IdF back a San Francisco. Il diario di viaggio inizia fra storia e turismo, su Startup Italia

Sì ma insomma, con tutti i problemi dell’Italia… e basta con ‘sta Silicon Valley! Ah ah quanti ne ho sentiti… e quanti avrebbero cambiato idea, accompagnandoci in questo viaggio… perchè è qui che si capisce ancora meglio come va cambiata l’Italia. E si scopre che questo cambiamento è iniziato da un pezzo! Italiani di Frontiera torna a San Francisco, nella Bay Area in cui è nato nel 2008, un sogno cresciuto al punto di diventare il mio lavoro. San Francisco insegna come trasformare sogni (idee di impresa) in realtà (un business che funzioni).  Da domani si parte ma il prologo è  una giornata di sole incredibile, con un tour turistico-culturale per la città, con i giovani imprenditori del Sud che accompagno. Si parte da una targa dedicata a Joe DiMaggio. Tutta l’avventura la racconteremo su Startup Italia. Ecco la prima puntata…  

Massimo Banzi all’ITI Fermi Desio, giornata memorabile. E ora un progetto IdF per la Brianza…

  “Mi è piaciuto molto questo aspetto dell’ITI, dove tu in realtà quello che studi poi lo fai praticamente subito per cui c’è sempre dopo questo parallelismo fra il pensare e il fare. E questa cosa è in realtà un meccanismo che viene riproposto ed è molto importante in questo mondo dei makers”. “Rock me Right” di Susan Tedeschi a tutto volume,  si apre la tenda e… Massimo Banzi fa il suo ingresso, il sorriso un po’ imbarazzato da tanta accoglienza. Cartella a tracolla e giacca sotto braccio. Come non fosse appena arrivato da Lugano, in procinto per partire per New York. Come se fosse sceso dal pullman scolastico. Come qualche anno fa, quando il cofondatore di Arduino era uno studente dell’ITI Fermi Desio. Che due settimane fa, sabato scorso 6 aprile, l’ha accolto come una star. Una giornata memorabile, il “Banzi Day in Brianza” organizzato all’ITI Fermi Desio da Italiani di Frontiera e promosso dagli imprenditori di Obiettivo Brianza.  Idee, esempi virtuosi da imitare, spunti, ricordi, abbracci, foto ed emozioni. E un progetto che potrebbe lasciare davvero il segno in Brianza. Partendo da un monzese diventato star dell’hi tech mondiale. Con una ricetta forse buona per tutta l’Italia: far incontrare giovani innovatori ricchi di idee con imprese tradizionali ricche d’esperienza. Ai ragazzi, Massimo ha sparato con il suo stile una mitragliata di idee e ottimismo, catturando esempi virtuosi in giro per il mondo. Certo il suo di esempio vale più di mille discorsi. Ma anche con le parole Massimo se la cava alla grande. Invitando tutti a cogliere le straordinarie opportunità che il web offre oggi a chi ha idee e inventiva. “Con tutte queste informazioni accessibili gratuitamente, queste tecnologie che io posso costruire e comprendere per conto mio, realmente non ho bisogno del permesso di nessuno per fare delle cose grandi. E chi ha un’idea in testa chiaramente ha il vantaggio che può utilizzare gli strumenti di Internet per capire chi altro lo fa nel mondo, se qualcuno è interessato a quel tipo di cose se la mia idea è migliore o peggiore degli altri e può imparare tutto quello che gli serve a realizzare l’idea direttamente su Internet se magari non ha avuto la possibilità di fare una scuola che gli ha insegnato gli strumenti per poi realizzarla”. La mia cronaca della giornata in un articolo su CheFuturo!: “La ricetta di Massimo Banzi per l’Italia” . E’ stato davvero un gran lavoro di squadra. Coordinato al Fermi dalla professoressa Pola Amè, in arte signora Bonzio, diretto dalla preside Daniela Perego, così entusiasta alla fine da progettare un vero e proprio piano didattico che partirà dall’evento Banzi, con la partecipazione di studenti della scuola ai prossimi eventi Makers a Torino. Ambizioso pure il progetto che IdF vuol sviluppare con Obiettivo Brianza, cogliendo gli spunti forniti proprio da Massimo: riuscire a far incontrare visione ed energia di giovani talenti e startupper con aziende del territorio, cariche di esperienza che che hanno disperato bisogno proprio di nuove visioni e nuovi  approcci col mondo globale. E abbiamo già iniziato a lavorarci! Restate collegati…   Qui il bellissimo video sul Banzi Day realizzato per Corriere.it da Roldano Redaelli. Grazie ragazzi! L’attenzione di colleghi di stampa e web per questo evento è stata straordinaria, grazie pure a Silvia Tosetti che ha curato alla grande l’ufficio stampa. qui intanto galleria di foto in un un slideshow.    

