Jack Sarfatti, incontro con lo scienziato eccentrico che ha ispirato “Doc” di “Ritorno al Futuro”

  Lo stralunato “Doc”, il dottor Emmet Brown di “Ritorno al Futuro” è ispirato proprio a lui, che negli anni Settanta è stato una figura di punta della scienza quantistica e contemporaneamente della controcultura californiana. Scienziato eccentrico, Jack Sarfatti classe 1939 vive ancora a San Francisco,  dove Italiani di Frontiera lo ha incontrato nel corso di un recente viaggio. Una chiacchierata preziosa, che viene pubblicata non a caso il 21 ottobre 2015, giorno in cui nel celebre film professore e studente protagonisti del film di Robert Zemekis del 1985 compiono il viaggio nel tempo. Con i suoi studi, Sarfatti  che in passato ha trascorso anche un periodo di studi a Trieste, al Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam, per una ricerca sui mini buchi neri, ha fornito spunti ad altre pellicole imperniate su viaggi nel tempo, come “Terminator due: Il Giorno del Giudizio” e “L’Esercito delle Dodici Scimmie”. Nel recente “Come gli hippie hanno salvato la fisica” (Castelvecchi), David Kaiser docente di Fisica all’MIT ha illustrato il ruolo di un gruppo eccentrico di scienziati degli anni Settanta che combinavano ricerca d’avanguardia agli esperimenti di misticismo orientale e telepatia, test di mobilità psichica attingendo dal subconscio, uso dell’LSD… percorrendo una nuova importante frontiera: quella della fisica quantistica. Si riunivano spesso in una stanza del Lawrence Berkeley National Laboratory, si chiamavano Fundamental Fisiks Group e il loro eccentrico leader era proprio Sarfatti. “La teoria dei quanti rappresenta ancora oggi uno dei più eccitanti orizzonti della fisica. Eppure in pochi conoscono il grande contributo che a questa disciplina hanno dato gli eccessi del movimento New Age degli anni Settanta. Molte delle idee che sono alla base della fisica dei equanti, ebbero origine dalla frenetica controcultura di quegli anni, da un fecondo miscuglio di bong, viaggi con l’LSD, misticismo orientale, teorie del complotto ed entusiastiche fedi nell’Era dell’Acquario”, ha scritto Kaiser. Secondo il quale, sarebbero  stati loro a recuperare in qualche modo quell’intreccio fra ricerca scientifica e tensioni filosofiche ed esistenziali che era stato naturale sino agli anni Venti per geni con Albert Einstein e Niels Bohr, ma era stato mortificato, piegando la ricerca alle esigenze belliche, con secondo conflitto mondiale e Guerra Fredda. – Kaiser vi assegna un ruolo importante. Davvero negli anni Settanta avete dato una svolta alla fisica? “E’ un libro storico quello di Kaiser, racconta la storia di come io e i miei amici abbiamo iniziato a parlare di Quantum Entanglement (correlazione quantistica) oggi un aspetto importante. Ma all’epoca quando ne parlavamo molte figure di spicco della fisica dicevano no, non è importante… oggi c’è un settore di miliardi di dollari che è uscito da quelli che furono i nostri sforzi di allora e il libro documenta tutto questo”. – E com’è successo che Hollywood si sia ispirata a te per il personaggio di Doc in “Ritorno al Futuro”?  “Negli anni Settanta incontrai Eleaonor Coppola, moglie di Francis Ford Coppola, ad un seminario in cui ero stato incaricato di svolgere un aggiornamento sulle ultime novità della fisica. Ely aveva con sé una copia del mio libro Space-Time and Beyond scritto con Fred Wolfe e Bob Toben. Le portò me e Fred a casa sua alle tre di notte e Francis Ford Coppola scese dalla camera da letto molto contrariato dicendo: Non mi piace questa roba penso siano scemenze…” è così che io e Francis ci incontrammo e passai poi un bel po’ di tempo con lui e i suoi amici come George Lucas… una volta portai ad una festa, a casa di Francis, Uri Geller (controverso personaggio israeliano che sosteneva di possedere poteri psichici ndr), con me c’era pure Jacques Valèe, che divenne poi consulente tecnico per Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977 Steven Spielberg ndr). Poiché il mio libro parlava di viaggi nello spazio, è stato così che è stato creato il personagio di Ritorno al Futuro. Credo che anche Eli Coppola abbia fatto un film sui viaggi nello spazio, era un tema che la intrigava molto”. – I viaggi nel tempo sono il tema di uno dei più interessanti film di fantascienza degli ultimi anni, Interstellar di Christopher Nolan… “La fisica in Interstellar è la migliore che ci sia stata nella fantascienza, perché è stata creata da Kip Thorne, fisico di prim’ordine del CalTech. L’ho incontrato la prima volta attorno al 1967… quando ho ho visto il fim sono rimasto impressionato anche dalla colonna sonora… forse un po’ confuso all’inizio ma di sicuro un bello sforzo e parla di quelo che è davvero la fisica”. – Davvero ci sarà la possibilità di percorrere questi tunnel spaziotemporali? “Non sono sicuro di esser d’accordo con l’uso di Kip Thorne della quinta dimensione per spiegare i suoi effetti. Penso ci sia un altro modo per arrivare ai wormholes (tunnel spazio-temporali) ma penso la questione centrale è che dischi volanti e fenomeni Ufo sono per me prove che forme di intelligenza (aliena ndr) visitano la Terra e l’hanno visitata per molto tempo, forse migliaia, milioni di anni ed hanno influenzato la nostra storia. Infatti penso che la Bibbia sia un libro di Ufo. Se pensi ai profeti, che hanno visioni e vedono le stesse cose in cielo… – Un futuro che ha condizionato il passato? “Io ho anche il sospetto che chi ci ha progettato… siamo stati noi stessi, provenienti dal futuro, con un viaggio nel tempo. E c’è uno degli amici di Kip Thorne, Igor Novikov, fisico russo, che ha scritto di questo anello del tempo”. – Vuoi raccontare quali sono le tue radici italiane? “Il padre di mio padre era cugino di Margherita Sarfatti, intellettuale molto conosciuta in Italia che sfortunatamente in qualche modo creò Benito Mussolini (Margherita Sarfatti 1880-1961 fu appassionata sostenitrice, collaboratrice e per lunghi anni amante di Mussolini ndr) … ma c’era pure un Sarfatti che fu medico personale di Papa Giulio II e professore di anatomia di Michelangelo…”            

