Massimo Banzi torna in Brianza dopo l’evento 2013 con IdF nel “suo” ITI Fermi a Desio

Essere nato a Monza gli ha lasciato un imprinting, nel contatto con tanti piccoli imprenditori e artigiani che gli ha insegnato a considerare l’imprenditoria una possibile carriera. Aver visto  come funzionano  fabbriche e aziende locali è stato spunto prezioso, per capire poi, anche con alcuni progetti  Arduino che c’erano dei mercati per quei progetti. Ma altrettanto importante è stato andare poi via, all’estero, il modo migliore per mettere a frutto in altri contesti l’esperienza del luogo da cui si proviene… Cofondatore di Arduino, Massimo Banzi, star internazionale dell’hi tech è tornato nella sua Monza,  spiegando in questa bella videointervista di Roldano Radaelli per Corriere.it (Dalla Casa Bianca alla Villa Reale di Monza) che dal mondo dei maker, di cui è principale testimonial, vengono spunti preziosi per rilanciare l’economia tradizionale. Perché spesso aziende create dai maker riescono a dare linfa vitale ad aziende consolidate che però hanno bisogno di reinventarsi con vedute nuove. E in Brianza il contesto ideale è ovviamente l’industria del legno, del mobile, della casa che sta passando attraverso grandi innovazioni con Internet delle Cose… Molto in linea con la strategia dei preziosi partner di IdF, l’agenzia di Social & Innovation  Sharazad. Beh forse Italiani di Frontiera ha avuto un piccolo ruolo in questo ritorno alle origini di Massimo Banzi, organizzando “Massimo Banzi all’ITI Fermi Desio“,  il bellissimo evento 2013  che lo ha visto protagonista  nella sua scuola, dove ha risvegliato un autentico vulcano di idee e progetti di studenti ma anche di professori, collegati a Arduino e arrivati poi sulla passerella del Maker Faire a Roma.  A questo serve IdF: innescare e ispirare con storie e percorsi anomali tanti italiani di talento che poi finiscono col percorrere strade nuove…

Da IdF dieci parole chiave e dieci video d’ispirazione, per iniziare al meglio il 2015