Massimo Banzi (Arduino) torna nella scuola in Brianza in cui si è diplomato, un evento promosso da IdF

E’ nato a Monza, si è diplomato a Desio. Ma non è stato facile averlo come ospite per un giorno in Brianza. Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, piattaforma hardware open source è oggi imprenditore di fama internazionale, vive a Lugano ma è sempre in giro per il mondo, per il suo lavoro e come speaker in eventi internazionali. Sabato 6 aprile alle 10, Banzi sarà protagonista di un incontro con gli studenti ed i professori dell’ITI Fermi, che ha frequentato e al quale deve, dice, la formazione tecnica che è stata alla base del suo successo imprenditoriale. Più tardi Banzi sarà ospite di un evento conviviale degli imprenditori di Obiettivo Brianza, guidati da Maurizio Bocchi, che hanno promosso la giornata, ideata e organizzata da Italiani di Frontiera, in collaborazione con la scuola e il Comune di Desio.  Banzi ha meritato di recente una copertina sulla rivista Wired, che lo considera testimonial ideale del movimento dei makers, che punta a rilanciare i mestieri artigianali attraverso il digitale. Anche per questo l’appuntamento del 6 aprile in Brianza, territorio di imprese artigiane e con una lunga storia rappresenta un evento speciale, per offrire spunti di ispirazione a un territorio non immune dalla crisi, che dovrà rinnovare le proprie eccellenze imprenditoriali proprio con uno spirito di condivisione. Arduino è una piattaforma hardware che consente anche ai meno esperti di programmare e modificarla, simbolo di un modello di business innovativo basato sulla condivisione. Anche per questo la rivista “Wired” ha dedicato una copertina a Banzi, considerandolo testimonial ideale del movimento dei “Makers”, che puntano sul digitale per innovare tradizionali mestieri artigianali.  Sulla rivista CheFuturo! Banzi si presenta così. “Sono un maker cresciuto giocando con i circuiti elettronici, tanto da maneggiare il mio primo saldatore all’età di 12 anni. Nel 2005 ho fondato il progetto Arduino, la scheda a microcontroller open source made in Italy che viene utilizzato dai creativi di tutto il mondo. Sono stato professore associato all’Interaction Design Institute di Ivrea, al CIID di Copenhagen. Ora insegno alla SUPSI di Lugano”. Già sono usciti i primi articoli sulla stampa, c’è grande attesa per l’evento, che proporremo anche in streaming. Tutti gli aggiornamenti sulla pagina Facebook dedicato alla giornata. Qui invece il comunicato dedicato all’evento.