Cinquant’anni fa il primo personal computer stupiva New York. Era italiano, la P 101 “Perottina” Olivetti

Steve Jobs aveva dieci anni quando  nello stand Olivetti del BEMA di New York, il salone dell’elettronica,  il pubblico trascurando le macchine da scrivere si mise a cercare incuriosito il fascio di cavi che di sicuro collegava quella macchina grande come una telescrivente a un “computer-armadio” nascosto chissà dove… perchè quella macchina da tavolo veniva presentata come un computer! Il 14 ottobre 1965 fece il suo esordio pubblico quello che è considerato il primo personal computer la P101 Olivetti, ribattezzata  “Perottina” poiché era stata realizzata da un manipolo di “ingegneri folli” capitanati da Pier Giorgio Perotto, una storia che viene spesso rievocata nelle conferenze Italiani di Frontiera. E alla quale La Stampa  ha dedicato un bell’articolo. Tutta la storia della leggendaria P101 è raccontata nella pagina di storia del sito di Olivetti Eccone un estratto. “…Perotto comincia pensare, come scriverà in seguito, a “una macchina nella quale non venga solamente privilegiata la velocità o la potenza, ma piuttosto l’autonomia funzionale”; una macchina di dimensioni ridotte per stare in ogni ufficio, dotata di memoria, flessibile, semplice da usare, programmabile. In pratica, i concetti base del prodotto sono molto vicini a quelli di un personal computer.. . nella primavera del 1964 può iniziare lo sviluppo del prototipo definitivo, in azienda ben presto battezzato come “la Perottina” …Tutto il personale della divisione viene trasferito a una nuova società, la Olivetti-General Electric; tutto, tranne Perotto, che con due fidati collaboratori resta in Olivetti. Perotto racconterà che in quell’occasione fece di tutto per dare di sé l’immagine del “progettista riottoso” e risultare non gradito alla nuova proprietà (General Electric): a ragione riteneva che gli americani, orientati alla grande informatica, non avrebbero mostrato interesse per il suo piccolo calcolatore e avrebbero cancellato il progetto. Ottenuto di restare in Olivetti, Perotto e il suo piccolissimo gruppo, “dimenticati” dalla struttura aziendale, possono operare in piena libertà e verso la fine del 1964 completano il prototipo della P101… …Su suggerimento di Elserino Piol, la presentazione del prodotto avviene sul mercato americano; l’occasione è la grande esposizione dei prodotti per ufficio, il BEMA, che si tiene a New York nell’ottobre 1965… …Esposta in una saletta del BEMA, la P101 diviene rapidamente l’attrazione principale dell’esposizione, oscurando gli altri prodotti meccanici della Olivetti…”. Oltre che fucina di straordinaria innovazione, come ricordato anche nel libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” la Olivetti è stata pure il trampolino di lancio per tanti protagonisti di questo progetto incrociati a Silicon Valley, come ricorda questo post pubblicato nel 2010, nel cinquantenario della morte di Adriano Olivetti. Qui invece l’intervista 2008 realizzata per Reuters a Laura Olivetti, presidente dell’omonima fondazione.

