotecnologie. Nel frattempo, una sfilza di pubblicazioni e di premi internazionali (fra i quali L’Oréal UK & Ireland Fellowship For Women in Science e Rotary International Paul Harris Fellow Award). Da sei mesi Silvia è tornata in Italia, alla guida di un laboratorio dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, dove si occupa di nanotecnologie basate sul carbonio. Nuova frontiera nel campo della medicina ma non solo, visto che sui nuovi materiali lavora da anni anche l’industria dei computer, nella convinzione che ormai la curva costante di miglioramento delle prestazioni del silicio nei microprocessori sia vicina all’apice. Il bello è che dopo esserci conosciuti a Orientagiovani Confindustria 2012 a Firenze dove eravamo entrambi speaker, davanti a mille studenti nel Nuovo Teatro dell’Opera, con Silvia tutti i tentativi di incontrarci di nuovo erano falliti… ma stavolta è bastato Facebook e la coincidenza di trovarla proprio a San Francisco, al termine di un convegno internazionale sui materiali che ha seguito da relatrice. Silvia è una “spacciatrice” di idee, ha una vera e propria… incontinenza di progetti scientifici, e non solo nei campi in cui lavora… ma è soprattutto un mentore straordinario. Anche durante gli anni di Dublino ha perseguito il suo progetto di formazione e promozione di giovani di talento tenendo periodicamente lezioni nell’ITIS di Bergamo in cui si era diplomata, poi portando alcuni dei ragazzi più promettenti al suo fianco in grandi eventi, sino a trasformare una di loro in speaker in una conferenza internazionale davanti ad una platea sterminata! Brava Silvia, si chiama “Give Back”, è la base per costruire il futuro ma in Italia ancora troppo pochi l’hanno capito. Ma Italiani di Frontiera ha qualche idea in proposito, per coinvolgere pure Lorenzo Thione, Vincenzo Di Nicola, Vito Lomele…   Con Silvia lunga passeggiata sotto la pioggia, poi pranzo thailandese con il grande Franco Folini, Top IdF Friend, fra i primi intervistati da Italiani di Frontiera nel 2008 e visita alla sua Novedge. Poi camminata in centro città, Chinatown e North Beach fino ad uno dei locali più suggestivi, il leggendario Caffè Trieste, tempio della Beat Generation, per incontrare Giacomo Ghiraldo, da poco incrociato alla conferenza IdF a Padova  e Diego Echecopar, fondatore di SV Links che si occupano a loro volta di portare imprenditori a Silicon Valley, soprattutto dal Sudamerica. Il gran finale con un risotto nella “tana” di Italiani di Frontiera a San Francisco, la casa di Felice Bonardi e Sabrina Bellotti, ingegneri software di inesauribile curiosità che con le idee e i progetti di Silvia hanno trovato pane per i loro denti… Giornata da incorniciare, Silvia dopo un giro turistico della città domani torna in Italia ma di sicuro la collaborazione con IdF è appena cominciata… E domani intanto arriva la mia banda… l’Italiani di Frontier Silicon Valley Tour 2014 sta per partire! Con Silvia Giordani, Sabrina Bellotti e Felice Bonardi    

Imprenditore, sognatore e storyteller: due incontri memorabili con Lorenzo Thione a Como e Milano