Dieci parole chiave per iniziare al meglio il 2015. Con altrettanti video d’ispirazione, che dall’arte all’impresa, dalla musica alla filosofia offrono spunti preziosi per l’anno appena iniziato. Le parole che ho scelto sono Narrazione, Impegno Civile, Giustizia Sociale, Scoprire Talenti, Reinventare l’Immaginario, Barriere da Abbattere, Credere nei Visionari, Basta Piangersi Addosso, Non si può fare? Invece sì, Cavalcare l’Onda. 1) Narrazione Chissà che il 2015 sia l’anno buono per iniziare un racconto diverso, del Paese e di noi stessi, per troppo tempo rassegnati a sentire raccontare dei peggiori e non di chi può ispirare e dare esempio, ai giovani che devono costruire il futuro e a tutti noi. IdF mi ha fatto capire che il raccontare, strumento cruciale del mio lavoro, è proprio  il punto debole di tante aziende d’eccellenza italiane. Che adagiandosi forse sulla potenza del marchio “made in Italy” hanno trascurato a lungo questo aspetto cruciale: sviluppare una narrazione d’impatto globale su chi si è e cosa si fa. Col risultato di perder colpi, di fronte a chi oggi è magari meno bravo nel fare, ma si sa raccontare meglio, stando magari dall’altra parte del mondo. Primo video dunque, una bella eccezione. Col racconto di un’azienda oggi hi tech e internazionale, ma fondata in Cadore nel Settecento: KeyLine. Una piccola storia lanciata a inizio 2014 per celebrare Prospero Bianchi, che un secolo fa trasformandosi da fabbro in imprenditore aveva saputo dare una svolta a quell’azienda, che nel video di fatto non compare. E il suo prodotto, le chiavi, nel racconto diventano oggetti evocativi, assumono valore di metafora, come custodi di tesori di un viaggio che non finisce… Bellissimo. Prospero’s Year Begins 2) Impegno Civile Il 2 dicembre 2014 ricorreva il cinquantenario e Italiani di Frontiera l’ha ricordato… In quel giorno, nel 1964 all’Università di Berkeley, Mario Savio,  genitori italiani, studente di grande carisma che non aveva ancora 22 anni, fece un discorso entrato nella storia, di grande passione civile, che infiammò la protesta studentesca rilanciando il Freedom Speech Movement, movimento per i diritti civili e la libertà di parola. In qualche modo un prologo al ’68. “Arriva un momento in cui il funzionamento della macchina diventa così odioso, ti rende così infelice che non puoi più farne parte, non puoi farne parte nemmeno passivamente. E devi mettere il tuo corpo sugli ingranaggi, sulle ruote, sulle leve, su tutto l’apparato, e devi farla fermare. E devi mostrare alle persone che la gestiscono, alle persone che la possiedono che se non sarai libero, alla macchina sarà impedito del tutto di funzionare”. Da ascoltare e fare ascoltare, per ricordare come le parole ispirate possano smuovere le coscienze e ispirare cambiamenti importanti. Mario Savio on the operation of the machine. 3) Giustizia Sociale  Fra mille immagini di protesta e denuncia da tutto il mondo, ho scelto un piccolissimo fatto che ha però avuto un forte impatto, grazie all’effetto virale del video che l’ha immortalato. Occasione per riflettere anche sull’incredibile potenziale rappresentato dai social media. Un episodio che è diventato simbolico, del forte malessere che sta vivendo la “seconda patria” di Italiani di Frontiera: la Bay Area. Perché l’impatto che un nutrito gruppo di giovani facoltosi professionisti che lavorano per le aziende di Silicon Valley sta avendo su San Francisco è pesante. Sono ragazzi dagli stipendi vertiginosi che possono pagare affitti esorbitanti senza batter ciglio… con il risultato di aver fatto schizzare alle stelle i valori immobiliari della città, costringendo molti residenti, pure della classe media, (compresi molti amici di IdF) a trasferirsi.  Una ricchezza di pochi che dunque non beneficia ma anzi pesa sulla sorte di molti altri. Per questo il video è diventato simbolico. Un campo di calcetto nel quartiere di Mission, per tradizione a prevalenza latinoamericana, dove si gioca secondo la vecchia regola che si fa a turno turno e chi vince resta in campo. Ma arriva un gruppo di giovani aitanti con tanto di ricevuta: le regole sono cambiate, loro hanno pagato e dunque hanno diritto a occupare il campo. Quasi tutti alti e biondi i nuovi venuti, quasi tutti scuri e bassi quelli invitati a uscire, mai visti latinoamericani che chiedono di esibire i documenti a bianchi anglosassoni… Una discussione vivace ma composta, ripresa in un video che in pochi giorni conta oltre mezzo milione di views, scatenando proteste in municipio… e di lì a poco, il nuovo regolamento che permetteva di affittare il campo viene cancellato… Mission Playground is Not For Sale. 4)Scoprire i Talenti Promo di un documentario su una storia straordinaria, quasi incredibile (in questo momento disponibile nei canali Sky). Un giovane giornalista, John Maloof, che cercava immagini d’epoca di Chicago, acquista una scatola di negativi e rullini non sviluppati ad un’asta da un rigattiere. Le foto si rivelano strepitose e lui inizia a cercare ed acquistare tutti gli altri negativi di questa fotografa misteriosa. Si chiamava Vivian Maier, è morta nel 2009 (due anni dopo che lui aveva comprato quella scatola) era una bambinaia stramba, eccentrica e scorbutica. Non aveva mai diffuso le stampe dei suoi scatti, viveva semisegregata fra montagne di libri, ritagli… e oltre centomila negativi, almeno settecento pellicole di film non sviluppati. Le sue foto sono una straordinaria galleria di immagini di vita quotidiana, ritratti di un’umanità anonima, in città come Chicago, New York, Los Angeles. Ora che un’attenta campagna promozionale ha creato il caso d’impatto internazionale (Finding Vivian Maier), con documentario e mostre in diverse città in mezzo mondo, c’è chi ha detto che quella bambinaia sconosciuta ha costretto a riscrivere la storia della fotografia di strada del Novecento… Finding Vivian Maier promo 5) Reinventare l’Immaginario IdF insiste sull’Idea che gli ostacoli al rinnovamento sono spesso culturali, si nascondono in cattive abitudini e modi di pensare consolidati, che vanno combattuti con una Rivoluzione Culturale. Questo vale per l’Italia ma non solo. Nella cultura occidentale, forse nessun altro gruppo è stato definito in base a stereotipi e luoghi comuni dei nativi americani. Hollywood ha via via disegnato nell’immaginario collettivo del Novecento figure stereotipate, dopo che nei secoli precedenti i nativi americani erano stati per

Creatività e Innovazione senza frontiere: mille idee per riflettere nei libri di sei amici di IdF