Italiani di Frontiera, progetto e libro di scena a TV2000 e nel portale Voglio Vivere Così

Due vetrine importanti nei giorni scorsi per Italiani di Frontiera. TV2000 nel programma “Siamo Noi” puntata dell’8 ottobre 2015 dedicata al tema della fiducia, ha ospitato due miei interventi a 1h 02’58” e 1h 10’04”, per illustrare il progetto e raccontare in particolare una delle storie più significative, quella di Amadeo Peter Giannini fondatore di Bank of America. Una bella intervista che ha permesso di spiegare come questo progetto è stato una svolta profonda, come scelta divita,è stata invece la bella intervista pubblicata su  Voglio Vivere Così, portale degli italiani nel mondo che hanno cambiato vita, a firma di Nicole Cascione.  

Il libro Italiani di frontiera in vetrina a Supernova Brescia con il direttore di Linkiesta

Appuntamento a Brescia domenica 4 ottobre per Italiani di Frontiera, ospite della bellissima rassegna Supernova. Alle 16.30 in piazza Vittoria si presenta il libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA) con un amico prezioso, Francesco Cancellato direttore di Linkiesta, che a questo progetto ha dedicato una bellissima intervista,  “L’Italia cambierà quando impareremo a gioire dei successi altrui” che ha avuto grande eco nel web. Un piacevole ritorno a Brescia, da dove negli anni scorsi sono partiti diversi imprenditori e manager compagni di avventura nelle precedenti edizioni dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (prossima partenza il 31 ottobre!). Uno di loro, Federico Ghidini, è appena stato nominato presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Lombardia! Interessante anteprima sabato 3 ottobre, proprio a Brescia, dove come autore di Italiani di Frontiera sono stato fra i dieci speaker dell’evento organizzato da OfficinaStrategia (grazie per l’invito a Sara Baroni e Marco Gafforini), professionisti nel far volare le idee, cinque minuti ciascuno per spiegare la propria personale interpretazione della parola Interazione.   E a chi poteva toccare il compito di aprire una piccola intensa grandinata di idee e spunti? Ma a un vecchio amico come Leandro Agrò, tra i fondatori di Frontiers of Interaction. Acc mi perderò l’edizione 2013, a Milano 12 e 13 novembre mentre io sarò a Silicon Valley… da dove Leandro è appena tornato…  

Italiani di Frontiera torna a Padova con Ispirazioni d’autore dei Giovani Imprenditori