Quella Pasquetta 2008 a Google… e Marco Marinucci cita IdF su Corriere.it

…”Come ammetteva lo stesso Riccardo Monti, presidente dell’Agenzia Italiana per la promozione all’estero durante la sua scorsa visita a San Francisco, “come paese, ci siamo scordati totalmente di fare marketing del nostro genio innovativo nel mondo”. Se ne sono accorte organizzazioni come lo SVIEC (Silicon Valley Italian Executive Council) e soprattutto gli “Italiani di Frontiera” dello story teller Roberto Bonzio,  che, da anni, stanno dando testimonianza del genio italiano in Silicon Valley. Ed è su queste premesse che è nata l’attività della fondazione Mind the Bridge…” Ieri, in un post intitolato “Faggin ed in nuovi talenti italiani di Silicon Valley”, sul blog omonimo su Corriere.it, che cura assieme ad Alberto Onetti, Marco Marinucci, prezioso amico di IdF ha citato anche Italiani di Frontiera come parte di un movimento che sta riscoprendo le eccellenze del talento italiano, rafforzando il ponte di scambi con la culla mondiale dell’innovazione. Grazie Marco! Sono trascorsi cinque anni dall’inizio dell’avventura di Italiani di Frontiera e la Pasquetta 2008, giorno feriale negli USA, i Bonzios l’avevano trascorsa nel quartier generale di Google a Mountain View, ospiti proprio di Marco, raccontando poi la giornata memorabile su Bonzi.Us blog, il blog di famiglia, in un post curato dalla signora Bonzio. Cinque anni dopo, Marco ha lasciato (da poco) Google per dedicarsi a tempo pieno a Mind the Bridge, cresicuta nel frattempo in modo straordinario, assieme al ponte di opportunità e affari fra Italia e Silicon Valley. Al quale Italiani di Frontiera ha dato il suo contributo, con storie di talento di qua e di là dall’oceano. E per questo 2013, anno della Cultura italiana negli USA, IdF ha in cantiere un progetto di storytelling multimediale itinerante tricolore-stellestrisce moolto ambizioso… Ne riparleremo, molto presto.

A Catania due giorni di entusiasmo ed emozioni con il “tour de force” Italiani di Frontiera

Quattro presentazioni multimediali in due giorni, quasi seicento partecipanti in gran parte giovanissimi, tanto entusiasmo e un tour de force ripagato da emozioni e tantissimi nuovi amici. Mentre quelli vecchi sono fuoriclasse… Lo ammetto: sveglia all’alba, accoglienza sotto un diluvio e un po’ di fatica, in una bellissima città che sono riuscito appena a sbirciare. Ma sono stati due giorni memorabili per Italiani di Frontiera a Catania, dove già lo scorso anno l’impatto era stato straordinario. Se questo è il Sud, abbiamo solo da imparare… Inizio al liceo Capizzi di Bronte, grazie alla fantastica Elisa Franchina che dopo aver scoperto IdF un anno fa a Catania, ha convinto la brava preside Grazia Emanuele a ospitare la presentazione a scuola. Nel tardo pomeriggio nel bel Centro Culture Comtemporaneee ZO l’incontro con i Giovani Imprenditori guidati da quella macchina da guerra che è Antonio Perdichizzi, vero motore di tutto il tour (la conferenza in streaming è ora su YouTube, nel video in alto). Il giorno successivo, in mattinata ancora al Zo con i ragazzi delle scuole superiori della provincia, nel pomeriggio nell’aula magna dell’Università l’evento di Startup Academy, animata in modo esemplare da un professore raro, “IronProfessor” Rosario Faraci. Con la soddisfazione e l’onore di avere come ospite alla presentazione anche il nuovo rettore dell’ateneo, Giacomo Pignataro. Un’accoglienza da lasciare senza fiato, ragazzi fantastici, molti dei quali hanno persino voluto farsi fotografare con il prestigioso (?) autore di IdF! E una pioggia di nuovi amici dal giorno dopo nei social network.   Qui una prima galleria fotografica del tour 2013 di IdF a Catania. Qui invece la bella intervista della brava Francesca Cuffari per LiveSicilia Catania. Qui infine la preziosa riflessione di Antonio Musumeci in un post su Startupct. Grazie ragazzi, mi sono divertito troppo e non vi libererete facilmente di me: tornerò prima che ve l’aspettiate… Per chi ha partecipato a uno degli eventi, ecco una miniguida online per districarsi fra storie, personaggi e percorsi d’idee di IdF live.  Intanto il mese prossimo guiderò un tour a Silicon Valley proprio con un gruppo di giovani imprenditori catanesi, capitanati come sempre da Antonio “Caterpillar” Perdichizzi. Ne combineremo delle belle anche là…  

Federico Faggin premiato a Villaverla (Vicenza). Le sue straordinarie riflessioni sull’Italia che hanno ispirato IdF