  Sei libri usciti negli ultimi mesi e una raffica di spunti e idee nuove. Con un filo conduttore: creatività e innovazione, nella sfida alle frontiere, quelle delle consuetudini e quelle geografiche.  Oltre al fatto di avere per autori preziosi amici di Italiani di Frontiera… In “La maestra di Kabul” Selene Biffi racconta assieme a Carlo Annese la sua fantastica avventura di imprenditrice del sociale iniziata all’età di 22 anni (già consulente Onu  membro della Task Force per le Startup Innovative del Ministero dello Sviluppo Economico, dal 2009 Young Global Leader al World Economic Forum), in particolare la scommessa di riuscire a cambiare il mondo… partendo da una scuola per cantastorie nella capitale dell’Afganistan. E date un’occhiata ad uno dei sui progetti, Plain Ink… E sull’educazione scommettere pure Cristiano Ghibaudo, formatore e ispiratore, che con Il libro del Talento si ripropone di approfondire i contenuti del suo primo volume di successo, Le rane che si credevano pesci, usare metafore e favole per insegnare a saper riconoscere e valorizzare le proprie doti, senza paura di esplorare, sbagliare e mettersi in gioco. Nel lavoro e nella vita. Mettersi in gioco per innovare è pure il tema di Viaggio nella nuova imprenditoria Startup e innovazione in Italia di Jessica Malfatto. Ventisei imprenditori, ventisei idee di business, ventisei imprese. Dal sociale al coworking, dal gaming al crowdfunding, dalla pubblicità al mondo del lavoro: “aziende differenti, che partono da esigenze o da intuizioni diverse, che nascono da chi ha una forte esperienza professionale o da chi è giovanissimo e sente crescere la voglia di creare un’impresa, perché non c’è tempo da perdere”. Chi è esperta malgrado la giovane età di imprese innovative è pure Alice Avallone, che assieme a Leonardo Staglianò ha pubblicato New York Low Cost, guida anticrisi alla città più cool del mondo, facendo tesoro dell’esperienza di Nuok, il suo bellissimo magazine online che partendo proprio come blog da New York, presenta oggi una vetrina aggiornata e quasi sterminata delle principali città del mondo attraverso gli occhi e la curiosità di giovani italiani che vi ci sono trasferiti. Con Existential Marketing I consumatori comprano, gli individuo scelgono, il bravo Paolo Iabichino, docente e professionista nel campo della pubblicità, autentico guru della comunicazione dentro e fuori i social media, spiega come la sfida per la comunicazione d’impresa stia nel saper innescare un’empatia con narrazioni che tocchino temi esistenziali e sappiano coinvolgere il pubblico  offrendo qualcosa in cui riconoscere la propria identità, non solo un prodotto da consumare. Per questo trasparenza e autenticità sono ingredienti indispensabili. Infine in Boomerang Perché cent’anni di tecnologia non hanno (ancora) migliorato il mondo, Nicola Palmarini, veterano dell’ICT, lunga carriera in IBM ed esperto di Internet delle Cose, propone una riflessione a tratti amara sulle disillusioni che la rivoluzione tecnologica ha causato. A volte il futuro immaginato somiglia alla fine dell’Utopia, dice Nicola.  Per evitare che le nuove frontiere dell’innovazione, come ad esempio la sharing economy, diventino terreno di conquista di disinvolti squali che inseguono solo modelli aggiornati di neocapitalismo selvaggio, è indispensabile recuperare il risvolto umano del digitale. E utilizzare queste tecnologie per continuare a inseguire il sogno, aggiungerei io…  

Italiani di Frontiera apre i Media Key Awards 2014 allo IULM

Ritorno a Milano, allo IULM, platea inedita il 21 maggio, professionisti della pubblicità online, agli Interactive Key Awards 2014. I dieci minuti iniziali di Italiani di Frontiera hanno lanciato l’evento, con una versione inedita del Blues dell’Innovazione assieme a Germano Lanzoni, in una veste insolita, visto che questa volta era conduttore dell’evento, e Orazio Attanasio, Un successo straordinario (grandi progetti in cantiere, in RAI,  con il bravo regista dell’evento Dario  Barezzi e con Astrid Fiorella di Media Key)… Qui il breve storytelling dopo i 90 secondi di sigla iniziale. 15° IKA 2014 – Sigla e Apertura from Mediakey on Vimeo. Ah mi sono pure preso la soddisfazione di premiare Wired (pochi giorni prima di conoscere Massimo Russo, direttore della rivista e giornalista mestrino come me…) consegnando il riconoscimento Media & Educational al vicepresidente Conde Nast  Marco Formento…  

La conferenza TED più vista: compie 10 anni il capolavoro di Ken Robinson “La scuola uccide la creatività?”