  Altro appuntamento di prestigio per Italiani di Frontiera, ospite giovedì 24 settembre di “Ispirazioni d’autore” l’iniziativa dei Giovani Imprenditori Confindustria per proporre fra storie ed esperienze fuori dagli schemi gli spunti per guardare al futuro e rilanciare lo spirito d’impresa di chi quel futuro deve costruire. Un grande piacere, anche perchè non si contano i protagonisti di Italiani di Frontiera che per Padova e la sua Università sono passati, prima d approdare oltreoceano. Dal grande Federico Faggin, vicentino fra i padri del microchip, che forse come nessun altro ha ispirato il mio lavoro (nella foto con la moglie Elvia e una copia del mio libro Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” EGEA, che gli ho regalato nel corso di uno splendido incontro ospiti di Riccardo Luna e RepubblicaTV a Roma, The Innovation Game) a Cristina Dalle Ore trevigiana, astronoma NASA che di recente è tornata alla ribalta anche su Italiani di Frontiera dove ha raccontato in una splendida intervista in esclusiva,  ripresa da innumerevoli testate nazionali, la sua esperienza nella squadra che ha lavorato alla missione della sonda New Horizons su Plutone   al grande Cesare Marino, nato in Sicilia ma trevigiano d’adozione, antropologo allo Smithsonian Institution, fra i maggiori esperti mondiali di indiani d’America e straordinario scopritore di storie di italiani del West, che ho riproposto in IdF     Per Padova sono passati pure veterani Olivetti come Giacomo Lorenzin, oggi imprenditore del software, originario di Portogruaro (Veneza) e… mio compagno di scuola ai tempi del liceo, il Franchetti di Mestre.     E al Franchetti era pure Carlo Tedesco, come me mestrino, già a Cisco a San Josè (che onore è stato scoprire un ingegnere che veniva dalla mia scuola ed er un appassionato di Italiani di Frontiera!). Sia Giacomo che Carlo sono stati preziosi speaker quando siamo andati ad incontrarli nelle precedenti edizioni dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, in cui portiamo imprenditori e manager di ogni settore  a ispirarsi nella culla mondiale dell’innovazione. Un viaggio che non  è riservato a chi si occupa di digitale ma aperto a tutti i professionisti in cerca di idee e spunti per immaginare il futuro della propria attività. Ah la prossima partenza sabato 31 ottobre….     Ah da Padova infine è passato pure  Ezio Valdevit, sacilese, pure lui veterano Olivetti e pioniere dello storage network e oggi investitore a Silicon Valley… e molti altri protagonisti di IdF.

Crisi vs Futuro: Italiani di Frontiera in vetrina a Pordenonelegge con il libro EGEA, presto in ristampa

E’ uno dei festival letterari più prestigiosi del Paese, in costante crescita… nella città in cui ho mosso (nel millennio scorso sigh!) i primi passi da giornalista, nella redazione del Gazzettino. E’ dunque un onore e un piacere tornare a Pordenone (a qualche anno dall’intervento a Le Voci dell’Inchiesta, a qualche mese dal seminario per i giornalisti con il Circolo della Stampa di Pordenone) fra tantissimi amici vecchi e nuovi come autore, per presentare a Pordenonelegge   il mio “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA) che secondo le previsioni sarà presto in ristampa. L’appuntamento: SABATO 19 SETTEMBRE 2015 ORE 10:00 Palazzo Montereale Mantica, Lo spunto dell’appuntamento in una bella sintesi Chi parte. Chi resta. Storie per una rivoluzione culturale Incontro con Grazia Lissi e Roberto Bonzio. Presenta Stefano Moriggi. Un motivo in più di soddisfazione, essere inserito in un programma che tratta quest’anno un tema particolarmente in sintonia con le parole chiave di Italiani di Frontiera: Crisi vs Futuro. Ecco come l’hanno spiegato gli organizzatori “C’è una parola che abbiamo incontrato spesso, in quest’ultimo anno, nei libri che abbiamo incrociato o che ci sono stati proposti. Non è difficile indovinare: è la parola “crisi”. Una parola declinata in tutti gli accostamenti possibili, dall’economia alle istituzioni, dalla famiglia all’impresa, e poi fin dentro lo specifico di cui ci occupiamo: crisi dell’editoria, crisi del libro. Crisi, ovvero, necessariamente: cambiamento. Il momento della crisi è quello di un passaggio, di cui avvertiamo gli effetti, e di solito generano segnali di disagio, peggioramento, allarme. E’ necessario cercare di capire che cosa sta accadendo, durante una crisi. E oggi più di sempre è proprio nei libri che si trovano, se non le risposte, le domande giuste. E poi nei libri di quest’anno ricorre, senza che vi sia paradosso, un’altra parola: “futuro”. Solo il futuro, il futuro che è già qui e che dobbiamo imparare a vedere sarà non la soluzione, ma la conseguenza della crisi. Ci appare chiaro, oramai, che quello che è stato il mondo della crisi, è il mondo di ieri, e il suo tempo non avrà più corso. Mentre il mondo dove le conseguenze della crisi sono già all’opera si lascia intravedere, soprattutto attraverso i libri, nell’avvento di nuove dimensioni di esistenza, di produzione e di relazione comunicativa. Abbiamo cinque lunghi giorni, meravigliosamente intensi, per imparare a leggerle meglio e per parlarne insieme”.