Padre del microchip, inventore del touchpad, Federico Faggin viene premiato domani martedì 5 marzo dal Comune di Villaverla (Vicenza). Faggin, che  nel 2010 ha ricevuto alla Casa Bianca dal presidente  Obama l’onoreficenza più importante degli USA in campo tecnologico (National Medal of  Technology and Innovation), è stato tra i principali protagonisti e ispiratori di Italiani di Frontiera. Una parte dell’intervista video in esclusiva era stata inserita in una puntata della trassmissione VERSUS di AntennaTre, di cui ero stato ospite. Tutte le straordinarie riflessioni di Faggin su cosa frena l’Italia e ostacola l’innovazione, frutto di diversi incontri, in questo post di un paio d’anni fa, nel quarantennale dell’invenzione del chip. Qui invece una recente intervista per il Corriere Innovazione si temi della scienza e della consapevolezza, dal titolo Dal microchip a Dio.

Una metafora dell’idea folle che il collettivo trasforma in successo: 40 anni fa la meta più bella della storia del rugby

Un’idea folle e individuale: tentare l’impossibile, mentre ci si affanna per difendersi decidere invece di contrattaccare, da posizione assurda, contro una squadra micidiale… in pochi secondi, un collettivo che dà sostegno a quell’idea, trasformandola in un fantastico, inarrestabile percorso in linea retta verso l’obbiettivo, raggiunto. Quarant’anni fa, la più bella meta della storia del rugby. Arm’s Park di Cardiff, in campo quasi solo leggende, All Blacks-Barbarians, 27 gennaio 1973. Più che un gesto sportivo, una metafora. Attenzione a come “esulta scompostamente” Gareth Edwards, dopo un’impresa storica. Si prende due pacche di congratulazioni e via, senza batter ciglio! “Se il più grande scrittore del mondo della scrittura avesse scritto questa storia, nessuno ci avrebbe creduto”, dice il commentatore. Ventiquattro secondi di magia, entrati nella storia. E il Guardian li ha analizzati con i protagonisti, attimo per attimo…     Un paio d’anni fa, con un omaggio a “Lollo” Levorato che fu mio allenatore, in un post ho raccontato Cos’ho imparato dal rugby e da un vecchio campione che se n’è andato, di prezioso per realizzare Italiani di Frontiera.  

Tra i Community Leader dell’Innovazione per Dettori, citato nel libro di Polito… e oggi Italiani di Frontiera compie 5 anni

Il 22 gennaio 2008 una famiglia di Sesto San Giovanni partiva per la California, Palo Alto, senza ben sapere cosa sarebbe successo… Italiani di Frontiera compie oggi cinque anni. Per coincidenza, con due preziosi riconoscimenti, da un vecchio e da un nuovo amico. Il primo è Gianluca Dettori, storico venture capital malgrado la giovane età, prezioso estimatore di IdF. In un articolo su CheFuturo!  che delinea una straordinaria panoramica sul mondo dell’impresa innovativa nostrana, Gianluca mi ha inserito come autore di Italiani di Frontiera nel gruppo dei quattro Community Leader dell’Innovazione italiana! Niente meno… “Roberto ex-giornalista Reuters va in giro per il mondo a scovare e raccontare le eccellenze Italiane nel campo dell’innovazione ed è un grande ispiratore con i suoi talk espliciti e motivanti”), ha scritto Gianluca collocandomi  a fianco di tre figure prestigiose: FunkyProfessor Aka Marco Zamperini (“l’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia”), Stefano Quintarelli (“tessuto connettivo di chi vuole promuovere innovazione e tecnologia in Italia, con iniziative come Agenda Digitale ed Equiliber”) e Vito Lomele, imprenditore straordinario, fondatore di Jobrapido. Il secondo amico, appena conosciuto al telefono, è Antonio Polito, firma del giornalismo italiano, oggi editorialista del Corriere della Sera, che nel suo recente libro “Contro i Papà. Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli”, Rizzoli, riflessione impietosa sulle responsabilità di una generazione nell’educazione dei giovani, mi ha citato (da pagina 57) utilizzando un ampio estratto da un mio articolo per CheFuturo! su Maria Montessori, che a lui è piaciuto molto, pubblicato nel sessantesimo anniversario della sua morte, che la stampa italiana ha di fatto ignorato. “E se all’origine della formazione di straordinari innovatori del web che a livello globale hanno rivoluzionato la nostra esistenza, come i fondatori di  Google e Amazon ci fosse… un’italiana nata nell’Ottocento, Maria Montessori (1870-1952), riconosciuta a livello mondiale come pioniera dell’educazione creativa e libertaria?”, avevo scritto. Grazie Gianluca, Grazie Antonio. E grazie al bravissimo Fabio Vittorelli per la preziosa foto di famiglia, scattata alla vigilia della partenza, che ci ha portato fortuna. Italiani di Frontiera prosegue con entusiasmo, tentando strade inesplorate, con la forza di una rete sempre più ampia di amici e delle loro idee.