Forse una carriera che a 35 anni l’ha visto passare dal successo nel software ad un musical di successo, Allegiance che presto sarà a Broadway poteva essere raccontata in modo celebrativo. Ma non nel caso di Lorenzo Thione. Lorenzo lo avevo già incontrato qualche anno fa e non avevo dubbi che la sua straordinaria esperienza avrebbe ispirato qualcosa di diverso. Due incontri pubblici da incorniciare, una miniera di riflessioni preziose che da un vissuto di imprenditore hanno toccato aspetti persino esistenziali: l’importanza di inseguire le proprie passioni, di far tesoro degli errori e degli incontri con persone eccezionali che sanno imprimere una svolta alla vita. Non sono mancati i giovani ma c’è da sperare che siano in molti di più a trovare il tempo di ascoltare Lorenzo anche online, per la carica e l’ispirazione che le sue riflessioni sanno infondere con una semplicità sbalorditiva, riascoltandole nei video qui sotto dei due eventi che lo hanno visto protagonista. Martedì 15 aprile al Centro Culturale di Milano, grazie a due preziosi amici che l’hanno reso possibile: Camillo Fornasieri che dirige la prestigiosa istituzione e Irma Bianchi e la sua omonima agenzia di Comunicazione, che con passione hanno creduto a questa proposta favorendo l’incontro con numerosi giornalisti. Se Lorenzo è venuto in Italia però il merito è di Unindustria Como (grazie di cuore a Stefano Rudilosso), che l’ha ospitato la sera prima in un incontro pubblico. Con una soddisfazione in più, vedere tantissimi amici vecchi e nuovi di Italiani di Frontiera, sia a Como che a Milano. Ecco in tre parti l’incontro a Milano.         Qui invece il video integrale del bellissimo incontro con Lorenzo la sera prima, 14 aprile, a Como, ospite degli imprenditori di Unindustria

Da Bing a Broadway… Lorenzo Thione torna a Como e Milano in due grandi eventi promossi da IdF

Dopo una settimana straordinaria, con tre performance in tre giorni, martedì a Oderzo (Treviso) in un bell’evento aziendale di  Henry Glass, mercoledì alla rassegna sull’occupazione Iolavoro a Torino, al Lingotto, giovedì a Vicenza in una sala con 250 persone per la serata del Gruppo Trivellato), per Italiani di Frontiera è di nuovo conto alla rovescia… di nuovo alla ribalta, con un ospite d’eccezione, appena arrivato da San Francisco:  Lorenzo Thione,  tra i principali protagonisti di Italiani di Frontiera,  che organizza i due importanti eventi di cui sarà ospite d’onore. Lunedì 14 aprile alle 20.30 a Como nella sede di Unindustria via Raimondi 1 un incontro con gli imprenditori, martedì 15 alle 11 a Milano (Centro Culturale di Milano, via Zebedia 2, Mm Missori), per incontrare amici, innovatori e giornalisti. L’incontro con Lorenzo nel 2011 ha segnato una svolta IdF. E le sue riflessioni sullo spirito d’impresa (nei video sotto) sono state cruciali per orientare lo sviluppo del progetto. Lorenzo ha pure avuto parole di elogio per Italiani di Frontiera… La due giorni organizzata in collaborazione con Unindustria Como, Centro Culturale di Milano e Irma Bianchi Comunicazione, proporrà due  occasioni imperdibili, per sentire Lorenzo parlare del suo straordinario percorso di innovatore e imprenditore fra tecnologia, musica e arte. Una personalità eclettica capace di combinare  spirito d’impresa e spiccata sensibilità artistica. Con l’intento di creare nuove strutture di sostegno a favore di arte contemporanea, teatro, spettacolo e cultura. Il tema conduttore: realizzare prodotti, opere, servizi che possano migliorare la vita delle persone. Giovane imprenditore, 35 anni, “padre” del motore di ricerca Bing concorrente di Google,  comasco di nascita, Thione ha studiato al Politecnico a Milano, si è trasferito in America, laureandosi alla University of Texas; nel 2006 ha co-fondato e lanciato Powerset, la startup creatrice di Bing, venduta nel 2008 a Microsoft. Dal 2010 si è dedicato a nuovi stimoli sul fronte culturale, dal teatro al non profit, alla linguistica computazionale, all’online market e all’arte. Ha lanciato due società: Artify, un canale web per la promozione e diffusione di opere di arte contemporanea in edizione limitata e The Social Edge, un social media che fornisce servizi relativi alle arti e all’intrattenimento. Dal 2011 ha dato avvio alla produzione di spettacoli nell’ambito dell’intrattenimento del teatro commerciale americano e ha prodotto il musical “Allegiance”, che ha esordito con successo negli USA e oggi sta per approdare a Broadway. Il filo rosso tra progetti così diversi è “Il raccontare una storia, la cosa più vicina allo spirito imprenditoriale”, ha detto Lorenzo in una recente intervista, “Un imprenditore deve essere un grande storyteller, che prende una visione, un’idea, un sogno, un concetto e li spiega in modo entusiasmante stimolando immaginazione ed emozioni in chi lo ascolta. Ciò impatta sui risultati di un’impresa”.  