Italiani di Frontiera a Treviso, di scena al Festival della Statistica

Appuntamento a Treviso sabato 12 settembre per Italiani di Frontiera. Uno storytelling multimediale Dal West al Web nell’ambito del Festival della Statistica, che vede protagonisti amici preziosi di IdF come Alessandro Rosina docente dell’Università Cattolica e presidente dell’associazione Talents, Sergio Nava collega di Radio24 e curatore della trasmissione Giovani Talenti, impegnati (auditorium San a Croce alle  11) nel dibattito “Talenti italiani nel mondo: dalla fuga alla circolazione”. Italiani di Frontiera sarà invece sul palco di piazza Pola alle 19.30, con una performance che viene presentata come “Spritz Satistico”… ci divertiremo. E quanti Italiani di Frontiera trevigiani da ricordare, da Cristina Dalle Ore astronomia NASA a Cesare Marino antropologo dello Smithsonian Institution, tra i protagonisti del libro Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley (EGEA)  

Il progetto e il libro: Italiani di Frontiera in articoli, recensioni, interviste video e in radio

Il Corriere della Sera, 17 aprile 2015, nella pagina di apertura della sezione Cultura & Spettacoli la prefazione di Gian Antonio Stella, due giorni dopo la pubblicazione del libro.     La7, Omnibus 28 gennaio 2018, intervento come ospite a puntata sulle disuguaglianze Gioia 17 gennaio 2018 Numero speciale ’68 e 12 Nuove Rivoluzioni Possibili   Linkiesta 21 novembre Charles Manson ha ucciso il sogno americano Il Corriere della Sera, 14 novembre 2017, articolo di Massimo Sideri, anche nella versione online   RetEconomy, 7 novembre 2017. La puntata video di EconomyUp condotta da Giovanni Iozzia prende spunto da “Dobbiamo tutto agli Hippie” per parlare di rivoluzione culturale e innovazione. Con servizio e intervista realizzata da Annalisa Lospinuso (da 1’40”) YouTube 31 ottobre 2017, video di Niuko sullo spettacolo di Vicenza “Dobbiamo tutto agli Hippie”, che ha coprodotto assieme a Interlogica   Il Giornale di Vicenza, 27 ottobre 2017, articolo di Lorenzo Rossi   AdnKronos 27 ottobre 2017, lancio in rete sullo spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie, ripreso da diverse testate, fra cui Libero Corriere del Veneto 26 ottobre 2017, annuncio dello spettacolo Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” Il Giornale di Vicenza, 24 ottobre 2017, post sullo spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” VicenzaToday, 24 ottobre 2017, post sulla prima dello spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Ale radici della New Economy”.   EconomyUp, 20 ottobre, annuncio dell spettacolo “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy”     Rai Uno Codice, agosto 2017,  intervistato da Barbara Carfagna   Linkiesta 2 agosto 2017 Federico Faggin padre del microchip e la consapevolezza che ci distingue dalle macchine MediaKey.tv 22 giugno. Pagina dedicata all’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, dopo l’intervento IdF ai MediaKey Interactive Awards RAI Community puntata del 15 giugno 2017 Le storie di Pietro Querini e il baccalà (25′ 23″) di Antonella Rubicco ed Emilio Billi di a3Cube (29′ 35″) raccontate a Benedetta Rinaldi   Linkiesta, 30 maggio articolo sul “libro perfetto per capire Trump e gli Stati Uniti di oggi”     MediaKey Interactive Awards, IULM Milano 18 maggio, intervento di Roberto Bonzio (video Vimeo)   RAI Community, puntata del 24 aprile 2017 Le storie di Roberto Busa (18′ 30″) di Elena Favilli e Francesca Cavallo (22′ 45″) raccontate alla conduttrice Benedetta Rinaldi.   Radio24 Giovani Talenti 22 aprile, ospita nuovamente Italiani di Frontiera, nella trasmissione curata da Sergio Nava. Qui il podcast (IdF da 14’05”)   RadioUno Rai 17 aprile 2017: interamente dedicato a Italiani di Frontiera lo speciale di Pasquetta della trasmissione Eta Beta, 17 aprile. Ecco il podcast.   