Fox News parla di start up italiane! E (in incognito) compare l’autore Italiani di Frontiera…

   Meno di due minuti, andati in onda il mese scorso, su  Fox News, una delle emittenti tv di maggior diffusione internazionale, in un servizio da Londra sulla difficoltà di fare impresa in Italia. Si parla della difficoltà di fare impresa, di talenti in trasferta e a un certo punto, su una panchina a Roma compare… l’autore di Italiani di Frontiera… in incognito! E cioè senza nulla che dica chi sono e cosa faccio. Ma ne valeva la pena comunque. Dietro quei due minuti scarsi c’è stato parecchio lavoro. Ore fra mail e telefonate per creare contatti e aiutare a capire la situazione, poi un’intera giornata di trasferta (rimborsata) a Roma, con due ore trascorse nell’incubatore di Luigi Capello EnLabs,  che compare per poche secondi nel servizio, aperto da Dino Distefano, giovane esperto di sicurezza informatica premiato a Londra, e chiuso da Fabrizio Capobianco, vecchio amico di IdF, parlando non della sua Funambol ma del progetto TOK.tv. Molte grazie a Courtney Walsh, anche lei vecchia amica di IdF, giornalista Fox a Roma, che ha coordinato e propiziato il servizio, a Amy Kellogg che lo ha realizzato da Londra, a Mario Biasetti, straordinario veterano del giornalismo con telecamera, che ha realizzato le riprese.  

Orientagiovani a Firenze: Blues dell’Innovazione IdF davanti a mille studenti!

Un colpo d’occhio mozzafiato, quello sulla sala del Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze (in alto nella foto StudioFranceschin Roma), che lo scorso 16 novembre ha ospitato l’edizione nazionale di Orientagiovani Confindustria. Un’emozione in più, per Italiani di Frontiera, di scena con l’applaudito Blues dell’Innovazione, che stavolta a fianco dell’eclettico Orazio Attanasio alla chitarra ha visto all’esordio Flavio Pirini, altro bravo attore e cantautore della scuderia Democomica guidata da Germano Lanzoni. Il prologo con il sindaco Matteo Renzi, amici vecchi e nuovi sul palco e in sala, alla fine complimenti persino affettuosi da giovanissimi talenti dell’innovazione italiana, come Federico Morello e Nicola Greco e figure prestigiose, come Ivan Lo Bello, coraggioso imprenditore che ha condotto una straordinaria lotta alla mafia in Sicilia, oggi vicepresidente Education di Confindustria,  o Silvia Giordani, che dirige un importante laboratorio di ricerca sulle nanotecnologie al Trinity College di Dublino. E l’incontro con giovani imprenditori straordinari, come Vito Lomele di Jobrapido, Giovanni Caturano di SpinVector. A dirigere l’evento come di consueto Riccardo Luna, che è pure riuscito nel miracolo di recuperare  chissà come la voce nel giro di una notte, visto che la sera della vigilia aveva l’eloquio di Bernardo, maggiordomo muto di don Diego de la Vega, in arte Zorro.  Grande Riccardo! Un diario per immagini nello slideshow qui sotto (cliccare sotto a destra Tutto Schermo, poi in alto a destra “Show info” per le didascalie). http://www.flickr.com//photos/bonzi-us/sets/72157632043338460/show/