Da Venezia a Palo Alto: in ricordo di Adalberto Viggiano, decano degli italiani di Silicon Valley

Quattro anni fa, 25 marzo 2010,  a Palo Alto se ne andava Adalberto Viggiano. Era il decano degli italiani di Silicon Valley, dove viveva dal 1962, una lunga carriera come ingegnere responsabile di apparecchi di ricerca a fianco del premio Nobel per la Chimica 1983 Henry Taube. Di emigrazione, Stanford, ricerca, italoamericani, scienza e armamenti,Adalberto aveva parlato in questa intervista per me molto preziosa (2008), assieme alla moglie Dina, una donna straordinaria a lungo responsabile di Casa Italia a Stanford, alla quale poi nel 2011 abbiamo dedicato una bellissima giornata all’Università di Ca’ Foscari . Sono ricordi e testimonianze, dalle quali emerge soprattutto l’eccezionale umanità di Adalberto e Dina, partiti da Venezia nel 1958.  Straordinari pure nell’ospitalità. E come dimenticare quella cena della primavera 2008, in cui a casa Viggiano, a Palo Alto, gli ospiti a tavola erano solo i Bonzios…  Federico Faggin, Luca Cavalli Sforza e le rispettive signore? Dina e Adalberto Viggiano nella loro casa a Palo Alto, estate 2008.

Machiavelli, Olivetti, Montessori e la modernità… mi tocca dar ragione a Ostellino!

Aiutooo! Qualcosa di grave mi sta succedendo. Dopo aver apprezzato una battuta di Vittorio Feltri (chi l’avrebbe mai detto?) sull’insopportabile volgarità di Lucianina Litizzetto… per la prima volta concordo pure con Piero Ostellino, principe della chiacchiera dotta, uno che ha sempre evitato le notizie (è stato “solo” che direttore, al Corriere) e ora pontifica costantemente sullo stesso quotidiano, sempre in nome del liberalismo. Solo che questa sua recente riflessione mi ha colpito, perché coincide con una parte del percorso di Italiani di Frontiera, che spiega ad esempio perché grandi maestri capaci di pensare il futuro, come Adriano Olivetti e Maria Montessori, siano stati così emarginati in patria. E cioè, che a frenare l’Italia sulla strada della modernità siano coincidenze fra pensiero cattolico e comunista, con una serie di stereotipi consolidati e ancora diffusi, nella società non solo nella classe politica, che ormai fanno a pugni con la realtà. Italiani di Frontiera osserva come Adriano Olivetti e Maria Montessori fossero appunto “Out of the Box” rispetto a questi stereotipi. Ostellino traccia un percorso simile ma parte dall’emarginazione in Italia di Niccolò Machiavelli, pioniere del pensiero politico moderno. “Perché nei nostri licei e nelle nostre università non si studiano, non si analizzano e, spesso, manco si leggono le opere di Machiavelli? Perché molti italiani neppure sanno chi egli è stato per il pensiero politico della Modernità?…La risposta sta, forse, nel fatto che, in Italia, fra la prassi religiosa e morale della Chiesa della Controriforma che, se necessario, indulge volentieri al realismo, ma evita contemporaneamente di parlarne, e la prassi politica e moralistica del comunismo, ambiguamente oscillante fra parlamentarismo praticato e rivoluzionarismo promesso, ci sono state più affinità e coincidenze di quanto si creda. Il realismo di Machiavelli era in contraddizione sia con l’utopismo marxiano, sia con la togliattiana doppiezza politica del Pci; oggi, lo è anche rispetto al trasformismo dei suoi eredi”. A dire il vero nelle scuole si studia eccome Machiavelli. Ma è quella tradizione di pragmatico realismo che sembra esser stata emarginata dalla politica ma forse pure dalla società, afflitta da un eccesso di ideologismo litigioso che spesso si accontenta di affermare se stesso, meglio se contrapponendosi agli altri. E di difendere il consenso attorno a quell’identità. Risolvere i problemi (Problem Solving)? No non è la cosa più importante… Qui l’editoriale di Ostellino sul Corriere della Sera: Il diritto al lavoro per legge, l’illusione che fa male agli italiani.