Meridiani, marzo 2017 monografia su Silicon Valley, dedica ampio spazio a progetto e protagonisti di Italiani di Frontiera.   RAI Community puntata del 22 febbraio 2017 Il concetto di frontiera (43′ 40″), le storie di Sam Rodia e delle Watts Tower (45′ 20″) quella di Andrea Vaccari da uno sgabuzzino a Facebook (48′ 45″)  raccontate alla conduttrice Benedetta Rinaldi.   Il Gazzettino, 13 febbraio. Il Tour a Silicon Valley con Italiani di Frontiera, articolo di Maurizio Dianese.     Sesto Week settimanale dell’hinterland milanese, gennaio 2017, pagina a cura di Sonia Minchillo   Digitaldistrict.it, 20 novembre annuncio di presentazione a Milano Italiani di Frontiera a BookCity Radio RaiUno Eta Beta, 9 novembre puntata su Trump e Silicon Valley, intervento Roberto Bonzio (da 1′ 29″) Linkiesta, 19 ottobre, programma di Campo Base (Lario Fiere, Erba) con partecipazione di Italiani di Frontiera Giovannnilucarelli.it, agosto 2016. Approfondita riflessione in due puntate su frontiera e innovazione, di un amico di IdF, Giovanni Lucarelli “Prof. Creativo”, partendo dal libro Italiani di frontiera.  Qui la prima parte. Qui la seconda parte    MacNil Gravina di Puglia, 13 luglio Aperi Talk con Italiani di Frontiera   Expandere Liguria luglio evento Compagnia delle Opere a Sestri Levante, conferenza multimediale Italiani di Frontiera su YouTube   Radio3 Rai, 10 luglio LacittàdiRadioTre  blog     BertoStory, 18 giugno 2016 (blog di Berto Salotti,  fra le più innovative aziende italiane). Intervista di Valentina Sala     Opificio Zappa Erba 18 maggio presentazione Italiani di Frontiera   L’Italo-Americano 3 marzo 2016, intervista di Lavinia Pisani LUISS ENLABS Roma 9 febbraio presentazione Italiani di Frontiera a casa di Angel Partners   CheFuturo! 28 gennaio 2016 articolo su  Sindrome del Palio di Siena creata da Italiani di Frontiera divenuta titolo del rapporto Eurispes   Agenzia ANSA 19 novembre, annuncio di presentazione del libro ad evento il 29 in centrale idroelettrica ENEL  a Vittorio Veneto   Reteconomy (Economyup), 20 ottobre, intervista del direttore di Economyup Giovanni Iozzia nella puntata Migranti e imprenditori, da 19’30” (aprendo con la storia di Amadeo Peter Giannini, fondatore di Bank of America).     Voglio Vivere Così, portale degli italiani nel mondo che hanno cambiato vita, ottobre 2015  intervista di Nicole Cascione (link sull’immagine).       TV2000 programma “Siamo Noi” puntata dell’8 ottobre 2015 dedicata al tema della fiducia, interventi a 1h 02’58” e 1h 10’04” Messaggero di sant’Antonio settembre 2015 (anche nell’edizione USA Canada)       Cronache del Garantista 12 agosto 2015, articolo di Aurelia Arito       Linkiesta, 6 agosto 2015 intervista del direttore Francesco Cancellato (sull’immagine il link alla pagina) Libero, 30 luglio 2015 recensione di Claudia Casiraghi     Vero, 8 luglio 2015, recensione di Antonella Fiori       Job 24 (Sole 24Ore tv) 18 giugno 2015, libro Italiani di Frontiera, videointervista con Rosanna Santonocito   Panorama.it 13 giugno 2015, di Mauro Battocchi (console generale d’Italia a San Francisco), link su immagine     Radio 24 Giovani Talenti 13 giugno 2015, intervistato da Sergio Nava (link sull’immagine, dal minuto 6’50)       Metro, 11 giugno 2015, intervista di Antonella Fiori     Ca’ Foscari Alumni, 28 maggio annuncio di presentazione libro a Treviso   Il Gazzettino, 18 maggio 2015, recensione di Paolo Francesconi       Il Giornale di Vicenza, 15 maggio 2015 recensione di Nicoletta Martelletto   Repubblica Tv RNext. Videointervista con Riccardo Luna: chi sono gli Italiani di Frontiera, 13 maggio 2015 Repubblica Tv RNext. Videointervista con Riccardo Luna: Innovazione è ispirare i giovani, 13 maggio 2015   Media Key aprile 2015 scheda del libro  