Registrata nel febbraio 2006 e vista da oltre 37 milioni di persone, la conferenza di Ken Robinson,  La Scuola uccide la Creatività?, la più vista fra le centinaia di bellissime conferenze TED, è un caposaldo per il progetto Italiani di Frontiera, nella modalità di presentazione e nei contenuti, un capolavoro di narrazione brillante sul tema della valorizzazione del talento dei bambini, insistendo sul fatto che accettare senza paura il rischio di commettere errori sia alla base dell’innovazione e dune indispensabile per immaginare il futuro. Nel video qui sotto (si possono impostare i sottotitoli in italiano) la conferenza, effettuata nel 2006, la più vista in assoluto nella lunga lista di bellissime conferenze TED. Semplicemente imperdibile. Ken Robinson ha poi proseguito sulla stessa line sin altre due belle conferenze TED, Provocate la rivoluzione nell’apprendimento! (febbraio 2010, oltre sei milioni di views) e Come fuggire dalla Valle della Morte dell’Educazione (aprile 2013, oltre cinque milioni si views).      

IdF di scena a Sassari (Premio Nazionale Innovazione), poi al nuovo Talent Garden a Bergamo

Altri due appuntamenti di prestigio, per Italiani di Frontiera, dopo il seminario per l’Ordine dei Giornalisti a Napoli, nell’ambito di Orientasud,  e la due giorni dell’ICT Business Days a Reggio Calabria. Il 4 e 5 dicembre IdF sarà di scena a Sassari nell’ambito del Premio Nazionale dell’Innovazione, organizzato dall’Università UNISS, con una conferenza Dal West al Web prevista per giovedì 4 dicembre alle 16.30. Venerdì pomeriggio poi partecipazione alla tavola rotonda sull’innovazione, condotta da un vecchio amico di IdF, Riccardo Luna, che ha da poco ricevuto l’incarico di Digital Champion  per l’Italia, decidendo di farsi affiancare da un centinaio di Digital Champions sparsi sul territorio, e scegliendo l’autore di IdF per il comune di residenza, Sesto San Giovanni. Venerdì 6 dicembre ritorno di IdF a Bergamo, dopo il bellissimo evento di un anno fa nella sala convegni Papa Giovanni XXIII (in scena prima del premio Nobel John Nash!). Stavolta Italiani di Frontiera è ospite del nuovo Talent Garden, con una conferenza multimediale alle 17… e accidenti! Il programma mi presenta cine il più importante storyteller italiano! Ansia da prestazione adesso… Grazie mille ad Alberto Trussardi, animatore del Talent Garden e Digital Champion di Bergamo, che era stato fra gli ospiti dell’evento dello scorso anno.    

“Ci dai una mano a San Francisco?” Come NON ci si comporta. Girando a Silicon Valley e non solo

