Dieci parole chiave per iniziare al meglio il 2015. Con altrettanti video d’ispirazione, che dall’arte all’impresa, dalla musica alla filosofia offrono spunti preziosi per l’anno appena iniziato. Le parole che ho scelto sono Narrazione, Impegno Civile, Giustizia Sociale, Scoprire Talenti, Reinventare l’Immaginario, Barriere da Abbattere, Credere nei Visionari, Basta Piangersi Addosso, Non si può fare? Invece sì, Cavalcare l’Onda. 1) Narrazione Chissà che il 2015 sia l’anno buono per iniziare un racconto diverso, del Paese e di noi stessi, per troppo tempo rassegnati a sentire raccontare dei peggiori e non di chi può ispirare e dare esempio, ai giovani che devono costruire il futuro e a tutti noi. IdF mi ha fatto capire che il raccontare, strumento cruciale del mio lavoro, è proprio il punto debole di tante aziende d’eccellenza italiane. Che adagiandosi forse sulla potenza del marchio “made in Italy” hanno trascurato a lungo questo aspetto cruciale: sviluppare una narrazione d’impatto globale su chi si è e cosa si fa. Col risultato di perder colpi, di fronte a chi oggi è magari meno bravo nel fare, ma si sa raccontare meglio, stando magari dall’altra parte del mondo. Primo video dunque, una bella eccezione. Col racconto di un’azienda oggi hi tech e internazionale, ma fondata in Cadore nel Settecento: KeyLine. Una piccola storia lanciata a inizio 2014 per celebrare Prospero Bianchi, che un secolo fa trasformandosi da fabbro in imprenditore aveva saputo dare una svolta a quell’azienda, che nel video di fatto non compare. E il suo prodotto, le chiavi, nel racconto diventano oggetti evocativi, assumono valore di metafora, come custodi di tesori di un viaggio che non finisce… Bellissimo. Prospero’s Year Begins 2) Impegno Civile Il 2 dicembre 2014 ricorreva il cinquantenario e Italiani di Frontiera l’ha ricordato… In quel giorno, nel 1964 all’Università di Berkeley, Mario Savio, genitori italiani, studente di grande carisma che non aveva ancora 22 anni, fece un discorso entrato nella storia, di grande passione civile, che infiammò la protesta studentesca rilanciando il Freedom Speech Movement, movimento per i diritti civili e la libertà di parola. In qualche modo un prologo al ’68. “Arriva un momento in cui il funzionamento della macchina diventa così odioso, ti rende così infelice che non puoi più farne parte, non puoi farne parte nemmeno passivamente. E devi mettere il tuo corpo sugli ingranaggi, sulle ruote, sulle leve, su tutto l’apparato, e devi farla fermare. E devi mostrare alle persone che la gestiscono, alle persone che la possiedono che se non sarai libero, alla macchina sarà impedito del tutto di funzionare”. Da ascoltare e fare ascoltare, per ricordare come le parole ispirate possano smuovere le coscienze e ispirare cambiamenti importanti. Mario Savio on the operation of the machine. 3) Giustizia Sociale Fra mille immagini di protesta e denuncia da tutto il mondo, ho scelto un piccolissimo fatto che ha però avuto un forte impatto, grazie all’effetto virale del video che l’ha immortalato. Occasione per riflettere anche sull’incredibile potenziale rappresentato dai social media. Un episodio che è diventato simbolico, del forte malessere che sta vivendo la “seconda patria” di Italiani di Frontiera: la Bay Area. Perché l’impatto che un nutrito gruppo di giovani facoltosi professionisti che lavorano per le aziende di Silicon Valley sta avendo su San Francisco è pesante. Sono ragazzi dagli stipendi vertiginosi che possono pagare affitti esorbitanti senza batter ciglio… con il risultato di aver fatto schizzare alle stelle i valori immobiliari della città, costringendo molti residenti, pure della classe media, (compresi molti amici di IdF) a trasferirsi. Una ricchezza di pochi che dunque non beneficia ma anzi pesa sulla sorte di molti altri. Per questo il video è diventato simbolico. Un campo di calcetto nel quartiere di Mission, per tradizione a prevalenza latinoamericana, dove si gioca secondo la vecchia regola che si fa a turno turno e chi vince resta in campo. Ma arriva un gruppo di giovani aitanti con tanto di ricevuta: le regole sono cambiate, loro hanno pagato e dunque hanno diritto a occupare il campo. Quasi tutti alti e biondi i nuovi venuti, quasi tutti scuri e bassi quelli invitati a uscire, mai visti latinoamericani che chiedono di esibire i documenti a bianchi anglosassoni… Una discussione vivace ma composta, ripresa in un video che in pochi giorni conta oltre mezzo milione di views, scatenando proteste in municipio… e di lì a poco, il nuovo regolamento che permetteva di affittare il campo viene cancellato… Mission Playground is Not For Sale. 4)Scoprire i Talenti Promo di un documentario su una storia straordinaria, quasi incredibile (in questo momento disponibile nei canali Sky). Un giovane giornalista, John Maloof, che cercava immagini d’epoca di Chicago, acquista una scatola di negativi e rullini non sviluppati ad un’asta da un rigattiere. Le foto si rivelano strepitose e lui inizia a cercare ed acquistare tutti gli altri negativi di questa fotografa misteriosa. Si chiamava Vivian Maier, è morta nel 2009 (due anni dopo che lui aveva comprato quella scatola) era una bambinaia stramba, eccentrica e scorbutica. Non aveva mai diffuso le stampe dei suoi scatti, viveva semisegregata fra montagne di libri, ritagli… e oltre centomila negativi, almeno settecento pellicole di film non sviluppati. Le sue foto sono una straordinaria galleria di immagini di vita quotidiana, ritratti di un’umanità anonima, in città come Chicago, New York, Los Angeles. Ora che un’attenta campagna promozionale ha creato il caso d’impatto internazionale (Finding Vivian Maier), con documentario e mostre in diverse città in mezzo mondo, c’è chi ha detto che quella bambinaia sconosciuta ha costretto a riscrivere la storia della fotografia di strada del Novecento… Finding Vivian Maier promo 5) Reinventare l’Immaginario IdF insiste sull’Idea che gli ostacoli al rinnovamento sono spesso culturali, si nascondono in cattive abitudini e modi di pensare consolidati, che vanno combattuti con una Rivoluzione Culturale. Questo vale per l’Italia ma non solo. Nella cultura occidentale, forse nessun altro gruppo è stato definito in base a stereotipi e luoghi comuni dei nativi americani. Hollywood ha via via disegnato nell’immaginario collettivo del Novecento figure stereotipate, dopo che nei secoli precedenti i nativi americani erano stati per