Dopo l’esclusiva con l’astronoma NASA, presentazione del libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web…” a Milano e Modena

“Perchè è importante la missione su Plutone? Perchè spinge i confini della nostra specie ai bordi del sistema solare, sarà di ispirazione per le nuove generazioni a continuare a espandere l’orizzonte della nostra conoscenza verso nuove mete sempre più lontane. E perché unisce l’umanità nell’entusiasmo della scoperta e in questo rivela la parte migliore del genere umano”.  Con queste bellissime parole Cristina Dalle Ore  astronoma trevigiana alla NASA che fa parte del team che ha seguito  la sonda New Horizons verso Plutone  (fantastica la sua celebrazione in posa comica con la figlia Lucia), ha spiegato il significato della missione e della ricerca (espandere la conoscenza, ispirare i giovani, unire il genere umano) in un’intervista in esclusiva per Italiani di Frontiera. Intervista che ha avuto grande eco ed è stata ripresa integralmente nei giorni scorsi fra gli altri da Wired, La Stampa, Huffington Post, Corriere.it e Corriere del Veneto, EconomyUp e Tribuna di Treviso. Mentre il bravo Frediano Finucci caporedattore di La7, da me messo in contato con Cristina, l’ha intervistata ieri via Skype per la trasmissione Cronache (da 20’10”). Cristina Dalle Ore è fra i protagonisti del mio libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura a Silicon Valley” (EGEA, prefazione di Gian Antonio Stella) che presento nei prossimi giorni con una conferenza interattiva multimediale in due appuntamenti. – Mercoledì 22 luglio a Milano,  alle 18.30 nella sede di Copernico, via Copernico 38 (qui la registrazione su EventBrite) promosso da The Hive e condotto da Corrado Tirassa (NxT Innovation). – Giovedì 23 luglio alle 18 a Modena, libreria Mondadori Point, via Torre 15 promosso da Warrantraining Centro Servizi PMI. Occasione per parlare anche dei seminari di formazione IdF e dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour. Ci sarà occasione di parlare di Cristina e di tante altre storie di ieri e di oggi, partendo da un’onda di parole Out of the Box…

Cristina Dalle Ore un’Italiana di Frontiera nel team NASA della sonda che ha raggiunto Plutone