East Media un ponte web per il business con l’Oriente… ora Italiani di Frontiera guarda anche alla Cina!

    Poco più che ventenni, non erano soddisfatti dei rispettivi lavori ed hanno iniziato a guardare alla Cina come alla frontiera del futuro. Uno specializzandosi nel business digitale, l’altro trasferendosi in un angolo remoto in cui nessuno parlava nemmeno inglese, per una full immersioni che doveva durare sei mesi e invece ha superato i sei anni. E’ così che si sono incrociati i destini di Mauro Comendulli ed Emanuele Vitali, fondatori di East Media, promettente startup milanese dedicata a promuovere il Digital Marketing per aziende italiane in social media e motori di ricerca cinesi ma anche russi. La maggior parte degli utenti di quei mercati non utilizza infatti né Google né YouTube, spiegano Mauro ed Emanuele nella videointervista, girata al Talent Garden di Milano dove la startup ha sede. Questo può rappresentare un enorme vantaggio competitivo per aziende d’avanguardia, che comunicando  attraverso i canali giusti possono riuscire a imporsi su concorrenti molto più titolati ma meno accorti. Ma per affrontare quel mondo, non basta usare i mezzi più appropriati. Per questo East Media si ripropone di fornire alle aziende che mirano Est anche una preziosa opera di mediazione culturale, per capire un po’ del modo di pensare dei cinesi ed evitare passi falsi che possono rivelarsi disastrosi per gli affari. L’incontro con East Media segna un’importate svolta per Italiani di Frontiera, che inizierà ora a guardare anche verso quell’orizzonte, l’Estremo Oriente, con storie e casi aziendali raccontati con la collaborazione di Sharazad, preziosi partner per la comunicazione e la strategia, avvalendosi in particolare delle competenze di Linda Gragnato, specialista del mercato cinese, laurea in Lingue Orientali all’Università Ca’ Foscari, che anch’io ho frequentato e che in ottobre mi ha assegnato il titolo di Alumnus dell’Anno. In una cerimonia svolta al Teatro Malibran, che sorge dove si trovava la casa di Marco Polo, cui è dedicato uno dei club degli Alumni veneziani di cui faccio parte. Beh in Cina ancora non sono mai stato ma qualche titolo e molti amici giusti per guardare anche a Oriente non mancano…

Vincenzo Di Nicola dopo il successo GoPago diventa cittadino USA… e rende omaggio a Carlo di Rudio!