“Ciao Roberto, andiamo in missione negli USA ma nei due giorni a San Francisco una parte del programma è in forse. Ci dai una mano?”. Lo ammetto, fare le cose di slancio, in modo informale e disinteressatamente è stata una delle chiavi del successo di Italiani di Frontiera nei mesi passati in California, dove questo stile è premiato. Ad agire così invece in Italia,  dove l’opportunismo è diffuso ed è ancora di moda tirarsela… si finisce con l’essere sottovalutati.  Ma si trattava pur sempre di una società di alto profilo, che tiene molto all’etica, titolare un amico…  che mi ha sempre fatto chiamare da un’assistente… E dunque, io mi sbatto, creo contatti, impegno amici e m’ingegno, senza nulla pretendere. Serve una sala attrezzata per una riunione, perché a San Francisco gli hotel chiedono troppo? Una telefonata e un caro amico imprenditore, che ci ha appena ospitati con l’ultimo Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, mette a disposizione quella della sua società, aspettandosi al massimo un grazie con un paio di bottiglie. C’è un possibile buco di mezza giornata? Studio un miniprogramma di tour turistico culturale, scrivo percorso, tappe e spunti a notte fonda, poi mobilito una giovane professionista in gamba, fermatasi a San Francisco dopo il nostro Tour, pronta ad accompagnare per qualche ora il gruppo, che sperò avrà il buon senso di compensarla… Che fortuna, quella sera in città c’è pure un evento del Consolato italiano, ottima occasione di networking, per conoscere pure il bravo console… Ora, lo slancio per fortuna l’ho contenuto, perché ero a un passo dal rompere le scatole pure ad un paio di altri amici startupper, per chieder loro dieci minuti… ma per chi? Per un gruppo che è partito senza sapere fino all’ultimo cosa avrebbe fatto a San Francisco, poi ha declinato l’offerta della sala, poi ha cambiato in continuazione programma, tenendoci in ballo sino all’ultimo, preferendo una cena all’evento del Consolato… e sparendo alla fine, dopo aver evidentemente  tappato i buchi per proprio conto. Tutto lecito, intendiamoci. Meno comprensibile che sia avvenuto senza un grazie e scusa per il disturbo, cosa che sarebbe stata gradita. L’episodio però è prezioso per una piccola riflessione, che riproporrò anche in qualche mio incontro.  Così “non si fa”, e non solo a Silicon Valley o a San Francisco, dove ad ogni mail si risponde in tempi brevissimi, personaggi di primo piano sono disponibili e accessibili ma proprio per questo, un atteggiamento opportunista del genere… brucia ogni opportunità. Resto dell’idea che l’etica nei rapporti, prima che da leggi e norme di contratti sia regolata da sensibilità, buone maniere e buon senso. E quello di tampinare con insistenza quando si è sotto pressione, per poi sparire quando non si ha più bisogno del tampinato, è un vizio diffuso, in Italia. Si ritorce implacabilmente sulla credibilità e sulla reputazione di chi non sa comportarsi con stile ma in genere pure su quella di chi chiede e impegna amici… a fondo perduto, per contatti patacca con persone che pure di etica pontificano! Ma io sono fortunato: i limiti patologici dei miei slanci invasivi, dedicati pur a chi non li merita, i miei amici li conoscono bene. E sono molto, molto comprensivi… di questo li ringrazio. PS  Piccola integrazione in coda, visto l’interesse suscitato. Mesi fa il collega di un quotidiano finanziario mi chiede aiuto, ha bisogno di contattare un veterano di Silicon Valley, molto difficile da raggiungere. Io gli creo subito link con altro italiano, amico mio e del veterano. Quanto lo rivedo il mese scorso, l’amico mi dice che il collega si è dileguato. Io gli scrivo mail per chiedere lumi, non mi risponde nemmeno. Coongrats! PS 2 Poco dopo la diffusione di questa nota, almeno il collega giornalista ha chiamato scusandosi. Grazie, ho apprezzato. AGGIORNAMENTO: Nuovo episodio nello stesso stile opportunista. Un giovane conduttore di una popolare radio di Milano mi chiama per avere contatto con Cesare Marino, per un evento che stanno preparando sui nativi americani.  Mi dico disponibile e gli faccio notare  che la sua radio (dove portai Cesare per un’intervista nel 2010, di ritorno dall’evento di Rudio a San Francisco) mi chiama ogni tanto per raggiungere esperti miei amici ma non ha mai parlato di Italiani di Frontiera, secondo me per pregiudizio ideologico. Lui dice che probabilmente è così… Cez via mail risponde però che è appena tornato a casa, in Virginia, dal Giappone e non ha voglia di parlare (è piuttosto lupo solitario, come sa chi lo conosce), allora riscrivo al conduttore, gli propongo altri contatti e mi dico disponibile a parlare io raccontando il filo che collega le storie di italiani del West a contatto con nativi americani raccontate grazie a Cesare da Italiani di Frontiera… nessuna risposta, né tantomeno grazie.  Coongrats! Anche a lui ho spiegato che l’opportunismo fa perdere reputazione e dunque opportunità…