“Caro Roberto: è sempre un super piacere sentirti! Complimenti per il libro di cui sono orgogliosa di esser parte”. Da alcune ore Cristina Dalle Ore, astronoma trevigiana, è rimbalzata  su schermi e siti di tutto il mondo, nelle immagini della squadra che alla NASA ha festeggiato il successo della missione della sonda che ha raggiunto Plutone (nella foto in alto è la prima a sinistra). Fra i protagonisti di Italiani di Frontiera, che le ha dedicato anche un paragrafo nel libro uscito qualche mese fa, Cristina ha una storia bellissima, di tenacia, determinazione. Ma prima l’attualità. Cristina trova il tempo di rispondere rapidamente dalla California via mail a una serie di domande sul suo lavoro. Le sue parole, sul valore e il significato di questa missione sono da incorniciare. – Perchè è così importante questa missione? “Perchè spinge i confini della nostra specie ai bordi del sistema solare. Perchè sarà di ispirazione per le nuove generazioni a continuare a espandere l’orizzonte della nostra conoscenza verso nuove mete sempre più lontane. Perché unisce l’umanità nell’entusiasmo della scoperta e in questo rivela la parte migliore del genere umano. E più praticamente perché spinge i limiti della tecnologia motivando nuovi studi”. – Quando avete iniziato questo lavoro mirando a Plutone?  La missione e’ stata approvata nel Novembre 2001, dopo anni di tentativi. Quale è stato il tuo ruolo? “Il mio coinvolgimento vero e proprio  è incominciato recentemente con l’arrivo dei primi dati spettroscopici e sta velocemente prendendo importanza,  mano a mano che i dati ci arrivano con risoluzione spaziale sempre più alta. Sono una collaboratrice del gruppo che studia la composizione delle superfici di Plutone e delle sue lune. Il mio ruolo è analogo a quello di ‘detective-archeologa’, attraverso lo studio delle immagini ‘hyperspectral’. Queste sono immagini in cui ogni pixel ha uno spettro, cioè la rappresentazione della luce riflessa a 256 lunghezze d’onda diverse dall’area di Plutone coperta dal pixel. Immagina un arcobaleno con 256 colori invece dei soliti 6. L’intensità dei colori è come l’impronta digitale della superficie e da quella riusciamo a risalire alla composizione e indirettamente alla storia della superficie stessa. Sono parte di un piccolo gruppo di scienziati (tre) e ognuno di noi applica tecniche analitiche diverse che poi confrontiamo per assicurarci che i risultati siano accurati”. – Quali sono le metodologie più avanzate utilizzate nel tuo lavoro?  “Il mio approccio analitico utilizza tecniche di classificazione che vengono comunemente usate per l’analisi di ‘big data’ e che permettono di fare un’analisi oggettiva dei dati. Il risultato della classificazione viene poi interpretato con l’aiuto dei dati geografici e confrontato con I risultati indipendenti dei miei due colleghi di cui ti parlavo nel mio messaggio precedente”. – Il momento più difficile? “Fino ad ora è stato lunedì scorso, quando i primi dati interessanti sono arrivati e non riuscivo a stare nella pelle dalla voglia  di analizzarli e capire il loro significato. Allo stesso tempo è stata una delle giornate più’ eccitanti della mia carriera. :-)”. -Cosa vi aspettate in futuro?  “Prossimamente (nei prossimi mesi)i: dati a maggiore risoluzione geografica che ci diranno in dettaglio che materiali compongono le diverse parti di Plutone e di Caronte. A lungo termine: nuove missioni verso altre parti del sistema solare e magari anche al di fuori, a seconda di quanto lontano nel futuro ci vogliamo riferire”. Qui sotto un estratto dal paragrafo a lei dedicato, nel mio libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA, prefazione di Gian Antonio Stella). “Mai rinunciare a inseguire le proprie passioni, usare Internet come porta d’accesso e, per le ragazze, prepararsi a lavorare due volte meglio degli uomini. Come ha fatto lei, quando arrivò in America parlando un inglese che sembrava quello degli indiani nei film (solo verbi all’infinito) e su una tastiera aveva digitato soltanto due parole: «Hallo world». Astronoma trevigiana, laurea all’Università di Padova, Cristina Morea Dalle Ore è oggi ricercatrice al Carl Sagan Center oltre che al SETI Institute e all’Ames Research Center della NASA, dove è arrivata passando per University of California e Harvard… Oggi Cristina è specializzata nello studio dei bordi del sistema solare, un filone di ricerca che consente di capire la composizione chimica del sistema e la sua storia”. La foto in posa scherzosa, assieme alla figlia Lucia, che Cristina ha pubblicato sui social per celebrare l’evento, per me ha un significato particolare. specie in un Paese come l’Italia, che troppo spesso ammira l’arroganza costruita sul nulla. Qui una grande scienziata, un’ eccellenza mondiale, con uno scatto dimostra come la competenza  si  combini a una dose di ironia, con la leggerezza  dell’intelligenza.