  Per Italiani di Frontiera sono piccole grandi soddisfazioni.  Scoprire stamattina online che il protagonista di uno dei più recenti casi di successo imprenditoriale italiano a Silicon Valley ha celebrato l’ottenuta cittadinanza USA rendendo omaggio al personaggio simbolo di IdF, lo straordinario Carlo Camillo di Rudio, conte bellunese “Forrest Gump dell’800” sopravvissuto a Little Bighorn, scoperto dall’antropologo Cesare Marino … E dunque complimenti e un grazie di cuore a Vincenzo Di Nicola, che incrociato brevemente nel 2011 al lancio della sua GoPago, startup per i pagamenti attraverso mobile, l’aveva presentata in un breve video per IdF. Di ottimo auspicio, visto che il mese scorso GoPago è stata acquisita dal colosso Amazon. Alla nascita di Italiani di Frontiera nel 2008, qualcuno a Silicon Valley aveva storto il naso: che c’entrano storie di connazionali di ieri, magari fra gli indiani, mescolate ai protagonisti dell’hi tech?  Io credo sia stata invece una scelta azzeccata. IdF ha forse dato un piccolo contributo a rafforzare il ponte di opportunità e progetti fra Italia e USA… creando un altro ponte, ideale: quello fra gli innovatori di oggi nel mondo hi tech e non solo ed i tanti italiani che sfidarono in passato altre Frontiere. Per alcuni quelle della discriminazione, per altri quella geografica del West, di un Paese ancora in buona parte da scoprire, a rischio della vita. Perché è di questa energia, la forza di andare oltre il limite della consuetudine, con i coraggio di continuare a creare il nuovo ed scoprire, che ha bisogno il nostro Paese. Ed era stata una grande soddisfazione che i vivaci imprenditori romagnoli dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2013 lo scorso ottobre, nella biciclettata verso il Golden Gate Bridge, avessero deciso a loro volta di rendere un omaggio simbolico alla tomba del conte di Rudio, un modo di far propria questa prospettiva. Così, mentre forse di startup in Italia si parla oggi persino troppo,  IdF continua a seguire il mondo dell’innovazione tecnologica,  con un’attenzione particolare però per idee e modi di pensare innovativi e fuori dagli schemi che a volte spuntano dai settori più disparati, magari da storie del passato, capaci di ispirare soprattutto i più giovani, che devono liberare questo Paese da stereotipi che lo condannano alla decadenza, per un futuro Out of the Box.  

Dopo Ca’ Foscari e Università di Padova, IdF torna alla Scuola di Giornalismo di Milano

IdF… torna a Milano! Oggi giovedì 20 febbraio l’appuntamento, 16.30, è alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi, nella sede dell’Università Statale a Sesto San Giovanni, per una conferenza lezione di due ore sul giornalismo creativo. Una grande soddisfazione poter incontrare i giornalisti di domani, tornando nella scuola che ha già ospitato in passato IdF. La settimana scorsa Italiani di Frontiera è stato nelle Università, per promuovere il Silicon Valley Study Tour in collaborazione con La Storia nel Futuro ed il patrocinio del Ministero degli Esteri, arriva a Venezia e Padova. Giovedì 13 febbraio è toccato a Ca’ Foscari (15.30 Polo Economico di San Giobbe, Aula 2 A), appuntamento organizzato dall’associazione degli Alumni, che come autore di questo progetto, mi ha premiato lo scorso ottobre all’inaugurazione dell’anno accademico col titolo di Cafoscarino dell’Anno! Un’occasione per ricordare l’incredibile intreccio che lega la storia dell’Università di Stanford a Venezia.  O l’evento speciale organizzato nel 2011 da IdF a Ca’ Foscari per una veterana di Stanford, la fantastica Dina Viggiano. Venerdì 14 invece siamo stati  all’Università di Padova.. E quanti sono i protagonisti di Italiani di Frontiera partiti proprio da Padova? C’è l’imbarazzo della scelta… Da Cristina Dalle Ore, astronoma alla NASA (passando per… Harvard!), al giovane  Stefio Ceccon, a Londra come ricercatore ed esperto di Data Journalism… al Times! Sino al più prestigioso di tutti, il leggendario Federico Faggin, tra i padri del microchip e inventore del touchpad, E al partner per eccellenza di IdF, Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution fra i maggiori esperti di indiani d’America e scopritore di fantastiche storie di italiani nel West, raccontate da Italiani di Frontiera. Dopo l’esordio 2014  a Genova per Italiani di Frontiera live,  al Talent Garden  (in streaming, grazie agli amici di EventLive), il Tour di IdF per promuovere il Silicon Valley Study Tour, in collaborazione con il Ministero degli Esteri, assieme all’inarrestabile Paolo Marenco è stato di scena Politecnico di Milano. alla Business School del MIP, ospite degli amici di Innovits. Iniziato a fine 2013 a Politecnico Bari, Federico II Napoli, La Sapienza di Roma e Normale di Pisa, il Tour proseguirà nelle prossime settimane negli atenei di  Palermo, Catania, Roma, Novara e Pavia… Qui la pagina Facebook dedicata.                    