Luca Prasso ex DreamWorks svela i segreti della sua Curious Hat

Una startup lanciata da un italiano in California, per creare app che avvicinino i bambini al mondo reale attraverso gli apparecchi mobili, invece di isolarli in un mondo virtuale. E che ora, nel secondo weekend di novembre 2014 ha segnato una pietra miliare, toccando il milione  di download! Curious Hat è stata fondata nel 2012 da Luca Prasso, torinese cresciuto a Verona e oggi veterano della grafica digitale a Silicon Valley. Vecchio amico e uno dei protagonisti di Italiani di Frontiera, Luca aveva raccontato a IdF nel 2008 la sua straordinaria esperienza a DreamWorks. In questa intervista del 2013, nella sede di Mind the Bridge, Luca aveva illustrato la sua Curious Hat. Oggi Luca, che è pure un bravo fotografo, sta anche svolgendo una collaborazione a contratto con Google, lavorando ad un progetto avveniristico: la realizzazione di cartoni animati “immersivi”, in cui lo spettatore entra nel mondo stesso dell’animazione, attraverso un apparecchio mobile: può seguire la vicenda del protagonista come se fosse davanti a lui ma spostando lo schermo attorno a sé scopre un intero mondo animato a 360 gradi, di cui ha la sensazione di far parte. Ci siamo rivisti per qualche minuto, durante la visita a Google in ottobre con l’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour, ospiti di Stefano Menti, manager vicentino del colosso della ricerca. Non c’è stato nemmeno il tempo per una chiacchierata con il gruppo ma ci saranno presto altre occasioni… Lo scorso anno nel corso di un incontro informale, Luca aveva incontrato nella sede di San Francisco di Mind the Bridge oltre ad alcune startup impegnate nei corsi, i giovani imprenditori del sud dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour di primavera, rievocando la propria esperienza da DreamWorks a Curiosus Hat. Nel video qui sotto un estratto del suo intervento.

Halloween 2010, ritorno a Palo Alto nella casa natale di Italiani di Frontiera. Poi era successo di tutto…

Palo Alto, 970 Los Robles Avenue: alla vigilia di Halloween 2010, con non poca emozione ero tornato a visitare la casa di Palo Alto, dove Italiani di Frontiera era nato, nei sei mesi trascorsi due anni prima con famiglia (ribattezzata Bonzi.Us con blog omonimo), nel cuore di Silicon Valley. Beh non è proprio come il leggendario garage di Hewlett e Packard, 367 di Addison Avenue, luogo di nascita di Silicon Valley come certificato da targa in ghisa, che andiamo a visitare ad ogni Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (ci siamo stati pure due settimane fa…). Però per me quella casa ha un gran valore affettivo. Mike e Karen Nanewicz, i proprietari che sono tornati ad abitarci, sono stati amici preziosi. Rivedere stanza per stanza la “nostra” casa mi aveva davvero commosso. E certo assistendo alla “lezione di Mike, che insegnava con perizia ai figli come tagliare la zucca per Halloween, non immaginavo cosa fosse davvero nato, in quella casa. Il giorno dopo, 1 novembre 2010, eravamo sulla tomba di Carlo Camillo di Rudio, conte bellunese sopravvissuto a Little Bighorn, per celebrarlo con una cerimonia interamente ideata e prodotta da IdF, con a fianco amici preziosi tra i quali l’allora console Fabrizio Marcelli, Franco Folini (Novedge), Phil ed Elaine Pasquini, fotografo e giornalista di talento. Con me ovviamente Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian e biografo del conte di Rudio, che aveva girato le scene nella “nostra casa”. Passando poi davanti alla videocamera per la cerimonia al cimitero nel Presidio. Ma non solo: pure per festeggiare le World Series vinte dai Giants. Come è accaduto di nuovo proprio ieri… E dopo quella giornata incredibile ed emozionante, piena di straordinari contrattempi e segnali, ognuno dei quali coincideva con un episodio della persona cui siamo andati a rendere omaggio, il ritorno in Italia. E di lì a poco la decisione di scommettere sull’avventura di Italiani di Frontiera e lasciare il posto fisso, per farne il mio lavoro a tempo pieno. Ormai non mi stupisco, più, di fili invisibili e puntini uniti da IdF…  

IdF in Franciacorta per un seminario inedito con top manager internazionali Pirelli

  Sfidare le Frontiere, Think out of the Box, Credere nelle proprie Folli Idee, Sognare e raccontare il sogno… Le parole chiave di Italiani di Frontiera saranno il filo conduttore di un evento con un formato inedito: un seminario di due ore organizzato in collaborazione con Adecco, in programma oggi lunedì 27 ottobre in Franciacorta con un gruppo di manager internazionali Pirelli. Una narrazione con una formula sperimentale per IdF, con storie e idee che daranno spunti a Giuliano Menassi, Senior Vice President Manufacturing del gruppo milanese, per un workshop davanti ad un gruppo di eccellenza, i Country Manager di una ventina di Paesi. Un lavoro a quattro mani… al quale se ne aggiungeranno altre due, quelle di Orazio Attanasio, fido compagno di avventure su tanti palchi, che accompagnerà alla chitarra il seminario organizzato in collaborazione con Adecco (grazie Fabrizio Mori HR Training Manager) , che promette di essere davvero Out of the Box…