Design creativo per la comunicazione sociale: i progetti “Out of the Box” di Pasquale Volpe

Ma… non è il sogno di tutti gli studenti, trovarsi al di là della cattedra? A lui è riuscito nel giro di un anno: a poco più di vent’anni voleva iscriversi ad un master di design, pochi mesi dopo è stato chiamato a parteciparvi… ma come insegnante. Grazie al talento ma anche a un’impresa “folle”: mettere professionalità e doti artistiche al sevizio di un’idea non profit di comunicazione sociale. Pasquale Volpe è davvero un personaggio fuori dagli schemi… chi potrebbe permettersi altrimenti un sito web così, proclamando che “alcune persone non hanno idee. Io non ho un sito web?”. L’idea che lo ha reso celebre come graphic designer, partorita qualche anno fa, si chiama Good50x70.  Dal 2007 al 2011, con un gruppo di amici Pasquale ha realizzato e diffuso grazie al web un grande progetto: coinvolgere migliaia di creativi per partecipare con i loro disegni a campagne di impegno sociale a favore di grandi associazioni internazionali, nel campo della tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Già dal primo anno le opere selezionate (ma tutte hanno avuto visibilità e crediti) sono state esposte in Triennale, punto di partenza per esposizioni che hanno girato l’Italia e l’estero. L’iniziativa è letteralmente esplosa, raccogliendo migliaia e migliaia di contributi negli anni da tutti gli angoli del mondo. E quella mole di lavoro, senza un compenso, ha fruttato a Pasquale enorme visibilità e prestigio. Insegna regolarmente design in Italia ma ha tenuto ormai seminari in diversi continenti, realizzando anche progetti “ad hoc” per diverse città. Molti si sarebbero seduti sugli allori, per Pasquale quell’esperienza è ormai alle spalle. E lo scorso anno ha lanciato con successo un nuovo progetto, Design in Town, che lo scorso anno ha travolto con un torrente di creatività la sua cittadina natale, Troia nelle Puglie, facendone la sede di un evento, “format per studenti e giovani professionisti selezionati e… supermotivati. “Vogliamo mettere alla prova i progettisti e i designer del domani, portandoli a confrontarsi con un territorio denso di storia e di storie, e con committenti in carne e ossa che esprimono un reticolo complesso di bisogni, desideri e difficoltà.  Con sei percorsi per esplorare le tradizioni, i comportamenti, le storie e le aspirazioni di un territorio urbano, e costruire risposte efficaci”, spiega nelle note Pasquale. L’esperienza, raccontata in un Diario di bordo è stata poi riassunta in un bel libro a cura di un altro ultracreativo amico di Italiani di Frontiera, Eugenio Alberti Schatz. E andata oltre ogni previsione e già si lavora all’edizione 2014. Io ho un motivo in più per ammirare Pasquale. Che la mattina del 31 dicembre 2007, incontrando in un bar di Milano un giornalista in overdose adreanlinica, alla partenza con tutta la famiglia per la California senza sapere bene cosa avrebbe fatto, aveva in testa però un nome, Italiani di Frontiera, e s’era sognato di notte un logo a forma di Golden Gate Bridge… beh Pasquale aveva ascoltato e in pochi giorni aveva sfornato il logo IdF. Che oggi ha girato il mondo, come i suoi progetti “Out of the Box”.